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Autore: Dioni    11/05/2022    1 recensioni
In un mondo di eroi,mostri,uomini e dei,dove immense nazioni si fanno guerra per la supremazia,Milziade,un uomo dalle mille professioni e abile combattente viene contattato da Lucilla,una giovane sacerdotessa di Apollo per scortarla fino alla città-stato di Aegis,dove sa di poter trovare rifugio dalle grinfie di Nova,l'impero che lui legioni si spandono sempre più per posare il vessillo della'aquila dorata su nuove terre e su nuove razze e dal suo imperatore,Lucio Cornelio Silla,il segreto per la quale la ragazza e perseguitata,intrecciando così il suo destino con quello del mercenario,trascinandolo in un avventura che li porterà alla ricerca di un antichissimo potere,pari forse a quello degli dei stessi e che nelle mani sbagliate può cambiare il destino del loro mondo per sempre.
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Avanzava placido,tranquillo e pensando solo agli affari suoi. Cercando a terra col grosso naso,piatto e umido qualcosa da mangiare a terra,fossero bacche,semi o frutti di qualsivoglia sorta. Era beato,distratto...e poi morto. Si rovesciò a terra con una freccia a lato del collo,preso esattamente nella zona cervicale,con la punta d'acciaio infilata tra le vertebre del corto e spesso collo da suino che si trovava. Nemmeno un lamento è il grosso cinghiale lasciò questo mondo senza alcun dolore,come se si fosse addormentato e Nym,con l'arco trattenuto ancora nella salda mano si inginocchio di fronte alla creatura,controllò che non ci fosse alcun pericolo attorno a lui,poi posò l'arco a terra ed infine recitò alcune parole rivolte agli spiriti della foresta e al cinghiale,per quello che comunque era risultato un uccisione e da ciò non aveva tratto ne gioia né orgoglio per la propria abilità. Tornò indietro con il grosso animale gettato sulle spalle,cosa che non fu un problema per le sue braccia e tornò indietro dal gruppo in attesa del suo ritorno. Camminò per dieci minuti prima di intravedere un fuoco acceso in mezzo ad un accampamento già presente sul posto,allestito da banditi e poco lontano dalla via principale che conduceva verso la prima tappa del loro viaggio,il piccolo avamposto di Cherunensis. Situato poco fuori dai confini orientali del territorio occupato dalla città-stato di Aegis sorgeva l'avamposto di Cherunensis,era un piccolo fortino militare dove i legionari pattugliavano il confine con la piccola democrazia confinante,anche se nell'ultimo periodo di pace dopo la guerra civile era stato limitato al compito di pattugliare la zona è impedire a merci contrabbando di passare il confine,oltre che impedire a criminali,briganti e fuggitivi di ogni sorta di cercare la salvezza oltre i confini imperiali,cosa che la maggior parte delle volte non aveva successo e i malcapitati venivano consegnati alla giustizia e puniti a seconda del crimine compiuto. Erano in viaggio dall'alba è fino ad ora tutto bene,nessun mostro,nessun brigante,nessun pericolo inaspettato si era fatto presentare alla loro presenza,che ora,verso la prima mattina,riposavano tranquilli,intenti a consumare una colazione a base di pane,formaggio salato e olive e da bere della semplice acqua,una colazione leggera e nutriente,adatta per una mattina d'estate così soleggiata,mentre un leggero venticello si insinuava tra le fronde degli alberi e portava freschezza in quella radura selvatica. Quando l'elfo tornò dal gruppo notò come tutti erano beatamente impegnati a non fare niente,tranne Lucilla,che continuava ad osservare la mappa e teneva in mano il libro,che il mago le aveva offerto per aiutarla nel suo viaggio. Era intenta a tracciare il percorso usando solo gli occhi come strumento di precisione e il libro aperto accanto a se per apprendere le informazioni riguardanti i pitagorici,il misterioso gruppo di maghi e filosofi che si erano interessati al demiurgo sia come materia di studio che come obbiettivo,concreto e tangibile dei loro studi e delle loro teorie. Riposavano placidamente ma tenevano addosso le loro protezioni e le loro armi a portata di mano,mentre i loro sensi restavano sull'attenti,in attesa di dover ricevere brutte sorprese.

Mia signora.”,disse Nym avvicinandosi a Lucilla,mentre teneva ancora per le mani l'arco e la sacca della cacciagione.

Oh Nym...”,disse lei di soprassalto,mentre staccava gli occhi dalla mappa e dal libro che occupavano gran parte della sua attenzione, “Sei tornato,com'è andata la caccia?”

Bene,ho trovato un cinghiale e per oggi possiamo dire di esserci guadagnati il pranzo,per la cena invece possiamo attendere direttamente all'avamposto direttamente dietro il confine. Ci vorrà ancora molto tempo prima che i noviani capiscano che abbiamo lasciato Aegis e quindi,darci il tempo di entrare di nuovo nell'impero senza destare troppi sospetti. In ogni caso,credo che almeno per stanotte potremmo riposare in un un letto caldo. Comunque,scoperto qualcosa in più?”

No nulla di rilevante. Conosco la meta ma il tragitto non mi è noto,non ho visioni di alcun genere e per quanto riguarda questa setta per ora ho solo letto di teorie e filosofia di questi pitagorici,ma per ora nulla di pertinente al nostro viaggio.”

Capisco. In ogni caso non si sforzi troppo e trovi del tempo per riposare quando può.”

Lo farò senz'altro,grazie Nym.”

L'elfo fece un breve cenno con la testa e si separò dalla ragazza,portando la defunta bestia vicino al focolare allestito, che Gordlack e braxus si erano occupati di montare mentre Milziade era rimasto al campo a fare la guardia,ma sarebbe stato meglio dire a non fare niente.

Ehi matto di orecchie a punta,cosa ci hai portato di buono oggi?”,disse Gordlack mentre sistemava una manciata di rami e rametti che avevano raccolto nei dintorni.

Cinghiale,anche se non te lo meriteresti.”

Quindi c'è né di più per me?”,disse Milziade mentre era intento a controllare la nuova spada e la qualità del metallo lavorato,che come le altre attrezzature ricevute in dono erano di fattura più che eccellente.

Per te ancora meno mercenario.”

Ogni giorno che passa ti voglio sempre più bene elfo.”,disse Milziade con tono chiaramente ironico.”

Nym non ricambiò affidandosi alla sua classica natura calma distaccata,qualità più che adatte ad un arciere e si limitò a sedersi vicino agli altri tre e prendendo anche lui la sua parte di colazione e mangiando poco alla volta la sua parte.

Comunque,ancora un paio d'ore e saremo giunti al confine con le terre di Nova e da li bisogna passare per l'avamposto di Cherunensis. Se tutto va bene passeremo il confine senza nemmeno che si accorgano che Lucilla sia tornata nel suo impero senza neanche che le guardie al confine se ne accorgano. Certo,controlleranno le merci e dovremmo pagare una piccolo dazio per far passare tutte le cose che ci portiamo dietro,ma a parte questo,prevedo che passeremo senza problemi.”

Tu dici?...”,intervenne Braxus con tono preoccupato, “Non vorrei che si fossero accorti che abbiamo lasciato Aegis e che adesso controllino il confine alla ricerca della principessa. Se fosse così non avremo modo di passare.”

Se fosse così i reparti di cavalleria di quell'esercito posto fuori dalla città ci avrebbe già inseguito e dubito che avessero così tanti ricognitori da poterli spargere in ogni punto attorno alla città e anche se avessero potuto osservarci e coordinarsi per riferire della nostra fuga avrebbero dovuto inseguirci ,cosa comunque improbabile,perché avrebbero rotto la tregua appena stipulata,cosa per nulla opportuna per l'imperatore,oltre che perdere tempo e tardare alla richiesta di rinforzi alla quale sono stati costretti a lasciare l'assedio. Sia dal punto di vista tattico che logistico la nostra fuga per loro è un problema minore visto che il loro compito principale era la presa della città di Aegis.”

Ma a che scopo prendere Aegis? Non sarebbe stato meglio inseguire noi piuttosto che iniziare un assedio? Tutto questo non ha alcun senso.”,chiese il nano confuso riguardo al discorso.

Da quello che ho capito la città-stato prima era parte dell'impero è il suo presidente era disposto a dare sostegno alla vostra principessa,in qualche modo è venuto a saperlo è ha deciso di muovere guerra ad Aegis sapendo il loro intento e così,sia nel tentativo di riprendersi la città che impedire ad una fuggiasca e i suoi collaboratori di trovare rifugio in una nazione straniera,avendo sia le motivazioni che la giustificazione,o casus belli come dicono a Nova,di poter attaccare senza che nessuno potesse dire qualcosa e impedire a Silla di fare la sua mossa. Il resto lo sapete già.”

Nym erano rimasti in disparte nel discorso ma aveva ascoltato tutta la spiegazione senza battere ciglio e doveva ammettere che il mercenario aveva ragione. Tornava tutto,il tempismo,il numero di uomini,i mezzi e le circostanze avevano portato Aegis,il loro porto sicuro dagli artigli dell'aquila dorata era divenuto un obiettivo strategico e centro d'interesse per le mire dell'imperatore,sia dal punto vista militare che da quello personale,in quanto anche lui alla ricerca del Demiurgo. Purtroppo nella lista dei loro nemici Silla era senza dubbio il peggiore. Feroce,spietato,attento,calcolatore e con una forza fisica da far impallidire persino il peggiore dei mostri. Uno così di certo non vorresti mai averlo contro.

C'è un problema riguardo al tuo ragionamento”,disse Nym pensieroso, “Se è vero che Silla ora è stato costretto a scendere a patti con Aegis per coprire lo scandalo della disfatta di un suo generale e della rinuncia della conquista di Aegis per far inviare rinforzi da un altra parte,cosa ci garantisce che le sue spie,ammesso che ci fossero ad Aegis,non abbiano aspettato che fossimo usciti dalla città per poi essere catturati appena giunti a Cherunensis?”

Milziade si prese un attimo di tempo per raccogliere le idee e cercare di dare la miglior risposta a lui più conveniente,in quanto Nym aveva tirato in ballo un ottima questione. Doveva riordinare le idee,ragionare,concentrarsi sulla situazione è valutare tutte le disponibilità possibili. Dare la risposta migliore e dare una risposta che piacesse a tutti non era la stessa cosa.

Nulla...assolutamente nulla. Per quello che ne potete sapere potevate essere seguiti fin dall'inizio e non esservene accorti ed ora,con me in mezzo a voi e noi,che stiamo per mettere la testa tra le fauci del lupo,o della lupa se preferisci,potremmo anche cadere in una trappola. Ma tuttavia,ritenete saggio restare in questi territori,seppur al sicuro,bloccati mentre l'imperatore e chissà chi altro trova questo Demiurgo e ci fa quello che gli pare e piace? Rispondete onestamente.”

No Milziade....”,disse Lucilla tutto a un tratto,staccando la sua attenzione sulla mappa e dal libro, “Non possiamo permetterci di restare fermi quando sappiamo che qualcun altro,la fuori,nel mondo,potrebbe usare il potere del Demiurgo per scopi puramente malvagi ed io,Flavia Lucilla Equo,sacerdotessa di Apollo ed erede al trono di Nova non posso permetterlo,al di là di ogni mia paura,di ogni mia incertezza io devo riuscire nell'impresa o per lo meno tentare. Voi restereste fermi a guardare ciò che più amate sapendo che rischiate di perderlo,se non farete nulla per impedirlo?”

Restarono tutti in silenzio. Sentirla parlare in quel modo la faceva sembrare molto più grande dell'età che dimostrava,che agli occhi del mercenario pareva andasse tra i quindici e i diciassette anni,ma non si era informato sulla cosa,sia perché il saperlo non lo ripagava in alcun modo,sia perché non era veramente interessato,eppure,con quel tono,così pacato e allo stesso tempo così serio la faceva sembrare in tutto e per tutto una vera e propria regina. Nym,Gordlack e Braxus non osarono parlare e sapevano bene quale fosse la risposta più ovvia da dare a quella domanda. Sapevano a cosa si stava riferendo e imbarazzati non aprirono bocca,le loro espressioni parlarono per loro. Passò il tempo nel silenzio generale e quando fu l'ora del pranzo iniziarono a preparare il cinghiale,lo tagliarono grazie agli utensili che avevano ricevuto,insieme a molte altre cose di cui erano stati forniti,lo spellarono,lo fecero a pezzi,accesero il fuoco e grazie ad una sapiente disposizione della legna e della carne,insieme a due piastre di ferro dalla superficie ondulata prepararono una griglia di fortuna e misero a cuocere i diversi pezzi dell'animale. L'ora del pranzo si rivelò particolarmente ricostituente,poiché la carne del cinghiale,che venne poi salata e aromatizzata con alcune erbe selvatiche locali che l'elfo conosceva bene,diede un sapore più acceso e corposo al selvatico suino che ora riempiva i loro stomaci. La sacerdotessa come sempre mangiava piano e senza ingordigia come l'era stato insegnato per i costumi dell'alta società e completamente all'opposto il nano mordeva,strappava e di tanto in tanto doveva pulirsi la lunga barba con cura e usando la mano pulita,quella con la quale non stava tenendo la carne,mentre gli altri tre mangiavano più o meno alla stessa maniera,in particolar modo l'elfo,che se ne stava leggermente in disparte dagli altri e mangiava appoggiato ad un albero,restando ad una distanza che gli permettesse di controllare i dintorni e allo stesso tempo non essere troppo distante dal gruppo. Una volta terminato il pranzo decisero di passare un altra oretta per digerire e mettere a posto le proprie cose. Poi partirono,allontanandosi ancor di più dalla sicurezza della città di Aegis.


Erano passati un paio di giorni da quando aveva subito quell'orrenda ferita all'occhio. Odio,per la preda che aveva osato ferirlo rovinosamente. Odio,per l'umano che lo aveva sconfitto e umiliato,facendolo sentire un debole. Odio,odio,odio e nient'altro che odio. Nimerin sentiva solo odio in quei due giorni passati ad aspettare. Aveva trovato un altura rocciosa,che sormontava,il sottostante avamposto di Cherunensis,che lui sapeva un tempo,prima della costruzione della zona di controllo era presente un villaggio dove una volta sorgeva un sito cerimoniale,dove un tempo i barbari della zona offrivano animali in sacrificio per calmare o ingraziarsi le forze della natura,ed ora,vi era stato costruito un avamposto militare. Sulla sua pelle erano nuovamente presenti i precedenti tatuaggi che aveva dovuto sacrificare,insieme a buona parte del suo potere per salvarsi la vita contro quell'umano,che era riuscito a imbrogliarlo così maledettamente bene che si era reso vulnerabile al contrattacco della sua preda. Miele,miele delle api di bronzo,quante probabilità c'erano che c'è ne fosse una scorta in un magazzino abbandonato? Poco importava oramai,sapeva bene che quell'umano sarebbe dovuto passare di li se voleva tornare all'interno dei confini imperiali. I presagi erano giusti e gli dei parlavano attraverso coloro che stavano ad ascoltarli,questa volta non avrebbe fallito e l'orda selvaggia avrebbe tratto solo vantaggi da questa nuova offensiva. L'ultima volta aveva confidato in orsi e goblin per i suoi agguati. Si guardò alle spalle e li in alto,insieme a lui,questa volta,si sarebbe accompagnato a bestie e umanoidi ben più spaventosi ed agguerriti per la sua nuova ed ennesima brutalità,in attesa che questa volta fossero tutti insieme per cadere nella sua trappola. Il lupo questa volta avrebbe pranzato con il cadavere della pecorella e lo avrebbe fatto con estremo piacere. I rinforzi erano presenti,l'inganno preparato e questa volta aveva usato anche la malizia tipica della gente civilizzata. Ora doveva solo aspettare.


Arrivarono a pomeriggio inoltrato,di fronte alla muraglia di pietra che difendeva il confine. L'avamposto di Cherunensis era di fronte a loro. Erano giunti in quel punto attraverso una delle vie principali,in questo caso quella settentrionale controllate da Aegis,dalla quale molti viaggiatori e mercanti,dovevano passare per giungere alla città dalle bianche mura o per fare la strada contraria e tornare nell'impero,che fosse da una parte o dall'altra. In quel momento la strada era poco percorsa,a parte l'ora,dalla quale si poteva intuire che passare non sarebbe stato difficile,almeno fisicamente. Nella pratica invece c'erano una serie di pali di legno appuntiti e uniti tra loro e disposto in modo da formare un primo perimetro difensivo,come quando si montava un castrum,utili per rallentare le cariche di fanteria e arrestare completamente quelle di cavalleria,solo la strada non era stata occupata,per ovvi motivi legati alla viabilità del passaggio. Oltre a ciò era un piccolo manipolo di guardie,una decina di uomini,semplici legionari sotto il controllo di un ufficiale diretto con il compito di controllare i passanti e ciò che si portavano dietro. Nulla di che,solo una semplice mansione di controllo.

Bene,ci conviene scendere da cavallo e metterci in coda. Se tutto va bene,passeremo senza destare sospetti.”,disse Milziade con tono neutrale e muovendosi per primo,incoraggiando gli altri quattro e se stesso a mettersi in coda con altre persone,tutte intente a voler passare il posto di guardia.

Il prezzolato sapeva bene come bisognava comportarsi in queste situazioni e gli era capitato più di una volta di dover oltrepassare un confine,un posto di blocco,un zona sotto controllo militare per motivi legali,o meno e a seconda della situazione la cosa poteva andare bene o male,ed essere giunto vivo fino a quel momento voleva dire che conosceva il suo mestiere meglio di molti altri. A mano a mano che le persone avanzano,la maggior parte venne fatta passare senza troppi problemi,mentre due nani,vestiti come mercanti di gemme e con tanto di carro,con valori in oro e gemme vennero riconosciuti e arrestati immediatamente. Accusati pubblicamente di essere due truffatori implicati nel commercio di false pietre preziose,erano ricercati da tempo vennero riconosciuti dalla guardie,grazie anche ad alcuni documenti di identificazione che vennero distribuiti alla forze militari presenti in zona. Furono presi di forza,legati ai polsi e scortati da un paio di legionari dentro l'avamposto e scomparendo dietro la porta d'ingresso. Dopo questa scena il morale del gruppo calò leggermente,ma ciò non gli impedì di avanzare ulteriormente e avanzarono ancora,altri passi,prima della verità,prima di sapere se il loro passivo inganno avrebbe funzionato,o no. Si fecero avanti tutti insieme quando toccò al loro e le guardie sospettose,com'era implicito nel loro lavoro e li scrutarono con fare serio e rigido. A loro si avvicinò un soldato,un umano,un uomo maturo,non troppo alto,ma con le spalline ornate e la corta mantella che gli coprivano le spalle indicavano un rango superiore,seppur di poco,alle altre guardie presenti al posto di blocco. L'uomo,con espressione dura sul volto si rivolse

Fermi,siete in gruppo per caso?.”,disse il soldato con tono autoritario.

Si signore...”,rispose Milziade con tono falsamente pacato e tranquillo, “Siamo un gruppo di avventurieri,ci siamo mossi verso Aegis in cerca di lavoro,abbiamo superato il confine noviano qualche giorno fa.”

Davvero? E come siete usciti dalla città se era sotto assedio?”

Non eravamo in città al momento dell'assedio. Ci trovavamo fuori,nella zona rurale,poco fuori dalle mura,stavamo svolgendo un compito per conto di un cliente che intende restare anonimo,in quanto ha richiesto per contratto,che non facessimo parola riguardo allo svolgimento del nostro compito.”

E il contratto?”

Terminato e rimasto in mano al cliente come da regolare richiesta.”

E il pagamento?”

In moneta sonante,che adesso stiamo trasportando con noi.”

Il soldato continuò ad osservare il mercenario con fare torvo e attento,volendo imporre la sua autorità anche con lo sguardo. Milziade sapeva che quell'uomo non era stato convinto completamente dalla sua storia. Ma sapeva anche che oltre a fare il suo compito,non poteva fare molto altro.

Va bene entrate...ma state attenti al vostro argento,non sarebbe bello se qualcuno ve lo portasse via sotto il naso. Ora andate.”,disse il soldato con aria provocatoria.

Milziade chinò leggermente il capo e lui e gli altri passarono il posto di blocco senza nemmeno che i soldati li perquisissero le borse o chiedessero loro di dichiarare quali oggetti portassero con se,oltre alle vesti,le protezioni e le armi che già impugnavano. Una volta passati attraversarono l'ingresso è si trovarono all'interno della zona fortificata che appariva a tutti i viaggiatori,come un piccoli fortino militare,attorniata da una cinta di mura in pietra,il tutto costruito circondati da un piccolo bosco di abeti,che ricopriva anche una grande altura rocciosa che si innalzava a di sopra delle difese in pietra lavorata. L'interno dell'avamposto invece sembrava una delle tante stazioni di posta, o mansio nella liingua dell'impero e consistevano in postazioni di origine militare,e che offrivano vitto,alloggio e cavalli freschi nel caso c'è ne fosse stato bisogno a tutti i viaggiatori che ne avessero avuto bisogno ed erano distribuiti in ogni parte dell'impero. Presero alloggio alla taverna del forte,il soldato squattrinato,così si chiamava la taverna e misero i tre cavalli nella stalla,poi quando arrivò l'ora di cenare si misero ad un tavolo e fu portata loro,per una modica somma di cinque cesari d'argento,alcuni piatti con:pane,formaggi locali,pollo grigliato,zuppe di fave e di fagioli e vino rosso,richiamando l'appetito di tutti gli occupanti del tavolo.

Bene ragazzi,anche questa è fatta,abbiamo superato il confine senza che destassero sospetti.”,disse Braxus mentre agguantava del pane lo usava per raccogliere una manciata di fave e buttarle giù con entusiasmo.

Abbasso la voce sbarbatello,vuoi forse farci scoprire?”,disse Gordlack irritato per quel comportamento da ragazzo irresponsabile.

Oh scusa.”

Tutti stavano mangiando tranquillamente quella cena abbondante che li avrebbe aiutato a cedere al sonno e soprattutto a soddisfare i loro stomaci affamati. Tuttavia Milziade e anche Nym avevano una strana espressione sul volto. Erano pensierosi e il suo sguardo vagava chissà dove mentre addentavano passivamente qualcosa e lo accompagnavano ad un po' di vino.

Ehi Milziade,tutto bene?”,chiese Braxus con tono di voce più cauto e accorto,per non farsi nuovamente rimproverare.

No,temo di no.”

No? Di che caspita stai parlando matto di un umano? Abbiamo passato il confine con Aegis e siamo nuovamente dentro Nova. Mi spieghi cosa c'è che non va?”

C'è che qualcuno ci ha scoperti.”

Tutti smisero di mangiare e le espressioni sul loro volto si fecero più serie.

Continuiamo a mangiare,cerchiano di non destare più sospetti di quelli che abbiamo già rivelato.”

Sei certo ci abbiano scoperto? Eppure avrebbero dovuto arrestarci al confine come hanno fatto con quei due nani qualche ora fa. Perché allora farci passare?”,chiese preoccupata la sacerdotessa.

Più che sicuro e immagino di non essere stato l'unico ad accorgersene,vero Nym?”

Milziade si rivolse all'elfo,che con calma apparente continuava ad affondare il cucchiaio di legno nella zuppa e mangiava,come se non fosse successo nulla.

Avevo il sospetto che ci fosse qualcosa che non andava. Quel soldato con cui hai parlato,ha accennato a dell'argento.”,disse Nym rivolto al mercenario.

E io ho accennato a del denaro contante...non ho mai nominato dell'argento. A questo punto le spiegazioni sono due: Ho qualcuno dei soldati li presenti vede attraverso le superfici e questo mi pare il caso più improbabile,oppure....”

Sapeva già del contenuto,il che vuol dire che lo sapeva di suo oppure qualcuno lo ha informato. Ma perché sembrava interessato all'argento?”

Perché è corrotto. Sembrava interessato ai nostri soldi e non al fatto che stiamo scortando una criminale imperiale. Può darsi che sia stato informato dell'argento ma non della principessa...”

Quindi chi lo ha informato della cosa non voleva fargli sapere di Lucilla,ma voleva coinvolgerlo per poterci ostacolare.”

E qui siamo in trappola. Quel soldato mi sembrava un sottufficiale,ha l'autorità necessaria per informare il comandante di questo avamposto e chiudere ogni nostra via di fuga,ma forse,conoscendo la sua avidità possiamo sfruttarla a nostro favore.”

E come?”,chiese Gordlack mentre imboccava pane e pollo tutti insieme.

Prima mangiamo,ci serviranno energie in caso di azione e poi è ancora presto per agire,tranquillo,ho già in mente qualcosa. E tu mia cara...”,disse Milziade rivolgendosi a Lucilla con un sorriso degno di un lupo, “Avrai un ruolo cruciale in quello che sto per fare.”

Lucilla,rimase interdetta e spaventata di fronte a quel ghigno malefico,mentre il nano,ancora con la bocca piena di cibo,prese d'istinto il maglio in mano,tenendolo pronto vicino alla sedia. Mugugnando qualcosa sul voler spaccare la testa al mercenario e giustificandosi per l'omicidio con i soldati all'avamposto per legittima difesa.


Qualche ora più tardi


Il cielo si era fatto scuro,coprendo di nero la volta celeste,mentre le stelle in lontananza brillavano come tanti gioielli ricamati su una stoffa preziosa. Dalla taverna uscì il sottufficiale,allegro e con un sorriso che solo chi aveva il vizio di bere molto,ma non a cadere al terzo bicchiere di vino forte,dal gusto selvatico e acidulo,come piaceva agli imperiali. Si guardò attorno,soddisfatto e sicuro di se,quando all'improvviso,sentì qualcosa urtargli la spalla,fece per guardarsi attorno,che fosse per l'ora tarda o per gli effetti del vino che si facevano sentire,non riuscì a vedere chi fosse stato e si accorso solo di un foglio di pergamena,forse caduto a terra da chi lo aveva spinto. Lo raccolse e notò che sopra c'era scritto qualcosa,in latino.

Comodo arricchirsi con i soldi altrui vero? Sarebbe un peccato non condividerne con un compagno d'armi non trovi? So di come sottrai soldi ai viaggiatori e se non vuoi che spifferi tutto al centurione in comando e sappi che le prove non mi mancano. Vai nella stanza del gruppo di avventurieri che hai fermato oggi e preleva tutto il denaro che possiedono,secondo piano terza stanza,poi dirigiti alle stalle,li troverai altre istruzioni. Attento a ciò che fai,ti sto osservando.”

Quando finì di leggere il suo cuore iniziò ad accelerare sempre più forte. Com'era possibile che fosse stato scoperto? Era un attività che andava avanti da anni ed era stato più che attento a non farsi scoprire. Ma chi era e da quanto tempo lo sapeva? Possibile che avesse veramente delle prove?Che avesse trovato gli ori e i preziosi che conservava nella sua stanza? Che sapesse anche delle monete sottratte ai due truffatori di quel pomeriggio e che non aveva dichiarato durante la perquisizione? Non sapeva più cosa pensare e preso dalla paura e dalla disperazione rientrò nella taverna,salendo le scale a perdifiato. Una volta giunto non impiegò molto tempo per trovare la porta indicata nella lettera e come scritto,controllò se ci fosse qualcuno nella stanza,appoggiando l'orecchio alla porta e quando non sentì nessuno,aprì leggermente incurante del pericolo. La stanza era illuminata da una finestra che dava sulle stalle e dalla sua angolazione,permetteva alla luce di entrare quel tanto che bastava per illuminare la zona centrale,dalla quale si potevano intravedere nel semi oscurità della stanza un letto singolo e ai suoi piedi un piccolo baule di legno,stranamente non era stato chiuso a chiave,ma poco importava al soldato e decise di aprire il baule,al cui interno trovò un pesante sacchetto contenente monete della città di Aegis per un valore di cinquemila cesari d'oro,con una paga da soldato come la sua non avrebbe potuto raggiungere una tale cifra in così breve tempo nemmeno se fosse stato ufficiale in periodo di guerra. La prese e appena si alzò andò alla finestra,per controllare se ci fosse qualcuno alle stalle. All'inizio non gli parve di vedere qualcuno,però,con la coda dell'occhio,notò in lontananza una strana figura affacciarsi all'angolo esterno della stalle e dirigersi verso l'entrata dell'edificio. Appena scomparve fece per andare alla porta,ma quando tentò di aprirla,la trovò bloccata,fece per tirare la maniglia,ma se prima la porta,di semplice legno,aveva un peso di pochi chili adesso invece,sembrava di trascinare un macigno a mani nude,qualunque cosa ci fosse dall'altra parte a spingere.

Che ti avevo detto,c'è un ladro nella nostra stanza. Presto va a chiamare le guardie,io lo tengo qui dentro.”

Un ladro?Le guardie?Ma lui era un soldato di Nova,non poteva farsi trovare in quella stanza,che ne sarebbe stata della sua carriera?Della sua rispettabilità? I ladri secondo il codice penale noviano scontavano un periodo in prigione e la maggior parte delle volte finiva abbastanza bene,senza troppe conseguenze. Ma se un soldato veniva scoperto a rubare a cittadini noviani e viaggiatori,che secondo la legge vantavano gli stessi diritti dei cittadini fin tanto che non infrangevano la legge o non venivano riconosciuti come criminali e nemici dello stato erano protetti anche loro, veniva congedato con disonore,processato,fustigato pubblicamente,imprigionato o anche fatto schiavo,per crimini contro lo stato e per disonorato il giuramento fatto di fronte agli dei quando venne riconosciuto come legionario. Non poteva farsi catturare. Disperato,guardò la finestra e con i soldi in mano decise di gettarsi dalla finestra. La caduta non fu rovinosa,ma atterrò male su una gamba,che gli dolse sotto la pianta del piede e col favore delle tenebre si diresse alle stalle,confuso e per nulla sicuro di quello che stesse succedendo. Entrò nelle stalle,dove coperto dall'interno buio,dove animali come cavalli,asini e muli erano intenti a dormire e riprendere le energie dal trascinare i carri,mercanzie o più semplicemente i loro padroni,che dopo miglia e miglia di faticosi e difficili passi,potevano sdraiarsi a terra,circondati dalla paglia per tenerli caldi e nutriti con biada e cereali quali orzo e avena,più nutrienti della semplice erba e acqua a volontà per dissetarsi. Si guardò attorno e non vide nessuno,troppo buio per vedere se c'era qualcuno,troppo agitato per capire cosa stesse succedendo e il vino che gli circolava in corpo di certo non lo aiutava a pensare meglio.

Hai portato i soldi?”

Una voce improvvisa,da uomo,non capiva dove fosse e agitato estrasse il gladio e puntò l'arma di fronte a se,dove credeva di aver sentito la voce.

Si.”

Bene,adesso rispondi ad un mia domanda,come facevi sapere dei soldi?”

Cosa?”

Oggi pomeriggio,quando siamo passati hai fatto riferimento a dell'argento che quegli avventurieri si portavano dietro e non mi pare che avessero specificato di avere dell'argento con loro. Chi ti ha dato l'informazione?”

Ha importanza? Ti ricordo che stai minacciando un soldato,per giunta un sottufficiale,quindi,se non vuoi passare dei guai arrenditi e.....”

Non fece in tempo a finire la frase che sentì qualcosa colpirlo dritto sul naso e farlo cadere a terra,poi,qualcosa gli venne rovesciato addosso,sentiva che era qualcosa di liquido,acqua forse? No aveva un odore inteso e familiare,qualcosa che aveva consumato qualche momento fa. Vino? Era forse vino quello?

Ma cosa stai facendo?”

Condivido una brocca di vino,ma aspetta,tu se non sbaglio dovresti dovresti essere a letto a quest'ora,non a bere e a derubare i passanti. Hai preso proprio un brutto vizio lo sai?”

Non ti conviene fare il furbo con me.”,disse lui ancora più nervosamente,cercando di rialzarsi. Ma venne spinto di nuovo a terra e altro vino gli fu buttato addosso.

Quanto vale la parola di un soldato ubriaco e per giunta ladro? Sono sicuro che tutti i presenti a Cherunensis siano curiosi di sapere cosa ci fa un loro superiore con del denaro che non gli appartiene,che stava per andare a nascondere chissà dove inseme ad altra refurtiva non dichiarata. Chi ti ha dato l'informazione? Ti consiglio di dirmelo, ho tra pochi minuti ti troverai un gruppo di legionari pronti a darti un trattamento peggiore del mio.”

Io...io non lo so.”,disse il sottufficiale spaventato

Altro vino gli venne gettato addosso

CHI TE L'HO HA DETTO?”, tuonò la voce,tanto violentemente e improvvisa che alcuni cavalli li vicino si mossero intimoriti,nitrendo per lo spavento appena subito.

Non lo so è la verità. Si è presentato un paio di giorni fa un viaggiatore,era sera è mentre bevevo mi ha appoggiato un sacchetto pieno di soldi è mi ha detto che sapeva che sottraevo denaro ai passanti duranti i controlli della merce. Mi ha promesso che se avessi visto un gruppo formato da tre umani,un nano ed un elfo avrei dovuto fermarli e che avrei avuto solo da guadagnarci.”,disse il soldato ormai impaurito e preda del terrore di essere colto in flagrante.

Come faceva sapere dell'argento?”

E io che n'è so? Mi ha solo detto che sapeva dei soldi. Ho preso quelli che ha offerto è aspettato il loro arrivo.”

Che aspetto aveva?”

Aveva una cicatrice sul volto ed era parzialmente cieco. Era coperto da un mantello,ma era a petto nudo e portava dei tatuaggi neri,come quelli delle tribù barbare. Qui molti dei locali discendono da quella gente.”

E poi? C'è dell'altro?”

Ha detto solo che avrei dovuto trattenerli qui all'avamposto per una qualunque ragione, ma è tutto ciò che so te lo giuro.”

All'improvviso però la luce di alcune fiaccole illuminò le stalle,portando la luce emessa da quelle piccole fiammelle,accompagnato dai pesanti passi di uomini in armature metalliche. Il passo dei legionari era inconfondibile.

Adesso,chiunque tu sia,prendi i soldi se vuoi,ma non farmi arrestare ti prego.”

Avresti dovuto pensarci prima,avresti dovuto farti furbo invece che avido. Paga le conseguenze delle tue azioni noviano.”

L'area in cui si trovava il sottufficiale si illuminò a giorno e se prima il suo interlocutore non c'era più ora sapeva di essere veramente nei guai. Ora al suo posto vi era un manipolo di guardie,con le loro loriche segmentate e spada alla mano guardavano il loro superiore,con aria disgustata e piena di giudizi verso l'uomo che per loro avrebbe dovuto essere un esempio di marziale rettitudine e che invece si era rivelato un volgare ladro da due soldi,ubriaco e senza alcun ritegno,sdraiato a terra in mezzo all'olezzo di sterco e paglia.

Signore...”,disse uno dei legionari con voce colma di sdegno e autorità, “Lei è accusato di furto e incriminato per probabile corruzione,in quanto sospettato non solo di aver sottratto illecitamente denaro ai criminali arrestati,ma anche di essere in combutta con criminali e trafficanti di vario genere. Lei è in arresto.”

No aspettate,non potete,mi hanno incastrato lo giuro.”

Altri due legionari,gli sottrassero le monete d'argento è lo alzarono di forza,legandogli le mani dietro la schiena con una corda e spingendolo in avanti verso l'uscita delle stalle,mentre gli animali,nervosi,nitrivano e ragliavano,confusi a quella scena,con le fiaccole accese e il suono delle armi contro le armature tenne gli animali da soma svegli e nervosi ancora per un po',prima che si calmassero e tornassero a riposare. Mentre arrivarono all'uscita,uno dei soldati,che teneva la borsa si avvicinò ad una coppia,un uomo e una ragazza,in attesa vicino alle stalle.

Ecco signori,il vostro denaro,mi auguro che ci sia tutto.”,disse il legionario,mentre si avvicinava all'uomo,che preso il sacchetto,lo legò alla cintura di cuoio del gonnellino. Il sottufficiale squadrò entrambi e riconobbe,la ragazza,che aveva osservato brevemente quando era passata e lui,l'avventuriero. Gli passò per la mente un pensiero,una vaga idea della loro presenza li,fuori dalla stalla,nel cuore della notte. Erano Milziade e Lucilla.

Aspetta...”,disse il sottufficiale mentre guardava l'uomo, “Aspetta,tu,lei,siete quelli di oggi. Mi avete incastrato. Mi avete incastrato,bastardi. Fermatevi,fermatevi ho detto,sono un vostro superiore...”

L'unica risposta che ricevette quando si mise a protestare,fu un forte schiaffo sulla nuca,intimandogli di avanzare e di stare in silenzio,se non voleva aggravare la sua situazione.

Vi ringrazio signori per il vostro aiuto,se non fosse stato per voi non avremmo recuperato i nostri risparmi. Io e la mia fidanzata siamo andati a trovare un suo zio mercante di tessuti,che soggiornava ad Aegis dove aveva fondato la sua attività. Ma con il rischio di un conflitto siamo dovuti partire subito e oggi abbiamo passato,il confine.”,disse il mercenario,mentre teneva a braccetto la sacerdotessa,fingendo con una certa abilità di essere il suo fidanzato.

Capisco,l'importante e che non ci sia stata alcuna violenza da parte del nostro superiore. E dire che non avremmo mai sospettato di lui se non fosse stato per questo episodio.”

Si beh,ora io e la mia fidanzata,nonché promessa sposa,potremmo tornare a casa e convolare a nozze e per fortuna con la sua dote ancora intatta. Vero cara?”

Lucilla non rispose,troppo timida e impacciata per dire anche una sola singola bugia,si ritrasse in se stessa,anche perché non voleva farsi smascherare per una pessima messa in scena come avrebbe potuto essere per le sue pessime capacità recitative. Ma fortunatamente Milziade era pronto anche per quella situazione.

Temo che sia rimasta sconvolta per quello che è appena accaduto,sa che come sono le ragazze,così facilmente impressionabili. Non so se mi spiego.”

Si certo,comprendo. Ora se volete scusarmi....”

Aspetti,per ringraziarvi volevo offrire un giro di bevute a lei e al suo gruppo, io e la mia fidanzata sentiamo il bisogno di sdebitarci in qualche modo. So che non è molto però...”

Molto gentile,ma ora non possiamo siamo in servizio. Guardi,come se avessimo accettato,tuttavia...se volete sdebitarvi,vi chiedo a nome del mio comandante, e di questa centuria si intende,se poteste evitare di raccontare quanto accaduto qui,sapete...non vogliamo dare una brutta immagine dei soldati noviani, soprattuto di quelli che lavorano presso i confini,non so se mi sono spiegato.”

Si certamente...”,Milziade si passò una mano sulle labbra chiuse,come se ci avesse passato un ago e un filo,segno di essersele cucite a dimostrare che non avrebbe detto niente.

Grazie infinite,buona notte e che Mercurio protegga il vostro viaggio.

Così facendo il soldato fece un leggero cenno con la testa e tornò presso ai suoi compagni per scortare il sottufficiale,o meglio,ex sottufficiale per scortarlo nella sua cella e da li in avanti,il suo destino era già stato segnato.

Milziade,posso farti una domanda?”,chiese Lucilla come in preda ad un dubbio atroce.

Dimmi.”

Mi spieghi come sei riuscito ad organizzare tutto quanto? Io veramente non ci ho capito nulla.”

Oh ma è semplice raggio di sole. Basta pensarci su.”

Per lui era facile parlare,pensare ad un piano tanto orchestrato quanto campato all'aria era proprio nel suo stile e la cosa più assurda e che buona parte delle volte funzionava. Il tutto era stato fare in modo che ognuno facesse la sua parte. Non era difficile intuire che il sottufficiale sarebbe andato a farsi una bevuta dopo il suo turno di lavoro,da li in poi il piano si sarebbe svolto in maniera rapida e precisa. Nym aveva aspettato che il soldato entrasse a farsi una bevuta e nell'attesa avrebbe aspettato,come avrebbe fatto ogni buon cacciatore e quando sarebbe uscito,rilassato e in preda agli effetti del vino avrebbe spintonato il soldato e sarebbe filato via,lasciando a terra un foglio di pergamena,uno dei tanti che il mago aveva consegnato nel caso avrebbero dovuto mandare un messaggio o annotare qualcosa con dell'inchiostro. Appena il sottufficiale sarebbe salito per prendere i soldi sarebbe stato il turno di Gordlack,che appena vicino alle scale,sarebbe salito anche lui e nel breve lasso di tempo avrebbe usato tutta la sua forza nanica per tenere la porta e fingere che stesse parlando con qualcuno e incitando la figura fittizia da andare dalle guardie e lasciando la finestra,ovviamente,aperta il soldato si sarebbe gettato giù non volendo essere scoperto in flagrante. Qui entravano in gioco Milziade e Lucilla. Milziade con la scusa di controllare Briseide si era portato con se tre otri di vino,che aveva nascosto nella cella della giumenta e a quel punto sarebbe uscito,si sarebbe accompagnato alla principessa verso la caserma dei legionari e inventarsi una storia su un furto avvenuto nella loro stanza e che una strana figura si era diretta verso le stalle,sapendo che,le guardie non avrebbero potuto rifiutare la sua richiesta d'aiuto in quanto seppur un avventuriero non poteva farsi giustizia da solo e sguainare la spada come se nulla fosse. Avrebbero dovuto pensarci i legionari a quella situazione e così,raccolsero un manipolo di uomini e controllare che il malfattore fosse li. Da qui entrò in scena Braxus,che giunse nella cella di Briseide,vide il vino e sapeva già cosa fare. Aspettò il soldato e nel buio delle stalle il vantaggio fu suo,passò esattamente vicino alla cella di Briseide,da li lo interrogò e gli buttò addosso il vino,ricordando le istruzioni del mercenario,si fece dire quello che doveva sapere e quando arrivarono le guardie dovette solo andar via. Ora non restava altro da fare che aspettare il giovane e ricevere le informazioni che aveva estrapolato dal sottufficiale. Un piano complicato,ma necessario affinché il noviano corrotto potesse essere catturato non solo con le mani nel sacco,ma che non potesse nemmeno difendersi e fu così,che quella accurata messa in scena si era conclusa nel migliore dei modi e senza colpo ferire. Quello che non sapevano però e che la notte non aveva ancora finito di portare novità,perché nell'ombra c'era chi aveva osservato la scena con molta cura e aspettava solo il momento per attaccare. Snudava le zanne mentre un ghigno che non aveva nulla di sano attendeva di affondare artigli e denti nella carne del mercenario e di tutti coloro che lo accompagnavano. Aveva recuperato le forze e questa volta aveva dalla sua parte aveva numeri ben più efficienti dalla sua parte. Aveva visto abbastanza,ora poteva attaccare.

  
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