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Autore: sallythecountess    12/05/2022    0 recensioni
Alice è una ragazza creativa e stravagante di vent'anni. Sogna di diventare una mangaka e si sta costruendo la sua vita e carriera in Giappone, quando il matrimonio di suo fratello la costringe a tornare a casa, nella piccola città scozzese in cui è nata. Tornare a casa le fa paura, perchè significa affrontare le aspettative deluse della sua famiglia, il fantasma della morte di sua madre, la solitudine e anche Lor, il ragazzo che si è lasciata indietro per cui però non ha mai smesso di provare sentimenti.
Genere: Commedia | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'La ragazza di Tokyo'
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Volete sapere come trascorsero il pomeriggio i nostri eroi? Oh, è esilarante! Lor sapeva che l’unico modo per fare entrare Alice al Rochefort senza destare sospetti era allontanare i suoi amici, così decise che doveva convincerli a prendersi una serata libera. Non era abituato a mentire a loro, soprattutto non a Dug, ma la sua Alice ne valeva la pena.
 Disse loro che il matrimonio di Dug stava per avvicinarsi e che potevano tranquillamente andare a bere quella sera, tanto non avevano clienti particolarmente importanti in hotel e lui aveva una serata fiacca al ristorante. Dug e gli altri sapevano che stava tramando qualcosa, ma Lor spesso si portava delle amiche al Rochefort, quindi non trovarono la cosa particolarmente sospetta, si misero soltanto a scommettere su chi fosse la prescelta, ma nessuno avrebbe mai potuto prevedere chi fosse in realtà.
Finito con loro, lo chef corruppe agilmente il tecnico della sicurezza convincendolo a spegnere le telecamere nella sala della Jacuzzi, gli addetti alle pulizie costringendoli a finire prima il loro lavoro e John alla reception. Poi andò ad acquistare candele profumate e un olio per massaggi perché ci teneva davvero che quella prima volta fosse romantica. Sorrise un sacco pensando a quello che stava per accadere, si chiese come sarebbe stato, e rimase sovrappensiero per molto tempo. Eh lo so cosa state pensando, ma lui non ci arrivava proprio. Non riusciva a rendersi conto che quello che stava facendo, e il nodo allo stomaco che provava, non erano sintomi da sottovalutare. Per ultimo si mise ovviamente ai fornelli, preparò stuzzichini e dolci, scelse il vino e lo champagne e poi…passò venti minuti solo a sistemarsi i capelli. Però se glielo aveste chiesto avrebbe risposto che no, non era nervoso anche se generalmente ci metteva meno di sei minuti per sistemarsi i capelli.
Cosa stava facendo Ai, invece? Semplice, telefonava a Matias per organizzare la serata. Vedete, si era resa conto subito di essersi messa in una situazione molto complessa, e non fidandosi di se stessa, aveva deciso di portarsi i rinforzi.
Lor era stato distratto per tutto il turno, ma quando finalmente aveva finito era letteralmente scappato con fare furtivo in una delle stanze, per farsi una doccia, profumarsi e passare altri venti minuti ad aggiustarsi i suoi meravigliosi capelli biondi e ondulati. Per finire indossò uno dei suoi completi di seta di alta sartoria italiana e sexy come nessuno si recò a sistemare la saletta dell’idromassaggio. Era una splendida stanzetta adatta alle coppie: una porta la separava dalle altre piscine e dalla sauna, e il tetto era fatto di vetro e Lor sorrise realizzando che per uno strano caso del destino non pioveva quella sera, e il cielo era davvero da mozzare il fiato.
 Eh già, non esisteva probabilmente in tutta Inverness un posto più romantico, soprattutto una volta riempito di candele e champagne, ma purtroppo i piani della giovane Ai erano decisamente non romantici. Mentre Lor fissava il suo riflesso attraverso una delle vetrate del soffitto, pensando solo “questo è il punto di non ritorno”qualcuno meno romantico gli disse con voce sguaiata “wow cugino devi andare ad un funerale per caso? Non lo trovi scomodo questo abbigliamento per lavorare?”
 E in quell’istante le aspettative romantiche dello chef playboy si schiantarono brutalmente contro la realtà.
“Tuo cugino è un pazzo tossicomane incapace di guidare! Diventerà sicuramente il mio migliore amico!”
Gridò Ai divertita, ma immediatamente il look e lo sguardo di Lor le fecero capire che lui non aveva preso bene quella sorpresa, e lei sorrise con aria colpevole, pensando solo “Oh cazzo, si era davvero impegnato”.
“Già i Dubois sono tutti pieni di sorprese, a quanto pare...”borbottò lui,nervoso, ma il folle cugino George neanche si accorse di essere di troppo, perso com'era dagli stuzzichini di Lor e dallo champagne.
Alice provò ad avvicinarsi, con sguardo colpevole gli accarezzò il viso ed i capelli, ma lui si ritrasse, così per  stemperare il clima disse “Ma poi come fa ad essere un medico uno che ha quattro bong in macchina? E soprattutto: cosa se ne fa di quattro?” Lor non rispose. Aveva l’anima totalmente sottosopra, e mille draghi vorticavano nel suo petto; voleva urlare, arrabbiarsi con lei, ma anche con i suoi accompagnatori, ma non era la cosa giusta. Si allontanò da Alice e lanciò la giacca su una delle poltrone, lasciandola a fissarlo senza parole. Era davvero seccato e Alice pensava fosse solo perché la serata di sesso che aveva pregustato era stata rovinata, ma non era così. Lor si era sentito messo in secondo piano e allontanato. Così sarcastico disse solo “Dovrei chiedervi come mai siete insieme voi due, dato che non avrei mai potuto prevedere quest’accoppiata…” Alice lo fissò con un sorriso, ma Lor aggiunse “…eppure scommetto che c’è Matias di mezzo. Ditemi: devo aspettare anche zio Roland o siamo al completo?”.
Ai sorrise soltanto, ma George con la bocca piena disse solo “Oddio non dire il suo nome troppo a voce alta, saresti capace di evocarlo.”
Il paffutello cugino George, figlio del fratello del padre di Laurent era un personaggio assurdo: aveva l'aspetto poco curato, lunghissimi capelli biondi e ondulati come quelli di Lor, e gli somigliava anche, ma era infinitamente più grasso e meno alto. Non badava molto al suo aspetto, e indossava sempre cose strane, larghe e totalmente diverse tra loro. A differenza di Lor, che abbinava anche i calzini all’intimo, George non aveva la minima idea di come funzionassero i colori.
 “Evita di lamentarti di tuo padre” rispose Lor seccamente, aprendo il vino e versandosene un calice quasi per intero.
 “Vuoi sapere perché fa il medico? Perché zio Roland è primario di chirurgia. Gli ha comprato la laurea in Lettonia credo e...”
“No, non l’ho comprata.  L'ho presa regolarmente in Estonia, e con la lode!” rispose lui seccato, facendo ridere suo cugino.
“Immagino che la tua conoscenza di quella lingua sia straordinaria, allora…”
Non era stata una buona idea metterli insieme, Alice lo aveva capito, ma purtroppo era troppo tardi. C’era un po’ di astio tra di loro, che continuarono a fissarsi come per prendersi a schiaffi, ma lei non poteva saperlo.
 “Comunque cara damigella da salvare”aggiunse George fissando Alice con sguardo vagamente seducente, che le fece venire un conato di vomito “ quattro bong servono se organizzi una serata con gli amici. Non è carino restare senza! A questo proposito ho portato da fumare!”
Ai rise soltanto, ma non disse nulla ancora a disagio per quello sguardo, ma Lor ridendo rispose “Damigella da salvare questa qua?” e poi fissandola intensamente aggiunse “Alice sarebbe capace di mettere in fuga qualsiasi drago. Comunque George, renditi utile: offrici qualcosa di quello che hai portato…”
Era risentito e davvero tanto e Alice era senza fiato. Non lo aveva mai visto arrabbiato, ma era davvero da mozzare il fiato. Voleva parlare da sola con lui e per un attimo si chiese se potesse chiedere a George di lasciarli soli, ma quest’ultimo aveva iniziato a frugarsi le tasche e disse proprio la frase che avrebbe dovuto dire: “oh penso di averlo lasciato in auto…torno subito.”
Così rimasero soli, ed Alice si avvicinò a lui con fare incerto e il cuore a mille, e accarezzandogli la guancia sussurrò con fare colpevole “Scusa se ho deluso le tue aspettative…” ma lui rispose aggressivo “beh quando qualcuno ti dice 'facciamo il bagno' certo non immagini che tuo cugino obeso e drogato sia incluso, ma hey...c'era da aspettarselo. ” Alice un po' dispiaciuta ribatté “c'è anche tuo fratello in realtà, l'ha invitato lui George, ma è rimasto di sotto a parlare a telefono...” e rivolse un sorriso a Lor, che però non le rispose.
Insieme a George giunse anche Matias con uno sguardo felice da fare schifo, ma nessuno dei due si accorse di aver interrotto una conversazione importante. Lor vedendo arrivare entrambi, decise di spostare la serata alla piscina principale, e Alice tremò guardandolo mentre si spogliava. Lor aveva un petto stupendo, e degli addominali molto ben definiti, ma furono le sue braccia e spalle ad attirare l’attenzione di Alice, che pensò soltanto “facciamo l’amore Lor…” senza dire una parola.
“Ancora con questa fidanzata virtuale?” Gridò George mettendolo enormemente in imbarazzo e Ai curiosa chiese altre informazioni.
“E' la donna più bella del mondo, ed è un genio fa l'ingegnere a Edimburgo e adora i fumetti proprio come noi” ribattè Matias, con uno sguardo sognante che fece sorridere suo fratello, che non lo aveva mai visto così.
“Beh per capire se è un genio chiedile se preferisce Iron man o Batman...è come un Rorschach test, non fallisce mai!”
E mentre Mat soddisfatto scriveva un messaggio alla sua ragazza George confuso chiese “Cos'è un Rorschach test?” e Ai rispose con fare serio “Ok, davvero hai una laurea in medicina?”
“E' il test delle macchie...ti ho detto che l'ha presa in Polonia, non è il caso di stupirsi.”spiegò Lor che nel frattempo aveva assunto una posizione molto intrigante. Si era seduto sulla scalinata interna della piscina, aveva l’acqua che lo bagnava dall’addome in giù, e aveva totalmente abbandonato la testa contro il bordo della piscina. I suoi capelli erano meno rigidi di prima, probabilmente perché li aveva toccati spesso, pensò Alice, e ora se ne stava lì rilassato a bere e fumare, fissando lei come se gli avesse fatto qualcosa di molto brutto, mentre la povera Alice sperava soltanto di non sbavare per quelle spalle perfette. “Ah il test delle macchie! Non potevate dirlo subito?E comunque Lor è l'Estonia, so che lo sai”.
“Vuoi vederla?” chiese un po' emozionato Matias, Alice ovviamente annuì e guardò le foto del volto della ragazza.
 “E' bella, ha degli occhi molto dolci...”
 “Oh sì, deve essere una cicciona! Se una donna ti manda solo le foto del suo viso c'è qualcosa sotto.”
“Certo perché è più logico che invece gli mandi foto di lei in costume, eh?” ribattè Alice molto seccata, ma fu stranamente Lor a dire la cosa giusta.
“Magari è solo timida o insicura. Molte belle donne, per non dire tutte, sono insicure, soprattutto sul loro peso...”rispose Lor con voce sensuale e Alice capì che stava parlando anche di lei anche senza guardarla e gli sorrise.
Alice si sentiva estremamente a disagio all’idea di spogliarsi davanti alle persone in generale, ed era letteralmente terrorizzata all’idea di mostrare la sua pancia e il sederone all’uomo più bello del mondo. Così aveva scelto di indossare un costume assolutamente assurdo: aveva un casto costume intero sopra, con una cerniera al centro, e un costume da uomo. Sembrava una maglietta con un pantaloncino e Lor le chiese soltanto se avesse intenzione di vestirsi ancora di più per fare il bagno, ma lei arrossendo rispose che era solo una scelta di comodità.
“Sei davvero una sciocca...” le disse con tono tenero, cercando di non far proprio capire quello che pensava esattamente, ma lo sguardo confuso di lei dimostrò che non aveva capito molto.
“Mat ma cos'è questa storia a distanza?E' una cosa seria?” chiese serio, e suo fratello annuì timidamente, mentre George si contorceva come un pesce fuor d’acqua.
 “No, io a queste stronzate non ci credo! Non vi siete mai visti, mai guardati negli occhi, non potete dire che siete innamorati.”
“E invece sì...”ribatté timidamente il giovane Matias, che era pazzo di quella piccola ragazzina dagli occhi castani. Alice si astenne dalla conversazione, però, perchè mentre George e Mat discutevano, Lor le si era avvicinato e le aveva offerto quello che stava fumando. Lei impacciata aveva spiegato di non aver mai provato a fumare nella vita, e il nostro amico era passato al contrattacco. Aveva avvicinato il volto a quello della sua bella amica in acqua e labbra contro labbra, le aveva passato il fumo...facendola tossire.
“Lor tu che ne pensi degli amori a distanza?”
Gli aveva chiesto timidamente suo fratello e lui si strinse nelle spalle.
“Mah...che sono strani. Insomma è così difficile innamorarsi anche nella stessa città, vedendosi sempre, dormendo insieme e toccandosi di continuo...quindi non lo so...boh...forse ci vuole fortuna ad innamorarsi e basta...o forse è sfortuna, non lo so! Ma poi io non ci capisco molto di queste cose. Di donne?Sì. Di sesso? Ovviamente. Di relazioni, però, proprio zero. Insomma mi sono innamorato una volta sola nella mia vita, e…non è stata una bella cosa”sospirò, allora, e strinse le spalle e poi aggiunse “Penso di non essere la persona giusta a cui chiedere”
“Lo avevamo dedotto…”rispose George con fare sorpreso, ma Lor ridendo rispose “Davvero? Anche tu con la tua laurea in Norvegia?” facendo ridere Matias, ma non lei.
Ai era letteralmente morta. Era rimasta senza fiato quando lui aveva cominciato a spogliarsi, ma poi quel discorso sull’amore così malinconico e triste l’aveva letteralmente stesa. Lei non lo sapeva che lui era stato innamorato e in un impeto di gelosia si chiese se Dug lo sapesse e come poteva fare a scoprire questa cosa, ma non disse nulla.
“Ai diglielo tu che è una stronzata. Mi sembri una sveglia...”aggiunse George, e in quell’istante gli occhi di Lor si fissarono su di lei. Era stato imbarazzante per lui fare quel discorso, ma aveva bevuto e fumato e gli era letteralmente scivolato fuori. Si era sentito a disagio, però, e non aveva avuto il coraggio di fissarla, anche se si era accorto che lei non aveva smesso un attimo di guardarlo.
Alice non se la sentiva di spezzare il cuore di quel suo nuovo amico così fragile, che ora le sorrideva con tanta speranza, ma non sapeva bene cosa dire.
“Premesso: io credo che si debba fare unicamente quello che ci fa stare bene, senza finte morali o altro. Però…le mie relazioni a distanza sono sempre tutte naufragate male. L’ultima…piuttosto recentemente”.
A quelle parole Lor s’irrigidì e decise che voleva assolutamente sapere, ma lei fissandolo aggiunse una cosa strana, che lo colpì profondamente “…però, datemi della romantica, ma credo anche che se una storia è destinata a nascere e ad andare avanti, lo farà. Sono una grande fan del filo rosso del destino, sapete, no? Mi piace l’idea che esista una persona legata indissolubilmente a noi, che per quanto voglia allontanarsi, resterà sempre l’unica persona per noi e finirà sempre e comunque nella nostra vita… ”
Aveva detto quelle parole anche lei in un impeto di sincerità e si erano guardati negli occhi con tanta intensità da farle venire la pelle d’oca. Ci aveva pensato spesso a quella cosa, al filo rosso del destino. Da quando era successa quella strana cosa tra loro a Parigi, si era fatta tante domande su di loro, ma non aveva il coraggio di pensarci. E per Lor era esattamente la stessa cosa, così con voce incerta le sussurrò “e quindi la piccola pulce ha il cuore spezzato. Dobbiamo uccidere qualcuno?” le sorrise dolcemente nel dire quella cosa, ma era incredibilmente geloso.
“Guarda magari bastasse, ma penso che non risolverebbe nulla. E’ stata una cosa molto brutta, che penso mi porterò dietro a vita…” concluse, sospirando per un attimo, perché anche solo pensare a Jin la feriva tantissimo, e le riportava alla mente mille paranoie e cose crudeli che le aveva detto.
“Che ha fatto questo stronzo?”le chiese, avvicinandosi molto a lei, ma Alice in imbarazzo rispose che era una cosa lunga e provò ad allontanarsi, quando Lor prendendole la mano sott’acqua le chiese piano “…ed è stato lui a metterti in testa tutte queste paranoie sul tuo corpo?”
Alice lo fissò profondamente negli occhi in quel momento, e il cuore di Lor si riempì di rabbia ancora una volta. Evidentemente sì, era stato quel bastardo, ma lei non aveva la forza per ammetterlo.
“Qualunque cosa ti abbia detto, Alis, qualunque cosa abbia fatto, sappi che sei bella da morire…” aggiunse, accarezzandole dolcemente una spalla, e lei avvampò letteralmente.
“Sei dolce, ma non serve mentire…” provò a dire in imbarazzo, perché era certa che stesse solo cercando di essere dolce con lei per risollevarle il morale, ma Lor stava provando a sedurla, così improvvisamente le disse piano all’orecchio “fingi di andare in bagno, e vai nell’altra sala, così possiamo parlarne seriamente…” facendola tremare.
Alice si sentì morire per l’eccitazione, ma aveva davvero bisogno di avvicinarsi a lui. Lo desiderava, come non aveva mai desiderato nessuno, così con un sospiro e uno sguardo molto chiaro, finse di andare in bagno e ritornò nella stanza dell’idromassaggio, pensando solo “non è una buona idea!”
Aveva la pelle d’oca, e si sentiva bollente, ma quando Lor entrò, rimase senza fiato.
Lo chef, sicuro e bellissimo, chiuse la porta a chiave, e poi la prese per mano, e la portò nella vasca.
“Allora vediamo cosa ci sarebbe di sbagliato in questa Alis?” sussurrò vicinissimo al suo viso, fissandola con uno sguardo pieno di sensualità, e lei sospirò come una ragazzina, ma non riuscì a parlare. Lor le spostò i capelli che aveva sul petto e aggiunse “…è molto dolce che tu non sappia quanto bella sei…” facendola sorridere.
“Non sono niente di speciale, Lo…” rispose imbarazzata e lui scosse solo la testa e sussurrò “davvero? Perché io non ho smesso di pensare un attimo a queste labbra e ai tuoi occhi in questi giorni…”
Alice tremò per quella dichiarazione, e dolcemente si avvicinò per baciarlo, facendo impazzire Lor, che davvero non desiderava altro.
“Ah Alis, la tua bocca è straordinaria. Hai un sapore dolcissimo…” aggiunse, ma la piccola Alis un po’ su di giri decise di farlo impazzire così cominciò ad accarezzare il suo petto, facendolo eccitare ancora di più. Immediatamente Lor ebbe un’erezione piuttosto evidente, ma lei giocò a fare finta di niente e continuò a baciarlo e accarezzarlo.
“ …e quel maledetto bottoncino oggi, mi ha torturato. Ho pensato per ore che volevo soltanto si rompesse, ma non è successo…” aggiunse, tirandola contro il suo corpo per farle sentire quanto desiderio provasse per lei.
“Davvero?” sussurrò Alice fissandolo negli occhi e Lor annuì soltanto, spingendola a fare una cosa che non avrebbe mai pensato di fare quella sera: il suo costume intero aveva una zip, e lei lentamente la fece scivolare, provocando ad entrambi un fortissimo brivido di piacere.
“Oh ma plume…è una meraviglia il tuo seno…” sussurrò, fissando la profondissima scollatura che aveva. I capezzoli di Alice erano coperti, ma il solco tra i seni era esposto, e anche molte delle lentiggini che lei aveva sul decolté. Lor le aveva sempre amate, da quando le aveva notate la prima volta su una giovanissima Alice, e rivederle allora gli fece effetto.
“Ti piace davvero?” sussurrò Alice, totalmente soffocata dalla voglia che aveva di lui. Magari era anche per tutto quello che avevano bevuto e fumato, ma entrambi erano totalmente su di giri e lei era tanto eccitata. Lor annuì soltanto, e Alice prese la sua mano, e guidandola le fece percorrere tutto il solco tra i suoi seni, facendolo morire.
“Sei bella da impazzire…” le disse eccitato, baciandola ancora, ma in quel momento qualcuno iniziò a bussare alla porta e distrasse i nostri due sconvolti amici.
Lor si arrabbiò tantissimo con la signora delle pulizie, che li aveva interrotti, ma Alice sgattaiolò subito nell’altra stanza e Lor rimase a sospirare.
Matias e George fecero finta di nulla, anche se era evidente che qualcosa fosse successo.
 “Ai, ha detto Batman” disse entusiasta Matias, e lei rispose soltanto con un verso, simile a quello che si fa quando ci si fa male. “E' grave Batman! Vuol dire che le piacciono i conformisti bacchettoni, rigidi e...George Clooney o Ben Affleck. Io non la frequenterei una così…”
 George emise un “Uh!” Preoccupato, ma Lor che si mise soltanto a ridere e disse “Stronzate. Nessuno è meglio di Batman. E' un uomo a cui è stato portato via tutto e che resta in bilico tra il bene e il male...”
“Cazzate!”rispose Alice divertita, ma incredibilmente sorpresa “Batman è un rigido moralista, un ricchissimo figlio di puttana che vuole imporre agli altri le sue regole solo perchè ha i soldi...”
“E Tony Stark sarebbe meglio? Un ricco figlio di papà, egocentrico e stronzo che passa più tempo a sistemarsi la barba e cambiarsi gli occhiali di quanto ne passi ad aiutare le persone, sarebbe meglio?Insomma se devi fare il supereroe, ti tocca un minimo occuparti degli altri, sai? ”
“Lascia stare Tony o davvero ti uccido. E poi non c'è paragone!Vuoi mettere George Clooney con Robert Downey Jr? Andiamo!”
“Ma tu confondi il film col fumetto, cazzo!”Rispose stizzito, schizzandola con l'acqua e poi aggiunse “E poi se vuoi metterla così: Pepper contro Cat Woman? Ma davvero?”
“Ok, ok quello è un errore stratosferico, è un personaggio costruito male e distrutto nei film, ma a parte quello insomma...Tony ama il rock, è uno scapestrato genio che trova il modo di curarsi da solo, capito? Da solo, non grazie a Robin o merde così... e...non puoi paragonarlo con un riccone e basta.”
“Puoi paragonarlo a tuo fratello…” bisbigliò George all’orecchio di Matias, ma lui gli fece segno di non dire una parola perché c’era qualcosa di molto strano in tutto quello che avevano visto quella sera e non voleva che George li interrompesse. Si sentiva già in colpa con il fratello per avergli rovinato la serata romantica.  E poi Lor disse quello che proprio non doveva dire “E poi, se proprio vuoi parlare di cose nerd, allora ti dirò una cosa che penso da qualche giorno: insomma quale donna sana di mente con i capelli arancioni sceglierebbe Boa invece che Nami? Andiamo! Ora, io personalmente amo Nico Robin, ma se proprio una deve scegliere…”
Ecco, quello fu un colpo basso terribile. Alice sapeva che da ragazzino Lor leggeva i fumetti, li avevano sempre letti insieme, ma pensava che lui avesse smesso e sentirgli dire quelle parole la tramortirono.
“Boa tutta la vita cugino. Non ci capisci proprio niente di donne…” sospirò George prima di chiedere “…che poi qual è il legame con Batman?” ma Alice disse solo “il vestito di Nami è eccessivo…” e Lor scosse la testa, ma fu di nuovo George a fare la domanda a cui tutti stavano pensando.
“Ma quindi davvero il signor Lor Dubois vuole fare l’esperto di fumetti?”
E a quelle parole Lor, stranamente, si irrigidì e disse che aveva visto qualche episodio dell’anime in tv, dato che lo passano spessissimo. Voleva parlarne solo con Alice, coì aveva tagliato corto dicendo solo “Comunque per questa cosa di Batman, le dite qualcosa voi? Insomma voglio sperare che voi abbiate un po’ più di buonsenso di questa pazza.”
Mat e George però non ci avevano mai pensato, ma non avevano un’opinione univoca e Lor alzando gli occhi al cielo disse solo “mah deve essere una questione generazionale…”
“Lo vedremo” rispose Alice convinta. Su tante cose Lor poteva giocare a fare l’uomo sicuro, ma quello era il suo ambiente da tutta la vita. Era cresciuta in fumetteria, aveva studiato manga e anime, la sua cultura in materia era enciclopedica e spesso dava consigli di lettura a sconosciuti su un blog. Così aggiunse“Giochiamocela in territorio neutro: chiediamo alle colleghe del ristorante”.
“Le signore del ristorante? Le mie donne?Ah sei spacciata...”Rispose lui con fare sicuro, ma lei aggiunse “Vedremo!”
Si salutarono con bellissimi occhi dolci, ma era evidente che ci fossero ancora molte cose da dire tra loro, e che le cose erano appena cominciate.

Note:
Ciao, ciao a tutti! Allora ci siete? Vi è piaciuto questo capitolo un po' esplicito? fatemi sapere, vi aspetto.
   
 
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