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Autore: Luna_Piena96    25/05/2023    0 recensioni
Katrine Willson.
Dave Hudson .
Donovan.
Jade.
Susan .
Ron.
Sono i protagonisti di questa storia.
Le loro esistenza viene messa a dura prova dalla natura, dagli animali e dagli umani stessi.
Devono convivere e sopravvivere insieme, tra odio, vanitÓ, egoismo, amicizia e amore, gelosia, finzione, morte e scelte, fame e sete.
Entreranno a far parte della loro vita nuove persone.
ChissÓ come andrÓ a finire?
Willson e Hudson riusciranno ad amarsi prima o poi o si faranno la guerra tra loro per sempre?
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Triangolo
Capitoli:
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Mistero ĽKatrine WillsonĽ "Mi fai un favore?" Jade mi tiene ferma dalle mani che mi hanno liberato dopo ore di dolore. "Ti ascolto" dico io sorridendo alle sue parole. "Per una volta, solo una, ascolta Dave" mi abbraccia forte e non mi lascia pi˙. "Pi˙ che un favore sembra che tu me lo stia imponendo" rido sincera. "Dai non scherzare Katrine non Ŕ il momento giusto per farlo" sospira lei sciogliendo controvoglia l'abbraccio. "Prometto di ascoltare Hudson anche se dovesse buttarmi in mezzo a cento corvi affamati" lei ride dandomi un colpetto al braccio. "Willson sei pronta?" Domanda Dave prima di lasciare uno schifoso bacio sulle labbra di quella insulsa vipera di Susan. "Vuoi una bugia o una veritÓ?" chiedo divertita e lui scuote la testa cercando con lo sguardo Jason. "Voglio silenzio" borbotta lui ed io che ho promesso a Jade di ascoltare Dave, fingo un sorriso e resto in silenzio. Prima o poi te le faccio pagare tutte. Tempo permettendo. "Sei pronta Katrine?" Jason che avevo etichettato come figlio di puttana con manie di protagonismo si rivela una persona buona. "Si, andiamo" dico io ma lui mi si para davanti e prende i miei polsi. Lo guardo negli occhi e lui fa lo stesso. "Ti fa male?" chiede massaggiando il punto dolente. "Ora no" sorrido sconvolta per quello che sto provando in questo momento. "Meglio cosi, dai ora andiamo" come si descrive a parole un'emozione? Gli occhi dei presenti sono puntati su di noi stranamente anche quelli di lui, che sbuffa annoiato per poi girarsi e salire le scale. Furibondo che possa piacermi Jason e lui non possa pi˙ tormentarmi perchÚ le donne degli altri sono intoccabili? Medioevo a parte sembra alettante un simile pretesto per togliermi questo stronzo dalle palle definitivamente. La botola si apre ed entra poca luce il che significa che Ú ancora l'alba. Usciamo dalla botola chiudendo alle nostre spalle la porticina. "Allora io star˛ avanti, Jason tu dietro e la Willson in mezzo, tanto non serve a niente" ingoio un altro boccone e mi giro per non guardarlo. "Katrine serve e come altrimenti non starebbe qui con noi. Cammineremo tutti insieme nessuno deve dare ordini a nessuno specialmente qui e ora. Ci siamo scelti per mettere ordine non per comandare " sbotta Jason e io sorrido beffarda. "Visto?" faccio spallucce e seguo Jason soddisfatta fino alla punta dei capelli. Usciamo dalla stanza e notiamo che il ragazzo che ci seguiva per la scuola Ú steso fuori dalla porta pi˙ morto che mai. "Disgustoso" dico tappando il naso per la puzza di sangue immane. Huson si abbassa e guarda quel corpo attentamente. "Qualcuno gli ha sparato" indica tutti i fori che ha quel corpo. Chiudo gli occhi al pensiero di dover fare una cosa del genere se dovessimo trovarci in difficoltÓ ma penso pure al fatto che sia un bene non avere l'arma per non fare queste atrocitÓ. "Katrine tutto bene?" chiede Jason nel momento in cui una lacrima cade dai miei occhi. "Pu˛ andare meglio" asciugo queste lacrime e mi ricompongo sotto quello sguardo ambiguo di Hudson. "Siamo ancora qui e gia piange come una bambina, figuriamoci quando saremo li fuori cosa farÓ" da a Jason una spallata e cammina verso l'uscita. "La bambina ci tiene alle persone tu a quanto pare hai un cuore di pietra" mi difendo senza pensare alla stupida promessa che ho fatto a Jade. PerchŔ deve farmi male e io non devo difendere me stessa? Esce finalmente dalla scuola e Jason Ú fermo davanti a me. "PerchÚ non usciamo?" dico sorpresa di vederlo fermo. "Prima di uscire volevo dirti che sono stato uno stronzo quel giorno che ti ho dato della puttana non conoscendo la vera bella persona che sei, ti prego, puoi perdonarmi?" annuisco alle sue scuse. "Ti perdono ad una condizione per˛" dico io aprendo la porta da cui prima era uscito Hudson. "Che tu non faccia l'eroe per me o per qualunque altra persona qui nessuno e dico nessuno deve mettere gli altri al primo posto, penso che anche Dave ha ragione quando se ne esce cosi, con le sue perle, avevi ragione quando hai detto ognuno pensi a se stesso..." Alza un sopracciglio e mi segue fuori. "Non ti prometto niente Katrine se io dovessi tenere tanto ad una persona o a te, farei di tutto per proteggerla ti Ú tutto chiaro adesso?" dice lui mentre da occhiatacce in giro. "Smettetela di fare i piccioncini Ú ora di lavorare" ci passa proprio in mezzo dividendo i nostri sguardi. Sbuffiamo e seguiamo in silenzio quel ragazzo maleducato. La strada Ú silenziosa sembra di stare in un mondo completamente privo di suoni a renderla colorata per un certo verso, sono le auto lasciate li aperte al centro della strada. ChissÓ quante persone sono vive e se sono barricate in casa. Alziamo lo sguardo verso i palazzi e con nostra piu grande delusione sono tutte barricate da legno massiccio. "Sono tutti in casa" dice Jason facendo attenzione a non fare troppo rumore. "Per fortuna" dico pensando a chi ha una famiglia. "Fortuna un cazzo Willson per questo siamo costretti a farci ore di cammino per trovare un supermercato che non sia stato giÓ svaligiato" borbotta lui a qualche centimetro da me. "Sei sempre cosÝ scontroso datti una calmata Hudson, ho solo pensato che sono al sicuro lontano...o cazzo" dico io indicando uno stormo di uccelli di grosse dimensioni volare verso di noi. "Non si pu˛ mai stare tranquilli" dice lui spingendomi per correre verso un auto dato che anche i portoni sono barricati. "Jason hai mai rubato un auto?" Dice Hudson spingendomi con delicatezza, finta ovviamente, in macchina l'unica pi˙ vicina a noi. "No perchÚ tu lo hai mai fatto?" dice il ragazzo al volante che cerca in tutti i modi di trovare una chiave. "Smettila non troverai le chiavi stacca i fili" dice lui allontanandomi per farsi pi˙ vicino a Jason dandomi il sedere come vista. Bel panorama direi. "Oh si cazzo!" urla Jason mettendo in moto l'auto ormai invasa da uccelli e corvi affamati. Comincia ad accelerare come un gran pazzo da manicomio schivando per metri centinaia di auto facendo tutto il possibile per staccare dall'auto quei maledetti mostri. "Jason cazzo mi stai facendo venire il voltastomaco" urlo spingendo Hudson per aprire il finestrino e rimettere ma questo mi ferma ed io ecco be... "Ma che schifo Willson" urla lui con le mani in alto e gli occhi rivolti altrove pur di non vedere il disastro che gli ho versato sulla maglietta. "Nemmeno nell'esorcista vomitano cosi" scoppia a ridere Jason arrivato a destinazione dopo alcuni lunghi minuti di disagio. "Fra tanti posti proprio su di me?" ha un diavolo per capello. "Evidentemente assomigli piu ad un cesso che ad una persona" scoppio a ridere e so che lui vorrebbe lasciarmi li in mezzo a centinaia di animali ma ha come avversario Jason che non glielo lascerebbe fare. "Togliti" mi spinge uscendo subito da questo abitacolo infernale togliendosi la maglia lasciando intravedere quel ben di dio. Corriamo per entrare nel negozio e ci troviamo tutto ancora ordinato. "╔ troppo lontano dalla scuola e anche dalle abitazioni per fortuna possiamo usare delle macchine abbandonate" Dice Jason una volta aver chiuso tutte le porte intorno a noi. "Che tu non sai rubare e nemmeno guidare" scherzo io sedendomi sfinita. "PerchÚ non prendiamo tutti i nostri amici e li portiamo qui? Abbiamo cibo e acqua a volontÓ" "Sarebbe troppo rischioso" se ne esce lui pulendo il suo petto con salviette per bambini. "Troppo rischioso in questo negozio?" domanda Jason mangiando un panino farcito. "Si perchŔ quando le persone avranno finito il cibo nelle lore case verranno in questo posto, e la fame porta a fare cose che non immaginate quindi non ho intenzione di mettere in pericolo la mia ragazza e i miei due amici" se ne esce. "E poi siamo circondati da finestre di vetro facili da sfondare e avete visto anche voi le dimensioni di quei corvi e quegli uccelli" posso avere l'onore, finalmente, di vedere il vero Hudson. "Hai ragione" dico sorseggiando un po di acqua. Pensavo mi avrebbe detto che lui ha sempre ragione con le sue battute e invece niente, nemmeno mi guarda. "Allora Jason tu vai nel reparto cibo e noi in quello indumenti qualcuno ha vomito ovunque" il ragazzo annuisce. "Tieni d'occhio Katrine" dice Jason e Hudson sospira. "La Willson con me Ú al sicuro" Jason ride e va via. "Con te al sicuro? Avrei tanti dubbi" Cammino al suo fianco cercando in un posto e nell'altro qualcosa che possa entrarmi. "Infatti scherzavo ti lascerei qui e me ne andrei" dice lui lanciandomi una canottiera. "Non fai ridere. E comunque non sono un uomo, non uso canotte" borbotto lanciandola dinuovo a lui. "Infatti non Ú per te Ú per me, per te sto cercando un reggiseno che non ti faccia sembrare una donna con dieci figli a carico" scoppia a ridere Hudson porgendomi un reggiseno di pizzo. "Non mi guardare cosi e poi tranquilla ho visto seni pi˙ piccoli" scoppia lui a ridere come se non ci fosse un domani e a me questo fa incazzare. Decido cosÝ di cambiarmi il reggiseno - e non solo - in sua presenza. "Willson che stai facendo?" domanda lui guardando ogni mio movimento. Tanto mi disprezza, mi critica mi odia che differenza fa vedermi nuda? "Mi sto cambiando Hudson" sorrido e tolgo anche l'ultimo indumento dalle mie gambe, rimanendo solo con le mutandine. "E sai che io ti sto guardando?" chiede ingoiando saliva sonoramente. "Lo so ma non c'Ú niente di bello che tu possa ammirare" dico girandomi e facendo letteralmente vedere il mio sedere a Hudson. Sento qualcosa solleticare il mio collo. ╔ il suo respiro dietro il mio orecchio. "Sai che in circostanze come queste ti avrei messo al muro con o senza cose belle da ammirare?" La sua voce Ŕ cosi profonda da farmi venire i brividi ma a me piace giocare e quindi... "Se sono ancora qui e non al muro Ú cosi chiaro che non Ú una circostanza" mi giro verso di lui allacciando il mio nuovo reggiseno con la faccia di chi ha vinto. "Stai giocando con me Willson, ma sai di star giocando male?" Ma bene presto questo sorriso di gran vittoria scompare da mio viso facendo spazio al piacere e alla vergogna perche quel reggiseno Ú volato via in un nano secondo. Sono un tutt'uno con il petto di Dave e il freddo metallo degli scaffali. Sono ufficialmente entrata a far parte di questo negozio. "Mettimi giu...da un momento all'altro potrebbe venire Jason a cercarci" dico io ormai pervasa da mille sensazioni e mille paure. ╔ cosi vicino che posso sfiorare le sue labbra. "Hai vergogna che possa vederti nuda, o hai paura che possa vederti nuda tra le mie braccia?" scoppia a ridere lui e il suono che emana la sua risata Ú cosi nuovo. "Ho vergogna che possa vedermi nuda e visto che non mi conosce non pu˛ e non deve farlo" sposto il mio sguardo altrove giÓ che ci penso ho fatto una gran cazzata. "Strano a me Ú sembrato che Jason ti piacesse" dice lui spostandosi da me per mettere la canotta e poi la giacca. "A te sembra tutto ma non sembra un bel niente ora dammi quella dannata maglietta" sbotto nervosa. "Sei sempre cosi scontrosa Willson e dattela una calmata" ripete le parole che avevo detto poco prima io. "Dave...Katrine" la voce di Jason si fa sempre pi˙ vicina ma quello stronzo non mi da la maglietta. "Dammela" dico io facendo il possibile per prenderla. "No! mi dispiace" Ŕ cosi dannatamente vicino un'altra volta. "Non Ú corretto nei miei confronti" gli faccio presente che sta oltrepassando il limite. "Nemmeno nei miei...visto che mi hai fatto venire una gran voglia" si lecca il labbro inferiore facendo scattare in me una scintilla di piacere. "Dave... ti prego... Jason Ú qui non fare cose di cui puoi pentirti in futuro..." continuo a ingoiare saliva. "Se c'Ú una cosa che non conosci di me Willson Ú proprio questa" mi lascia il reggiseno ed io lo indosso veloce pur di non farmi vedere da Jason. "La Willson si sta cambiando" dice lui girando l'angolo. "Ho finito" esco dal mio nascondiglio e guardo i due o meglio guardo Dave e arrossisco di colpo. "Katrine ti fa caldo?" domanda Jason avvicinandosi a me. "No Ŕ solo che non mi sento bene" non dico la veritÓ cosi mi allontano di colpo da entrambi. Hudson si gira ridendo e Jason alza un sopracciglio scettico. "Se non vuoi che vomiti anche sui tuoi vestiti evita di stargli addosso lo dico per il tuo bene" scherza lui ed io sbuffo annoiata. "Ho riempito la borsa come hai detto, avete preso gli indumenti per i nostri amici?" Chiede Jason sedendosi subito dopo ed io lo seguo a ruota. Prendo un pacchetto di mandorle e le mangio affamata, qualcosa per˛ attira la mia attenzione. PerchÚ tutti gli scaffali sono ordinati e puliti? PerchŔ nessuno si Ŕ fermato qui per nascondersi ma fuori ci sono auto e bus abbandonati? "Ragazzi perchŔ qui sembra tutto cosi perfetto?" chiedo alzandomi di fretta lasciando cadere le mandorle. "Che vuoi dire?" dice Hudson alzando anche il suo culo e avvicinandosi a me "Noti qualcosa di strano?" domando. "Noto solo che Jason si Ú addormentato senza dircelo" sbuffa lui. "No Hudson qui c'Ŕ qualcosa che non va" borbotto misteriosa. Cammino lentamente verso una porta appena l'apro ci si para davanti una scena raccapricciante.
   
 
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