Recensioni per
Figlio dell'inverno
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 212 recensioni.
Positive : 212
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
22/07/25, ore 18:49
Cap. 11:

Oddio, non voglio salutarli...
E' difficile salutare questa storia, davvero tanto. Da scrittrice in erba (molto in erba) capisco che era il momento di chiudere, ma da lettore è bel altra cosa. Concludo questo racconto col cuore pieno. Sono soddisfatta e felice. La storia è stata avvincente fino alla fine, non c'è stato un capitolo inferiore agli altri come qualità o contenuti. E poi il finale.. il finale è stato meraviglioso. Non era, a parer mio, un racconto che doveva finire in tragedia. La chiusura che hai scelto, con un bel messaggio di continuità e di sguardo al futuro, è assolutamente quella giusta.
Adalrich si riprende, sta bene. Ha solo solo bisogno di recuperare le forze.
La strega - finalmente sappiamo chi è la salvifica vecchietta - ha evitato il peggio. Al resto hanno pensato i buoni frati di Marienbrunnen. Ed Hermann, naturalmente.
E così Adalrich ha sangue magico nelle vene. Almeno da parte di madre. Questo sì che è interessante, apre a un sacco di altre idee, se ci pensi. Il nostro cavaliere potrebbe cercare le proprie origini, ad esempio, o esplorare questo lato di sé. Ma forse, per come ho inteso Adalrich, lui non sarebbe così interessato. Lui vuole tornare a Starkenberg, la sua nuova e vera casa. E lo capisco ^^ Ad ogni modo, mi è piaciuto come hai affrontato la "stregoneria" in questa storia. Lo hai fatto con delicatezza e rispetto. Perché è proprio come dice fratello Hildebrand: le luci e le ombre sono ovunque. Le streghe, per la maggiore, erano donne esperte in un'arte delicatissima. E hanno vegliato su Adalrich... Il bimbo abbandonato, forse, non lo è mai stato davvero. Qualcuno veglia su di lui... E questo suo legame col soprannaturale spiega anche le tante "percezioni" che ha avuto.
Insomma, questa faccenda delle streghe e dell'eredità che passano ai loro figli, maschi e femmine, mi è piaciuta moltissimo! *-*
Quindi... è tutto sistemato. Il ghul ha raggiunto la terra dei più, sant'Atanasio continua ad essere disperso, io non sono Lara Croft e padre Gerold è stato impacchettato e spedito dai pagani in Prussia. Ho sperato fino alla fine in un incontro ravvicinato con il ghul. Però va anche detto che l'odioso personaggio, per quanto si sia prodigato, non ha causato danni irreparabili, quindi questo contrappasso ci sta. Quanto vorrei far parte del comitato di benvenuto che lo aspetta... ^^
Adalrich ed Hermann. Due splendori. Il sole e la luna, se vogliamo. Li ho adorati entrambi. Continuo a dire che adoro questi legami che si creano fra i tuoi personaggi. Merito della nonna di cui ti ho parlato, sono cresciuta con il culto dei guerrieri valorosi. Partendo dai poemi omerici e i miti, sono poi passata ai cavalieri delle ballate e delle grandi opere letterarie. Grazie a te rivivo tutto questo, ed è davvero bellissimo.
E, finalmente, Hermann si prende il bacio che gli spetta. Adalrich, coerente col suo personaggio, continua a fare l'ombroso, ma tanto sappiamo tutti quali sono i suoi sentimenti. E forse il loro resterà un amore platonico, visto che sono cavalieri di un ordine religioso, ma so che saranno insieme, e questo basta a rendermi felice. So che ci saranno sempre l'uno per l'altro, ed è meraviglioso.
In conclusione, abbiamo il mega plot twist. Konrad nei cavalieri dell'Ordine Teutonico??O.o Ci avevo pensato solo all'inizio, ma poi avevo lasciato cadere questa idea, visto il personaggio. Evidentemente il ragazzo ha riflettuto molto e, soprattutto, ha riveduto le sue priorità. Si è fatto più serio. Che poi, visto il disastro causato, è anche un buon modo per fare ammenda. Ovviamente la questione falsa reliquia non è solo colpa sua, ma è iniziato tutto da lui, e il giovanotto non può non avere dei sensi di colpa. Quindi ben venga il suo ingresso nell'Ordine. Credo sarà un'esperienza che lo formerà. E poi sono sempre a favore dei personaggi che imparano dai propri errori. ^^
Però, sai, avrei tanto voluto essere presente per vedere la faccia di Adalrich! xD Poveretto! Lui che pensava di farsi il viaggio di ritorno con Hermann, e invece si dovranno portare dietro il terzo incomodo. Particolarmente logorroico, fra l'altro.

“Chi sarebbero i vostri maestri?”
“Ma voi e fratello Hermann, è chiaro. Ho già in mente un poema epico sulla vostra impresa, sapete? Come due cavalieri dell’Ordine Teutonico uccisero un terribile mostro del deserto. Volete sentire le prime strofe?”
“Oh, no!”

Sono morta dal ridere! xD Vai, Adalrich, armati di pazienza. Quasi quasi era meglio il ghul, vero? Almeno, una volta ucciso, stava zitto. Kornard, invece, non puoi toccarlo, perché sarà un tuo fratello!

Bellissima questa chiusura, mi è piaciuta davvero tanto! Mi ha lasciato con un sorriso, e ha reso meno triste la separazione. Io mi affeziono tanto alle storie, e ai personaggi. Col tempo non sono più soggetti immaginari, ma diventano degli amici. So che i nostri staranno bene, e che potrò sempre tornare da queste parti per rileggerli. Se poi miss Norma ti ispirasse un seguito... ^^

Questa storia, che ovviamente finisce fra i preferiti, ha ed avrà un posto speciale nel mio cuore. Sono sincera, ho amato tutti i tuoi racconti, perciò faticherei a indicare IL preferito. Però questo... questo ha il mio cuore, perché non può essere divesamente. Racchiude tutto ciò che amo. Medioevo, cavalieri, soprannaturale, horror e un tocco di romanticismo. E' tutto ciò che desideravo leggere. Ecco perché è speciale. Ma, ripeto, amo tutti i tuoi racconti. Comincio ad averne letti parecchi (e tanti ancora mi aspettano) e non mi hai mai deluso. Ogni volta è un bellissimo viaggio.
Credo allora che comincerò la lettura della storia che mi hai gentilmente suggerito. E spero tanto, un giorno, di esserci durante la pubblicazione di un tuo nuovo racconto. Sono felicissima di avere storie già concluse a disposizione, ma mi piace molto anche accompagnare un autore durante la pubblicazione, scoprire un capitolo dietro l'altro, e fornire tutto il mio sostegno. Spero di averne la possibilità ^^
Grazie infinitamente per "Figlio dell'inverno", un racconto che ho amato dall'inizio alla fine. E sempre tanti complimenti. Meravigliosa storia, splendidi personaggi e, come sempre, scritto in maniera ineccepibile.
Un caro saluto e ci ri-leggiamo in altri mondi, e in altre avventure.
(Recensione modificata il 22/07/2025 - 06:55 pm)
P.s. Perdona le tante aggiunte, ho riletto per l'ennesima volta l'epilogo, e ho trovato altro da scrivere! ^^"""
(Recensione modificata il 23/07/2025 - 03:49 am)

Recensore Master
22/07/25, ore 18:01
Cap. 10:

Ciao ^^
Mi credi se ti dico che ho realizzato di essere giunta alla fine della storia solo una volta arrivata a leggere questo capitolo? E se da un lato è stato bello non pensare al distacco imminente, dall'altro il finale, con la morte della creatura, è stato un piccolo trauma. Non avrei mai voluto salutare questa storia, sarei andata avanti per capitoli e capitoli... Ma, si sa, ogni bella storia ha il suo finale, è giusto che si concluda. Ed è sempre meglio concludere con un po' di appetito residuo, con quel senso di completezza, ma non del tutto.
Si torna da Hermann, il nostro eroe dai capelli d'oro e l'animo nobile. La quintessenza del cavaliere. Hermann è stata una sorpresa. Inizialmente abbiamo quasi l'impressione che sia "solo" il gregario di Adalrich. Niente di più sbagliato. Negli ultimi capitoli Hermann ha preso il comando, e ha condotto molto bene.
Il nostro giovane instancabile si rimette subito in viaggio, seguito da Konrad e - grazie al Cielo! - fratello Hildebrand. Avere fratello Hildebrand fra i nostri mi ha molto rassicurata.
E' una corsa contro il tempo, ma per fortuna il barone von Obenstein è uno con le palle, e padre Gerold non ha potuto fare i suoi comodi. Se poi tiene tanto alla faccenda del rogo, possiamo sempre allestire un'autodafè in suo onore e fare un bel falò. E arrosto ci finisce lui, sia chiaro.
Ha tirato parecchio la corda, il caro inquisitore. E secondo me ha rischiato in più occasioni. Non ha trovato terreno fertile (a parte padre Caspar e il popolino ignorante). Questa è stata la salvezza di Adalrich.
Hermann è andato vicinissimo a perdere il controllo. Ha pure citato Leonida, e l'ho adorato! *-*
“Venite a prenderla”, dice al maledetto inquisitore. Come Leonida che disse a Serse "Molon labe", quando gli venne ordinato di consegnare le armi e arrendersi. Non so se è stata voluta, ma io mi sono emozionata tantissimo! Hermann modalità Leonida mi è proprio piaciuto! Adesso Adalrich ci farà il favore di essere meno sostenuto e di ricambiare adeguatamente il compagno. ^^ La vita gli ha tolto tanto, è vero, ma gli ha restituito tanto, perché avere l'amore e la lealtà di Hermann non è cosa da poco.
Finita la mia affettuosa reprimenda nei confronti del protagonista (che adoro, sia chiaro), passo ad acclamare Hermann (che posso farci? questa recensione è Hermanncentrica!) per aver finalmente avuto l'idea di andare a controllare il sarcofago.
Lo trova vuoto. Non c'è nulla di nulla. Manco un biglietto con scritto "torno subito". Era da fare, andava mostrata questa cosa. E Konrad ha visto! Ha realizzato. E mi è anche dispiaciuto per lui. Perché per quanto irritante possa essere stato, si tratta comunque di un bravo ragazzo, un giovane che deve ancora maturare e che ha un ottimo esempio (quello del padre) da seguire. Devesse atroce rendersi conto di essere responsabile di una cosa del genere. E' morta tanta gente, tutti bravi cittadini di un feudo che, un giorno, sarà suo. Dura da digerire.
Però ha saputo riprendersi in fretta. C'è tempo per autocommiserarsi, prima c'è un ghul da fare fuori.
E' stato bello vederlo prendere le redini e correre a liberare Adalrich.
E sono stata felicissima che entrambi i cavalieri abbiano affrontato il mostro. Tutto faceva pensare, almeno all'inizio, che sarebbe stato solo Hermann, ma non sarebbe stato giusto. Adalrich meritava di essere la mano che infliggeva il colpo finale.
E così è stato.
Mi ha fatto piacere ritrovare la misteriosa anziana, che ha voluto dare il suo ultimo avvertimento. E, giusto che parliamo di questo...
Carissimo, tu non puoi fare una cosa del genere. Non puoi alludere a dialoghi avvenuti fra i due cavalieri e poi non dirci niente, perché la sottoscritta muore di curiosità! T-T Poi noi fanciulle siamo notoriamente pettegole, ce l'abbiamo nel DNA, impostato di default.
Cosa avrà detto Adalrich ad Hermann?
"Eravamo solo tu ed io, la luna era alta, e c’era un gran silenzio"
Cacchio, l'atmosfera era pure quella giusta!

“Hai detto che…” deglutì.
“Che?...”
“Che mi amavi.”

Comunque il ghul c'ha preso, eh. Anzi, è addirittura più avanti di Adalirch, che quelle parole le ha solo pensate. Mannaggia a lui. xD
E dopo il mio sfogo da fangirl (che ogni tanto parte), passo a lodarti per lo scontro con il mostro, che ho trovato molto ben descritto. Merito della tua esperienza con la scherma, certo, ma anche della tua incredibile fantasia. E' stato un duello avvincente, una meravigliosa coreografia. E, ripeto, sono stata felicissima che ad affrontare la creatura siano stati sia Hermann che Adalrich. ^^
Ho poi perso dieci anni di vita leggendo del nostro protagonista morso più volte dal mostro. Ho temuto il peggio, stavo per mettermi a piangere insieme ad Hermann e invece la vecchia signora ha fatto nuovamente la sua comparsa.
"C’era un mondo che sarebbe stato vuoto e buio senza di lui"
No vabbe', se questo non è amore, cos'altro lo è?
Grazie, infinite grazie, alla misteriosa anziana che ha salvato il nostro Adalrich. Anche perché Hermann era capacissimo di uccidersi dopo aver tolto la vita al compagno.
E grazie a te, caro Asso, e a miss Norma per essere stati buoni con questi due personaggi.
E' stato davvero un bel capitolo finale! Con tutti i nodi che vengono al pettine, un bel duello con il mostro, tante emozioni e uno splendido lieto fine ^^
Prima di andare a commentare anche l'ultimo capitolo, ti faccio come sempre i complimenti. Sappi che non sono mai riuscita a distolgliere gli occhi dallo schermo!
(Recensione modificata il 22/07/2025 - 06:04 pm)

Recensore Master
21/07/25, ore 18:58
Cap. 9:

Ciao Old ^^
Ed eccoci al momento in cui tutti i nodi vengono al pettine! In questo genere di racconti è la parte che preferisco di più in assoluto, quando tutto viene rivelato al lettore. E' stato emozionante, e mi ha fatto piacere constatare che qualche mia intuizione non fosse proprio sbagliata.
Hermann si mette in viaggio e con lui parte anche Konrad. Due mondi completamente opposti che faticano a comprendersi. Tuttavia, col proseguire del viaggio, scopriamo che un punto di incontro è comunque possibile. Konrad è una palla al piede per gran parte del viaggio. Si stanca subito, vuole fermarsi, godere del buon cibo... Al contrario, Hermann pensa solo e soltanto alla vita di Adalrich. Chiaramente il rischio di perdere il compagno lo spinge a voler raggiungere la destinazione il prima possibile. Ma anche senza Adalrich in pericolo di vita, ci sarebbero comunque stati la serietà, la morigeratezza e il senso del dovere del cavaliere a impedirgli di lasciarsi distrarre dalle frivolezze di Konrad. Dunque, i due mondi separati ci sarebbero stati ugualmente.
Però, come abbiamo visto, esiste un punto d'incontro. Quando si toccano i sentimenti, e l'attaccamento, siamo tutti uguali (più o meno, esistono anche soggetti del tutto privi di empatia). La domanda che rivolge Hermann a Konrad è calzante, e in poche parole riesce a fargli comprendere la situazione. Konrad arriva addirittura a scusarsi e questo l'ho apprezzato davvero molto.
I von Obenstein si sono rivelati una bella sorpresa. Da inconsapevoli cause del disastro, si stanno rivelando degli ottimi alleati. Il barone, in primis, è un bellissimo personaggio. Pur cercando di mantenersi neutrale, sta fornendo ai cavalieri tutto l'aiuto possibile. E a fine capitolo, se vogliamo, non è poi più così tanto imparziale. Si rifiuta di consegnare Adalrich, arrivando a minacciare punizioni nei confronti di chi continuerà ad affermare che il cavaliere è un emissario del demonio. Ho apprezzato moltissimo la sua presa di posizione... adesso però sono preoccupata per lui, perché quella serpe di Gerold potrebbe essere capace di scatenare il popolo.
Intanto lo troviamo intento a fare ciò che gli riesce meglio: tormentare la sua preda. Non mi aspettavo pure le accuse di sodomia. Che essere infido e maledetto. E la reazione scomposta di Adalrich non aiuta.
La situazione si aggrava. Se l'inquisitore ha deciso di giocare anche questa carta, allora anche Hermann è a rischio. Al suo ritorno, potrebbe trovare ad aspettarlo una brutta sorpresa.
Ma andiamo alla grande rivelazione! *-*
Fratello Hildebrand si è rivelato proprio il personaggio che mi auguravo di incontrare. Un anziano cavaliere non più in grado di combattere (forse), ma comunque vigoroso nel corpo e nello spirito. E non so perché me lo immagino come Sean Connery che interpreta Guglielmo da Baskerville ne Il nome della Rosa. ^^ Fratello Hildebrand è un pozzo di conoscenza. Forte delle sue esperienze pregresse e della sua mancanza di pregiudizi (per quanto sia un cavaliere dell'Ordine Teutonico, conosce il Corano) ci fornisce tantissime risposte.
Dunque il cane infernale è una iena! E qui, caro Asso, mi preme dire una cosa che ho sempre dimenticato nelle precedenti recensioni. Ho apprezzato molto la scelta di questo animale non convenzionale in un racconto horror. Solitamente le bestie sono altre. Tu mi hai spiazzata con questo animale, ma col procedere della narrazione la scelta di questa bestia mi è parsa sempre più convincente ^^ Apprezzo molto la tua decisione di uscire dai binari. Mi hai sorpreso in modo positivo.
Del resto, anche la creatura soprannaturale non è ciò che ci saremmo aspettati. Mai letto in vita mia un racconto horror in cui si parla di un jinn. Sei stato preciso e coerente. Hai scelto un mostro affine al luogo in cui è stato effettuato il ritrovamento, creando qualcosa di realistico e di nuovo. I miei complimenti ^^
Fra l'altro, grazie a te ho scoperto che i ghul sono effettivamente dei jinn. Pensa che io li ritenevo due creature diverse.
Ma ciò di cui vado fiera è l'aver beccato l'indizio del nome. Il greco mi è venuto in aiuto, facendomi subito pensare a quell'alpha privativo davanti alla parola thanatos, morte. Immortale, dunque. Quel cartiglio era proprio un cartello d'allarme. E io sono felice che il mio greco arrugginito sia servito a qualcosa! xD
Ah, e... a quanto pare il santo non è un santo, e io non sono Lara Croft.
Ma il Hildebrand non si limita a fornirci delle risposte. Hildebrand ha anche un'arma. Una scimitarra benedetta. Questa cosa mi ha entusiasmato tantissimo, sono felice che sarà utilizzata quest'arma per tentare di uccidere il mostro, e non qualcosa di cristiano che, a onor del vero, ci sarebbe stato come il cavolo a merenda. A ciascun territorio e mostro la sua cultura e le sue armi.
Cosa dire? La tensione è alle stelle, ci troviamo in un punto cruciale. La gente di Dürnau vuole Adalrich sul rogo, per quanto ancora il barone riuscirà a mantenere il comando? Fra l'altro, Till il gobbo (Till, nomen omen, è il caso di dirlo! *-*) fa notare la contraddizione: perché tenere Adalrich in cella, se è innocente?
Riuscirà Hermann a tornare in tempo? Cosa farà fratello Hildebrand? A chi spetterà il compito di uccidere il mostro? Hermann? Adalrich?
E, domanda da un milione di euro, riuscirò ad assistere alla dipartita dell'odioso inquisitore, divorato dalla belva?
Come sempre, tanti complimenti. Anzi, una pioggia torrenziale di complimenti! Grazie per la splendida lettura! ^^
(Recensione modificata il 21/07/2025 - 07:04 pm)

Recensore Master
20/07/25, ore 18:14
Cap. 8:

Ciao Old ^^
Si mette male per Adalrich. Padre Gerold lo ha in pugno e non ha la minima intenzione di mollare la presa.Al contempo, tuttavia, intravedo un barlume di speranza. Per quanto disperata sia la situazione, il nostro cavaliere può contare su due figure cruciali. Hermann, ovviamente, ma anche il barone von Obenstein.
La lealtà e l'affetto di Hermann non sono mai stati in discussione, questo è chiaro. Sappiamo che il giovane cavaliere darebbe la vita per Adalrich, come da lui stesso affermato. Von Obenstein, però, è stata la grande sorpresa. In realtà vediamo dal principio come il barone simpatizzi per i cavalieri dell'Ordine Teutonico, ma qui si parla di ben altro. Il barone si è rivelato un uomo assennato e molto intelligenti. Non può opporsi apertamente a padre Gerold, sarebbe un errore diplomatico non da poco, che potrebbe risultare dannoso se non fatale.
Schierarsi contro un inquisitore, arrivando addirittura a liberare Aldalrich, significherebbe inimicarsi la chiesa e anche il suo stesso popolo, dato che adesso tutta la gente di Dürnau crede alla novella del cattivissimo crociato albino servo di Satana. Dunque qualsiasi presa di posizione diretta è da scartare... si agisce nell'ombra.
Ed ecco quindi il barone parlare con Hermann, invitarlo alla calma e consigliarlo. Servono rinforzi, bisogna battere Gerold al suo stesso gioco, e adesso non vedo l'ora di scoprire chi sia questo cavaliere dell'Ordine che Hermann andrà ad incontrare, fratello Hildebrand.
Intanto a Dürnau la bestia si è quietata una notte, giusto il tempo di fornire al dannato inquisitore il pretesto per tenere imprigionato Adalrich. (Chi si erano messi d'accordo? Maledetto cane infernale, manco su di lui possiamo fare affidamento! xD) La pausa, però, dura soltanto una notte, perché quella successiva il cane maculato torna all'attacco e, ancora una volta, è Hermann a fronteggiarlo.
Hermann sta guadagnando tanti punti, sai? ^^
La bellezza di questa storia sta anche nella scoperta graduale dei personaggi. Durante la lettura dei primi capitoli non avrei mai pensato che Hermann avrebbe avuto un ruolo così cruciale. Invece, con Adalrich imprigionato, è lui a prendere le redini e ad accompagnare il lettore verso - si spera - la verità. C'è ancora da risolvere il mistero. Che mostro stiamo combattendo? Da dove è arrivato?
Su questo stiamo facendo passi in avanti. Hermann ascolta molto bene le parole di Adalrich, e comuncia a rifletterci. La risposta è chiara, almeno per noi lettori. Il mostro ha viaggiato insieme alla reliquia, e forse (ne sono convinta) è la reliquia stessa. Altro che san Atanasio di Alessandria...
Ad ogni modo, le armi di Adalrich non saranno in grado di uccidere la bestia, ma un po' di male glielo fanno, che è sempre cosa gradita. Al solito, lo scontro è stato meravigliosamente descritto. A proposito, che bella la scherma medievale! *-* Arte nobile la scherma, mi piace in tutte le sue forme e la seguo sempre con piacere.
Chiusa questa parentesi, non mi resta che maledire per l'ennesima volta Gerold per il suo operato. Un uomo viscido, disgustoso e più infido di una serpe. Non voglio neppure pensare all'eventualità che Adalrich possa finire sul rogo, mi rifiuto categoricamente, anche se so che quell'essere immondo (e mi sto riferendo all'inquisitore, non al cane maculato) è proprio lì che vuole arrivare.
Bisogna correre, e in fretta.
E che rabbia leggere dei cittadini che adesso sono tutti contro Adalrich e, naturalmente, contro Hermann, il quale, da nobile cavaliere quale è, continua a rischiare la vita per proteggere la cittadina. Lo so, bisogna essere comprensivi nei confronti del popolino. La gente ha paura e non capisce. Ma è mai possibile che si dimentichi così facilmente due cavalieri che notte dopo notte hanno combattuto strenuamente?
Che tristezza...
Mi riferisco alla situazione, ovviamente. Non a te. Tu, da ottimo scrittore quale sei, hai descritto la vicenda con estremo realismo, e non posso che farti i complimenti, perché sei riuscito a suscitare in me emozioni autentiche.
Chiudo con un'ultima considerazione: Adalrich ed Hermann sono due meravigliosi personaggi, e il loro è proprio uno splendido sodalizio.
Un caro saluto e a presto!
(Recensione modificata il 20/07/2025 - 06:16 pm)

Recensore Master
19/07/25, ore 15:24
Cap. 7:

Ciao Old! ^^
Ah, io lo aspettavo al varco, l'inquisitore. Sapevo che non avrebbe perso occasione per prendersela con Adalrich. Che gran figlio di putt, pezz di mer... etc etc etc... E pensare che avevo cominciato la lettura piena di buoni propositi, dicendomi di non essere prevenuta... No, a quanto pare, facevo bene ad essere prevenuta. E tu, caro Asso, ci hai dato giù pesante. Rendendo il personaggio sgradito come un gatto attaccato con le unghie ai coglioni. Di sicuro Hermann, prima ancora di Adalrich, ha provato quella sensazione, visto come si è rivolto all'inquisitore (Hermann è l'eroe del capitolo, sappilo U.U). O forse, prima ancora di Hermann, a provare l'estatica sensazione di unghie conficcate nella carne può essere stato il barone von Obenstein.
Insomma, da quanto ho capito, Padre Gerold sta democraticamente sulle balle a tutti, escludendo Padre Caspar (grazie, eh, Caspar! ottima idea quella di convocare lo strunz e farlo venire a Dürnau, dove c'è già un mostro in azione) e quella sottospecie di foca ammaestrata di frate Peter.
In sostanza, ho dovuto affrontare il capitolo armata di Maloox, ma ne è valsa la pena. Se volevi far indignare il lettore e suscitare un determinato genere di emozioni, ci sei riuscito benissimo. Sei stato molto bravo a rendere la figura di Gerold antipatica e negativa senza però esagerare negli eccessi. Gerold non è stereotipato. Si comporta in modo coerente, è fedele al proprio personaggio. E' un inquisitore, e ragiona come tale, ma non lo vediamo fare proclami altisonanti e agire subito come un pazzo piromane pronto a dar fuoco a tutti (magari ci arriveremo fra un po').
Lui "gioca" a colpi di burocrazia e dialettica, e lo fa in maniera molto scorretta. E' subdolo. Insidioso. Sa destreggiarsi con le parole. Purtroppo, da quanto ho avuto modo di apprendere leggendo saggi e quant'altro su Torquemada&co., era proprio così che facevano. Gli inquisitori agivano spinti più dall'interesse che dal reale desiderio di "fare il bene". Dietro la facciata di devoti uomini di chiesa in lotta contro gli eretici e il Maligno, hanno compiuto i crimini più aberranti. In Spagna hanno commesso delle vere e proprie stragi. Tutto per appropriarsi dei beni (assolutamente terreni e materiali) del disgraziato di turno, trasformato in eretico all'occorrenza. Sarà esistito un inquisitore diverso dagli altri? Ad oggi, non ne ho trovato prova, ma sono pronta a ritrattare.
Tornando alla storia, scopriamo da subito che Gerold non è minimamente interessato a quanto sta accadendo a Dürnau. Non gli ho mai sentito esprimere sincera preoccupazione nei confronti dei cittadini. Si preoccupa prima di tutto della reliquia, chiedendosi perché non sia stata portata a Fulda. Poi attacca i fratelli cavalieri, lamentandosi del loro essere poco malleabili. (E questo mi ha portato a pensare a tutti i vari attriti che ci sono stati fra la Chiesa e i vari Ordini di cavalieri). Infine, abbiamo la confessione vera e propria.

[ “Noi siamo qui per ben altra bisogna, amico mio: dobbiamo alzare un po’ di polverone, fare un po’ di paura a questi bravi cristiani e in definitiva rinsaldare il potere della Chiesa laddove esso rischia di vacillare. Mi capisci?” ]

Be', più chiaro di così. Ribadisco, sei stato davvero bravo. Il personaggio è reso benissimo. Così come il suo galoppino. Bella coppia di luridi.
Adesso più che mai spero in un incontro ravvicinato del terzo tipo con il cane maculato. Che se li divori lui! Ma non subito. Prima deve terrorizzarli a dovere...
Nella speranza che il nostro mostro decida di farci la grazia, non mi resta che assistere al terribile disegno che Gerold ha già finemente tracciato. E' stato molto bravo a ricostruire la versione che voleva dalle testimonianze delle persone interrogate. Alcuni, fra l'altro, erano umili, gente del popolo, ingenui e ignoranti nel senso del termine. Lui e la sua mente acuta e istruita hanno trovato praterie dove scorrazzere indisturbati. Gli è andata peggio con Hermann, che si è comportato molto bene. L'ho amato in questo capitolo. Purtroppo quel losco personaggio con la lingua di vipera è riuscito a mettere in difficoltà anche lui.
E infine Adalrich, che vede concretizzarsi tutto ciò che lo ha sempre fatto sentire inadeguato e diverso. Adesso la sparo grossa. Forse il vero mostro da sconfiggere, per il nostro cavaliere, è proprio l'inquisitore. Padre Gerold rappresenta tutto quel carico di negatività, biasimo, sospetto e paura che il nostro protagonista si porta sulle spalle dalla nascita. Gerold è "l'uomo nero" di Adalrich, il suo demone, che ha finalmente preso forma. Se la vediamo in questo modo, l'incontro con l'inquisitore potrebbe essere catartico. Il protagonista ha bisogno di questa prova per crescere, fare quel passo in avanti.
Sono molto curiosa di leggere cosa succederà, adesso che si è aggiunta questa spina nel fianco (forse più grossa e ingombrante di una spina, in realtà). Faccio ovviamente il tifo per Adalrich, il mio best dei best. E per Hermann, perché qui c'è davvero tanto bisogno del suo aiuto.
E' stato comunque bello constatare che chi ha potuto conoscere Adalrich ha avuto modo di farsi un'opinione positiva su di lui. Nessuno, a parte la servetta un po' condizionata, ne ha parlato male.
Il barone continua piacevolmente a stupirmi. Mi sono piaciute le sue risposte a Padre Gerold. Da simpatizzante del potere temporale non posso non schierarmi dalla sua parte. Temo che presto dovrà cimentarsi in un duro braccio di ferro.
Il dannato inquisitore vuole rinchiudere Adalrich a "scopo precauzionale e dimostrativo". Un viscido pretesto per gettarlo in una cella e buttare la chiave.
Tremo.
E, in tutto questo macello, il primo pensiero di Adalrich è per Hermann, che non vuole lasciare solo ad affrontare i mostri.
Mi sciolgo...
Complimenti per questa storia, sempre più bella e coinvolgente. E' proprio un capolavoro ^^
A presto!

P.S.
Non conosco alcuna definizione latina per gli albini. Però la tua soluzione - homo albus - mi è piaciuta molto. ^^
(Recensione modificata il 19/07/2025 - 03:37 pm)

Recensore Master
18/07/25, ore 03:08
Cap. 6:

Io: "Ciao Astolfo, come te la passi?"
Astolfo: "Oh, carissima! Cosa fai qui? Perché sei tornata sulla luna?"
Io: "Eh, sapessi..."

Ciao Old! Eccomi di ritorno! ^^
Quante emozioni in questo capitolo! E' stato bello ricco, di certo non da meno dei precedenti. E oltre ad appassionarmi, mi ha portato ancora una volta a fare congetture e infine a sciogliermi come un ghiacciolo sotto al sole (e dalle mie parti picchia forte, te lo garantisco).
Detto ciò, be', gli uccelli per diabetici imperversano e la diabolica creatura scorrazza indisturbata continuando a mietere vittime. E abbiamo un inquisitore in arrivo... Mh, quasi quasi preferisco il cane maculato, lo trovo sicuramente più simpatico. Non ho un bel rapporto con gli inquisitori. Sebbene abbia letto parecchio di Torquemada e mi sia interessata all'argomento, i membri di quell'istituzione religiosa non mi sono mai andati a genio, e credo che anche il personaggio in arrivo mi starà sul gargarozzo. Potrei arrivare a insultarlo, a seconda. Perciò non prometto niente! ^^
Intanto Dürnau si è trasformata in un Inferno, dove non c'è pace nemmeno per i morti. L'immagine che hai descritto, con le tombe profanate e i corpi smembrati è stato un tocco da maestro. Raccapricciante al punto di giusto. Regna l'orrore, i cittadini sono totalmente indifesi, in balia del mostro. Appellarsi alla fede è l'unica via, l'unico appiglio di cui dispongono.
Nell'incubo che imperversa, le uniche figure che si oppongono, facendo valere la loro forza, sono i due cavalieri. In questo capitolo li abbiamo visti parecchio all'opera, e mi complimento con te per le scene di combattimento, che ho trovato molto ben fatte. E, al solito, un ruolo fondamentale lo hanno avuto le tue descrizioni. Sono riuscita a figurarmi molto bene Dürnau notturna, con i suoi colori foschi, la nebbia spettrale, e gli ululati raccapriccianti.
Adalrich ed Hermann affrontano senza timore la notte e la città deserta, ben consapevoli dei pericoli che li attendono. Ma non si sottraggono al loro dovere. Sono cavalieri, sono eroi e nobili d'animo. "Non timebo mala". Le scene in cui li vediamo impegnati in battaglia sono state qualcosa di bellissimo! Hai deliziato i lettori con splendide coreografie.
Piccola considerazione. Mi è piciuto moltissimo quando, prima di entrare nella casa disabitata, Adalrich rinuncia alla spada e impugna il pugnale perché, in un ambiente stretto, la spada sarebbe effettivamente ingombrante. Non ci avevo mai pensato, sai? Però ha perfettamente senso! Grazie per avermici fatto pensare. ^^
Ad ogni modo, usbergo santo subito! xD Quella cotta di maglia ha compiuto più miracoli in successione, salvando il nostro bianco cavaliere. E mentre Adalrich si scontra con le creature, Hermann arriva addirittura a battersi contro il cane maculato! Ma nulla sembra infliggere reale danno al diabolico animale. La situazione pare chiara. I nostri cavalieri non sbagliano un colpo, sanno combattere e lo fanno bene. Il problema è l'arma. Le loro armi non vanno bene. Fin quando non sapremo qualcosa di più sulla creatura, però, c'è poco da fare. Possiamo almeno rallegrarci del fatto che, se decapitate, le creature generate dal mostro/demone cessano di generare problemi. Però bisogna far fuori il capo.
Buona, comunque, l'idea di bruciare i cadaveri ormai corrotti dalla... maledizione? Possiamo chiamarla così? Vale sempre l'assioma: "Nel dubbio, dagli fuoco".
Caro Asso di Efp, le domande sono così tante che la testa finirà per esplodermi! xD Quale creatura stiamo affrontando? E in che modo ragiona? Vediamo, ad esempio, che alcune vittime vengono trasformate. Altre, invece, divorate. Inoltre, chi viene morso in modo non letale, come Bertha, muore in preda alle più atroci sofferenze. Siamo di fronte a una creatura dalle molte sfaccettature. Un essere capace di assumere diverse forme. Un trickster, se vogliamo.
Mi è piaciuto il barone. Von Obenstein sta guadagnando punti. Dopo l'incredulità iniziale (più che comprensibile) sta cercando di raccapezzarsi, di capire cosa fare. E si è confrontato con i fratelli cavalieri per conoscere il loro punto di vista. Si è comportato in modo umile ed assennato. Purtroppo temo che a breve i guai si moltiplicheranno. Gli inquisitori portano solo problemi. Non so... magari mi farai ricredere. Ne saresti in grado. Sei uno che quando prende una strada nella trama, sa argomentarla e renderla convincente. Non voglio essere troppo prevenuta nei confronti di questo inquisitore, ma al momento le premesse non sono affatto buone. E, cavolo, non mi piacciono le occhiate e le allusioni di padre Caspar nei confronti di Adalrich. Ma porca miseria, come osa?! Questo ragazzo si sta spendendo tantissimo per la cittadina, si è beccato non so quanti morsi, non ha chiuso occhio! E poi... dubitare di Adalrich, è dubitare (per esteso) dell'integrità dei Cavalieri dell'Ordine Teutonico, no?
Assurdo prendersela così con quel povero ragazzo. Neppure il manto candido e la croce dell'Ordine hanno potuto metterlo al sicuro da certi pregiudizi.
Per forza che Adalrich ha i suoi complessi. Complessi di tale gravità che, a volte, arriva a dubitare anche delle buone intenzioni di Hermann. Salvo poi ricredersi subito e scusarsi.
Mi piace moltissimo questo protagonista così fragile. Fragile e, al contempo, forte e massiccio. Capace anche di scusarsi, in ogni caso. Adalrich è sfaccettato, pieno di sfumature. Hai creato un bellissimo personaggio, uno dei miei preferiti in assoluto.
Ma veniamo al motivo della mia recente visita ad Astolfo.
Adalrich ed Hermann mi stanno regando dei bellissimi momenti. Prima di tutto perché il nostro protagonista si apre solo quando si trova in compagnia del compagno (e lontano da orecchie indiscrete). E poi, be', l'affinità fra i due è palese e davvero meravigliosa. Hermann ha mille riguardi nei confronti di Adalrich. Credo che lo conosca davvero molto bene. Sa quante e quali ferite il giovane si porta dentro, perciò gli si rivolge sempre con tatto e delicatezza. In questo capitolo si occupa anche delle ferite riportate durante lo scontro con quegli esseri.
Adalrich gli chiede qualcosa di impensabile. E per quanto gli argomenti del giovane siano giusti, io sarei come Hermann... non potrei dare garanzie.
Le parole di Hermann, che dichiara così apertamente i propri sentimenti, mi hanno molto colpita. Così come mi ha colpita la reazione di Adalrich che, in sostanza, sente lo stesso nei confronti del confratello.
Il loro è un bellissimo rapporto. Fin dall'inizio della storia li abbiamo trovati sempre insieme, sempre pronti a preoccuparsi l'uno per l'altro, sempre disposti ad esserci. Morirebbero per salvare l'altro, poco ma sicuro. Sono anima e sangue. Per me, da quello che credo di aver compreso leggendo i tuoi racconti, questi due sono una delle massime espressioni del Männerbund. Però magari mi sbaglio, eh.
E... niente, mi preparo al prossimo capitolo. E non so se temere di più il cane maculato o l'inquisitore.
Nel dubbio... il cane maculato non può divorare l'inquisitore e poi morire perché il religioso gli va di traverso? ^^
Sempre tanti complimenti. Questa storia è una meraviglia da leggere!
(Recensione modificata il 18/07/2025 - 03:18 am)

Recensore Master
15/07/25, ore 16:14
Cap. 5:

Ciao Asso di Efp ^^
Ah, qui le cose cominciano a farsi parecchio interessanti! La gente muore malissimo, e la sottoscritta ha un sorriso che va da un orecchio all'altro (alla faccia dell'empatia...)!
Ho adorato l'inizio del capitolo. Mi è piaciuto molto il realismo. Abbiamo un porcaro che si alza al mattino presto, quando è ancora buio, per mettere fuori gli animali. La scena, che contiene tanti elementi di vita vera, la vita di una famigliola medievale, è stata un meraviglioso cammeo. L'hai descritta molto bene, tanto che sono riuscita a figurarmela nella mente.
Poi abbiamo questo ululato, che non è un verso riconducibile a un lupo, perché viene subito descritto come qualcosa di diverso. Infatti qui di lupi non si parla (mi sa che i lupi, nel frattempo, hanno tagliato la corda). Qui abbiamo questo canide maculato... un licaone, o addirittura una iena, da come viene descritto più avanti.
Io avevo già cominciato a salutare il povero Udo... e invece il nostro se la cava. Dopo aver rinvenuto un cadavere. Il primo di una lunga serie.
Sei stato magistrale nel gestire tutto ciò che avviene dopo. La situazione precipita rapidamente, tuttavia il passaggio riesce comunque ad essere graduale. Riga dopo riga, sale l'inquietudine. Aumenta il senso di opprimente angoscia. Noi lettori sappiamo bene che qualcosa non va, e che c'è un pericolo, ma i personaggi, almeno all'inizio, ancora non lo sanno. E quanta frustrazione si prova alle parole del barone, che si ostina ad attribuire la colpa a un comune animale selvatico!
Sono proprio le emozioni che devono sorgere in un lettore che segue con trepidazione l'intera vicenda. Bravissimo! ^^ Sono un'appassionata di horror (horror all'antica, diciamo, i romanzi/film moderni mi coinvolgono poco) e devo dire che la tua storia non ha nulla da invidiare a certi racconti che ho letto negli anni. Tant'è che, se fosse un libro, lo metterei con gioia nella mia libreria.
Ma andiamo avanti.
Il ritrovamento del corpo genera l'atteso putiferio. Si radunano persone, si fanno congetture, il panico comincia a diffondersi. Il barone von Obenstein pensa a una belva, ed ha senso. Non è che uno va subito a pensare al soprannaturale. Diciamo che a von Obenstein spetta il ruolo del razionale, quello che si aggrappa pervicacemente al concreto. Ma Wernhart - meno istruito e quindi meno vincolato alla ragione, e magari più vicino al popolo e ai racconti del volgo - capisce subito che non si tratta di un animale selvatico. Poi, essendo un guardiacaccia, conosce il comportamento delle fiere menzionate dal barone. Sa che nessuna di esse può aver ucciso il viandante.
E la paura monta, sale, cresce. Si diffonde l'inquietudine, anche in chi legge.
Ad ogni modo, si decide per la battuta di caccia. E vengono coinvolti anche i fratelli cavalieri. Adalrich, fra l'altro, è sempre più tormentato dagli incubi.
La caccia alla belva si rivela infruttuosa, anche se viene avvistato lo strano animale maculato. I cani, nel frattempo, si rifiutano di seguire la traccia (mica stupidi!)
Il bello, però, arriva quando Gertrud vede il cadavere del viandante, con tanto di gola squarciata, che se va a zonzo intorno casa. E... qui abbiamo l'inizio della fine. C'è la corsa da padre Caspar, naturalmente, che prova a tranquillizzare la donna come può, salvo poi rendersi conto che nel cimitero due fosse sono state smosse. La scena nella chiesa mi è piaciuta tantissimo perché, ancora una volta, l'ho trovata di un realismo disarmante. Ho sentito una cura particolare da parte tua. Non so, ho avuto questa sensazione ^^
Si torna dal barone, dunque. Padre Caspar, naturalmente agitato, parla subito di opera diabolica. Povero Maligno, danno sempre la colpa a lui, si sarà stancato di essere costantemente tirato in ballo! xD Però Caspar non ha del tutto torto, anche se bisogna ancora capire molto della creatura... Ad ogni modo, il barone non vuole ancora saperne. La caccia alla belva riprende, e proprio lui fa uno strano incontro. Si imbatte infatti in un vecchio, molto inquietante. Chi sarà mai? Una delle tante forme della creatura?
Non abbiamo il tempo di rifletterci, perché a Dürnau si scatena l'inferno. Chi è stato morso muta, e aggredisce a sua volta gli altri. Inquietanti figure si aggirano nel buio, e raccapriccianti ululati risuonano nella notte.
ADOROOOO!!!
Tutti si rifugiano in chiesa, la scelta più plausibile e sensata, ma nemmeno lì sembrano essere al sicuro. Chi era stato lievemente ferito in precedenza cade al suolo, in preda agli spasmi. E' terrore puro!

[ A bassa voce, Adalrich disse a Hermann: “È sotto le finestre.” Accennò con la testa in quella direzione. ]

Questa piccola parte è stata stupenda! Mi ha messo un'inquietudine addosso che non so spiegarti! Complimenti! ^^
Credo che il branco (lo si può definire così?) abbia circondato la chiesa non solo per stanare le prede, ma anche per richiamare mastro Kurt e Bertha, che si trovavano (senza saperlo) in un processo di transizione.
Mi sono piaciuti moltissimo Adalrich ed Hermann, che da cavalieri valorosi quali sono non hanno perduto il controllo dinanzi all'ignito, affrontando il pericolo. Adalrich si trova addirittura ad affrontare uno di quei mostri dopo averlo colto nell'atto di divorare un cadavere.

[ Nel buio il suo volto appariva come una macchia bianca nella quale si aprivano tre voragini nere: due erano gli occhi, e la terza, innaturalmente ampia, la bocca. ]

Meraviglia!! Scrivi altri horror, ti prego! *-*
E tante grazie all'usbergo, che qui ha fatto il suo dovere, altrimenti ci saremmo giocati anche Adalrich!
Il capitolo si chiude nella devastazione più totale. I nostri eroi sono nella melma, e credo ci resteranno per un bel po'. C'è tanto da fare. Bisogna prendere atto della situazione, capire di che avversario si tratta e trovare il modo di distruggerlo. Nel frattempo, immagino che gli attacchi andranno avanti.
Passo alle mie considerazioni.
A inizio capitolo ero quasi del tutto certa che si trattasse di un vampiro, gli indizi portavano lì. Poi però si sono aggiunti altri dettagli. Chi viene morso si trasforma quasi subito, cosa che di regola non avviene nel vampirismo, non in quello convenzionale, almeno. Inoltre - e questo è l'elemento più importante - questi esseri divorano cadaveri. Quindi, si nutrono di sangue, ma non disdegnano i resti dei defunti. Mi sento sicura nell'affermare che non si tratta di vampiri. Sono necrofagi. Dei ghul/gula, magari? Sto facendo delle ipotesi, tu non rispondermi, eh! xD
Chiudo con Adalrich, che sto adorando sempre di più. Mi ha commosso verderlo ossevare la scena del figlio che si occupa del padre anziano (fra l'altro, l'immagine dell'uomo che porta in spalla il padre anziano mi ha subito fatto pensare a Enea e ad Anchise, e l'ho assolutamente amato!). Altro momento molto bello è stato quando il bimbo - non ancora condizionato dalle superstizioni - si è avvicinato al nostro bianco cavaliere ^^
Che meraviglia, caro Old. Cosa posso dirti di più? Spero che questi fiumi di parole riescano a farti comprendere quanta stima nutro nei tuoi confronti.
Sei un fantastico scrittore e meriteresti ben altro.
Al prossimo capitolo!
(Recensione modificata il 15/07/2025 - 06:25 pm)

Recensore Master
14/07/25, ore 16:46
Cap. 4:

Io amo questa storia.
Ecco, tutto si racchiude in questa affermazione, ma ovviamente argomenterò. ^^
Ciao Old! E grazie, come sempre, per questa meraviglia!
Dicevo, amo questa storia. La adoro in tutti i suoi aspetti. Credo proprio fosse la storia che attendevo da una vita. Forse dovrei aspettare di arrivare alla fine prima di fare certi proclami, ma con te sono sicura, so di non avere bisogno di ulteriori conferme.
Si entra nel vivo, dunque. La bara con il suo contenuto viene portata in Germania (poveri tedeschi). Continuo a essere convinta che quello sia Sant'Atanasio come io sono Lara Crof, però magari mi sbaglio. Forse quel cadavere è realmente il santo, e io scopro di essere una giovane Angelina Jolie dedita all'esplorazione di tombe.
Bellissimo il corteo che accompagna la sedicente reliquia a destinazione. Hai saputo descrivere benissimo il momento, e in particolare ho amato la descrizione del carro e degli animali. Mi sono emozionata quando ti sei soffermato sulla severa figura dei due cavalieri, quasi un mondo a sé rispetto alla vivacità e ai colori dei festeggiamenti. Ho avvertito quella "barriera" di cui parlavi nei precedenti capitoli. I due fratelli cavalieri sono due figure elevate, distante dagli altri. Incutono quel timore reverenziale che porta chiunque a quietarsi e abbassare il capo con rispetto. Però fratello Hermann ha ricevuto un (meritato) mazzolino di fiori. E ad Adalrich niente? Ah, queste ragazze stupide... Gliene farò avere uno io, con tutta la mia stima. ^^
In realtà, qualcuno che dona dei fiori al nostro bianco cavaliere c'è. Ma si tratta di qualcosa di ben diverso. Ecco infatti comparire una vecchia vestita di nero. Una donna reale, in carne ed ossa? Oppure no?
Mi è piaciuto molto come hai deciso di farla comparire/scomparire, perché lascia il dubbio. Inoltre le apparizioni della donna sono precedute da un senso di vertigine di Adalrich, quindi rimane il sospetto che possa trattarsi di qualcosa di soprannaturale. Ad ogni modo, reale o non reale, non ha importanza, anzi. Bene che resti il mistero.
La donna parla al nostro eroe senza mezzi termini. Per prima cosa, ho la conferma che il cavaliere dell'inverno è proprio Adalrich. In secondo luogo: "Lui arriverà, ma la tua croce non potrà fermarlo". Sono confermati anche gli uccelli per diabetici.
Mh. E se la croce non "lo" ferma, che cosa può farlo? Sento delle vibrazioni alla Dracula, sai? (In realtà le ho dal capitolo precedente, quando si parlava della bara in viaggio verso il nord Europa) Cosa che mi farebbe rapidamente raggiungere galassie inesplorate! *-*
Al momento, comunque, nulla sappiamo di questo essere che arriverà e che non sarà fermato dalla croce. Rimango in trepidante attesa, certa che adorerò qualsiasi "simpatica" creatura vedremo scorrazzare per Dürnau.
Altra cosa, sappi che amo questi ripetuti riferimenti alle piante e alle erbe. Qui abbiamo l'iperico. Una pianta officinale davvero nobile.
Più avanti abbiamo poi un bellissimo momento fra Adalrich ed Hermann. Finalmente Adalrich si apre un po', e questo poteva solo accadere con l'amico fraterno. Scopriamo cosa è successo. Alla fine i conti von Hohenberg hanno avuto un figlio loro, e Adalrich ha preferito allontanarsi dalla sua famiglia. Il suo è stato un racconto molto triste. Sono felice che ai conti non sia accaduto nulla, ma me li immagino addolorati per la "perdita" del figlio maggiore che, di fatto, è uscito dalle loro vite. Spero che Adalrich cambi idea e che, data la sua presenza in Germania, vada almeno a trovarli. Adalrich è figlio dei von Hohenberg, tanto quanto l'altro.
Ad ogni modo, il racconto del giovane cavaliere (così come il dubbio su ciò che Hermann potrebbe pensare di lui) ci fa ben comprendere come questo ragazzo abbia sofferto lo stigma.
Sono felice che, nonostante il dolore, abbia trovato una casa all'interno dell'Ordine dei cavalieri. E, anzi, sono lieta che l'Ordine lo abbia accolto, non lasciandosi influenzare da superstizioni e pregiudizio.
Adesso Adalrich ha una famiglia vera. Ha Hermann e gli altri confratelli. E comprendo il suo non sentirsi più a casa in Germania, ormai il suo posto è altrove, ed è giusto così.
Davvero, è stato un bellissimo momento quello fra i due. Mi sono emozionata ^^
Ma c'è poco tempo da dedicare ai sentimentalismi. C'è una cassa con un presunto santo, e una messa da celebrare. Anche qui... ottime le descrizioni. Mi hai fatto vivere perfettamente la cerimonia. Non è mancato nulla. Si sono percepiti la sontuosità, l'attesa, e poi il raccoglimento dei fedeli. Mi è piaciuto come ha cercato di rendere la scena dinamica, riportandoci piccoli dettagli, come quello del vecchio addormentato o del ladruncolo.
Poi, be', tutti gli occhi sulla bara.
Adalrich, sempre più inquieto, rivede la vecchia. E poi abbiamo i suoi sogni. Anche lui scorge qualcosa di nefasto.
Ma nessun altro ha le sue sensazioni. Tutti sono assolutamente entusiasti della reliquia.
Konrad... lui è un grande interrogativo. Nel senso che in questo momento mi unirei ad Adalrich per prenderlo a calci nel didietro, però magari ci stupirà più avanti. Vada come vada, è un ottimo personaggio. Fa il suo dovere, e io apprezzo.

[ Quasi sussultò quando vide il velo sollevarsi appena, ma poi percepì una leggera corrente d’aria, che faceva increspare l’impalpabile stoffa. ]

Gente, qui c'è da scappare. Quella cavolo di cassa doveva restarsene dov'era! Sono sempre più curiosa di scoprire il mistero. Cos'è? Di cosa si tratta? Ci sto pensando ininterrottamente!
Caro Old, benedetto dalle Muse, sei un fantastico autore e hai il mio imperituro rispetto, perché sto letteralmente "friggendo". Devo sapere!!
A messa conclusa, è il momento di collocare la reliquia nel suo nuovo alloggio. Be', immagino che l'essere, di qualsiasi cosa si tratti, sarà lusingato da tante attenzioni! :) Di sicuro l'ha lusingato il generoso tributo di sangue da parte di Hans, che invece di andare a far visita al maggiore Stuart, ha pensato bene di farsi un viaggio nel tempo e tranciarsi una mano... Sì, lo so, sto delirando. E' che questa storia mi mette di buon umore, la adoro!
Suppungo che il sangue fosse quel "quid" necessario a sbloccare qualcosa. Può essere? Oppure il pericolo era già bello che avviato, anche senza sangue? E, soprattutto, di cosa si tratta? Continuo a pensare a un vampiro (si scoprisse che è un vampiro, mi sentirai urlare da casa tua! xD), ma mi hai spiazzato con l'apparizione del cane.
Un cane parecchio strano, fra l'altro. Mica il classico black dog del folclore inglese. Del resto, questo presunto santo, arriva da ben altro luogo. Un cane giallo e con delle macchie nere... tipo un licaone? Cerando in rete, ho trovato anche il cane africanis. Però il cane della visione viene paragonato a dei mastini, quindi la stazza dovrebbe essere maggiore...
Comunque sia, niente è più inquietante di questo: "Gli parve di udire un cigolio come di legno, e poi un fruscio alle sue spalle". Improvvisamente la temperatura è scesa di colpo, e dai 30 gradi mi sono ritrovata in una ghiacciaia! Wow! Sei bravo anche a suscitare inquietudine, te lo garantisco! Questo è l'horror che mi piace!
Tanti complimenti, Old. Ti ringrazio tantissimo per questa storia che allieta i miei momenti di pausa ^^
(Recensione modificata il 14/07/2025 - 04:52 pm)

Recensore Master
14/07/25, ore 03:10
Cap. 3:

Ciao Old! ^^
Qui è sempre meglio, come faccio? Finirà davvero che non troverò più le parole per commentare. Voglio dire: non solo scrivi una storia ambientata nel Medioevo, non solo ci inserisci un Ordine di cavalieri... in questo capitolo scopro che nel racconto si fanno anche dei ritrovamenti archeologici? *-* (Vabbe', parlare di ritrovamenti archeologici a quel tempo era prematuro ma... ).
Caro Asso di Efp, meriti una statua. In questa storia c'è tutto ciò che amo. E vorrei mangiarmi le mani, perché il racconto è qui dal 2017, ma io giungo sono adesso... Vabbe', è la storia della mia vita. Io arrivo sempre tardi.
Ciò detto, passo subito a commentare questo bel capitolo dove c'è tanta, davvero tanta, carne da mettere sul fuoco. Una bella grigliata, insomma!
Si parte con i migliori auspici. Adalrich ed Hermann devono scortare barone e figlio in giro per la zona, da bravi cavalieri al servizio dei pellegrini. Un po' mi è dispiaciuto per loro. Insomma, sono cavalieri, non guide turistiche, quindi posso capire il malumore di Adalrich. Del resto, però, il compito dichiarato dei membri di questi Ordini era questo, accompagnare i fedeli in Terra Santa e proteggerli dagli infedeli.
Perciò, ecco la comitiva che parte. Per fortuna abbiamo Hermann nel gruppo, altrimenti non so come il povero Adalrich sarebbe riuscito a sopportare il viaggio. Fra l'altro, il nostro eroe appare davvero sofferente a causa della luce fortissima. L'ho trovato un dettaglio molto importante. Purtroppo spesso si tende a dimenticare certi aspetti. Tu, invece, non lo fai. Hai un personaggio albino, e non lo dimentichi, attribuendogli anche le tare di cui soffrono le persone che hanno una ridottissima produzione di melanina. Ottimo, sappi che ho apprezzato ^^
Ad ogni modo, Adalrich proprio non sopporta Konrad. E come dargli torto? In questo capitolo, ha cominciato a stare indigesto pure a me.
Prima di passare a parlare delle chiese, ci tenevo a dirti che mi sono piaciute molto le descrizioni ambientali, a cui hai dato una cura particolare. Ho immaginato le montagne, le rocce, la bassa vegetazione. E poi le ginestre, e il profumo del timo e del tanaceto. E' assolutamente meraviglioso. Buttarsi in mezzo alla natura è qualcosa di bellissimo, e che molti di noi hanno perso. Io ho la fortuna di fare percorsi del genere, di tanto in tanto, e i colori, e i profumi, sono proprio quelli che descrivi. ^^
Ma il mio cuore di appassionata di antichità è stato tutto per quelle chiese. E' stata una meravigliosa sorpresa, e mi sono bevuta ogni riga.

[Sulle pareti di roccia si trovavano delle porte e delle piccole finestre, alcune rozzamente quadrangolari, altre con un accenno di arco a tutto sesto. Le chiese erano disposte su più livelli. Alle più basse si accedeva direttamente, per quelle più alte era necessario percorrere tortuose file di gradini scolpiti direttamente nella roccia. ]

Poesia! Dove si firma per andare a dare un'occhiata? A una prima lettura, mi sono venute in mente le domus de janas che ci sono in Sardegna. Luoghi con un'energia davvero molto particolare. Poi il pensiero mi è andato alla valle di Göreme, in Turchia.
Insomma, è stata un'emozione. Tuttavia non sono rimasta indifferente all'inquietudine di Adalrich, che secondo me ha un sesto senso niente male. Lui non sente arrivare energie positive da quelle camere scavate nella roccia, e io mi fido delle sue sensazioni. Adalrich, chiaramente, gira su di sé il problema. Lui, creatura maligna (anni di accuse e sguardi malevoli hanno lavorato sulla mente del povero ragazzo, era inevitabile), non può che essere respinto dalle chiese. Per me, invece, il cavaliere ha percepito molto bene che qualcosa non va.
E quindi, immaginami mentre comincio a lambiccarmi il cervello sul mistero delle chiese. Ero tutta presa dalla trama che ecco arrivare... Konrad. Lo avevamo lasciato a orinare, ed eccotelo a fare lo scemo sulle rocce. Questo è stato il momento in cui l'affettuoso scappellotto della recensione precedente si è trasformato in un calcio negli stinchi.
Se c'è una cosa che mi fa imbestialire, sono le persone che si mettono a blaterare e a fare casino nei siti archeologici. La trovo una terribile mancanza di rispetto nei confronti di chi è esistito prima. Perciò, insieme ad Adalrich, ho incenerito con lo sguardo il nostro Konrad. Konrad che, fra l'altro, combina Il Disastro, finendo dentro una delle camere.
Per carità, l'impresa porta alla scoperta del sarcofago e del suo contenuto ma... sarà davvero stato un bene?
Io la vedo male, caro compagno di serraglio. Malissimo.
Adalrich recide le corde, e la bara viene aperta. Lo ammetto: non vedevo l'ora di scoprire cosa si trovava là dentro, anche se una parte di me non avrebbe toccato quel sarcofago manco con un'unghia.
E vediamo un po' cosa abbiamo trovato. Vesti di lino, una stola ricamata, qualcosa di simile a un cilicio, una croce, un ciondolo di cristallo di rocca con un cartiglio.
Tutto fa pensare che si tratti del cadavere di un religioso. Il cilicio è il simbolo della penitenza per antonomasia. Il cristallo di rocca è invece noto per le sue proprietà purificatrici. Hai voluto dirci qualcosa?
Inoltre, il corpo è perfettamente conservato. Non si può neppure definire mummificato.
Sento odore di guai, e di roba oscura.
Sul cartiglio troviamo scritto "Athanasios". E subito Konrad - che non vede l'ora di tornarsene in Germania, e ha fiutato pure l'affare - si mette a blaterare di Vergini che non avevano nient'altro da fare che fargli ritrovare le spoglie mortali di Sant'Atanasio.
Ora, se quello è Sant'Atanasio io sono Lara Croft, giusto per restare in tema di tombe! xD No, per me non si tratta del santo. In greco, Athanasios è una parola composta da a (che funge da privativo) e thanatos (morte). Il cartiglio parla chiaro, quella cosa non è morta. O, comunque, non si tratta di una morte normale.
Io avrei dato fuoco a tutto e tanti saluti. Ma poi ci saremmo persi il divertimento.
Quindi i nostri allertano gli altri cavalieri, e la bara con il suo pericoloso contenuto viene portata a Starkenberg. Tutto fa però pensare che il sedicente santo sarà presto portato in terra tedesca... poveri tedeschi, mi sto preoccupando per loro.
Ah, giusto! Fantastico padre Georg! Mi è piaciuto tantissimo! Bello ruvido e dalla lingua tagliante! ^^
Adalrich, povero ragazzo, non è tranquillo e ha tutta la mia comprensione. Il giovane cavaliere non riesce più a dormire, e comincio a pensare che le sue siano proprio doti da sensitivo. Il nostro protagonista, a questo punto, poteva essere lasciato in pace? Ovviamente no. Infatti lui, Hermann e il sergente Dorn dovranno accompagnare la bara in Germania. Saranno uccelli per diabetici? Temo proprio di sì. E devo dirti che questi brividi molto horror mi stanno piacendo parecchio!
Tantissimi complimenti per questo capitolo, che mi ha tenuto incollata allo schermo. Questa storia mi sta piacendo tanto, ma proprio TANTO!
Un caro saluto e alla prossima!
(Recensione modificata il 14/07/2025 - 03:15 am)

Recensore Master
13/07/25, ore 03:06
Cap. 2:

Io che salto sulla sedia esclamando: "Eccolo, è luiiii!" quando i due von Obenstein si affacciano nella sala degli allenamenti e vedono i due cavalieri, uno dei quali albino.
Ciao Old! ^^
Ti avviso, la sottoscritta si è presa una cotta letteraria da manuale! Fratello Adalrich mi piace tantissimo, è proprio uno di quei personaggi che mi conquista alla prima riga.
Siamo ai livelli del Werwolf che sfreccia sulla moto, tanto per rendere l'idea! xD
Ecco, fatta questa imbarazzante confessione, torno nei ranghi e passo a commentare il capitolo che ho trovato davvero bellissimo.
Che meraviglia, caro Asso!
Quanto vorrei poter usufruire di una macchina del tempo per vivere certe situazioni di persona. Per poter vedere con i miei occhi, per poter ascoltare. Che luoghi evocativi, e che uomini straordinari.
Uno dei motivi per cui desideravo tanto leggere questa storia era proprio il desiderio di immergermi in questo contesto, e conoscere meglio i cavalieri dell'Ordine Teutonico.
Speravo che ce li mostrassi, che ci portassi nel loro mondo. E qui siamo addirittura entrati nella loro fortezza... meglio di così! Non potevi rendermi più felice ^^
Non so molto di questo Ordine, potrebbe essere la volta buona che mi decido ad approfondire. Negli ultimi anni mi sono lasciata assorbire dai Templari, in particolar modo mi sono interessata a ciò che è accaduto loro dopo la famosa bolla di papa Clemente V. Ci sono teorie interessanti che li vedono ripiegare in Portogallo, e poi in America.
Tutto questo discorso per dire che mi sono impuntata su un Ordine, tralasciando però gli altri. Recupererò ^^
Cosa dire del capitolo? L'ho assolutamente amato. Ci porti direttamente in Terrasanta, ad accompagnare padre e figlio nel loro viaggio. I due sono in pellegrinaggio, e sul finale del capitolo mi è parso di capire che il barone - grandissimo fan dei cavalieri - intendesse in realtà convincere il figlio a entrare nell'Ordine.
Konrad, però, non pare proprio avere quel genere di vocazione. E' interessato a ben altro. Legittimo, eh, per carità. Però alla sua ennesima mancanza di interesse gli avrei assestato un affettuoso scappellotto. Va bene che fa caldo, va bene che ti manca la Germania, la taverna e i pasticci di Grete... ma come si fa a non cedere al fascino di ciò che ti viene mostrato? Lo dico perché sono invidiosa. Io avrei pagato oro per fare un giro per la sede dell'Ordine, scortata dal Priore. ^^
Non sto attaccando Konrad, ci mancherebbe. Il mio è, appunto, un rimbrotto affettuoso. In realtà un personaggio del genere sta benissimo nella trama, e sono molto curiosa di scoprire se alla fine della storia riprenderà la strada verso casa, o se invece deciderà di restare con i fratelli cavalieri.
Diciamo che io mi ritrovo molto nel barone, assolutamente entusiasta di essere ospitato dai cavalieri. Proprio come von Obenstein, mi sono goduta il tour all'interno della fortezza. Qui è stata fondamentale la tua bravura nel descrivere, e la tua attenzione ai dettagli. Molto bello anche come hai giocato con i colori. Mi riferisco, ad esempio, al segnalibro rosso che spicca sul tono neutro della stanza. Sono dettagli piccoli, ma che io cerco, trovo e accolgo con piacere quando leggo uno dei tuoi scritti.
Ti faccio i complimenti per l'accurata ricostruzione storica. E' sempre un casino e una fatica enorme cercare di creare qualcosa di credibile quando si torna così indietro nel tempo. Dal mio modesto punto di vista, il tuo lavoro di "ricostruzione" è assolutamente ben fatto.
Mi piacciono tutti i personaggi. Li hai caratterizzati benissimo, dando loro una propria identità. Fratello Hermann mi è ovviamente simpatico, e ho adorato il Gran Maestro, che si è subito posto in maniera molto cortese e amichevole. Anche Konrad, così recalcitrante, mi piace molto.
Poi, be', c'è la mia cotta letteraria. E così il giovane Adalrich si è unito all'Ordine. Si è allontanato tanto dalla sua casa, e da quei genitori che lo avevano tanto voluto.
Gli interrogativi sono ovviamente tantissimi. Perché questa decisione? Così su due piedi mi viene solo da pensare a qualcosa di triste, se non peggio. Che sia accaduto qualcosa ai genitori adottivi? qualcosa che ha spinto Adalrich ad allontanarsi, magari perché si ritiene responsabile? Lui non si presenta, non nomina il nome della propria famiglia, al contrario di Fratello Hermann. Ma forse si comporta così perché, semplicemente, è un ragazzo chiuso.
Un'altra ragione potrebbe essere che non sopportava le occhiate malevole della gente per via del suo aspetto fisico... Per il momento sappiamo che è un tipo di pochissime parole, e che eccelle nel combattimento. Sono molto curiosa di saperne di più.
Veniamo anche a sapere che gli Ospitalieri avevano fatto delle insinuazioni su di lui. Va', che si comincia con le prime frecciate fra gli Ordini! xD E' stato un aneddoto brillante. Perché in effetti di questi Ordini (penso ai Templari) è stato detto davvero di tutto.
Per concludere, tutto fa pensare che il barone resterà scontento, perché Konrad non ci pensa proprio a restare lì. Le parole di Von Salza sono giustissime: un fratello cavaliere lo si è prima di tutto con il cuore, altrimenti non è possibile superare determinate prove. Ne sono convinta anche io ^^
Carissimo, temo di non essere in grado di esprimerti la mia gioia e il mio entusiasmo nel leggere questa storia. E' un po' come trovare un libro che hai cercato da tanto tempo.
Ancora una volta, grazie.
E sempre tanti complimenti, la lettura scorre divinamente!
P.S.
Ho adorato il fatto che sia stato menzionato Federico II, "stupor mundi". Uno dei personaggi storici che più amo in assoluto. E' stato uno dei padri della letteratura italiana, una mente brillante.
Di lui si potrebbe parlare senza arrivare mai a una fine ^^
(Recensione modificata il 13/07/2025 - 03:21 am)

Recensore Master
12/07/25, ore 14:36
Cap. 1:

Carissimo, io non so più cosa dire. Mi rendo conto che le mie vagonate di complimenti potrebbero anche passare per un tentativo di captatio benevolentiae, ma non è così. Anche perché non ne avrei alcun interesse.
Il fatto è che non ne sbagli una. E questo prologo mi ha... folgorata!
Sapevo di aver beccato una storia "golosa", dato che ricorrono elementi che mi piacciono molto, e sono bastate queste prime righe per catturarmi.
Grazie a te ho letto davvero di tutto, anche generi mai esplorati prima. Prima e seconda guerra mondiale, piloti, soldati in Afghanistan... sono state tutte delle meravigliose novità. Qui però, cavolo, siamo nella mia comfort zone, nella mia passione. Medioevo, soprannaturale, dicerie del volgo, cavalieri... *_* Trovo tutto questo, e scritto da te. Praticamente il massimo! Oggi sono un'Antagonista felice! Grazie, Old! ^^
Ecco, fatto questo confuso preambolo, passo a commentare il prologo.
Meraviglioso. E' così che si prende all'amo il lettore. Mi è bastato leggere il prologo per essere trascinata in questo nuovo mondo e avere voglia di sapere tutto tipo SUBITO. Ma, anche stavolta, procederò adagio, commentando un capitolo dopo l'altro, perché lo meriti. Senza sé e senza ma.
Il titolo è molto evocativo, mi piace davvero tanto. Sarà per via dei colori del protagonista? Lo so, la storia è appena cominciata, non devo fare domande.
Si comincia con la figura della povera contessa Hildegard che prega per avere un figlio. Una situazione tremenda in ogni epoca, ma che a quei tempi era gravata dal fatto che la necessità di un erede incombeva costantemente, e le donne potevano addirittura essere ripudiate se non riuscivano a partorire il sospirato maschio. Peggio ancora se non riuscivano ad avere neppure un figlio. Si comprende, dunque, l'angoscia della nobildonna. E mi è molto piaciuta la combinazione di sacro e profano, ossia la preghiera alla Vergine e alle sante combinata con elementi simbolici/rituali. A tal proposito, mi piacerebbe sapere che valore simbolico hai attribuito alla terra in questo contesto. Inoltre, questa sorta di rituale lo hai inventato e deriva da qualche usanza particolare? ^^
Ad ogni modo, è stata una scena che mi è piaciuta molto. La religione cristiana non ha fatto altro che sovrapporsi a culti e tradizioni già esistenti, dunque ha perfettamente senso che la contessa, pur essendo molto devota, ricorra anche a espedienti più popolari.
Mi è molto piaciuto il conte von Hohenberg, una figura che, almeno per ora, trasmette positività. Mi è parso un brav'uomo. Bendisposto nei confronti della consorte.
La messa si conclude con un'inattesa sorpresa. Il bimbo tanto voluto è arrivato, anche se in modo completamente inaspettato. Il piccolo però è albino, e forse proprio per questa ragione è stato abbandonato. A me piacciono molto i personaggi albini (non per nulla, ho creato Nives) perciò questo neonato ha tutta la mia attenzione.
In questo momento ho millemila interrogativi in testa. Da dove arriva questo bambino? E' stato abbandonato "solo" per il suo aspetto? L'albinismo è legato a qualcosa in particolare? E come sarà da adulto? Un personaggio positivo, o negativo?
Ecco, vedi cosa intendo quando dico che la storia mi ha già catturata? xD Non vedo l'ora di andare avanti e scoprire qualcosa in più sui cavalieri dell'Ordine Teutonico!
Prosa godibilissima, come sempre. Mi fa piacere ricordarlo, a costo di essere ripetitiva ^^
Alla prossima!
(Recensione modificata il 12/07/2025 - 02:39 pm)

Nuovo recensore
21/01/21, ore 13:48
Cap. 11:

Oh, no, si devono portare dietro la piattola? Va beh, devo ammettere che mi ha strappato un sorriso. Padre Gerold ha avuto ciò che meritava e i cavalieri si sono dimostrati carinissimi una volta in più.

Davvero, una bellissima storia, un horror old style di quelli che piacciono a me.

Avrei preferito un colpo di scena, nel senso che è chiaro che si doveva capire subito che la reliquia fosse malvagia, ma se il ghoul ad un certo punto avesse preso le sembianze di qualche personaggio rivelandosi all'ultimo dopo qualche capitolo sarebbe stato bello. Ma questo è un mio vezzo, non una critica.

Una bellissima storia medievale, con personaggi non idioti e il giusto equilibrio fra storicità e horror. Fantastica.

Nuovo recensore
21/01/21, ore 13:40
Cap. 10:

Va beh, per quanto detesti Konrad, di certo non lo reputo responsabile per questo, mica poteva immaginarsi una cosa del genere!

Molto inquietante il combattimento in quell'atmosfera crepuscolare.

Quindi ora è chiaro. Adalrich è figlio di una strega, di quella strega, credo. L'hanno abbandonato affinchè potesse avere una vita migliore, affidandolo a due nobili che desideravano un figlio e che con il loro potere l'avrebbero protetto.

Ed è vivo, grazie al cielo! Non te l'avrei mai perdonato se l'avessi ammazzato!

Nuovo recensore
21/01/21, ore 13:32
Cap. 9:

Le biblioteche dei monasteri sono forse le migliori al mondo. Lo sono ora, figuriamoci nel 1200. Si trovano libri dall’antichità quasi incredibile e che testimoniano il lavoro assurdo dei monaci amanuensi.

Un lavoro che spesso non viene riconosciuto, a causa di attacchi che definire strumentali è poco,
anche da parte di cosiddetti pagani che in realtà, pagani non sono, semplicemente usano quelle tradizioni per attaccare gli uomini di chiesa. E se è vero che il più importante di loro è un Capo di Stato a tutti gli effetti e come tale si è comportato nei secoli, nel bene e nel male, era anche vero che molti religiosi erano e sono caritatevoli, colti ed intelligenti. I monaci amanuensi ne sono l’esempio più calzante. Dediti al loro lavoro come nessuno, hanno lasciato al mondo dei tesori inestimabili.

I cavalieri teutonici hanno scritto una della pagine più gloriose della Germania, anche se adesso vengono demonizzati.

Quello che dovrebbe essere demonizzato, invece, è Konrad. Ma si può sapere che problema ha? Il suo villaggio sta venendo sterminato e lui pensa al pollo?

Tutta la parte al monastero mi è piaciuta tantissimo, fratello Hildebrand è davvero un'ottima entrata.

Nuovo recensore
21/01/21, ore 13:18
Cap. 8:

Davvero, Hermann si dimostra una bravissima persona, generosa e fedele, mentre padre Gerold è davvero da prendere a schiaffi. Sui paesani non ho più nulla da dire, meriterebbero di stare faccia a faccia con quelle cose per un secondo, così vediamo. Anche se almeno c'è qualcuno, tipo Petra, che ha conservato il senno.

Alleluia, qualcuno ci è arrivato che c'entrasse la reliquia, meglio tardi che mai, eh?

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