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Autore: ArrowVI    09/05/2022    0 recensioni
Gli umani regnano su Gaia, ma le pietre di questo continente trasudano memorie di creature ben più antiche e potenti.
Sono passati circa diciassette anni da quando l'imperatore dei Dodici Generali Demoniaci è stato imprigionato nel mezzo di questo e un altro mondo... Ma, ormai, il sigillo che lo teneva rinchiuso sta cominciando a spezzarsi.
Cosa accadrà quando Bael sarà libero? Verrà fermato o porterà a termine il piano che, diciassette anni fa, gli è stato strappato dalle mani?
Quattro nazioni faranno da sfondo a questa storia:
Mistral, Savia, Asgard ed Avalon.
Io vi racconterò di quest'ultima......
Come? Chi sono io? Non ha importanza, per adesso...
Umani contro Demoni... Chi sarà ad uscirne vincitore?
Se volete scoprirlo allora seguitemi... Vi assicuro che non rimarrete delusi dal mio racconto.
Genere: Avventura, Comico, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Capitolo 14-1: Jessica Rosefield



 


Il mio nome è Jessica Rosefield, sono nata il cinque Luglio, diciassette anni fa... O forse, dovrei dire, fui adottata quel giorno.

I miei veri genitori... Non ho idea di chi siano. Fui abbandonata davanti alla villa dei Rosefield pochi giorni dopo essere nata, per motivi che non ho mai, però, cercato di scoprire.
All'inizio Lucas Rosefield e Marie Leonheart, i miei genitori adottivi, pensarono che la scelta più giusta da fare fosse quella di portarmi in un orfanotrofio... Ma cambiarono rapidamente idea.

Decisero quello stesso giorno di accettarmi nella loro famiglia come se fossi una loro figlia, piuttosto che abbandonarmi al destino in un luogo da cui, nel peggiore dei casi, non sarei mai uscita.

Fu mio padre Lucas, durante il mio dodicesimo compleanno, a rivelarmi la verità sulle mie origini... Ricordo che all'inizio mi sembrò assurdo, ma non m'importò: per me, era solamente quella la mia famiglia. Legami di sangue o meno, non aveva importanza. Quella mia risposta, sembrò renderli felici.

Jessica fu il nome che mi diedero quel giorno. Finii in mezzo a una famiglia piuttosto grande: tre sorelle e un fratello, tutti più grandi di me.

Vanessa, la più grande ed estroversa. Tre anni in più di me, un'abilissima maga nella manipolazione dell'acqua e una delle poche ad aver sviluppato una unicità, ad Avalon. La sua specialità? Può trasformare il suo intero corpo in uno stato liquido. E' davvero strano, specialmente perché possiamo attraversarla da parte a parte come se fosse acqua normalissima. Non le piace mostrare la sua unicità, perché farlo le fa cadere i vestiti, oltre che inzupparli.

Melissa, un anno in più di me e la seconda più grande. Una studiosa che trascorre la gran parte del suo tempo chiusa dentro la libreria della nostra villa. A differenza nostra, non sa usare la magia.
Alessio, otto mesi in più di me. Amante della cultura Mistraliana, ha studiato le arti marziali fin da quando ho memoria. Si è trasferito a Mistral qualche anno fa insieme al suo fidanzato.
Cassandra, tre mesi in più di me. La più divertente e una grandissima scansafatiche. Nonostante tutto, comunque, un'abile maga anche lei e possiede un grande repertorio di magie di medio livello.


Per qualche assurdo motivo, a nostra madre piace mettere una doppia "S" nel nome di tutti i suoi figli. A volte, mi preoccupa un pochino.



Marie fu la prima a notare la mia assurda affinità nelle arti magiche, dicendomi anche che possedessi un quantitativo di mana dentro di me a dir poco fuori dal comune.
Provò a spingermi più volte a intraprendere la strada per diventare una maga e seguire le sue orme come insegnante della Star, ma sfortunatamente per lei, fu la professione di mio padre ad attirare la mia attenzione...

...Scusa, mamma.

Un medico e un erborista, per qualche motivo i suoi libri mi fecero brillare gli occhi fin da piccola.
Grazie alla sua assurda collezione di libri, e all'aiuto di Melissa, cominciai a studiare lentamente la fauna e la flora presente in tutta Avalon, per poi spostarmi lentamente sui libri di biologia.

Magnus... Non mi andò mai a genio.
Quel suo ritmo assurdo, quelle strade affollate e le attenzioni che ero solita ricevere nelle scuole in cui andavo, a causa del nome della mia famiglia, mi misero sempre in soggezione.
Proprio per questo domandai a mia madre se fosse possibile studiare da qualche altra parte, e non nella capitale.

Accettò la mia richiesta senza fare molte polemiche, chiedendomi se volessi trasferirmi insieme a lei nella cittadina di Samir, dove lei andava a insegnare.

Avevamo una piccola villa anche li, quindi decisi di seguire mia madre in quel posto, a detta sua, molto più calmo e silenzioso.
E... Non me ne pentì.


Quasi nessuno sapeva chi fossi, in quel posto. Fui per la prima volta in grado di camminare per le strade senza essere circondata da adulti che volevano sapere tutto di me e dei miei genitori.
Una bambina che camminò per le piccole stradine di quel calmo paesino senza attirare l'attenzione di nessuno.
Mi sentii... Euforica, per qualche motivo. Mi sono sempre sentita più a mio agio insieme a poche, ma fidate, persone, preferendo più spesso il silenzio di una libreria o una stanza vuota al rumore assordante di tutte quelle persone che parlano l'una sopra l'altra.


Durante il nostro soggiorno a Samir, un giorno incontrai un ragazzino dagli occhi argentei e i capelli rossi. Non avevo idea di chi fosse, ma lo vidi in piedi in mezzo alla strada, giocando con un lungo ramo come se fosse una spada.

"Prendi questo!"
Esclamava, muovendo quel ramo istericamente come se stesse cercando di colpire qualche nemico invisibile davanti a se.

"Soffri la mia furiaa"
Esclamò.
Era strano, non fui in grado di controllarmi.

Quando scoppiai a ridere, quel ragazzino diventò immediatamente rosso come un peperone.
Poi, però, si avvicinò a me e mi fissò in silenzio per qualche secondo.

"Chi sei? Non ti ho mai vista da queste parti"
Mi domandò.
Forse sono strana... Ma non essere riconosciuta da qualcuno mi fece sentire stranamente felice.


"Sono Jessica"
Gli dissi, nascondendo il mio cognome nel caso che potesse causare problemi.
Quel ragazzino mi mostrò un enorme sorriso, mentre allungò quel suo ramo verso di me.

"Vuoi giocare?"




"Jessica, riprenditi!"
Fui in grado di sentire la voce di Xane, in quel momento.
Sembrava che fossi nel mezzo dell'oceano, dentro una bolla dentro la quale non fui in grado di muovere neanche un muscolo.

"Ehra, puoi curarla?!"

Quando riaprii gli occhi, per un istante vidi Ehra. Sentii un calore dentro di me che mai sentii prima di quel momento... Eppure il mio respiro continuò a essere doloroso, i rumori intorno a me assordanti e quasi irriconoscibili.
Stava... Piangendo?

< Perché piangi, Ehra? >
Provai a domandarle, ma quelle parole non uscirono dalle mie labbra.
Pensai che quella fosse la fine. Dopotutto, ero appena stata ferita da quel demone... Nergal, giusto?

Più continuai a pensare, più la mia mente sembrò offuscarsi.
Ero sicura che stessi morendo. Potevo sentire il sapore del sangue scendere giù nella mia gola, e la mia vista rossa si faceva sempre più offuscata.
Con la coda dell'occhio vidi quel fiocco a forma di fiore... Fu Michael a regalarmelo, per il mio quindicesimo compleanno.


Poi per qualche motivo non sentii più alcun dolore. All'improvviso la nebbia che offuscò i miei pensieri scomparve in un istante, e i suoni tornarono perfettamente riconoscibili.
Il rosso che avvolgeva i miei occhi rapidamente scomparve come se non fosse mai esistito.
Non so perché, o cosa accadde... So solo che prima di perdere i sensi, vidi ancora una volta Ehra, stavolta stava sorridendo.


Pensai che fosse stata lei a curarmi.
Quando mi svegliai, dopo l'assalto alla Star, ringraziai Ehra per avermi salvata.
Per qualche motivo, la direttrice evitò il mio sguardo, mostrandomi invece un sorriso... Un po' dispiaciuto.

"Sono felice tu stia bene, Jessica"
Mi disse.




In quel momento sentii Xane mettermi una mano nella spalla.
Tornai improvvisamente in me, realizzando che mi stesse chiamando per nome.

<< Hey? Gaia chiama Jessica, ci sei? >>
Mi domandò, sollevando un sopracciglio in segno di confusione.

<< Ah-Ah scusa. Ero persa nei miei pensieri, per un attimo, ahah... >>
Ridacchiai.
Non so perché ripensai agli avvenimenti che accaddero alla Star, in quel momento. Tutta quella situazione era così assurda che pensai più volte di scappare via per scappare da tutto quello.

<< Se non ti senti bene, Jessica, dovresti andare a riposarti per qualche minuto. >>
Mi disse subito dopo.
Sapevo che si preoccupasse per me, ma non mi serviva che mi facesse da balia.
Con gentilezza rifiutai la sua proposta, cercando di fargli capire che stessi bene e che fossi solo confusa da tutto quello che era successo.

Xane non sembrò convinto da quelle mie parole, ma decise di non farmi ulteriori domande.
Mi guardai per qualche istante intorno. Vidi Helena e Mikoto mentre parlavano insieme. Erano davvero molto vicine, eh?

Fu in quel momento che realizzai che Seryu fosse sparito.
Lo chiamai per nome ma non ebbi alcuna risposta.
Attirai quindi l'attenzione di Xane, chiedendogli se avesse visto dove fosse andato Seryu, ma anche lui mi mostrò una espressione confusa.





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Fine del capitolo 14-1, grazie di avermi seguito e alla prossima!


 

   
 
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