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Autore: pattydcm    21/08/2022    0 recensioni
Fox non si sarebbe mai aspettato che il suo incarico sotto copertura sarebbe stato del tutto messo in secondo piano dall'arrivo di Mirco Neigo nella sua vita. Il giovane, infatti, lo coinvolgerà in un'avventura ai limiti della realtà, portandolo a diventare la guida vivente di un guardiano di anime.
Genere: Drammatico, Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
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43 Perduto!
 
Selvaggia fa il suo ingresso in hotel attirando su di sé l’attenzione dei maschi presenti, compresi i due receptionist che da dietro il bancone fanno i loro soliti commenti volgari e inappropriati.
Antonio li richiama all’ordine e poco gli interessa delle altrettante battute fuori luogo che faranno su di lui. E’ abituato a questo genere di cose, ormai.
Il cinguettio con il quale le altre miss la accolgono appena varca la soglia dell’appartamento numero cinque è falso e ipocrita quanto il sorriso che lei rivolge loro. Le persone sanno essere crudeli l’una con l’altra è non ha mai capito il perchè.
Che sia insito nell’essere umano questo assurdo bisogno di schiacciare l’altro con le parole, con le botte, con l’indifferenza?
La ‘mente superiore’ degli sciocchi animali che siamo ha una grande inventiva quando si tratta di fare del male al prossimo e Antonio proprio non sa trovare una spiegazione.
Sarebbe meglio che lo mostrassero il loro marciume anziché nasconderlo, proprio come le tigri mostrano zanne e artigli. Così almeno le altre persone, quelle più pure, potrebbero mettersi a riparo ed evitare di cadere nelle loro grinfie. Invece no. E’ inevitabile, forse, come lo è che al giorno subentri la notte.
La notte scorsa ha fatto uno stranissimo sogno. Il suo angelo lo chiamava a sé ricordandogli della missione che da tempo non porta avanti. Lo ha messo anche in guardia da coloro che tenteranno di mettergli i bastoni tra le ruote.
<< Entità scomode che è giunto il tempo di mettere a tacere! >> ha aggiunto e Antonio ha capito.
Ha capito che dovrà agire questa notte stessa, perché troppo tempo è trascorso dall’ultima volta che ha purificato un’anima dall’onta del maligno.
In questi ultimi dieci anni sono accadute così tante cose che proprio non si aspettava e ha permesso a questi sciocchi eventi della vita di sopraffarlo al punto da distoglierlo dalla sua missione. Oggi, però, sarà il gran giorno. Più di un’anima ha bisogno di essere purificata e lui è pronto ad assolvere il suo compito.
Il giornalista più giovane, inviato da quella sciocca rivista femminile, entra trafelato in hotel. Rivolge a lui e ai due receptionist un cenno di saluto prima di bussare alla porta dell’appartamento numero cinque. Oggi sembra meno entusiasta di farsi fagocitare dagli urletti e dalle risatine di quelle sciocche ragazzine.
Antonio non sa proprio come inquadrare questo ragazzo la cui presenza non era per nulla attesa. Mentre il collega più anziano è serio, professionale e distaccato, come lui pensa dovrebbe essere chi ha a che fare per lavoro costantemente con situazioni di questo tipo, questo giovane, evidentemente alle prime armi, sembra camminare su una fune sospesta tra il cadere nel tranello seduttivo di Selvaggia e il restare fedele alla sua ragazza. Sembrerebbe aver scelto questa seconda possibilità, nonostante si sia più volte visibilmente lasciato andare tra le braccia di lei.
“Potrebbe essere un problema” pensa, rendendosi conto del fatto che questo ragazzino sia sempre troppo spesso in compagnia della sua prescelta. Non vuole pensarci adesso, però. L’entità scomoda che è giunto il tempo di mettere a tacere è appena entrata in scena.
Da quando ha pescato il cadavere del suo migliore amico d’infanzia, Calogero è più insopportabile del solito. Antonio è sicuro che non si sia neppure accorto a chi appartenesse quel corpo. Vuole sperare, infatti, che se così fosse avrebbe trattato la cosa con maggior rispetto.
I loro sguardi si incontrano e con piacere Antonio vede quel sorriso fatto di denti gialli e storti spegnersi. Certo non gli piace avere quest’uomo come ospite fisso ben poco gradito del suo hotel, ma ci sono questi momenti di soddisfazione che lo ripagano di ogni cosa. Da quando si è inventato questa stupidaggine del concorso di bellezza, poi, è stato davvero un piacere vederlo prendere parecchi ‘no’ da parte delle partecipanti. Solo un folle pervertito come lui poteva essere capace di pensare una donna pronta a concedersi per una manifestazione da fiera di paese.
Quest’anno, invece, qualcosa è cambiato. In realtà il cambiamento era giù iniziato l’anno precedente, durante il quale sempre più spesso ha sentito Calogero parlare di ‘accordi importantissimi che sto prendendo con una persona davvero influente nel settore delle telecomunicazioni’. Una frase troppo articolata e pronunciata in un italiano troppo corretto per poter essere farina del suo sacco.
Quando ha ricevuto l’email dalla segretaria della Pro Loco con la richiesta di riservare una stanza per l’inviato della rivista ‘Insieme a te!’, Antonio ha capito con chi Calogero avesse preso accordi. Poi sentendolo parlare con Selvaggia, si è reso anche conto di quanto il direttore di questa spazzatura fosse una pessima persona.
“Una di quelle che meriterebbe di essere appesa ad uno dei miei ganci” pensa, sentendo provenire dal palco allestito sulla piazza la musica di apertura delle eliminatorie del concorso, che, grazie a Dio, si concluderà questa stessa sera.
Le venti ragazze rimaste in gara escono in fretta dalla stanza, seguite dal giovane giornalista e da Calogero. La cosa che gli piace di questo ragazzo è che non si fa problemi a dimostrare a quell’uomo quanto lo giudichi disgustoso. Il suo collega entra in hotel proprio mentre loro stanno uscendo. I due si scambiano uno sguardo e un piccolo cenno del capo.
“Atteggiamento piuttosto curioso” nota Antonio.
Qualcosa non gli torna di questi due giornalisti. Lo aveva notato già quando era andato a chiedere loro informazioni sul ritrovamento fatto da Calogero. Si aspettava di trovarli in qualche modo turbati dalla vista di un cadavere e invece erano piuttosto tranquilli. Non quella tranquillità ottusa che può fare seguito a un trauma. Sembravano quasi avvezzi a questo genere di cose.
Il che è abbastanza assurdo” pensa, guardando Rossi scrivere sul suo cellulare mentre attende l’ascensore.
È assurdo anche che le ferite che quest’uomo si è procurato cadendo da uno scoglio siano guarite così in fretta. Tagli profondi sulle gambe, lividi ed ecchimosi sul torace, sul ventre, sulla schiena. Ha davvero temuto morisse, causandogli innumerevoli altri problemi, data anche la notorietà che si portano appresso e, invece, eccolo qui oggi, sicuro sulle sue gambe, interessato alla conversazione che sta intrattenendo e pronto a raggiungere il suo giovane assistente.
“Che lo ha curato con sale e limone” pensa, folgorato dal ricordo della strana richiesta fattagli dal ragazzo.
Un pensiero assurdo si fa strada nella mente di Antonio. Assurdo quanto le cose altrettanto strane che sono capitate a questi due giornalisti nelle ultime settimane. Non ci darebbe peso se non fosse che il suo angelo ha parlato di ‘entità scomode’, quindi più di una. Che una di queste sia Calogero non lo mette in dubbio, data la possibilità che gli impedisca di portare via Selvaggia e consegnarla al direttore di quella rivista.
Rossi, però, è caduto dagli scogli e gli unici che sono presenti in questo tratto di mare sono quelli del molo. Lì, in effetti, la corrente è troppo forte anche per un nuotatore esperto come sembra essere lui. Dal momento che è esperto, però, perché decidere di avventurarsi proprio in quel tratto di mare tanto pericoloso?
“Non possono essere a conoscenza del cimitero!” pensa e l’ansia prende il sopravvento. Cerca di ricacciare giù la parte impressionabile di sé che salta fuori ogni volta che teme qualcosa e di restare lucido. “Perché mai questi due dovrebbero essere a conoscenza dei fatti miei? E anche lo fossero perché dovrebbero interessarsene?” si chiede, spostandosi nell’ufficio per poter essere lontano da sguardi indiscreti.
Rossi era insieme a Calogero quando è stato ritrovato il corpo di Samuele e il sindaco ha accennato anche a un loro interesse per il convento, tra le tante cose che ha detto su questi due impiccioni.
“Sono giornalisti. Gente viscida, ipocrita e pronta a tutto pur di fare notizia” pensa stropicciando forte le mani l’una contro l’altra. “Rossi puzzava di vino e sigarette quando sono andato da loro quella notte. Lo avrà fatto  bere e quell’idiota gli avrà parlato del cimitero. Che ne fosse venuta a conoscenza quella stupida ragazzina poco mi poteva importare, ma che lo sappia un giornalista…”.
Antonio porta le mani alla testa e i suoi occhi sgranati di paura si figurano già il casino medianico che questa storia unita al ritrovamento del cadavere farebbero cadere su di lui. Ha già fatto una fatica bestiale a ritrovare la calma dopo aver saputo del ripescaggio del cadavere di Samuele. Ha temuto che uno dopo l’altro anche gli altri si potessero liberare dagli involucri nei quali li aveva avvolti. A quel punto neppure l'influenza di Calogero avrebbe potuto impedire al Maresciallo di indagare e le indagini avrebbero potuto portare a lui.
“La mia missione… sarebbe compromessa!” pensa strappandosi i capelli. “Forse dovrei desistere. Lasciare stare la ragazza. Attendere che le acque si calmino e occuparmi di lei più avanti. E di Calogero, anche”.
Il solo nominare quell’uomo lo riporta con i piedi per terra. Antonio si concede lunghi respiri profondi e quando il ritmo del suo cuore torna a battiti più contenuti si alza per raggiungere l’angolo bar e versarsi due dita di whisky. L’alcool lo aiuta ulteriormente a calmarsi e a ragionare.
Ancora una volta si è lasciato prendere dal panico ma ora che è nuovamente lucido può guardare a questa verità che ha appena visto con occhi diversi. Quel Rossi è guarito davvero troppo in fretta da ferite terribili. Quando Antonio aveva chiesto informazioni a riguardo proprio al suo assistente questi è stato evasivo, dicendo che erano state più scenografiche che realmente pericolose le ferite riporte nella caduta.
“I miei occhi, però, sono buoni e non sono l’idiota che si pensa io sia” dice tra sé, iniziando a pensare che quel ragazzino stia attorno a Selvaggia su ordine del suo capo.
Rossi, infatti, potrebbe essere uno di quei demoni dei quali il suo angelo gli ha spesso parlato e che hanno il compito di fare il possibile per mantenere nella dolorosa condizione di sottomissione da parte del male le anime che lui ha il compito di purificare. Questo spiegherebbe il costante e quasi morboso bisogno che ha di nuotare per ricongiungersi al mare, la sua fonte di potere. Proprio come il suo angelo, infatti, potrebbe aver bisogno di restare sempre vicino a questo prezioso elemento ed è possibile che quelle ferite se le sia riportate durante uno scontro avvenuto con lei.
“E se il mio angelo non è riuscito a distruggerlo non potrò di certo farlo io che sono un semplice uomo” pensa, sperando che il suo dolce amore sia uscito incolume dallo scontro. “Il ragazzo. Sì, è lui che devo eliminare. Se si uccide il servo fedele poi sarà più facile sbarazzarsi del padrone!” deduce soddisfatto.
Il fatto che quel ragazzino gironzoli costantemente attorno alla sua prescelta, da questo altro punto di vista, può giocare a suo favore. Dovrà solo attendere la giusta occasione e chissà che il suo angelo non lo premi per questa sua libera iniziativa.
 
***
 
Fox sospira cercando di mantenere la calma e la concentrazione sul pianto a dirotto di Sara dall’altra parte del telefono. Si sente un verme per la fretta che ha in corpo. Una doccia e via a raggiungere Mirco, questo era il piano. Invece sua sorella ha colto l’occasione della risposta al messaggio per chiamarlo e lui non se l’è sentita di ignorarla.
Non può fare molto da lì per lei, però. In realtà non potrebbe fare nulla neppure le fosse accanto in questo momento. Si è talmente abituato a leccarsi le ferite da sé da divenire così freddo e razionale anche con sua sorella?
“Evidentemente sì” sospira, guardando per l’ennesima volta l’ora.
<< Posso venire a stare da te per qualche giorno? >>.
Alza gli occhi al cielo dinanzi alla richiesta che purtroppo si aspettava gli facesse. Non può dirle di essere sotto copertura, ma rifiutare la sua proposta sarebbe una pugnalata al cuore per lei. Per non parlare di come aumenterebbe vertiginosamente il suo senso di colpa già galoppante.
<< Non sono a Torino attualmente, Sara >> le risponde e il silenzio di lei non presagisce nulla di buono.
<< Perfetto >> dice, infatti, e ha davvero la stessa bravura del suo defunto fratello nel far sentire il prossimo l’ultima merda del creato.
<< Senti… >> sospira, sapendo già di stare per mettersi nei guai. << Tornerò a Torino tra un paio di giorni. Ti passo a prendere e possiamo passare la giornata ins… >>.
<< E credi che mi serva a qualcosa? >> strilla lei, costringendolo ad allontanare il telefono dall’orecchio. << Lo so che sono un peso per te e il tuo lavoro. Per non parlare, poi, di cosa direbbe ‘mia madre’ se sapesse che sto da te >> dice, mettendo il dito nella piaga che ben conosce. << Visto che te la tiri tanto del ‘lavorare per rendere nota la verità’ abbi il coraggio di dirmela! >>.
<< Vuoi la verità? >> ribatte esasperato. << La verità è che non posso fare nulla per toglierti da questa maledetta situazione e la cosa mi frustra parecchio! Lo sento quanto è difficile per te ciò che stai vivendo, ma non posso prenderti con me e non per le cazzate che va dicendo ‘tua madre’! Non voglio metterti in pericolo! >>.
<< Pericolo? Oddio, sei sotto copertura! >> esclama lei preoccupata.
E’ perspicace quasi quanto lui, cosa della quale dovrebbe andare fiero. In questo momento, invece, Fox prova solo fastidio.
<< Lo sono da quando lavoro con Juan >> ribatte duro. << Se non fosse così te lo avrei già proposto io, Sara. Non ci sto per nulla bene a saperti presa tra due fuochi. Jasmine non può ospitarti per qualche giorno? >>.
<< Da chi credi che sia stata fin’ora >> sospira lei. << Solo che… >> aggiunge e sa bene come finisce questa frase.
<< Lo so >> dice infatti. << Senti, è probabile che questa storia sulla quale sto finisca presto >>.
<< Tanto tornerai in Spagna. Sai che felicità >> sbuffa lei, mettendo il dito nell’altra piaga ben nota.
<< Non è detto >>.
<< Cosa? Hai deciso di lasciarlo? >> strilla lei assordandolo per l’ennesima volta.
Non le ha mai parlato apertamente della tresca che ha avuto col suo capo, ma che Sara lo avesse dedotto comunque lo aveva intuito. Questa, però, è la prima volta che la ragazza esprime un commento diretto sulla cosa.
<< Ok, scusami ho esagerato >> dice anticipando la sua replica. << E’ che mi fa strano pensarti lontano dalla Spagna. Hai fatto di tutto per prendere la cittadinanza e non mi aspettavo di sentirti dire una cosa simile >>.
<< Ehi, Sara, torna con i piedi per terra. Ho solamente detto che ‘non è detto’ che torni a Madrid. Non lo so ancora. Ci sono stati dei cambiamenti e… >>.
<< Oddio! Una donna! Oh, cazzocazzocazzocazzo! >>.
Fox sospira rassegnato. Parlare con lei è come sperare di avere l’attenzione di Mirco e di suo fratello quando sono nel bel mezzo di uno dei loro battibecchi.
Ora che ci pensa è proprio il suo assistente il vero motivo per il quale non potrebbe ospitare la sorella. Ora che Alex lo ha eletto sua guida ausiliaria come potrebbe proteggerla da questo segreto?
Non è il caso, però, di pensarci proprio adesso. Lo intenerisce sentirla ora parlare a macchinetta di questa fantomatica donna ed è in qualche modo fiero di se stesso per averla distolta dai suoi problemi.
<< Voglio conoscerla! E guai a te se osi dirmi di no. Sono disposta anche ad aspettare che questa inchiesta sia conclusa e a starmene buona qui nel girone dei lussuriosi >>.
<< Davvero? >> la provoca, cercando di girare a suo favore questa storia che si è messa in testa.
<< Lo giuro! Dimmi solo come si chiama. Daidaidaidai!! >>.
Fox sorride e si accorge per caso di stare rigirando il piccolo diaspro tra indice e pollice. Sta quasi per dirle il nome, ma poi morde il labbro ripensandoci.
<< Se te lo dico non vale. Porta pazienza >> ribatte accogliendo i suoi insulti.
<< E’ stato bello parlarti, capitano >> sospira lei dopo un lungo attimo di silenzio. << Mi manchi sempre troppo. Così tanto che fa male >> aggiunge e quella nota triste torna nella sua bella voce sempre squillante.
<< E’ lo stesso per me, lo sai >> sospira lui, provando quel nodo alla gola che non lo ha mai mollato dalla volta in cui l’ha salutata prima di partire per il suo primo viaggio in Spagna quando lei aveva solo quattro anni.
Un fischio acuto gli esplode nelle orecchie strappandogli un grido. Il diaspro che ancora tiene tra le dita diviene bollente e Fox si alza in piedi guardandosi attorno preoccupato.
<< Liber, tutto bene? >> gli chiede Sara preoccupata.
<< Sì, mi sono solo fatto male in modo stupido >> le dice cercando di essere convincente. << Devo salutarti ora. Ci sentiamo presto >> dice e seppure a malincuore la ragazzina accetta il suo congedo e la conversazione si chiude.
<< Che cazzo succede? >> si domanda, portando le mani alle tempie doloranti.
<< E’ qui! Ne ho avvertito la presenza! >>.
<< Di chi stai parlando? >> chiede Fox preoccupato dell’ansia che avverte nella voce di Alex.
<< Va da lui! Non perderlo di vista un solo istante! >>.
Senza farselo ripetere due volte Fox corre fuori dalla stanza e poi giù per le scale. Rallenta il passo solo quando attraversa la hall e saluta cordiale i due receptionist, giusto per allontanare l’idea che possa essere preoccupato di qualcosa. Con la stessa maschera di serenità sul volto raggiunge velocemente la piazza dove le miss si stanno esibendo nei loro stupidi spettacolini.
Non vede Selvaggia tra loro e la cosa lo preoccupa. Si fa largo tra la folla per poter raggiungere il palco dove dovrebbe trovare il suo assistente, che, però, non scorge da nessuna parte.
<< Ciao giornalista! >>.
Flora bussa alla sua spalla e il sorriso le si inclina quando si volta bruscamente verso di lei.
<< Scusa, mi hai… mi hai spaventato >> le dice abbozzando un sorriso. << Sono arrivato solo adesso e stavo cercando il mio assistente. Mi sono perso qualcosa di importante? >>.
<< Qualcosa di importante? Ti sei perso un vero e proprio scoop! >> ridacchia la ragazza strizzandogli l’occhio. << La numero sei ha chiesto la parola subito dopo il loro ingresso sul palco e lasciando tutti a bocca aperta ha annunciato il suo desiderio di ritirarsi dal concorso >>.
La ragazza ride del suo sincero stupore. Fox, però, è torppo scosso per cercare di controllarsi.
<< La numero sei? >>.
<< Selvaggia. Si diceva in giro avesse ormai la vittaria in pugno >> fa spallucce la ragazza. << Comunque credo che non troverai qui il tuo assistente. Le è praticamente corso dietro non appena si è allontanata dal palco dopo il suo annuincio shock >>.
<< Beh, allora sarà meglio che lo chiami e lo raggiunga. Se il mio capo scopre che non ero presente a un simile evento mi ritroverò in un bel guaio >> dice salutandola in fretta per farsi nuovamente strada tra la folla sempre più fitta.
“Mi aveva detto che non era intenzionata a mollare! Deve aver cambiato idea oppure gli ha raccontato una palla solo per rendere ancora più clamorosa la sua decisione!” sbotta prendendo dalla tasca il cellulare, deciso a chiamare Mirco. Trova, però, un suo messaggio in chat.
 
Selvaggia si è ritirata dal concorso!
La seguo ai camerini

 
Non lo aveva visto. Era talmente preso dalla telefonata con sua sorella da non aver sentito il messaggio arrivare.
“L’ho lasciato solo, cristo!” pensa mordendo forte il labbro inferiore, mentre fatica a uscire dalla piazza.
<< Muoviti, maledizione! È con lui, lo sento! >> grida Alex facendogli dolere la testa proprio come nella sue prime incursioni.
La piazza, però, sembra contenere molte più persone di quando l’ha attraversata poco prima. Fox sgomita, ricevendo insulti di ogni tipo che non prende in considerazione.
Il cuore gli batte forte nel petto. Così forte da sentirlo rimbombare nelle orecchie. Lo ha lasciato da solo. E’ stato così stupido da lasciarlo andare in compagnia del puro spirito di Marco quando più volte lo ha messo lui stesso in guardia della possibilità che Antonio volesse prendere anche lui.
“Come posso essere stato così idiota!” pensa e il panico gli toglie il fiato, mentre avanza a fatica come fosse immerso in una pozza piena di colla.
<< Sei sicuro? >> gli aveva chiesto Mirco, quando gli ha illustrato il piano che pensava essere perfetto. Fox aveva persino provato fastidio per questa domanda, ribadendogli che la loro presenza sarebbe stata più utile altrove, anziché ad una festa di fine concorso. Mirco stesso aveva più volte detto di quanto sarebbe stato  importante placare gli animi delle trenta vittime di Antonio prima che questi conducesse la prossima al convento. Se avessero fallito, il suo assistente avrebbe rischiato di ritrovarsi con trenta anime dannate, un serial killer morto e una punizione questa volta ancora più dura per aver permesso che tutto ciò accadesse. Ovviamente né lui né Mirco volevano nulla di tutto ciò e per questo Fox aveva pensato che lasciare Marco a guardia di Selvaggia e portare loro due al convento sarebbe stata un’ottima soluzione, considerato il suo dovergli essere accanto nel ruolo di guida ausiliaria.
Invece, a causa di una sua distrazione il piano è saltato. Mirco potrebbe essere stato rapito da Antonio che potrebbe ucciderlo. E se dovesse comunque uscirne vivo ci penserebbero i suoi 'capi' a punirlo, dal momento che quel pazzo assassino arriverà al palazzo ancora infestato dagli spiriti delle sue vittime.
Il diaspro brucia sempre più contro il suo petto dandogli una sensazione di urgenza che acuisce la sua ansia. Sente lontana la voce di Alex pronunciare una litania in una lingua che sembra quella che è solito usare l’esorcista.
“Dimmi che stai cercando di proteggerlo in qualche modo!” gli chiede, ma il bambino non gli risponde. Continua a recitare la sua tetra preghiera con quella piccola voce monotona e terrificante, che ha il solo effetto di portare Fox a farsi largo con maggior vigore tra la folla.
   
 
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