Recensioni per
La ballata dell'amore cieco
di Sofifi

Questa storia ha ottenuto 14 recensioni.
Positive : 14
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
09/08/22, ore 21:09

Ciao!
Io come sempre esordisco dicendo che avrei voluto passare prima, e soprattutto vorrei passare con un po' più di calma e il tempo di analizzare come si deve questa storia, ma alla fine arrivo qui di corsa e cercando almeno di lasciare un piccolo segno.
Questa storia mi è piaciuta, mi è piaciuta nella sua interezza, ma questa conclusione forse mi è piaciuta un po' di più. E al tempo stesso è credo il capitolo più doloroso (non che gli altri non lo siano, ma questo in un certo senso mette a fuoco in maniera molto lucida un dolore che sembra aver perso ogni controllo, come se questo lutto non riuscisse ad essere elaborato e quindi spurgasse in un modo apparentemente adatto a fare da sfogo, ma in realtà segno di qualcosa che va davvero oltre, un punto di non ritorno che segna forse una discesa in un baratro).
Mi è piaciuta tantissimo la struttura, con questa sorta di ritornello che scandisce il dolore, il tradimento, la ricerca di una comunione di intenti che in realtà mostra comunque due personaggi estremamente soli nella propria sofferenza, che l'uno nell'altra cercano altro, qualcosa che in realtà non possono più trovare.
Insomma, davvero, mi rendo conto dell'inadeguatezza di questa recensione, ma ci tenevo davvero a passare e a dirti quanto io abbia apprezzato tutto il progetto.
A presto, e ancora complimenti!

Recensore Master
15/04/22, ore 21:21

Ciao!
Io come sempre in questo periodo vivo costantemente dilaniata dal dilemma "non voglio recensire ora perché non ho abbastanza tempo per lasciare un commento come si deve e come vorrei" e "se non recensisco ora, chissà quando ritroverò il tempo per farlo". E alla fine, come sempre, vince la seconda opzione, anche se un po' continuo a sentirmi in colpa.
Però, insomma, sono stata davvero felice di trovare un aggiornamento per questa storia: avevo molto apprezzato il primo capitolo (che ora ho riletto per rinfrescarmi la memoria, e ho di nuovo apprezzato), e mi è piaciuto molto come hai proseguito questa elaboraizone del lutto (che per ora elaborazione prorpio non è) che emerge tutta da un continuo flusso di coscienza di un protagonista che non fa sconti al lettore. Non c'è contestualizzazione, il lettore si trova da subito scaraventato in una situazione dolorosissima e deve districarsi da solo in questa interpretazione, ma è una cosa che, se ben gestita, già in generale io apprezzo molto, e ancora di più la apprezzo quando si tratta, come in questo caso, di una storia che tratta temi complessi e delicatissimi, che per loro natura sono eventi sconvolgenti, che stravolgono e tolgono ogni punto di riferimento.
Ecco, tutto il dolore, la confusione, la disperazione del protagonista emergono in maniera straziante, qui, con una forza emotiva grandissima che al lettore arriva, arriva tutta. È un dolore "sporco", che si tinge di rabbia e accusa, che è un po' mescolato alla follia, non c'è lucidità in questo dolore, e credo che davvero sia giusto così. Non poteva essere altrimenti, e mi piace davvero tanto tutto questo dialogo interiore che disegna le mappe di una città e di una storia.
Insomma, spero che questo commento abbia un minimo di senso, e che si capisca almeno quanto io abbia apprezzato questa storia!
Complimenti, e a presto!

Recensore Master
07/04/21, ore 22:58
Cap. 1:

Parto dal dire che se ho scelto questa fic, è soprattutto il titolo che ho trovato davvero bello e mi ha colpito fin da subito, incuriosendomi. Ed è proprio un blues urbano quello che ho ritrovato tra le tue parole, malinconico e disperato, che si unisce all’aridità degli animi del protagonista e del fantasma del suo amato.
Hai sicuramente uno stile particolare, che trovo si sia sposato benissimo con i temi che hai voluto trattare, anche se il più delle volte rimangono quasi nel sottotesto – come il fatto che Simone sia morto, ma non venga mai spiegato chiaramente come e perché, lasciando il tutto tra le righe, giustificato da una vivida disperazione che il protagonista gli ha sempre letto in faccia e tra i suoi deliri, senza però essere in grado di cogliere e capire sino in fondo. E come storia mi ha colpita perché è una storia che finisce male, ma anche perché fin da subito lo sappiamo e fin da subito i due personaggi mostrano soltanto le loro ferite e una rassegnazione che fa quasi male, specie per il finale amaro.
Non credo mi sia mai capitato di ritrovare così tante citazioni da poesie a canzoni in una storia, di certo non così tante nei dialoghi e, se all’inizio un po’ mi hanno spiazzata e perplessa, la “scusa” che Simone delirasse l’ho trovata calzante e mi è bastata come spiegazione. E per l’appunto, il suo personaggio mi è piaciuto, per la decadenza con cui l’hai portato avanti, per il modo in cui la sua disperazione è pesata sul protagonista, cercando in lui tutto, prendendosi forse tutto e, infine, non lasciandogli niente se non il proprio fantasma e quell’ultimo bacio arido che sapeva d’addio.
E anche il finale l’ho trovato perfetto, che vede nel suono delle campane qualcosa di solenne e che mi dà anche l’idea di qualcosa di definitivo come lo è stata la morte del ragazzo, in questo caso.

Detto questo, c’è però una cosa che proprio non mi è andata a genio, ovvero il cambio di colore quando sei passata al flashback. È stato un pugno in un occhio su cui sono inciampata e che subito mi ha fatto perdere il focus – è sgraziato da vedersi, fa perdere di “serietà” allo scritto, e usare forse dei separatori o limitarsi a lasciare spazio tra l’inizio del flashback e la fine mantenendo il font nero, sarebbe stato più che sufficiente per far capire di cosa si trattasse.

A parte questo, ti rinnovo i miei complimenti.

Recensore Master
01/03/20, ore 17:14
Cap. 1:

Eccome se la recensisco! Di volata! Questa storia merita tantissimo!
Innanzitutto sono rimasta colpita dal tuo stile, molto studiato e curato, con frasi dirette, crude e secche che si adattano perfettamente al contesto e offrono alla narrazione una certa atmosfera di durezza, di vuoto, di vita corrosa, strappata. Il tuo stile è una perla che rende questa originale veramente superba, mi è piaciuto tantissimi e ti faccio i miei complimenti già solo per questo, l'ho adorato e mi ha catturata.
Quanto alla storia e ai personaggi, beh, sono personaggi con una personalità molto forte, sai descrivere le sensazioni in modo magnifico, malgrado la tua fic non sia lunghissima mi hai fatto provare una baraonda di sentimenti contrastanti, seppure in poche righe (compreso l'accenno sessuale che è diretto, intenso, passionale e feroce). Anche le frasi, come "prendi tutto quello che vuoi" inserite nella scena sono state magnifiche e hanno contribuito a riempire di eros e passione il momento (e nella parte finale hanno avuto un ruolo ancora maggiore che ha invaso il resto e che mi ha lasciato un velo di malinconia).
Bellissimo l'accenno alla belva nera che consuma di emozioni. Non avresti potuto trovare una descrizione più azzeccata. L'intera storia trasuda di emozioni e sentimenti, di difficoltà, di accenni di vita che si spezza, di legami intrisi di passione e dolore.
Poi ho riconosciuto un sacco di citazioni ma ho amato quella di Montale. Perfetta, a dir poco perfetta.
La tua storia mi ha lasciata estasiata, la aggiungo alle ricordate perchè merita tanto. Si vede che è stata molto studiata e il risultato finale non si può che apprezzare, è davvero un ottimo lavoro di cui puoi esserne fiera.

Recensore Master
10/02/20, ore 16:41
Cap. 1:

SESTA CLASSIFICATA

“Urban blues” di Sofifi.EFP




Grammatica e stile: 10/10


Dal punto di vista grammaticale non ho trovato errori, solamente un piccolo refuso che ho segnato da una parte e che non sono riuscita a capire se fosse un errore grammaticale o di battitura ^^ comunque ho deciso di non tenerlo in conto per il punteggio perché era solo uno e poi non me la sentivo di penalizzare una storia scritta divinamente!
Non so nemmeno spiegarti quanto mi sia piaciuto lo stile da te utilizzato, davvero! Sono una fan delle frasi brevi e concise, sono una fan della prosa che ha quel pizzico di poesia e, oddio, tu hai creato delle immagini di una potenza incredibile! Davvero, ho letto con tantissimo piacere, il testo mi scorreva sotto lo sguardo con una facilità e fluidità strabilianti, coinvolgendomi e stregandomi a ogni frase! Mi sono ufficialmente innamorata del tuo stile, senza contare che è davvero equilibrato, tra descrizioni, dialoghi, introspezione e azioni… fantastico!


Trama e personaggi: 8/10

La trama ha un suo perché ed emerge perfettamente anche se ci sono dei continui salti temporali, dei flashback e il protagonista ricorda in maniera sparsa i momenti passati insieme a Simone.
Si capisce, emerge perfettamente che Simone è morto – parli di fantasmi e hai messo l’accento più volte sulla parola ‘morte’, però allo stesso tempo mi sarebbe piaciuto saperne di più. Mi spiego: avrei voluto sapere come mai quest’allontanamento tra i due e il modo in cui Simone se n’è andato; si capisce che non stava bene, si capisce che era tormentato e dai suoi atteggiamenti e dal suo aspetto si percepisce una situazione molto delicata, ed è bellissimo così secondo me, ma allo stesso tempo avrei voluto saperne di più, forse a causa della mia curiosità di lettrice. Sarebbe bastate un paio di frasi in più, qualche specifica sparsa qua e là.
Per quanto riguarda la caratterizzazione, tra i due trovo che il personaggio più forte e riuscito sia Simone. Tutti i dettagli che hai inserito lo rendono quello che è: il suo modo quasi violento di fare nei momenti di passione, i suoi deliri, il suo aspetto trasandato e le sue spalle curve… tutto ciò l’ha reso veramente vivido e chiare nella mia mente, mi è piaciuto un sacco!
Andrea (grazie per averci svelato il nome nelle NdA!) invece l’ho trovato un pochino meno ‘forte’, ma non per questo non caratterizzato: è distrutto a sua volta, come prima era Simone, e si sente in colpa per non aver colto quei segnali che il ragazzo gli mandava. Si è sempre mostrato distaccato, accondiscendente nei confronti dell’altro ma mai troppo coinvolto. Non sono riuscita a inquadrarlo perfettamente, ma c’è una buonissima base per la caratterizzazione; mi rendo conto che in una storia così breve era difficile indagare tutte le sfaccettature di entrambi.


Utilizzo del titolo: 7,5/10

Nonostante la frase-prompt appaia più volte nella storia, e quindi non sia stato messo del tutto da parte, non mi sento di darti il punteggio pieno perché alla fine della storia non ho provato quella sensazione come se la vicenda contenesse il senso della frase. È stata detta tante volte da Andrea in diverse situazioni, ma a parte questo non sono riuscita a trovare u vero e proprio legame con la storia. Poi può essere che sia io a non averlo colto (mai escludere questa possibilità, che ogni tanto io sono scema XD), se poi mi sto sbagliando ti chiedo per favore di correggermi e spiegarmi meglio ^^


Originalità: 3,5/5

La vicenda da te raccontata è qualcosa di piuttosto comune: un personaggio fa una fine tragica e l’altro ne soffre la scomparsa. Ho letto tante storie di questo e, se questa formula aggiunge solo bellezza alle storie, toglie purtroppo punti in originalità – ma io, te lo assicuro, sono la prima ad amare i cliché e infatti ai contest non arrivo mai sul podio per colpa di questo parametro ahahah!
Una cosa che però mi ha colpito è il rapporto tra i due personaggi, non del tutto definito, non romantico e nemmeno troppo sentito. È come se tenessero l’uno all’altro nel profondo del cuore, è come se non potessero fare a meno di stare insieme, ma allo stesso tempo si stessero frequentando solo per abitudine… non so, è qualcosa che mi ha davvero colpito!


Gradimento personale: 5/5

A discapito di tutto ciò che è stato detto nei vari parametri, io ho veramente amato alla follia questa storia! In primis lo stile è assolutamente favoloso, mi ha conquistato dalla prima all’ultima parola, poi mi sono affezionata subito ai personaggi nonostante la brevità della storia e, credimi, pagherei per leggere altro su di loro! Mi incuriosiscono, mi affascinano e voglio assolutamente saperne di più *-*
Poi sono anche una grande amante delle tematiche delicate, delle coppie slash e delle storie drammatico, e tu ci hai messo tutto ciò! Senza contare quant’era curata, con tutti quei riferimenti poi spiegati nelle note… e l’atmosfera che hai creato, semplicemente magica!
È stata una lettura piacevolissima e mi ha colpita, sicuramente la porterò nel cuore a prescindere dai risultati del contest ^^


Totale: 34,5/40

Recensore Master
10/02/20, ore 10:00
Cap. 1:

Ciao cara!
Eccomi qui per lo scambio a catena su Il giardino.
Ammetto di averti scelta per curiosità: non avevo ancora avuto modo di leggere chi aveva partecipato al contest e adesso, avendone l'occasione, ho deciso di coglierla al volo.
Al di là del fatto che Torino è una parte di me anche se ne vivo lontana e non la vedo più di una volta l'anno e che quindi già con questo mi avevi un po' conquistata, ho trovato la tua storia di un dolceamaro logorante, delicata e al tempo stesso chiara nel trattare un argomento come la depressione.
Nonostante io non sia una fan della frammentazione secca, capisco la necessità di rendere questa storia spezzata come il suo protagonista e ho apprezzato il risultato, perché sei riuscita a trasmettermi la rottura dell'animo di Andrea.
Per quanto poco tu lo hai delineato però, Simone è, tra i due, il mio preferito: spezzato, un buco nero che assorbe tutta la luce di chi/cosa gli sta intorno. Intenso e doloroso, leggere di Simone attraverso i sogni e i ricordi di Andrea è stato bellissimo.
Mi sono piaciute moltissimo anche le citazioni di cui è pieno il testo, tutte posizionate ad hoc secondo me, calzanti e chiarificatrici. Che poi tu abbia utilizzato, tra le tante citazioni, Of Monster and men (adoro, adoro, adoro. Uno dei miei gruppi preferiti in assoluto), Pascoli (Giovannino mio, tanto snobbato, quanto mi manchi) e Shakespeare, beh, questo non fa che aumentare il mio apprezzamento.
Nel complesso la tua storia, con un argomento così delicato da trattare, mi è piaciuta moltissimo. Ho trovato il tuo stile adatto all'argomento e il prompt ben sviluppato.
In realtà forse l'unica cosa è che mi sarebbe piaciuto sapere di più di Andrea e Simone e sarò immensamente felice di leggere altre OS di questa raccolta.
Ti faccio i miei complimenti e ti abbraccio forte,
Lagertha

Recensore Master
04/01/20, ore 22:10
Cap. 1:

Questa storia mi ha abbastanza colpito, e te lo dico fin da subito perché sia chiaro,
Trasuda di malinconia e disperazione, dall'inizio alla fine, in questo continuo inseguirsi di sensazioni ed emozioni forti, anche grazie alla prosa sagacemente utilizzata, direi.
La cornice che apre il tutto - come dire, il "setting" della scena - ci rimanda immediatamente al tema centrale, che è il ricordo, con la presenza del fumo e della sigaretta. Ti dirò, per me sono associazioni mentali immediate, perché l'inconsistenza del fumo può essere, ed è spesso, associata all'inconsistenza del ricordo. Lo stesso "spettro" che dopo citi verso la fine è qualcosa che riprende questo concetto fondante.
Ma dopo la breve introduzione, ecco che senza sconti si arriva quasi subito al nocciolo della questione. Ammetto che ho letto la storia più volte, la prima senza leggere le tue note e la seconda dopo averle lette. Non avevo capito subito di cosa parlassi, ma sei comunque riuscita a creare questa atmosfera di angoscia e di ineluttabilità che ha reso "pesante" emotivamente la lettura - pesante nel senso di pregna, significativa, emozionante.
La persona ricordata, Simone, è caratterizzata da questa instabilità e da questa annunciata catastrofe, che rendono il suo rapporto con il protagonista profondo e struggente, a ogni singolo passaggio della storia.
Ecco, l'unica cosa che non avrei fatto e che per me stona un po', è il cambio di colore per il flash back, avrei sinceramente usato un altro espediente.
Però, oltre a questo, il flash back da agio di un'ulteriore prova del tuo tema, attraverso il dialogo, che ho trovato incisivo e rivelatore.
Così come ho trovato rivelatore anche l'ultimo pezzo della storia. Il narratore, che è il protagonista, sembrava passare in sordina fino a quel punto, ma con poche parole hai rivelato praticamente un mondo che gli appartiene, e hai allargato il panorama, il senso della tragedia e dell'ineluttabilità. Sono rimasta colpita da questo, devo dire.
La chiusa pure mi ha molto colpita. Sebbene io istintivamente, perché sono una persona che ama gli happy ending, speri in una salvezza, il rintocco delle campane - anche sottolineato dall'uso del grassetto, che qui trovo azzeccato - è una chiara evocazione sul futuro. Finale aperto insomma, ma non troppo
Quindi insomma che dire, è stata una lettura assai interessante e coinvolgente.

Recensore Master
04/01/20, ore 19:55
Cap. 1:

Ciao,
Ti chiedo di perdonarmi infinitamente per il ritardo, ma eccomi finalmente dall'ABC. Ho deciso di passare in questa originale perché purtroppo non abbiamo fandom in comune. Il titolo e l'introduzione mi sembrano attinenti allo scenario descritto: Urban blues infatti ci riporta ad un contesto molto urbano, che è comunque preponderante all'interno della shot, attraverso la città di Torino. Torino infatti è silenziosa, ma presente, spettatrice bella come una prima donna: mi hanno molto colpito e ho trovato molto efficaci quelli che sono i vari riferimenti all'ambientazione, a San Salvario e ai Murazzi. Sarà che sono nata a Torino e sono tornata a vivere a Moncalieri da quattro mesi, ma ho trovato l'ambientazione e il contesto molto curata: anche l'idea della "nostra panchina", sempre la stessa, sempre la solita in cui sedersi a fumare è qualcosa che rivedo molto, sopratutto in una gioventù piemontese degli anni '80, che è quella che mi racconta mia madre. Quindi sì, l'ambientazione è curata e per chi conosce la città calarsi nel racconto è facile come bere un bicchier d'acqua - questo va davvero a tuo favore.
Il tuo stile mi ha colpito molto: è parte monologo interiore e riflessione solitaria e parte lettera, una di quelle che uno vorrebbe consegnare al destinatario con gli occhi lucidi, ma per cui non vi è, per contingenze della vita, più tempo. Il tema che hai deciso di fare è molto difficile e ci vuole tatto e delicatezza, davvero tanta, ma credo tu abbia comunque saputo rendergli giustizia; il tutto ha un sapore un po' amaro, sa di resa, di parole non dette e di sconfitta. Mi ha colpito particolarmente questo passaggio, il senso di colpa che queste parole sembrano fortemente evocare, ovvero "Ti ascoltavo passivamente, non realmente interessato a dare un senso alle parole che fuggivano dalla tua gola e che talvolta riuscivano a mettermi addosso uno strano senso d’angoscia." Credo che sia tipico, soprattutto quando si perde una persona per via di questa brutta bestia nera - un'immagine efficace, sa di unghie che ti graffiano fino alle ossa - chiedersi cosa avremmo potuto fare per evitarlo: allora comincia un turbine di domande, fino ad arrivare a luoghi meno comuni e più feroci, come direbbe una famosa canzone di De André, tipo "Se solo l'avessi ascoltato di più, forse...". Sono vicoli ciechi, pericolosi e a tratti davvero bastardi, da cui purtroppo non vi è via d'uscita.
Non ho notato sviste o refusi, questo va molto a tuo favore: l'impaginazione è davvero gradevole e le note sono apprezzabili e curate. Personalmente però non avrei posto il flashback in blu, ma con un più discreto ma altrettanto efficace corsivo - è solo un piccolo appunto.
I sentimenti che hanno prevalso in me in questa lettura sono probabilmente quelli che animano l'animo di Andrea: un senso di resa, ingiustizia e impotenza. Quella che rappresenti del resto risulta come una forte situazione di stasi, una sorta di uroboro che si morde la coda. Andrea si lascia logorare dentro di sé dal dolore perché non può fare più nulla, nulla che possa migliorare. Il senso di assenza è pesantissimo e opprimente - in senso buono - e credo inoltre che l'immagine e il suono finale, quello delle campane - mi ricordo un po' l'inizio di Mother di John Lennon, non so se conosci - esprima ciò e renda questa assenza ancora più invadente e insostenibile.
Ho visto che è una raccolta, quindi ti dico che in futuro sarebbe interessante sapere e scoprire altro di Simone, del suo malessere e del suo disagio interiore. Qui ce lo racconti attraverso gli occhi di Andrea, ma un rovescio di prospettiva sarebbe interessante.
Sono un'umanista, quindi per ultimo ci tengo a dire che ho apprezzato molto quelli che sono i vari e mirati riferimenti letterari. In particolare, quella di Montale potrebbe riassumente in una riga il sentimento dominante della OS.
Ciao,
Alla prossima

Desy

Recensore Master
15/12/19, ore 17:28
Cap. 1:

Buonasera! Sono qui per l'ABC delle recensioni del Giardino di EFP. 
L'one-shot è breve, eppure sono riuscita ad apprezzarla nella sua brevità perché non le manca nulla. Essendo inoltre innamorata delle coppie slash, già per questo mi avevi conquistata e incuriosita. Oltre all'introduzione, certo; l'estratto che hai scelto è particolarmente accattivante, soprattutto per una drogata di angst come la sottoscritta. Inoltre, c'è da dire che apatia e depressione sono due temi che mi sono particolarmente cari. Quindi, inevitabilmente, la mia scelta è ricaduta su questa OS e visto che mi pare tu non abbia dato priorità spero non ti dispiaccia.
Passando alla storia in sé, come ti ho già detto all'inizio l'ho amata. Mi ha colpito la presenza di così tante citazioni e riferimenti ad altre canzoni, poesie o libri, è come se tu avessi messo tutta te stessa nella storia di questi due amanti. Il loro rapporto si delinea da subito molto bene, anche se non c'è una grossa caratterizzazione dei personaggi - e forse l'avrei trovata anche inutile o superflua una caratterizzazione eccessiva e dettagliata, perché non serve. In poche semplici pennellate hai racchiuso una miriade di emozioni e sei riuscita a farmele provare tutte, in particolare c'è tristezza dalla prima all'ultima riga. La tristezza di un amore che è finito, la stessa di quando vorresti aiutare qualcuno che non può essere aiutato o semplicemente non vuole farsi aiutare. Il protagonista, di cui ci è dato sapere il nome solo alla fine e grazie alle note, ha trascorso i giorni accanto a una persona che conservava con gelosia i suoi demoni. Insieme stavano bene, insieme si lasciavano tutto alle spalle, ma purtroppo la realtà ritorna quando si è soli di nuovo, ed è inevitabile che accada a un certo punto, non si può mica stare tutto il tempo appiccicati. Mi ha colpito particolarmente infatti quando hai specificato che Simone temporeggiava prima di andar via, l'ho trovato un sacco triste. 
E nonostante la tristezza, nonostante gli indizi chiari che hai lasciato qua e lì, quando sono arrivata alla fine della storia mi sono sentita spezzata dalla crudeltà del finale, non me lo aspettavo. Avrei potuto immaginarlo, certo, ma invece non l'ho fatto.
Spesso si tende a parlare d'amore e i personaggi finiscono per cambiare proprio grazie a esso, riescono a farsi forza e a sopravvivere perché hanno qualcuno accanto. Andrea qui non è bastato a Simone, che ha scelto di farsi divorare dalle belva nera (mi piace molto il modo in cui hai scelto di chiamarla e trovo che sia azzeccato), di spegnersi. 
La storia termina con il suono delle campane, nient'altro; non sei stata specifica, anche qui non ci sono dettagli, ci sono solo gli eventi e le emozioni, i suoni, e bastano a far intuire al lettore tutto ciò che c'è da capire. 
In poche parole hai affrontato un tema che necessiterebbe di un'infinità di parole. Questa one-shot è bellissima, emozionante, davvero triste, soprattutto per chi conosce la tematica e l'ha testata in prima persona e può quindi constatare quanta realtà ci sia dietro le righe. 
Quanto alla grammatica non mi pare di aver trovato errori, e questo è un altro punto a tuo favore. 
In conclusione il mio parere è assolutamente positivo, quindi ti lascio una meritatissima bandierina vera :)
Alla prossima!
fumoemiele

Recensore Master
13/12/19, ore 14:17
Cap. 1:

Ciao!
Partecipo allo stesso contest e ci tenevo a dare un'occhiata alle altre storie ^^
Partiamo dal fatto che vivo a Torino e conosco bene i Murazzi, nonostante non frequenti il posto (mi e' appena venuto in mente che la menzione dello spinello potrebbe non essere a caso) XD
Questo in parte credo mi abbia aiutato a immedesimarmi nel protagonista, anche se a cio' ha contruibuito parecchio anche l'introspezione secondo me sviluppata perfettamente!
Quest'atmosfera angst e' molto nelle mie corde, quindi non posso che apprezzare questa storia gia' solo per questo XD
Credo tu abbia sviluppato perfettamente sia il tema che intendevi trattare, sia il titolo della canzone come richiedeva il contest, hai fatto davvero un ottimo lavoro a mio parere!
Poi io amo il flash, per cui mi ha fatto un'immenso piacere ritrovarlo al posto della canonica coppia "het".
Sono piccole scelte che si notano e fanno comunque la differenza ^^
Per quanto riguarda la parte in blu, credo si tratti di un flashback... personalmente io utilizzo il corsivo per quello, mi pare renda il tutto piu' "ordinato", ma effettivamente tu l'hai usato molto per alcune parole in tutto il testo... ecco, sicuramente e' solo una scelta stilistica, ma ammetto che l'utilizzo di colori non riesco proprio ad apprezzarlo.
Magari e' solo un problema mio, mi sembrava comunque giusto condividere con te questa mia opinione ^^
Ho assolutamente adorato i riferimenti letterari e non che caratterizzano l'intera storia, anche io li uso spesso e davvero li adoro, quindi ho apprezzato moltissimo questa scelta, che secondo me ha dato un tocco di "poesia" in piu'!
Trovo il tuo stile molto fluido e scorrevole e molto nelle mie corde, quindi credo proprio che passero' a leggere altro, perche' i tuoi testi sono davvero profondi e sarebbe un peccato perderseli!
Complimenti davvero per questa bella storia! :)

Recensore Master
04/12/19, ore 18:37
Cap. 1:

Ciao, Martina!
Questo tuo racconto, questo tuo scorcio di vite, mi ha colpita davvero molto. È intenso, sporco, realistico, e indaga un aspetto molto sensibile del reale in punta di piedi. Non stento a credere che tu abbia lavorato molto alla stesura di questa storia, che abbia fatto un grande labor limae sul testo affinché risultasse espressivo ma al tempo stesso calibrato, arido, della stessa sostanza di cui sono fatti i tuoi protagonisti, questi Andrea e Simone che sono fantasmi in carne e ossa anche prima che Simone si lasci divorare dalla belva e Andrea resti cristallizzato nel passato, a un passo dal lasciarsi divorare anche lui – dopottutto, il sinistro suono della campana sembra suonare proprio per lui questa volta.
Ho apprezzato molto l'atmosfera che hai creato e l'ambientazione in cui hai calato i personaggi, è parso di essere lì con la tua voce narrante, in questa Torino silenziosa che s'affaccia su un Po più vivo di quanto non lo sia il protagonista. Pur non descrivendolo nel dettaglio, ho immaginato un alone cupo a scurire ogni casa, strada, panchina, tutto ciò che riveste il mondo che silente osserva Andrea, ormai solo e impotente.
Devi sapere che amo i personaggi evanescenti nelle storie introspettive, mi piace che non abbiano un nome, che il mondo esplorato sia solo quello interiore. Il ritrovare qui questo tipo di caratterizzazione è stata quindi una bella sorpresa per me, perché mi ha permesso di entrare in contatto con il lato emozionale del tuo protagonista – il suo stato d'animo, i suoi ricordi, il suo muto dolore –, e con quello del fantasma, un ragazzo che ha su di sé dei fardelli che pesano più di quanto non pesi lui, che alla fine non riesce a non arrendersi alla belva. Inoltre, ho apprezzato la scelta di trattare le tematiche delicate attraverso la metafora, oltre a essere indice di delicatezza, è stata anche una scelta intelligente, perché a mio parere ha aggirato il rischio (sempre in agguato in questi casi) di banalizzare la tematica.
La ripresa di quel martellante Prendi tutto quello che vuoi è uno dei pochi guizzi stilistici che ti sei concessa e l'ho trovata di grande effetto e funzionale a scandire l'evoluzione del rapporto tra i due e la sua stessa natura. Non sappiamo se il loro fosse amore, attrazione, bisogno (anche se, citando quel passo di Montale, sono portata a credere che voglia suggerirci amore), ma è di certo un rapporto stretto, intimo, che cerca di dare tutto. Un aspetto della caratterizzazione del protagonista che ho trovato molto realistico è stato l'incapacità di comprendere sino in fondo il male di Simone, il non riuscire a leggere tra le righe, l'averlo fatto troppo tardi – un dettaglio impietoso, ma coerente alla tua trama.
Arrivando al titolo, ti confesso che non avrei mai immaginato questo tipo di racconto. Nonostante il titolo evochi una malinconia di fondo, non lo avrei associato a un racconto dalle tinte così cupe e dolorose, ma a posteriori trovo che in fondo sia giusto e lo interpreto un po' come un'evocazione di un canto (blues) di vite comuni (urban).
Prima di arrivare allo stile nel dettaglio, lasciati dire che trovo davvero notevole il numero di citazioni che sei riuscita a inserire in un racconto relativamente breve, la bravura è stata soprattutto nel fatto di averle fatte apparire quali parti integranti del testo, amalgamate benissimo con il tessuto stilistico della storia.
E ora eccomi allo stile! Credo che il tuo tentativo di ricreare anche attraverso lo stile l'atmosfera di aridità che attornia i protagonisti e le loro vite abbia dato ottimi frutti. La scelta del presente e della prima persona attualizza il testo e lo rende immediato; associare a questa struttura di base una sintassi semplice, frasi segmentate e un registro stilistico che si ascrive all'uso e sceglie termini che richiamano la sfera semantica della negatività ha fatto il resto – belva, fantasma, ombra sono termini forti nel contesto stilistico-lessicale del racconto e collaborano a creare una certa atmosfera. Inoltre, hai una grande padronanza della lingua, quindi leggerti è stato un vero piacere (ti consiglierei solo di omettere la nota tecnica sulla disclocazione a sinistra, secondo me non è necessaria, hai già da segnalare le tante citazioni!).
Gli unici due aspetti della struttura stilistica che mi hanno convinta un po' meno sono stati l'utilizzo di un colore per segnalare il flashbak e l'abbondante ricorso al corsivo per evidenziare espressioni. Per quanto riguarda il primo aspetto, credo che un altro escamotage stilistico avrebbe potuto giovare di più al testo, perché il blu crea visivamente un grosso distacco, inoltre essendo un colore deciso – e leggendo noi su supporto digitale – potrebbe anche appesantire un po' la lettura. Circa il corsivo, invece, dato che il tuo testo è molto lineare e, appunto, arido, trovo che siano un po' troppe le espressioni su cui è posta l'enfasi, nonostante Andrea appaia quasi un personaggio incapace di cogliere e porre enfasi nel proprio flusso di pensieri. Ad ogni modo, entrambe queste situazioni sono semplici considerazioni soggettive e non inficiano in nessun modo il valore del tuo testo!
Ho scritto tantissimo, già da questo puoi immaginare quanto abbia apprezzato il tuo racconto! Perché concludendo (finalmente, dirai tu!) leggere questa storia è stata davvero una bella esperienza nonché un'occasione per scoprire una valida autrice (credo, infatti, che sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo).
In bocca al lupo per il contest, ma soprattutto complimenti!

Rosmary

Recensore Master
04/12/19, ore 16:01
Cap. 1:

Ciao!
È la prima volta che ci incrociamo direttamente, anche se mi è capitato di leggere ogni tanto qualche tuo commento ad alcune storie che seguiamo entrambe. Proprio per questo ero molto curiosa di leggerti, e sono davvero contenta che lo scambio mi abbia dato la possibilità finalmente di cogliere la palla al balzo e farlo.
Non leggo spesso originali sul sito, ma la tua storia mi è piaciuta davvero moltissimo.
Già dalle prime righe mi hai trascinata in un'atmosfera densa, dove forse i protagonisti non emergono in maniera diretta ed esplicita (non c'è molto background, la situazione non viene mai "spiegata"), ma la cosa non è a mio parere un problema: il punto della storia è un po' un altro, e e le cose che contano emergono tutte, ed emergono con la forza di un pugno nello stomaco.
Pur senza dare troppi dettagli "concreti", hai rappresentato secondo me molto bene i due protagonisti, la loro relazione e le difficoltà che li uniscono e separano al tempo stesso.
Ho trovato che la tua fosse una storia molto d'atmosfera, dove questo senso di perdita, di dolore sordo e vuoto si avverte sin dalle prime righe, dal rimpianto che riempie le parole del narratore, e va a estendersi in tutta la storia con un grande senso di coesione. Lo stile, poi, con queste frasi brevi e dirette, aiuta molto secondo me a scandire i ricordi del protagonista, che arrivano quasi come dei respiri lenti e circospetti, i respiri di chi sta cercando di orientarsi in un mondo che ormai, offuscato dal suo dolore, fatica a riconoscere.
Ho apprezzato molto anche la ricchezza del testo, così pieno di citazioni e di rimandi che, anche se non tutte le ho colte subito, ma solo grazie alle note finali, dimostra chiaramente quanto il testo sia frutto di una gestazione lunga e precisa.
È una storia breve, sì, ma il tuo labor limae si avverte tutto, nonostante lo stile sia sempre molto scorrevole e ben coeso.
Mi è piaciuto anche molto come hai reso la città partecipe della storia, quasi fosse un terzo personaggio: le descrizioni o i riferimenti topografici non sono mai fastidiosi, ma anzi, contribuiscono a dare quella sensazione che il protagonista stia annegando, e dunque cercando di appigliarsi a ogni elemento "concreto" a cui riesca a pensare.
Inoltre, sei stata secondo me molto brava a trattare un tema complessissimo ed estremamente delicato con la giusta chiave di lettura: detesto quando una storia si riempie la bocca di tematiche complesse, senza però trattarle con il giusto rispetto, o sbattendole su carta in ogni minimo dettaglio, senza tener conto della complessità della situazione. Tu, invece, sei riuscita a mantenerti in perfetto equilibrio.
L'unico appunto (che però è più che altro frutto di gusto personale, quindi prendilo un po' per quello che è), lo farei alla scelta di riportare il flashback con un diverso colore: lo trovo un po' ridondante e rumoroso, e forse avrei preferito una soluzione un po' più sottile. Ma insomma, è soltanto un dettaglio, la sostanza cambia poco.
Complimenti davvero, spero di aver presto occasione di rileggerti!

Recensore Veterano
04/12/19, ore 11:52
Cap. 1:

Clap! Clap! Clap!
Decisamente una piccola perla.
La lettura di questo pezzo mi è piaciuta veramente molto, specialmente la stilistica che hai adottato e spiegato poi nell'angolo dell'autrice. Frasi secche, dirette che colpiscono dritte al cuore, fanno sì che il lettore provi quel dolore spezzato che sta attraversando il protagonista mentre la si legge. Triste epilogo, è buffo quanto le nostre storie si somiglino e quanto due titoli di canzoni trasversalmente opposti siano riusciti a ispirarci in questa maniera.
Praticamente leggendo prima la tua e poi la mia si potrebbe pensare che abbiano una sorta di filo conduttore, caratterizzato da te con le fattezze di una belva nera e da me con quelle di Mister D.
Veramente buffo.
Un ulteriore plauso per le quattordici citazioni presenti all'interno della storia che sono veramente apprezzate e apprezzabili.
Il titolo poi, racchiude sin dall'inizio tutta la malinconia che accompagna questo pezzo con il suo passo lento e cadenzato. Ho trovato l'uso del titolo della canzone molto azzeccato e decisamente ben contestualizzato, sei riuscita a inserirlo nella storia con una buona dose di background che quasi lascia l'amaro in bocca ogni volta che viene letto.
Capisco perché ti ci sia voluto tempo a buttarla giù, è una OS molto forte che prosciuga i sentimenti dello scrittore.
Unico appunto che posso farti è che forse manca un po' di backtracking alla coppia e che non vengano toccati affatto i motivi che spingono Simone tra le fauci della belva ma, per come è scritta e considerando che avevi soltanto 2500 parole a disposizione, il risultato comunque non viene intaccato da queste mancanze.
Bravissima, davvero. In bocca al lupo per il contest e...

...ci leggiamo presto.

Recensore Master
03/12/19, ore 21:42
Cap. 1:

Ciao Martina, questa one-shot devo dire che mi è piaciuta davvero molto. Ho un debole per le storie introspettive e credo che in questo tipo di narrazioni la trama debba passare un po' in secondo piano. I personaggi risultano un po' evanescenti: cosa che secondo me, però, rappresenta un punto di forza e non di debolezza della storia. Una cosa che davvero ho adorato è l'utilizzo delle molteplici citazioni (spiegate nelle note) che calzano a pennello nel testo e che lo impreziosiscono tantissimo. Conoscendo poi la maggior parte dei riferimenti, ho potuto davvero apprezzare il loro inserimento. Il titolo da te scelto "Take what you want" è secondo me ben usato e richiamato spesso nella narrazione. Il tuo stile poi mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto incisivo. Ti faccio i miei complimenti e inserisco la raccolta tra le seguite, essendo curiosa di vedere cos'altro proporrai su questa linea (contest a parte). Un caro saluto!