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Autore: Wolfgirl93    22/09/2022    0 recensioni
La vita di Rei cambia dopo un avvenimento che sconvolge la sua famiglia, da quel momento le si para davanti un bivio e lei deve trovare il coraggio per percorrerlo e per scoprire la persona che vuole essere veramente, riuscirà a farcela e sarà disposta a perdere qualcosa lungo il suo viaggio?
Fatti, persone e avvenimenti sono totalmente inventati
Genere: Generale, Hurt/Comfort, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Prologo

 

 

 

Harada Rei aveva una vita piena di sogni e una famiglia amorevole alle spalle, era una ragazza dai lunghi capelli neri, un neo al lato dell’occhio sinistro, un fisico asciutto e due occhioni dolci del solito colore del miele; stava studiando per diventare una veterinaria e piano piano nella sua mente si era formato il pensiero che quella vita fosse perfetta ma mancasse qualcosa a completare il tutto.
Fu quando si fidanzò con Masaki, il suo attuale ragazzo, che capì cosa c’era che non andava nella sua vita, sentiva che quel corpo stava diventando quasi una gabbia per lei e piano piano si decise a mettere da parte dei soldi - guadagnati con dei lavoretti al negozio del padre di Masaki – per andare un giorno in America a fare l’operazione di Mastectomia e successivamente una per la riassegnazione del sesso; non aveva detto nulla a nessuno, neppure al suo ragazzo ma si decise che quella sera ne avrebbe parlato con i genitori.
Il rapporto con i suoi genitori era sempre stato particolare, suo padre accettava ogni cosa di lei e non aveva paura della sua reazione ma sua madre, lei era quasi sempre scontenta di ogni suo atteggiamento o decisione e sapeva che probabilmente non sarebbe stata felice neppure per quella confessione.

 

Quando tornò a casa dall’università sua madre, Kumiko, stava già cucinando, Rei la sentì canticchiare un motivetto sentito in tv mentre si destreggiava fra i fornelli.

“Tesoro tuo padre sarà qui a momenti, potresti apparecchiare?” Chiese Kumiko mentre aggiungeva qualche spezia allo stufato.

Rei obbedì, si lavò le mani poi iniziò ad apparecchiare.

Il tempo passò e di Nobu, suo padre, sembrava non esserci traccia.

“Ti ha detto che faceva tardi a lavoro?” Chiese Rei mentre guardava la madre che subito scosse il capo; era strano, suo padre non faceva mai tardi senza avvertire, quando scattarono le otto di sera Kumiko provò a chiamare il marito, ma quando il telefono squillò si sentì anche il campanello suonare.

“Mamma è arrivato!” Rei corse verso la porta sorridente prima di aprirla, ma subito rimase confusa nel non vedere nessuno se non l’oscurità che avvolgeva il loro vialetto d’ingresso, trovò invece una busta a terra dove c’era riportato solo una grande scritta in stampatello ‘Per la famiglia Hanemiya’.

Rei tornò in casa con la busta e guardò sua madre interrogativa prima che le due si consultassero su cosa fosse, aprirono la busta dopo qualche attimo di esitazione e trovarono dentro un DVD e un semplice biglietto che diceva di riprodurre il disco.

 

Fu Rei quella che fece tutto mentre sua madre sentiva una strana ansia addosso, suo marito stava bene? Chi aveva mandato quella busta?

“Ok dovrebbe essere partito.” Disse la ragazza mentre si metteva seduta sul bracciolo del divano, lo schermo era scuro ma si sentivano delle voci in sottofondo poi quando tutto divenne chiaro si videro tre figure mascherate nell’inquadratura di cui una incappucciata.

“Che roba è?” Chiese Rei mentre guardava la madre che stava fissando lo schermo torturandosi le mani.

 

“Saggia decisione quella di riprodurre questo video, se non lo avreste fatto… Beh le conseguenze non vi sarebbero di certo piaciute.” Scherzò l’uomo in primo piano che aveva un passamontagna sul viso. “Ma prima che voi vi preoccupiate vorrei dirvi che il vostro caro Nobu è qui con noi e sta bene.” Il secondo uomo alzò il sacco dalla testa del tipo seduto al centro e Rei riconobbe suo padre, era malconcio con il viso tumefatto, bendato e imbavagliato ma sembrava essere vivo da come si muoveva e mugolava contro il pezzo di nastro isolante che aveva sulla bocca.

“Adesso ascoltate bene, non chiamate la polizia o il vostro adorato Nobu morirà con una pallottola in fronte, chiamate questo numero e aspettate di sentire la mia voce, vi dirò cosa fare. L’unica regola è che nessuno sbirro deve sapere del nostro piccolo piano, sia chiaro? Se volete sapere perché è qui beh, il caro Nobu ha chiesto prestiti alla Yakuza e ogni prestito deve sempre essere restituito, peccato che lui non lo abbia mai fatto.” L’uomo che aveva smascherato Nobu gli diede un pugno contro lo stomaco facendo annaspare il signor Harada in cerca d’aria. “Non perdete tempo se non volete che ci divertiamo con lui.” Il video si interruppe così lasciando Rei e Kumiko scioccate e senza fiato.

“No… Dobbiamo fare qualcosa! Nobu morirà!” Urlò Kumiko mentre si prendeva la testa fra i capelli, continuò a guardare lo schermo nero della tv come se sperasse di vedere in una soluzione.

“Mamma! Calmati!” Rei cercò di mantenere il sangue freddo, mandò il video indietro e segnò il numero da chiamare sul cellulare poi lo chiamò; sentiva le mani tremargli e quando sentì la voce del tizio del video strinse maggiormente la presa.

“Vedo che siete intelligenti, con chi sto parlando?”
“R… Rei.” Sussurrò la ragazza sentendo gli occhi pizzicare, doveva calmarsi, non poteva lasciarsi prendere dal panico ora.

“Oh la figlia, beh tesoro il tuo paparino ha preso per il culo le persone sbagliate quindi tocca a voi rimediare adesso, avrete tempo 7 giorni per darci 150.000 yen*, dovrete metterli su un conto corrente online e aspettare le nostre istruzioni su come mandarli. Ci aggiorneremo lunedì alla solita ora, chiamerò questo numero e se nessuno risponderà o se non avrete i soldi Nobu morirà. Buona serata.”

Quando la chiamata si interruppe Rei si lasciò cadere e terra, 150.000 yen erano qualcosa di impossibile da avere in una settimana, come avrebbero fatto?

“Che hanno detto? Rei che ti hanno detto?!” Chiese sua madre istericamente mentre la guardava.

“vogliono 150.000 yen entro lunedì sera e se non pagheremo papà morirà…” Disse la ragazza con un filo di voce mentre le lacrime iniziarono copiose a scenderle sul viso.

Kumiko si lasciò andare a delle urla mentre piangeva e la figlia la seguì anche se il suo fu più un pianto liberatorio ma silenzioso.

Dopo quasi diedi minuti di lacrime le due si guardarono e capirono che avrebbero dovuto trovare un modo di avere quei soldi.

Rei decise di prendere un secondo lavoro, le avevano offerto, proprio quella mattina, un lavoro alla mensa dell’università e decise di chiamare quella sera stessa per accettarlo, lo stesso fece Kumiko – il giorno seguente - che sparse la voce in giro e riuscì a trovare un secondo lavoro.

Gli uomini che tenevano Nobu avevano solo parlato di polizia quindi le due parlarono di quella cosa solo alle persone strette che si prodigarono per aiutarle.
 

Quando arrivò il fatidico lunedì le due erano in casa, si stavano stringendo la mano mentre aspettavano che il cellulare squillasse, quando lo fece sussultarono ma Rei subito rispose.

“Pronto?”
“Spero tu abbia i soldi pattuiti.” La voce dell’uomo la fece rabbrividire e lei subito deglutì a vuoto prima di annuire.
“Sì, cosa devo fare?” Chiese la ragazza prima di ascoltare le istruzioni dell’uomo, mise il vivavoce e fece come l’altro le stava dicendo.
“Prima di inviare i soldi voglio sentire la voce di mio padre.” Rei sentiva la paura attanagliarla, sperava che quella richiesta non mettesse suo padre nei guai, ma l’uomo rise.
“Hai fegato ragazzina ma te lo concedo, ti farò sentire la sua voce come prova che è vivo, potrete scambiarvi qualche frase ogni volta.” Gli concesse il tipo al telefono prima che la ragazze sentisse la voce del padre.
“Tesoro… Mi dispiace….”
“Papà!” Rei urlò quasi nel sentire la voce del padre e pianse a bassa voce nel sapere che era vivo.
“E’ così bello sentire la tua voce Rei, grazie per quello che tu e tua madre state facendo.”
“Ora basta, tuo padre è vivo, ora invia quei soldi se non vuoi che muoia.” L’uomo riprese il controllo del telefono e con quelle parole fece tremare Rei che subito inviò i soldi sul conto che gli aveva indicato l’uomo.
“Ho fatto…” Disse incerta, non sapeva se quella cosa avesse funzionato ma sperava che fosse andato tutto bene.
“Bene, sono arrivati, lunedì prossimo vogliamo 150.000 yen, buona notte.” Disse l’uomo prima di riattaccare.

Rei e sua madre si guardarono scioccate, pensavano che sarebbe finita dopo quella sera, che quei soldi sarebbero bastati ma si sbagliavano.

 

 

 





 

 

*150.000 yen sono circa 1000 euro

















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