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Autore: Altair13Sirio    23/04/2021    1 recensioni
[Darling in the FranXX]
Mille anni di pace non bastano a far svanire il passato. Quando dalle profondità della terra emergono dei giganti antichi, Hachi e Nana capiscono che il futuro dell'umanità è nuovamente incerto e dovranno agire per proteggere il mondo che hanno aiutato a costruire.
Formata una squadra di nuovi Parasite, i due adulti metteranno a disposizione le loro conoscenze e la loro esperienza per guidarli verso la battaglia, ma non tutto sarà facile per la nuova squadra e i ricordi di vecchi amici ritorneranno a galla dopo tanto tempo.
"Non credo che il caso possa andare così lontano... Forse il destino... E' così e basta. E ora noi dobbiamo prenderci cura di quei ragazzi!"
Genere: Azione, Science-fiction, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Spoiler!
Capitoli:
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Le uniformi che i ragazzi trovarono sui letti nelle camere a loro assegnate somigliavano a delle semplicissime uniformi scolastiche, solo con un aspetto più “militare”: le spalline erano decorate con piastre di bronzo e la cravatta era del colore del sangue, mentre giacca e pantaloni erano neri. La camicia di sotto era azzurra, un colore molto intenso che spiccava in mezzo a tutto il resto. Le scarpe erano simili a stivali con le suole a carro armato, adatti a camminare anche nei sentieri meno battuti del parco.
<< Siete fratelli? >>
<< Cosa? >>
L’atmosfera nella piccola camera da letto era leggera. Tra i ragazzi vi era ancora un certo imbarazzo, ma alcuni di loro si stavano già lasciando andare. Kaoru era tra questi, facendo domande per conoscere meglio i suoi compagni di stanza.
<< Alla cerimonia Hachi ha detto che tu e quella ragazza avevate un livello di compatibilità incredibile. Vi somigliate molto e i vostri numeri di matricola sono uno accanto all’altro, segno che vi siete iscritti nello stesso momento. Quindi ho pensato che… >>
Aki stava infilando le scarpe che aveva trovato di fronte al proprio letto, assieme a una busta con dentro un’uniforme della sua taglia. Era stato il più veloce dei tre nella stanza a vestirsi, eppure non sembrava avere fretta di uscire da lì, e dopo le parole di Kaoru sembrò averne ancora meno.
<< Oh. >> Mormorò girandosi a guardare la punta dello stivale che stava indossando, ponderando l'idea di non rispondere. << E' così ovvio? >>
<< Bé, non lo so. Per questo te lo sto chiedendo! >> Rispose l'altro stringendo le spalle.
Il ragazzo dai capelli di smeraldo sospirò come se non avesse altra scelta e strinse i lacci delle scarpe. << E va bene… Sì, Rin è mia sorella. Non pensavamo di riuscire a mantenere il segreto con i nostri compagni di squadra, ma per favore, non dite niente ai coordinatori! >> Dopo essersi rialzato assunse un tono disperato e unì le mani in segno di preghiera verso Kaoru.
<< Perché? >> Chiese lui. Era alle prese con uno stivale che non voleva farsi indossare e si era messo a saltellare per la stanza con un piede sollevato mentre con le mani lo tirava verso l’alto.
Con tono di chi aveva perso una sfida, Aki si mise a spiegare. << Partecipare al concorso corrispondeva praticamente ad arruolarsi nell’esercito e per convincere la gente a presentarsi sono state elargite agevolazioni per le famiglie meno abbienti che avrebbero presentato un figlio… Per aiutare i nostri genitori, visto che le tasse per i nostri studi erano troppo alte e visto che loro non volevano che trovassimo un lavoro con il rischio di distarci dagli studi, io e Rin abbiamo deciso di presentarci sotto falso nome. >>
<< Non capisco. >> Kaoru lasciò perdere le scarpe e si concentrò verso il compagno di stanza. << Anche se fosse, perché nasconderlo? >>
Aki alzò un dito e con sguardo estremamente serio disse:<< Un figlio. Il bando diceva così. >> Poi abbassò la mano e sembrò rilassarsi. << L’addestramento da Parasite offre molti vantaggi tra cui un’istruzione completa e di prim'ordine, per non parlare del fatto che saremo totalmente a carico dell’I.P.U. >>
<< Hai paura che vi possano mandare a casa o togliere i soldi ai vostri genitori se la cosa dovesse saltar fuori? >> Chiese Kaoru diventando improvvisamente serio. Ora capiva il perché delle preoccupazioni del ragazzo.
Aki strinse le spalle e dal solo sguardo espresse quanto fosse spinosa quella situazione. << Non speravamo neanche di entrare nei primi cento. Abbiamo pensato che al massimo poteva farcela uno di noi, e già si sarebbe trattato di un grande aiuto per la nostra famiglia. I nostri genitori avrebbero potuto continuare ad avere una vita dignitosa senza doversi ammazzare di lavoro e nessuno ne avrebbe saputo più niente… Chi si immaginava che saremmo stati scelti entrambi! >> Si intristì. Nonostante lo avesse presentato come un ragionamento disonesto, Kaoru non la pensava affatto così, tuttavia capiva il motivo per cui Aki se ne vergognasse; ma da quanto aveva capito, tutto quello era necessario per la sua famiglia.
Il ragazzino rasato a zero sorrise e si batté un pugno sul petto con aria rassicurante. << Stai tranquillo! Nessuno saprà il vostro segreto. >>
Aki lo guardò come se volesse dirgli che gli era infinitamente grato, ma rimase in silenzio e si limitò a finire di allacciarsi le scarpe. Kaoru si voltò poi verso il suo secondo compagno di stanza, che se n’era rimasto in silenzio per tutto il tempo.
<< E tu, invece? >> Chiese. << Sembrava che tu e quella ragazza vi conosceste molto bene. >>
Ryo non rispose. Era talmente assorto nei suoi pensieri che non aveva sentito niente di quella conversazione. Teneva ancora in mano il nastro dorato che la signorina Nana aveva legato attorno al suo polso e a quello di Kya, lo stava osservando attentamente, come se fosse un manufatto antico, e rimuginava.
<< Ryo! >>
La voce lo fece girare e per un momento non capì cosa stesse succedendo. Borbottò qualcosa di incomprensibile e assunse un'espressione spaesata.
Kaoru ridacchiò divertito. << Stavamo parlando delle nostre partner. La tua mi è sembrata molto felice di finire assieme a te. >>
Ryo tornò a guardare il nastro sciolto che faceva girare attorno alle dita e sospirò. << Già. >> Attese un momento e a Kaoru sembrò che non avrebbe aggiunto altro, ma poi prese la parola. << Siamo amici di infanzia… Io e Kya ci conosciamo da molto tempo, ma non sapevo che si fosse candidata per diventare una Parasite. >>
<< Quindi quando te la sei vista di fronte nella stanza della cerimonia è stata una bella sorpresa, eh? >> Chiese Kaoru incrociando le braccia. Ryo annuì, ma non sembrò particolarmente euforico.
Calò il silenzio per un attimo, tanto da far pensare agli altri che quell'argomento fosse un tasto dolente per il ragazzo. Non aveva aggiunto altro e così sembrava che la discussione si fosse chiusa lì, ma in quel momento Aki volle dire la sua.
<< Scusa se mi intrometto… >> Mormorò dal proprio letto. << Ma non sembri molto contento di ciò. >>
Ryo alzò lo sguardo e si morse un labbro. << E' che non me lo aspettavo. Kya è sempre stata una ragazza impulsiva e ho paura che questa scelta possa essere troppo grande per lei… D'ora in poi metteremo a rischio le nostre vite, e sono preoccupato per lei… >>
Aki annuì, sapendo di non potergli dire nulla su quello. Kaoru si voltò a guardarlo, poi si girò verso Ryo e con imbarazzo sentì l'atmosfera farsi più pesante e cercò di dire qualcosa di sensato in fretta:<< Bé, deve essere bello conoscere già la propria partner… Sarà molto più facile stabilire una connessione per voi. >>
<< Già. >> Mormorò di nuovo Ryo abbassando lo sguardo.
<< E se avete una buona compatibilità, sarete più forti in azione e riuscirete a proteggervi a vicenda! >> Aggiunse Aki guardando Kaoru come se gli avesse dato un'ottima idea. Quell'aspetto fece sorridere Ryo, che pur non illuminandosi sembrò cambiare un poco umore.
<< Io invece non so niente di questa Mori. >> Borbottò Kaoru alzando lo sguardo al cielo. << Ehi! Che ne dite se andiamo di sotto a vedere se gli altri sono già pronti? >> Aggiunse con entusiasmo.
Era impaziente di conoscere gli altri membri della squadra, glielo si leggeva negli occhi: da quando aveva finito di vestirsi, aveva continuato a stare in piedi e a muoversi avanti e indietro nella stanza. Gli altri si guardarono per qualche secondo, poi accettarono la proposta e si alzarono in piedi per seguire il loro compagno di stanza che si dirigeva verso la porta e già la apriva.
<< Allacciati le scarpe, prima. >> Rise Ryo quando furono sul corridoio del primo piano, facendo abbassare il ragazzo all'istante che cominciò a borbottare della sua sbadataggine.
Dal piano di sotto arrivavano diverse voci. Quando Kaoru ebbe finito di allacciarsi le scarpe, il trio cominciò a dirigersi verso le scale. Il legno del pavimento era inaspettatamente silenzioso, tutti e tre arrivarono fino in cima alle scale senza che nessuno li sentisse, ma forse fu solo per via del trambusto che stava avendo luogo sulla rampa.
Fermi lungo le scale che conducevano al piano terra c'erano gli altri tre ragazzi della squadra: Yoshiki, rivolto verso le scale che scendevano, Tetsuya e Hoshi, un po’ più indietro e indecisi sul da farsi. Sembravano star discutendo.
<< Che succede? >> Chiese Kaoru scendendo le ultime scale.
Yoshiki si voltò verso di loro. << Le ragazze sono già di sotto. >> Disse con voce atona.
<< Ottimo! >> Rispose Kaoru, e cominciò ad andare giù.
<< Aspetta! >> Lo fermò quello. << Abbiamo un problema. >>
Ryo e Aki si avvicinarono agli altri due ragazzi, che sembravano veramente preoccupati per qualcosa, ma bastò un'occhiata per capire che quello che aveva un problema era solo il più piccolo dei due.
<< Non so se posso farcela… >> Confessò questo quando avvertì la presenza degli altri due.
<< Che vuol dire? >> Fece Aki perplesso, chiedendo che qualcuno gli spiegasse la situazione.
Ci fu un attimo di silenzio e dalla sala di sotto arrivarono delle risate femminili. Le ragazze sembravano aver già stretto amicizia e si poteva dire che anche i ragazzi stessero facendo una cosa simile.
<< Tutto questo. Non lo voglio fare! >> Esclamò Hoshi passandosi una mano sulla fronte e spostandosi un ciuffo di capelli biondi dal volto, prendendo un respiro profondo dopo averlo detto.
<< Perché? >> Chiese Ryo. Pensava che ormai fosse un po’ tardi per i ripensamenti, rifiutare il ruolo di Parasite dopo che gli era stato detto di essere uno dei pochi ad avere una compatibilità sufficiente con una delle Pistil era semplicemente una follia.
Hoshi lo fulminò con lo sguardo, ma non sembrò arrabbiato, solo spaventato. << Dì quello che vuoi, ma la colpa è di quella ragazza. >> Disse allungando un dito verso il piano terra.
Kaoru si voltò verso la fine delle scale come se stesse cercando qualcuno. << Chi? La Sakei? Perché mai dovrebbe essere un problema? >> Con aria di chi non sembrava voler prendere troppo seriamente quella situazione, si portò le mani ai fianchi e sorrise << A me sembra anche molto carina, dovresti essere contento… >>
<< Potrà anche esserlo, ma io non voglio fare coppia con quella là! >> Ribatté Hoshi facendo voltare Kaoru, che si imbronciò all'istante.
<< Ma perché? >> Lo apostrofò Tetsuya, che evidentemente stava cercando di ragionare con il suo compagno di stanza da tempo, senza successo.
Hoshi lo guardò sofferente. Nei suoi occhi c'era paura, ma non poteva veramente essere spaventato della sua partner. Con voce flebile cominciò a spiegare:<< Io non sono bravo con le persone. La mia famiglia mi ha sempre fatto seguire delle lezioni private da casa e così non ho mai conosciuto altre persone al di fuori dei miei insegnanti, che sono sempre stati tutti uomini. Poi un giorno mia madre ha deciso che quello che facevo non bastava più e mi ha iscritto a questo dannato corso per arruolarmi, sperando che fra tanti candidati scegliessero proprio me. Che razza di illusa! >> Esclamò irritato, sapendo che alla fine le illusioni di sua madre si erano concretizzate. Poi, dal tono sarcastico e scontroso di prima Hoshi cominciò a parlare in fretta, carico di ansia. << Non sono in grado di parlare con le persone né di preoccuparmi di me stesso, e di punto in bianco dovrei saper creare una relazione con una ragazza che non ho mai visto prima per andare a combattere gli alieni pilotando giganteschi macchinari antichi milioni di anni? Che diavolo significa?! >>
I ragazzi ascoltarono lo sfogo di Hoshi senza sapere se compatirlo o dirgli di darsi una calmata. Le sue lamentele sarebbero sembrate il lagnare di un bambino viziato, se quei respiri sempre più veloci non gli fossero sembrati così preoccupanti. Un ragionamento simile era comprensibile: loro erano lì per allenarsi a diventare dei soldati, non certo per fare amicizia. Su di loro gravava un peso enorme e il loro operato avrebbe determinato il destino del mondo intero; era prevedibile che qualcuno preferisse tirarsi indietro, ma sembrava che a preoccupare di più il loro compagno di squadra fosse la parte del "fare amicizia".
Kaoru si sbracciò con fare allarmato, non sapendo come calmare il suo compagno di squadra. << Ma non puoi… >> Disse senza sapere come continuare. Si mangiò un po’ di parole e poi ricominciò:<< Perché sarebbe proprio la ragazza, il problema? >>
Hoshi riuscì a calmarsi un po’ mentre Tetsuya accanto a lui gli diceva di respirare piano e lo aiutava a prendere il ritmo. << Non è stata la ragazza a farmi cambiare idea. >> Disse respirando più lentamente. << Non sono stato io a decidere questa cosa! Ho tenuto duro fino ad ora, ma quando ho visto lei… Mi sono sentito a disagio! >>
<< In che senso? >> Chiese Tetsuya, che non sembrava voler mollare Hoshi. Sembrava molto interessato a capire perché Hoshi si sentisse a quel modo, come se anche lui provasse qualcosa di simile e stesse cercando uno sfogo per quella sensazione.
Hoshi scosse la testa. << Non lo so… Mi… Mi fa paura! E’ il modo in cui mi guarda, come si comporta e come parla… Sembra voglia controllarmi. Non mi piace! E poi ha detto delle cose strane alla cerimonia… >>
<< Quali cose strane? >> Esclamò confuso Kaoru. << Non mi è sembrato che ti volesse controllare, si chiama essere altruisti! >> Lo punse con tono secco. << Deve aver visto che eri teso alla cerimonia e ha preso le redini della situazione. E’ un modo per metterti a tuo agio. >>
<< Sì, bé, non mi serve aiuto! Voglio solo andare via da qui! >> Disse Hoshi cominciando a perdere le staffe.
<< Abbassate la voce o le ragazze ci sentiranno! >>
<< Ma che scemenze! >>
Senza alcun preavviso, Yoshiki si mosse di scatto e cominciò a scendere le scale lasciandosi alle spalle tutta quella discussione. Sembrava averne avuto abbastanza, e gli altri non potevano biasimarlo per quello; la discussione sembrava ripetersi sempre sugli stessi argomenti senza trovare mai una soluzione.
Vedendo che Ojizaki stava lasciando il gruppo, Kaoru gli andò dietro dicendogli che non poteva lasciarli indietro e che dovevano entrare tutti assieme. Non sapendo che fare e non riuscendo a ragionare con Hoshi, Aki e Ryo seguirono il loro compagno di stanza per non restare indietro. Sulle scale rimasero Kondō e Maruyama, che erano quelli con più incertezze.
<< Dai… >> Mormorò il secondo dopo qualche istante, rivolto al compagno di stanza. << Andiamo anche noi. >> E dopo qualche passo incerto, continuò a scendere le scale senza più guardarsi indietro.
<< No, aspettate… >> Implorò Hoshi vedendosi le sue uniche assicurazioni sfilare via verso la porta. << Non lasciatemi da solo! >> E continuando a borbottare, richiuse rapidamente il distacco che gli avevano dato gli altri.
Le ragazze stavano già parlando con leggerezza e toni amabili quando i ragazzi fecero il loro ingresso nella stanza. Erano sparse in giro per quello che sembrava un salotto in stile vintage, dagli ambienti in legno e con dei divanetti imbottiti al centro, in mezzo ai quali c’era un piccolo tavolino con sopra un vassoio pieno di cioccolatini incartati. Le carte erano di tanti colori diversi e ognuna recava una scritta.
Aiko e Suzuko erano sedute una accanto all'altra e chiacchieravano vivacemente mentre Naho si muoveva per la stanza studiando con curiosità l'arredamento; la ragazza aveva adocchiato uno scaffale alto con dei libri chiusi dentro di esso, ma non riusciva ad arrivarci e aveva chiesto l’aiuto di Momo per farsene passare uno. Rin stava seduta sul divanetto di fronte a quello di Aiko e Suzuko e seguiva la conversazione in modo leggermente passivo. Kya, infine, guardava fuori da una finestra e tamburellava le dita sul vetro con impazienza.
Quando i ragazzi cominciarono a sciamare all'interno della stanza, furono accolti da un commento scherzoso da parte di Momo. << Era ora! Certo che vi fate aspettare, eh? >>
<< Ops! >> Borbottò Kaoru ghignando imbarazzato alla ragazza che aveva parlato. << Beccati! >>
Momo rise mentre le altre ragazze si voltavano per accogliere i loro compagni di squadra, nessuno fece caso alla smorfia che fece Hoshi quando sentì la battuta della sua partner, già irritato dalla sua presenza.
Ci fu un attimo di silenzio che si tradusse in un forte imbarazzo per tutti quanti. Per un momento, i ragazzi e le ragazze se ne stettero lì a studiarsi, come se stessero cercando di non spaventarsi a vicenda, poi dal fondo della stanza arrivò la voce di Kya Nakamura, che cominciò a saltellare verso il suo partner.
<< Ryo! >>
La ragazza sfilò tra i divanetti e i ragazzi entrati prima del suo partner e si lanciò addosso a lui stringendolo alla vita. Rise quando il ragazzo attutì in pieno il colpo, quasi cadendo a terra.
<< Accidenti…! >> Borbottò lui cercando di bloccare l’impeto della ragazza. Quindi le mise le mani sulle spalle. << Ciao, Kya. Sono ben dieci minuti che non ci vediamo! >> Commentò sarcastico, quindi le posò una mano sulla testa. << Hai già fatto conoscenza delle nostre compagne di squadra? >>
Kya annuì ammiccando. A dire il vero quando i ragazzi erano entrati gli era sembrato che si fosse isolata un po’ dalle altre, ma perché avrebbe dovuto mentirgli?
Yoshiki ignorò il trambusto dei due amichetti e raggiunse la propria partner, che teneva tra le mani il libro che le aveva passato Momo. << Che leggete? >> Disse sfoggiando un sorriso cordiale.
La ragazza con le lentiggini sussultò quando se lo vide comparire accanto e rispose a tratti:<< Oh, stavo solo sfogliando qualcosa… Penso che ci sia una biblioteca molto più fornita da qualche parte in casa, quindi non ho letto tutto. Non che possa leggerlo tutto ora, ovviamente… >> Agitò il libro dopo averlo chiuso, mostrandolo più volte e alla fine lo abbassò del tutto, sprofondando nell'imbarazzo a causa del suo discorso sconclusionato.
Lui non sembrò farci caso e continuò a chiacchierare, con Momo a prendere brevemente le veci della sua partner in modo che potesse riordinare le idee. Per niente interessati ai libri, invece, Kaoru e gli altri andarono a sedersi dove c’erano le altre ragazze. Aki si mise accanto alla sorella e le mandò uno sguardo rassicurante mentre Hoshi occupò il posto rimanente del divanetto dove erano seduti loro due e cercò di non occupare troppo spazio e allo stesso tempo di fare in modo che non ce ne fosse nel caso qualcuno volesse sedersi alla sua sinistra. Tetsuya e Kaoru rimasero in piedi.
<< Ehm… Ciao! >> Borbottò arrossendo il ragazzo dai capelli rasati, abbassandosi un poco per salutare la sua partner. << Io mi chiamo Kaoru Matsumoto, è un piacere conoscerti! >>
La ragazza con i boccoli sorrise nonostante l'imbarazzo e si alzò per fare un piccolo inchino al proprio partner. << Aiko Mori, e… Lo stesso vale per me! >>
Quell'ultima frase suonò più come una domanda che come una affermazione, ma Kaoru non ci fece caso, troppo imbarazzato e confuso per pensare ad altro; era rimasto incantato dal volto della ragazza, e quando poi aveva avuto l'occasione di guardarla meglio in uniforme non riuscì a fare a meno di pensare a come si abbinassero bene i loro vestiti; in un certo senso lo fece sentire speciale.
In effetti, tutti avevano notato come le loro uniformi fossero molto simili: la camicetta azzurra spezzava subito con la gonna nera, ma le scarpe a stivaletto e il fiocco rosso che pendeva dal colletto si abbinavano chiaramente a quelli delle uniformi maschili; sulla gonna poi comparivano delle righe parallele dello stesso colore delle piastrine dei ragazzi, e sembrava che l’uniforme femminile avesse un altro pezzo al posto della giacca maschile che in quel momento solo Momo stava indossando, una mantellina nera decorata con dei ricami di bronzo da legare attorno alle spalle.
<< Oh, prego, siediti! >> Esclamò Aiko rendendosi conto di essere rimasta a fissarlo senza offrirgli il posto. Kaoru fu restio a sedersi subito accanto alla sua partner, non volendo darle fastidio, ma lei insistette e allora il ragazzo finì per sederle accanto.
<< Di che stavate parlando? >> Domandò alla ragazza, cercando di infrangere la barriera di imbarazzo che li separava nonostante fossero così vicini.
<< Sentakami ci stava raccontando come funzionano i valori di compatibilità e perché potremmo essere risultati noi tra tutti i più adatti a pilotare. >> Rispose cordiale Aiko, nel tentativo di superare l'imbarazzo a sua volta. Suzuko rideva sotto ai baffi quando l'attenzione si fu spostata su di lei; la scenetta tra i due partner sembrava divertirla, ma si ricompose all'istante.
<< Sul coupon che ci hanno consegnato all'arruolamento c'era scritto che i valori più alti permettono alla coppia di lavorare meglio. >> Disse con voce ferma. << Però io ho studiato qualche cosa di più: inizialmente i ragazzi che venivano scelti per diventare Parasite venivano sottoposti a cure speciali per migliorare i loro livelli di compatibilità, quindi questi valori venivano in qualche modo sviluppati dall'uomo. Dopo mille anni di civilizzazione e l'abbandono di queste tecniche, il gene che predisponeva alla connessione è scomparso, diventando rarissimo. In un certo senso, è come se noi avessimo conservato quel gene, forse lo abbiamo ereditato dai nostri genitori oppure è rimasto latente per generazioni… Fatto sta che è grazie a quello se noi siamo qui ora! >>
Kaoru rimase senza parole di fronte alla vasta conoscenza della sua compagna di squadra. << Dove hai imparato tutte queste cose? >>
Suzuko si schiarì la voce e sorrise con un po' di orgoglio mentre al gruppo si aggiungeva anche Momo e prendeva una sedia per mettersi accanto a Hoshi. << A casa mia ci sono un sacco di libri che trattano l'argomento da tutti i punti di vista possibili, storia, biologia, geografia… Mi piace curiosare su tutto ciò che riguardi i FranXX e gli Stridiosauri… A proposito, lo sapete che noi piloteremo proprio degli Stridiosauri? >>
Kaoru spalancò la bocca incredulo e si sporse dal proprio posto sul divanetto. << Piloteremo gli Stridiosauri?! >> Chiese incredulo. << Quelli che sono venuti fuori dal mare? >>
<< Sì, loro. Cosa pensavi che avremmo fatto? >> Intervenne Tetsuya.
Kaoru si imbronciò prima di rispondere. << Pensavo che avremmo pilotato dei FranXX, come nell’antichità. >> Spiegò leggermente spaesato.
<< Ma no! >> Fece Yoshiki dall’altra parte della stanza, unendosi assieme a Naho al gruppo, seguiti poco dopo da Kya e Ryo. << I FranXX sono fuori produzione da un sacco di tempo. Non avrebbero potuto costruirne di nuovi in così poco tempo, e non avrebbero avuto nessun modo per alimentarli. >>
Kaoru sbuffò e poggiò la testa sul retro del divanetto. << Con la tecnologia che abbiamo, avrebbero potuto trovare una soluzione… Non credi, Ojizaki? >> Borbottò. Sembrava veramente ansioso di poter pilotare un FranXX e ora quei discorsi lo avevano abbattuto.
<< Può darsi… >> Continuò Yoshiki. << Ma non si tratta solo di una questione pratica. I FranXX si ricavano dai corpi degli Stridiosauri, e l'umanità ha da tempo abbandonato quella filosofia. >>
Naho annuì. << Sarebbe disumano sottoporre a quel trattamento gli stessi esseri che mille anni fa ci concessero di lottare per la nostra libertà. >>
Il silenzio calò sulla stanza dopo che tutti si furono resi conto di quello che stesse accadendo; le loro vite stavano venendo capovolte completamente e con molte probabilità non sarebbero più tornate quelle di prima. Avrebbero dovuto difendere il mondo da un’invasione aliena, facendo squadra con persone che neanche conoscevano, prendendo parte a una vera e propria guerra. Erano solo dei ragazzini, per quale motivo tutto questo peso doveva gravare su di loro? Sarebbero riusciti a lottare per la loro libertà, come era successo mille anni prima?
Per interrompere quel silenzio destabilizzante, Aiko si schiarì la voce e pensò in fretta a qualcosa da dire:<< Ehm… Dite che riusciremo veramente a pilotare gli Stridiosauri? >> Si rese conto che non fosse l'argomento più adatto, proprio dopo che tutti quanti avevano cominciato a preoccuparsi, ma ormai lo aveva detto e decise comunque di esternare i suoi dubbi. << La connessione… Ammetto che mi fa un po’ paura. >>
<< La connessione è difficile da raggiungere se non c’è un buon equilibrio tra i due partner. >> Intervenne Suzuko. << E in caso contrario può essere dolorosissima per la femmina. >>
Momo sospirò in risposta a quelle parole. << Come al solito, tocca a noi ragazze soffrire… >>
Ci furono delle risatine sommesse tra le ragazze nella stanza, poi qualcuno mise una mano sulla spalla di Momo, facendola voltare: era Kya, che finalmente aveva mollato il braccio di Ryo.
<< Se lavoriamo bene tutti insieme non avremo problemi di questo genere! >> Disse con il suo sorriso pieno di positività. Momo la fissò un po' perplessa, ma poi sorrise.
<< Nakamura ha ragione. >> Disse Suzuko alzando lo sguardo. << Dovremmo lavorare sul rafforzare i nostri legami. E' questo a cui si riferiva il signor Hachi, e credo che sia proprio per questo che d'ora in avanti vivremo tutti assieme in questo dormitorio… >> Si sporse un poco al proprio posto e fece girare lo sguardo tra tutti i presenti. << Che ne dite se cominciamo con il presentarci meglio? >>
La stanza rimase in silenzio per alcuni istanti, bloccata nell'imbarazzo che non tutti ancora avevano superato. Tecnicamente, già all'interno delle stanze erano avvenute delle presentazioni tra tutti i Parasite, per non parlare della cerimonia tenuta neanche un'ora prima. Tuttavia Suzuko aveva ragione: imparare a convivere era molto importante nella loro situazione e quello poteva essere un primo passo per abbattere le barriere che continuavano a impedirgli di conversare normalmente.
Fu Kaoru a prendersi di coraggio, battendo le mani e alzandosi dal proprio posto.
<< D'accordo! inizio io… >>
Gli sguardi conversero tutti su di lui; chi era in piedi non dovette nemmeno alzare lo sguardo, visto che il ragazzo non era molto alto. Improvvisamente Kaoru si rese conto di quanto coraggio ci volesse a fare il primo passo in quella situazione, e una volta sentiti su di sé gli occhi di tutti quanti provò un forte imbarazzo e perse tutta la sua freddezza.
<< Mi chiamo Kaoru Matsumoto, se qualcuno non lo avesse ancora afferrato. >> Mormorò con voce tremante, mascherando una risatina. << Eh… Vengo da un paese di campagna non troppo lontano dalla città e mi sono arruolato perché credevo di poter davvero fare la differenza, diversamente da quello che sarebbe successo se fossi rimasto a casa. >> Inizialmente non sembrava per niente sicuro di sé, ma con il passare dei secondi recuperò un po' di confidenza e fu in grado di concludere senza annodarsi la lingua.
<< Che significa "quello che sarebbe successo"? >> Chiese quasi subito Momo sporgendosi dalla sua sedia. Kaoru si girò verso di lei, felice di potersi spiegare meglio.
<< Se non mi fossi arruolato non avrei avuto l'occasione per dimostrare ciò che posso fare. >> Continuò. << Sarei rimasto in campagna e avrei finito per fare il lavoro dei miei genitori, coltivando la terra e prendendomi cura degli animali. Ma… Io voglio fare altro. Sento di essere destinato a qualcosa di più di questo, e questa era la mia occasione per dimostrarlo! >>
<< I tuoi genitori erano contrari al tuo arruolamento? >> Chiese Tetsuya che se ne stava con le braccia incrociate. Kaoru strinse le spalle.
<< Eh… Non proprio. >> Borbottò. << Speravano che non venissi scelto, ma questo solo perché erano preoccupati… Penso che sia una buona cosa, ma ora ho l'occasione di prendermi cura di me senza interferenze! >>
<< Ci prenderemo tutti cura l'uno dell'altro. >> Aggiunse Suzuko con un sorriso rassicurante. Quella frase fece crescere nuovamente l'imbarazzo nel gruppo; era strano comportarsi come se ci si volesse già bene quando ancora sapevano a malapena i loro nomi.
Ignorando quella sensazione, Aiko raddrizzò la schiena e gonfiò il petto per farsi notare. << Ora tocca a me, giusto? Visto che sono la sua partner… >> L'intraprendenza con cui aveva preso la parola svanì quasi subito, ma proprio da Suzuko arrivò l'incitazione che le serviva per continuare e Aiko sorrise ancora di più per combattere l'ansia.
<< A dire il vero, non ero molto sicura di questa scelta… Non penso che la vita militare faccia per me, ma… >> Si guardò intorno e improvvisamente sentì un forte disagio, come se non sapesse più se meritare di stare lì con gli altri. << Ma sentivo che fosse la cosa gusta da fare, anche se era solo una cosa piccola come presentarmi all'arruolamento. Volevo fare la mia parte per aiutare la gente, ma non avrei mai pensato di essere scelta tra tanti candidati! >>
Probabilmente quasi tutti i ragazzi della squadra potevano dire la stessa cosa; le probabilità di essere scelti erano scarsissime, eppure tra migliaia di candidati erano venuti fuori loro. Veniva da chiedersi quanto il caso fosse dalla loro parte e non si potesse parlare di qualcos'altro.
La ragazza si ammutolì rapidamente e rimase a fissare un punto indefinito davanti a sé, lasciando il turno a qualcun altro. Un'altra cosa che non aveva detto, ma che era stata compresa da tutti ormai era che Aiko fosse estremamente timida; sembrava la tipica ragazza gentile e graziosa, sempre pronta ad elargire un sorriso agli altri, ma che a fatica riusciva a incrociare lo sguardo delle persone. Kaoru stesso poté testare quella sua qualità quando, cercando di farla sentire più a suo agio, le rivolse un sorriso rassicurante, ottenendo che la ragazza si coprisse il viso con le mani, diventando rossa per l'imbarazzo.
<< Vado io. >> Disse Suzuko alzandosi e dando una piccola pacca sulla spalla di Aiko per farle scaricare la tensione.
<< Il mio nome è Suzuko Sentakami. >> Annunciò la biondina, che sembrava star cercando di rendersi più alta possibile. << Il motivo per cui mi sono arruolata è stato perché volevo dimostrare di valere più di quanto gli altri credessero; ho sempre pensato di essere destinata a fare qualcosa di grande e non ho esitato a prendere parte al programma Parasite. Potrei suonare un po' presuntuosa dicendo questo, ma è la verità… >> Sorrise ironicamente, e con lei anche gli altri si ritrovarono a sogghignare. In particolare, Kaoru sembrò molto divertito e si dondolò sul divanetto.
<< Sono una persona molto precisa, quindi potrebbe capitarmi di perdere le staffe con qualcuno di voi; vi chiedo perdono in anticipo se ciò dovesse accadere. >> Concluse Suzuko con un leggero inchino. Ci furono altre risatine, ma in questo caso la ragazza era completamente seria. Poi si girò verso il proprio partner e lo guardò come se fosse un suo vecchio amico. << Spero che riusciremo a formare una bella squadra, Maruyama. >>
Ancora prima che Tetsuya potesse rispondere in qualche modo, Yoshiki intervenne attirando l'attenzione su di sé:<< Questa cosa ti sta molto a cuore, vero? >>
Suzuko si voltò verso di lui con sguardo corrucciato, ma rispose con tono cordiale. << Prendo le cose molto seriamente: dalle nostre azioni verrà deciso il futuro del mondo! >> Qualcosa nella sua risposta sembrò voler pungere il ragazzo che aveva parlato, ma se le sue parole lo avessero scalfito o meno non fu percepito.
Yoshiki si limitò a stringere le spalle e sorrise. << Infatti sono completamente d'accordo; mi piace la tua grinta! >>
L'espressione di Suzuko si addolcì e la ragazza sembrò soddisfatta, poi tornò a guardare il proprio partner che era stato colto di sorpresa dall'intervento dell'altro ragazzo. Tutti quanti stavano aspettando un suo commento, ma lui non sapeva che dire quindi si schiarì la voce e rispose:<< Anche io non vedo l'ora di lavorare con te… E con tutti voi! >>
Tetsuya si girò a guardare i suoi compagni di squadra e mentalmente fece la conta di quelli cui ricordava già i nomi: Hoshi e Yoshiki, i suoi compagni di stanza, poi Kaoru che si era appena presentato e le ragazze Aiko, Momo e Suzuko. << Sembrate tutti delle persone interessanti, sarà importantissimo imparare ad andare d'accordo con voi! Sapete, ho sempre sognato di arruolarmi nelle forze dell'ordine e speravo di riuscire ad entrare a far parte di qualche corpo speciale in cui avrei potuto fare la mia parte, ma le doti del singolo non valgono niente se non c'è un buon legame con il resto della squadra… >> Si mise una mano dietro al collo e sorrise imbarazzato, mentre finalmente riusciva a trovare qualcosa di cui parlare.
<< Direi che ci sei entrato eccome in un corpo speciale! >> Commentò Kya, prendendolo alla sprovvista.
Tetsuya rise, e anche gli altri sembrarono concordare. << Più o meno! >> Disse. << Ma non mi aspettavo di arrivarci così presto. >>
Ci furono altre risate, ma si spensero gradualmente. Kya sorrise in un modo strano, compiaciuta, e poi Tetsuya tornò a rivolgersi alla sua partner. Il ragazzo provò un po' di imbarazzo a sentirsi gli occhi delle due ragazze addosso, quasi come se stessero cercando di dirgli qualcosa senza che gli altri se ne accorgessero; specialmente Suzuko, sembrava completamente persa nei propri pensieri.
Una voce si levò tra le risate che andavano scemando e questa volta non si alzò nessuno dal proprio posto:<< Io vengo dalla città, ma vivo in un quartiere della periferia molto affollato e… >> La ragazza che aveva parlato si interruppe un momento come se volesse riformulare la sua frase, ma poi decise di cambiare del tutto argomento. << Mi chiamo Momo Sakei, sono cresciuta occupandomi dei miei fratellini e aiutando i genitori un po' in tutto, visto che sono molto occupati con il lavoro… A dire il vero avevo paura di venire scelta per pilotare perché avrei dovuto lasciare la mia famiglia e questo avrebbe significato un grosso cambiamento per la mia famiglia, e per questo non ho voluto arruolarmi… Ma mia nonna mi ha convinta a farlo lo stesso. Dice che sono brava a prendermi cura degli altri e che so molte cose, e quindi avrei dovuto… >> Momo sorrise imbarazzata e abbassò lo sguardo come se si fosse appena ricordata qualcosa.
<< Scusate, parlo un po' troppo. >> Disse scuotendo la testa e aggiustandosi le pieghe della gonna. << Comunque, spero di riuscire a fare un buon lavoro e poter fare amicizia con tutti voi. >>
<< Sono sicura che andrai alla grande! >> Disse Naho alle sue spalle; sembrava aver già fatto amicizia con lei. Momo si girò con sorpresa verso la ragazza, poi tornò a guardare davanti a sé e assunse un'espressione difficile da decifrare, contenta ma allo stesso tempo triste.
Ci fu silenzio per un po'. Sembrava che avessero tutti finito di presentarsi, ma dopo pochi istanti fu chiaro che tutti stessero aspettando le parole di Hoshi; tutti, tranne lui stesso, che infatti sembrava distratto e guardava il vuoto mentre se ne stava seduto al suo posto in quella posizione rigida e le braccia incrociate.
Momo gli diede una gomitata per svegliarlo e lui sobbalzò. Si voltò prima verso di lei a guardarla contrariato; stava per dirle qualcosa, ma poi si accorse degli sguardi fissi su di sé e capì che era arrivato il suo turno.
Si schiarì la voce e cercò di farsi notare il più possibile. I ragazzi si chiedevano cosa avrebbe detto ora, visto che prima aveva ammesso di non aver mai voluto arruolarsi, eppure adesso sembrava così calmo.
<< Sono Hoshi Kondō. Io mi sono arruolato perché volevo difendere il pianeta. Il fatto che ognuno faccia la propria parte è molto importante in questa situazione, e penso che servano le persone giuste per eseguire questo lavoro… E mi piace pensare che i signori Hachi e Nana abbiano preso le migliori! >>
Il tono di voce del ragazzo era completamente diverso da prima, così come il suo sguardo: i respiri affannosi erano andati via e quel piagnucolare che aveva messo in mostra prima sembrava un lontano ricordo nella mente dei ragazzi. Adesso Hoshi era sicuro di sé e ottimista; era alquanto bizzarro vederlo così, dopo la scenata che aveva messo in mostra sulle scale. Anche le sue parole avevano cambiato completamente significato e sembrava quasi contento di quella situazione.
<< Sono delle belle parole. >> Disse Momo sorridendogli. << Grazie. >>
Hoshi si girò in modo meccanico verso la sua partner e riuscì a mostrarle un sorriso. Per un momento la sua maschera di gentilezza cadde e si poté notare quanto fosse a disagio anche solo a parlare con lei, ma nessuno ci fece caso.
Dopo di lui, Yoshiki si fece avanti. Aveva un aspetto tetro, ma dal linguaggio del corpo e dalle espressioni del viso non arrivava alcun segnale di ostilità; le sue parole, poi, erano cordiali e selezionate con cura.
<< Io sono Yoshiki Ojizaki. Forse qui sono l'unico a non avere dei genitori felici del mio arruolamento, ma è proprio per questo che sono qua. >>
<< In che senso? >> Domandò Tetsuya, che non aveva ancora avuto modo di conoscere meglio il suo compagno di stanza.
<< La mia famiglia è una delle più influenti della città, mio padre è un grosso investitore e sin da quando ero bambino ho sempre dovuto raggiungere delle aspettative in tutto per non rovinarne la reputazione. Ho ricevuto un’educazione elitaria, seguito dai migliori insegnanti privati, vivo in una reggia e con le mie capacità ho già praticamente assicurato un lavoro come dirigente nell’azienda di famiglia, quando mio padre si ritirerà… Ma a me di tutto questo non importa un bel niente. Non mi interessano i soldi, l’azienda e il suo buon nome. >> Mentre spiegava la sua situazione, Yoshiki sembrò farsi più aggressivo, come se avesse di fronte le stesse cose che stava elencando e che odiava tanto.
<< Di sicuro non gli piace tirarsela! >> Sussurrò sghignazzante Kaoru rivolgendosi ad Aki, che soffocò una risatina mentre Yoshiki continuava sperando che non li avesse sentiti.
<< Mi sono arruolato di nascosto dai miei genitori. Volevo essere padrone del mio destino, per una volta nella vita. >> Disse con tono deciso. << Magari vi sembrerà stupido. Perché uno come me, che ha un futuro assicurato e una vita piena di agi, dovrebbe rischiare tutto quanto per un capriccio? >>
Yoshiki abbassò lo sguardo. << Ho fatto tutto questo per indispettire mio padre, ma è la mia scelta! E' molto più complesso di così e non sono sicuro di poterlo esprimere a parole, ma ora che sono qui andrò fino in fondo! >>
Nella stanza calò il silenzio. I sorrisetti di Kaoru e Aki erano svaniti dopo che Yoshiki aveva concluso la sua presentazione e nessuno sembrava avere il coraggio di ribattere a quelle parole. Poi però Naho prese la parola.
<< Io non credo che sia stupido. >> Disse accarezzandosi la treccia blu che le scendeva lungo la spalla sinistra. << Cosa c'è di male nel voler vivere la propria vita? >>
Yoshiki sorrise, ma non disse niente. Vedendolo a quel modo, le venne spontaneo sorridergli in risposta, ma non sapeva se le sue parole lo avessero rallegrato un po'.
<< E… >> Questa volta a parlare fu Momo. << Come hanno reagito i tuoi genitori, quando hanno saputo che eri stato scelto? >>
Ecco una domanda che tutti quanti avrebbero voluto fare, dopo aver sentito la storia del ragazzo. Sul volto di Yoshiki comparve un sorrisetto compiaciuto e cominciò a spiegare:<< Ovviamente, mio padre era furioso. Diceva che avrebbe fatto causa all’I.P.U. per avermi plagiato o qualcosa del genere, e se avesse avuto il potere di cancellare il mio nome dalla lista lo avrebbe fatto senz’altro. Odia che i suoi piani vengano messi in discussione, l’idea di non potermi più controllare deve avergli tolto il sonno… Ma ho fatto le cose per bene, mi sono iscritto in segreto e quando ha ricevuto la notizia è stato un piacere vedere il suo piccolo mondo andare in pezzi. >>
<< Come hai fatto? >> Chiese Ryo perplesso. << All'arruolamento era necessario essere in compagnia di un adulto la cui identità fosse accertata. Come hai fatto a presentarti? >>
Yoshiki rispose con sicurezza. << Ho costretto un maggiordomo a seguirmi e poi gli ho fatto giurare di non farne parola con i miei. >> Era estremamente compiaciuto di essere riuscito a sfruttare la propria posizione per venirne fuori e si poteva vedere benissimo nel suo sguardo.
Dopo la sua presentazione, Yoshiki si era mostrato molto meno intimidatorio di quanto sembrasse, ma aveva fatto intendere di essere capace di ingegnarsi per ottenere ciò che voleva. Forse quel tratto lo aveva preso proprio dai suoi genitori, oppure era stata la prima e unica volta in tutta la sua vita che si era ribellato alla famiglia, e per questo ne andava così fiero…
<< E tu? >> Chiese poi voltandosi di nuovo verso la sua partner.
Naho fu colta alla sprovvista quando fu interpellata e cominciò a balbettare, toccandosi ancora di più le trecce. << Io… Non ho una storia interessante come la tua, tanto per cominciare… >> Rise per cercare di rendere quella situazione meno imbarazzante, ma si vergognò ancora di più. << Sono solo una ragazza curiosa a cui piace leggere, molto attenta ai dettagli e un po’ distratta. Mi chiamo Naho Fukuda e spero di poter fare amicizia con tutti voi! >>
La presentazione di Naho fu così breve che tutti quanti rimasero con un sacco di domande in testa. Fu Suzuko ad esprimere i pensieri dei suoi compagni di squadra:<< Perché ti sei voluta arruolare? >>
Naho ci pensò un po’ su picchiettandosi la punta dell’indice su un labbro prima di rispondere.
<< Volevo un’avventura! >> Rispose con un sorriso affabile, un po' imbarazzata.
Qualunque altra domanda avessero i ragazzi, quella risposta li lasciò spiazzati e rimasero a rimuginare su ciò che aveva detto Naho. Accorgendosi del crescente imbarazzo della sua partner, Yoshiki cambiò rapidamente argomento e chiamò i due fratelli, Aki e Rin:<< E voi due? Non avete detto molto da quando siamo entrati… >>
Sembrava che fino a quel momento avessero cercato di non dare nell'occhio, perché quando gli sguardi si furono fissati su di loro, i due fratelli iniziarono ad agitarsi. Si girarono l'uno verso l'altra ci misero un secondo prima di aprire la bocca simultaneamente, iniziando a parlarsi uno sopra all'altra e incespicando tra le loro parole. Alla fine si misero a litigare per darsi la precedenza a vicenda.
<< Parla prima tu. >>
<< Va bene. >> Disse alla fine Rin dopo aver passato una decina di secondi a bisticciare su chi dovesse cominciare. Prese una boccata di ossigeno e cominciò a parlare con uno sguardo più sicuro di sé:<< Il mio nome è Rin Kawakami. Mi sono arruolata per servire l’umanità con tutto ciò che ho, ma… Ho sempre voluto conoscere i leggendari Nana e Hachi. >> Si portò una mano all'altezza del petto e sorrise. << Sono due figure della nostra storia che ho sempre ammirato e penso che siamo molto fortunati a poterli avere ancora qui per guidarci. >>
Aki rimase impassibile mentre sua sorella mentiva di fronte a tutti i loro compagni di squadra riguardo alla loro situazione: a dire il vero non si erano preparati prima su cosa dire e non avevano nemmeno discusso dell'idea di rivelare tutto ai loro compagni di squadra, quindi non era sicuro di cosa avesse deciso Rin. Tuttavia era sorpreso di come fosse riuscita a mentire tanto facilmente.
<< E’ vero. >> Intervenne Suzuko voltandosi a guardare Aiko per poi far girare lo sguardo a tutta la stanza. << Nana e Hachi sono due persone squisite, proprio come me le immaginavo. Non vedo l’ora di scoprire cosa hanno da insegnarci! >>
Dopo aver ascoltato l'intervento di Suzuko, Aki decise di stare al gioco della sorella e non dire nulla, quindi passò a presentarsi da programma. << Io invece mi chiamo Aki Mizuru. Non conosco ancora i miei obiettivi… >> Iniziò con molta incertezza; non aveva pensato per niente a cosa raccontare perché non credeva che si sarebbe ritrovato a mentire in modo così spudorato. << Voglio solo creare dei forti legami con tutti voi e spero di poter diventare un grande eroe! >>
Gli altri guardarono Aki con perplessità. << Ti sei arruolato a un programma simile perché volevi fare amici? >> Chiese Yoshiki tenendo le braccia incrociate. << Non hai nessuna aspirazione, a parte quella di diventare un eroe? >> Aveva uno sguardo giudicatore stampato in viso e non sembrava particolarmente contento di sentirsi quella che puzzava tanto di bugia.
Aki si fece minuscolo sul divanetto e la sua mente iniziò a cercare una giustificazione per quella sua mancanza di motivazione, ma Kaoru arrivò in suo aiuto parlando ad alta voce e attirando tutta l’attenzione su di sé.
<< Per me è abbastanza! >> Disse dando un colpo sul bracciolo del divanetto, che però era più rigido di quanto si aspettasse e gli fece male alla mano. Aiko non riuscì a trattenere una risatina per quella scena.
<< Scusa! >> Disse la ragazza cercando di soffocare le risate. << Ti sei fatto male? >>
Imbambolato, Kaoru mostrò la mano dolorante e mormorò. << No, non è niente… >>
Aiko gliela prese ed esaminò la sua pelle arrossata, quindi tornò a ridere scusandosi ancora una volta, portando anche il ragazzo a ridere. Quella situazione fece distrarre i membri della squadra da Aki e Rin e altre risate riempirono la stanza mentre i due fratelli si potevano finalmente rilassare.
<< Oh, ora tocca a noi! >> Esclamò Kya smettendo di ridere e tirando il proprio partner da un braccio per posizionarsi dove tutti avrebbero potuto vederli.
<< Mi chiamo Kya Nakmura e questo qua è Ryo! Siamo uniti praticamente da sempre e il nostro sogno è pilotare insieme uno Stridiosauro! >> Iniziò tirando strattoni al suo amico a ogni parola. Lui sembrava essere totalmente in balia della sua partner, ma alla fine riuscì a bloccare Kya spingendola malamente con una mano, conquistandosi un attimo di respiro.
<< Mi sono arruolato perché ho sempre desiderato proteggere le persone a cui tenevo… Se riuscirò a ottenere il potere per farlo, sarò veramente felice! >> Disse il ragazzo tappando la bocca alla sua amica. << Ma è stata una sorpresa scoprire che anche tu ti eri arruolata. >> Disse poi voltandosi verso di lei, lasciandola finalmente respirare.
Kya sbuffò e si imbronciò. << E perché? >> Chiese contrariata.
<< Credevo che sognassi una vita molto più… Tranquilla. >> Rispose Ryo stringendo le spalle.
Kya assunse un'espressione sdegnosa, ma poi rilassò il viso e si fece più seria. << Bé, hai ragione su questo, ma… Quando ho visto in televisione l'annuncio del signor Hachi, ho avvertito quanta emozione stesse mettendo nelle sue parole… E ho sentito il dovere di fare la mia parte! >> Si girò verso una finestra e sospirò.
Hiro si schiacciò una mano sulla guancia osservando la propria partner con mistero. << E' comunque strano. >> Mormorò. << Sapete, è anche molto pigra! Per questo non riesco proprio a immaginarmela in questa situazione. >> Ghignò, suscitando l'ilarità di alcuni compagni di squadra e scatenando l'ira di Kya.
<< Che cosa hai detto?! >> Esclamò lei voltandosi. Allungò le braccia e cominciò ad agitarle nel tentativo di colpire Ryo mentre questo le tratteneva i polsi.
<< Ti sto solo presentando in modo onesto ai nostri nuovi compagni! >> Disse lui nel bel mezzo della lotta, mostrando un grande ghigno compiaciuto.
<< Allora forse dovremmo parlare anche del tuo piccolo vizietto! >> Ribatté la ragazza afferrando la testa di Ryo e tirandogli i capelli. Adesso era il suo turno per ghignare, mentre lui si lamentava e chiedeva pietà.
Dalla loro lotta scaturirono le fragorose risate della squadra e dopo qualche momento i due amici furono contagiati dall'allegria degli altri e smisero di farsi i dispetti. Kya stessa cominciò a ridere mentre passava le mani in testa a Ryo e finì per poggiarvi la fronte, come a reggersi per non perdere l'equilibrio a causa delle troppe risate. La squadra avrebbe dovuto abituarsi a quel loro modo di fare irruento, perché per loro era la norma stuzzicarsi a quel modo.
<< Siete davvero strani voi due… Ma capisco anche perché siate finiti assieme. >> Disse Yoshiki costringendosi a smettere di ridere e continuando a guardare i due ragazzi con un sorrisetto.
<< Che vuoi dire? >> Chiese Ryo massaggiandosi la testa dopo che Kya lo aveva finalmente lascato andare.
Yoshiki allargò le braccia mentre anche gli altri si tranquillizzavano. << Hachi e Nana hanno detto che i vostri valori di compatibilità erano molto alti, ma non può trattarsi solo di un valore genetico… >> Incrociò le braccia e tornò serio in volto. << La predisposizione genetica è solo una parte della compatibilità tra partner. Ricordate che ci hanno detto di lavorare sui nostri rapporti? Secondo me l'affinità emotiva, chimica e psichica tra i vari soggetti ha un ruolo molto più ampio! Costruire una relazione senza barriere, come la vostra, deve essere uno dei punti principali per far crescere i nostri livelli di compatibilità. E voi partite con un vantaggio, su questo punto di vista. >>
L'espressione perplessa di Kya divenne di pura gioia quando sentì quella cosa e strinse forte il suo partner. Tra gli altri membri della squadra ci furono reazioni diverse, nonostante i più fossero concentrati sui due partner che avevano quella fortuna; Aki e Rin si lanciarono degli sguardi fugaci, sapendo già il motivo dei propri risultati, mentre Suzuko sembrò delusa a sentire quella notizia. Poi intervenne Hoshi.
<< E se non ci piacciamo? >> Yoshiki lo guardò sdegnoso da sotto un ciuffo di capelli che gli scendeva sulla fronte e rimase in silenzio. << Se non dovessimo andare d'accordo? Non si possono forzare certe relazioni! >>
Anche gli altri presenti furono perplessi di seguito al commento del ragazzino biondo. La sua partner, Momo, sembrò preoccupata quando sentì quelle cose; dal suo sguardo sembrò voler dire qualcosa, ma fu frenata dalla veemenza con cui Hoshi espose quelle sue idee.
<< Nessuno può odiarsi all'infinito. >> Disse Yoshiki col tono di chi non intendeva discutere. << Inoltre è difficile cominciare male una relazione, a meno che non la si voglia mandare all'aria sin dall'inizio. Quando si apre il proprio cuore a qualcuno e l'altro fa lo stesso si raggiunge un livello di empatia che permette di abbattere qualunque barriera. >> Mentre diceva quelle cose, il ragazzo lanciò un'occhiata raggelante al suo compagno di squadra, che provò un forte disagio e non disse più niente. L'atmosfera era cambiata rapidamente e le ragazze non poterono fare a meno di sentirsi come se i ragazzi sapessero qualcosa di cui loro non erano al corrente.
Naho sorrise voltandosi verso il suo partner, cercando di raffreddare gli animi. << Sembri uno che sa il fatto suo in questo genere di cose! >>
Yoshiki si rilassò. << Le relazioni sociali sono una delle cose che amo… Dissezionare. Ho letto molti libri sull'argomento, e la letteratura è un campo di prova per la vita reale. >> Non appena il ragazzo ebbe fatto la parola "libri" a Naho si illuminò il volto e divenne improvvisamente più interessata alla conversazione.
<< Comunque a noi non servono tutti questi dubbi! >> Esclamò Kya. La ragazza abbracciò con forza Ryo bloccandolo e poggiandogli la testa sulle spalle. << Sappiamo già tutto l'uno dell'altra e ci vogliamo bene su ogni aspetto! I nostri cuori sono già aperti! >>
Arrivò un sospiro intenerito da Aiko, che alzò lo sguardo sorridendo. << In pratica lui è il tuo darling? >>
<< "Darling"? Che cos'è? >>
Kya allentò la stretta su Ryo e rivolse uno sguardo perplesso alla ragazza mentre per la seconda volta gli sguardi si fissavano su di Aiko, che però questa volta non provò alcun imbarazzo a sentirsi al centro dell'attenzione. << E' una parola antica che si utilizza per rivolgersi all'unica persona che si ama veramente… Come un'anima gemella. >> Spiegò con scioltezza, felice di poter raccontare quella cosa.
In un primo momento nessuno sembrò afferrare cosa volesse dire la ragazza, ma poi Naho schioccò le dita e commentò:<< Ma certo! E' un termine poco utilizzato, ma sono sicura di averla letta in un libro molto tempo fa. >>
Suzuko si unì a lei quasi subito:<< Sì, è vero! Anche a me ricorda qualcosa… >>
Inaspettatamente, tutti i componenti della squadra rammentarono di aver letto quella parola da bambini, ma nessuno riuscì a ricordare esattamente dove.
<< Bé, io la conosco perché è entrata a far parte della tradizione della mia famiglia… >> Riprese Aiko continuando a sorridere. Era di nuovo imbarazzata, ma parlare di un argomento che le stava così a cuore sembrò donarle più fiducia. << E' stata una mia antenata a tenere vivo quel termine e ha fatto in modo di tramandarlo ai figli e ai nipoti. Sapete, nella mia famiglia è stato sempre molto importante rammentare sempre il senso di vero amore. Per noi è… E' una ragione di vita, credo. Se c'è amore si può fare di tutto, e credo che la mia antenata volesse proprio trasmettere questa filosofia. >>
Ryo sorrise vedendo la ragazza che arrossiva timidamente dopo aver parlato di una cosa così personale. Anche Kya sorrise e tornò a stringere con forza le spalle del ragazzo. << Anche io amo il mio Ryo! Ehi, posso chiamarti darling d'ora in poi? >> Disse gioviale, continuando a strapazzare il ragazzo.
<< No, ti prego! >> Gemette lui cercando di nascondersi il volto tirandosi su il colletto della divisa.
<< Eh? Ma perché no? E' una parola così bella! >> Protestò lei strattonandolo ancora. Tutto a un tratto Ryo era diventato rosso dall'imbarazzo; Kya aveva preso il significato di quella parola troppo alla leggera, forse non aveva proprio capito cosa significasse veramente.
<< Avete già visto tutti le vostre stanze? Io credevo che avremmo dormito da soli. >> Disse Suzuko, ignorando per un momento i due "darling" che si strapazzavano.
<< E' molto meglio condividere le stanze per creare spirito di squadra. >> Disse Tetsuya stringendo il pugno.
Suzuko annuì. Sembrava completamente d'accordo, ma rimase pensierosa.
<< Qualcuno ha esplorato un po' la casa, quando è arrivato qui? >> Domandò Aiko agganciandosi all'argomento, guardandosi intorno. << A guardarla così non sembrerebbe niente fuori dal normale, ma mi chiedo che tipo di luogo possa essere… >>
Fu Naho ad alzare la mano, facendosi un po' strada tra gli altri. << Io e Momo abbiamo dato un'occhiata in giro, prima di venire qui… Ma non sembra esserci niente di strano. E' una semplicissima tenuta di campagna, è abbastanza grande per ospitare tutti noi, al secondo piano ci sono altre camere da letto inutilizzate, mentre di sotto sembrerebbero esserci i bagni e le cucine. >>
Kaoru si portò le mani ai fianchi e con aria incuriosita disse:<< Ci sarà qualcosa di particolare in questo luogo per la formazione dei Parasite, o sarà semplicemente un luogo come un altro per farci vivere? >>
<< Mi sembra che i Parasite di un tempo vivessero in strutture simili a questa, per condurre una vita più simile a quella precedente alla scoperta dell'energia magmatica… >> Disse Rin pensierosa. << Quindi, in pratica, è come se vivessimo in un ambiente adatto al nostro sviluppo sereno. >>
<< Insomma, è un posto normalissimo… >> Commentò un po' deluso Kaoru. Da quando l'energia magmatica era stata abbandonata, la vita degli umani era tornata ad essere molto simile a quella di prima, con città all'aperto e abitazioni piccole e verdi. Con gli anni e la sovrappopolazione poi, le città erano cresciute sempre di più e con esse anche i complessi abitativi che ospitavano la popolazione; tuttavia esistevano ancora moltissime abitazioni uguali a quella, non era nulla di eccezionale per il loro tempo. Sembrava che dopo tutti quegli anni non fosse cambiato niente per l'umanità.
<< Che ne dite se andiamo a esplorare un poco? >> Propose Ryo alzando un braccio come un vero leader.
I ragazzi non avevano voglia di restare tutto il giorno seduti lì, per questo furono tutti entusiasti di quell'idea e a poco a poco tutti quanti si alzarono e cominciarono ad avviarsi verso l'uscita.
La tenuta aveva una facciata simmetrica e tempestata da grosse finestre che lasciavano entrare luce sufficiente nelle sale, con una cupola centrale sorretta dal portico in entrata. Sopra al portone principale c'era una scritta che recitava: "MISTILTEINN". Sembrava essere stata aggiunta in un secondo momento, perché l'insegna che la esibiva era di un legno diverso dal resto della casa e le lettere sembravano essere state solamente dipinte sulla tavola.
Sul retro c'era un cortile spazioso contornato da due ali di porticato a colonne bianche con i balconi che vi si affacciavano tutto intorno. La tenuta di Mistilteinn era circondata da un bosco e in lontananza, oltre le cime degli alberi più distanti, si potevano vedere i primi segni della città; erano in campagna, ma non troppo lontani dalla metropoli.
<< Ho saputo che c'è una serra botanica qui vicino. Che ne dite se andiamo a visitarla, più tardi? >> Disse Momo guardandosi intorno e cercando qualche dettaglio interessante nel panorama. I membri della squadra erano sparpagliati in giro davanti all'entrata della casa e si guardavano intorno con aria incuriosita.
<< Il bosco sembra immenso. >> Commentò Hoshi guardando verso la fitta muraglia di alberi che si stagliava poco oltre i confini della residenza, aprendosi solo per lasciar passare il sentiero che li aveva condotti lì. << Non rischieremo di perderci? >>
Tetsuya si avvicinò e gli indicò un paletto poco distante da lì da cui pendeva un cartello. << Ci sono le indicazioni. Andiamo a controllare! >> Disse con calma.
Sul cartello era disegnata una mappa circolare della zona: su di essa comparivano alcune abitazioni e diversi corsi d'acqua sparsi per la zona, assieme a dei sentieri che li collegavano passando tra gli alberi. La geografia di quel luogo sembrava molto più varia di quanto si aspettassero.
<< Questa deve essere la nostra casa. >> Commentò Momo avvicinandosi ai ragazzi e indicando un disegno in alto a sinistra della mappa. << Vedi la forma a "u"? >>
Hoshi allontanò un po' il volto dalla sua partner e annuì. << Sì, e questo quaggiù deve essere la serra. >> Disse indicando un altro punto a destra dove compariva un quadrato circondato da un lago.
Si avvicinarono anche gli altri e quando furono da loro poterono esaminare a loro volta la mappa.
<< Mi sembra un po' troppo grande per essere una serra… >> Commentò Naho, poco convinta.
<< E allora cosa dovrebbe essere? >>
<< Forse si tratta dell'alloggio dei coordinatori. >> Consigliò Suzuko da dietro al gruppetto che si era spinto a guardare il cartello. Pur essendo abbastanza magra da poter trovare uno spazio in mezzo agli altri e infilarsi a guardare da vicino la mappa, preferì rimanere in disparte. << Quando siamo usciti dalla sala delle riunioni abbiamo dovuto attraversare una banchina che passava sopra a un lago, giusto? >>
<< E' vero! >> Si aggiunse Tetsuya. << Il palazzo era costruito al centro del lago. E secondo me i signori Nana e Hachi hanno alloggio da quelle parti. >>
<< Giusto! >> Rispose la ragazza annuendo in direzione del suo partner. << In fondo avranno bisogno di starci vicino per qualunque evenienza! >>
<< Ma se quella è la loro residenza, l'orto dov'è? >> Chiese Aiko un po' disorientata.
<< Deve essere qui vicino. Vedete questi sentieri che si incrociano? >> Disse Ryo alzando un braccio per indicare le stradine tratteggiate che si incontravano sulla mappa. << Potrebbe essere in uno di questi punti. >>
<< Allora che ne dite se andiamo a esplorare un po' il bosco e cerchiamo l'orto botanico? >> Propose Kya piena di vitalità. Il piccolo spazio di terra attorno al cartello si era affollato rapidamente, dopo che tutti quanti vi si erano avvicinati per leggere le indicazioni; dopo la proposta di Kya la squadra si dissipò giusto il necessario per poter comunicare senza doversi respirare addosso, mentre la ragazza che aveva fatto la proposta si era allontanata saltellando. Prima che potesse esserci una risposta dal gruppo, Hoshi si allarmò di colpo.
<< Un momento! Potrebbe essere pericoloso andare in giro da soli per il bosco. >> Commentò sbracciandosi. << Non conosciamo ancora la zona e non dovremmo andare in giro senza sapere dove stiamo andando. >>
Kya lanciò un'occhiata di disappunto al piccoletto con gli occhiali, che si sentì in pericolo.
<< Oh, andiamo! Che cosa potrebbe succederci? >> Esclamò seccata.
<< Chi lo sa? >> Rispose Hoshi facendo un passo indietro. << Il bosco potrebbe essere un parco protetto e potrebbero viverci animali selvaggi, anche pericolosi. >>
<< E secondo te in quel caso ci avrebbero lasciato vivere qui? >> Commentò sarcastico Yoshiki.
Le paure di Hoshi sembravano irrealizzabili, eppure riuscì a sollevare qualche dubbio su quella proposta. Nonostante ciò Kya rimase della sua idea.
La ragazza sbuffò vistosamente e agitò i pugni in aria, dicendo:<< Bé, io voglio andare a vedere la serra, quindi non m'importa se è pericoloso! >> Stava per incamminarsi lungo il sentiero quando Ryo la afferrò da un braccio per bloccarla.
<< Aspetta, Kya. >> Le disse. << Non voglio che tu vada in giro nel bosco da sola. >>
La ragazza sorrise compiaciuta e gli chiese in tono burlesco:<< E allora perché non vieni con me se ti preoccupi tanto? >>
<< Non è meglio se restiamo tutti insieme, per il momento? >> Ribatté lui non cadendo nella sua trappola.
Mentre i due amici discutevano, Hoshi trovò qualcosa per provare a convincere gli altri a restare là.
<< Naho! Non dicevi che volevi andare a vedere la biblioteca? >>
La ragazza con le lentiggini sembrò nuovamente interessata all'argomento e si voltò verso di lui. << In effetti, la serra potrebbe essere troppo lontana… >> Mormorò incrociando le braccia e portandosi una mano al mento, mostrando di star valutando quell'idea. << Magari potremmo chiedere a Nana e Hachi di accompagnarci la prima volta. >>
<< Giusto! >> Esclamò Hoshi, finalmente sollevato dal fatto che qualcuno condividesse la sua idea. Girò il busto e puntò le mani verso la casa, e con un sorriso invitante disse:<< Allora, entriamo? >>
Non senza qualche mormorio di discussione, i vari componenti della squadra cominciarono ad avviarsi verso l'entrata per tornare a esplorare la casa di Mistilteinn; solo Kya rimase ferma a guardare la facciata dell'abitazione e le schiene dei suoi compagni che si allontanavano da lei, seppur riluttanti. Era delusa, forse perché sperava di fare qualcosa più eccitante di un semplice tour della casa, o forse perché non era riuscita a coinvolgere gli altri.
Ryo si voltò verso di lei e ammiccò. << Andiamo, Kya. Sarà per un'altra volta. >> E offrendole la mano attese che lei gliela prendesse.
La ragazza sorrise con furbizia. Oh, bé! Pensò. Almeno c'era il suo Ryo!
La casa dall'esterno sembrava veramente grande, ma era una volta entrati che i ragazzi potevano rendersi conto di quanto immensa fosse: le stanze da letto ai piani superiori erano molte di più di quanti fossero loro e c'erano due bagni, uno vicino alle stanze e l'altro al piano terra; ai piani inferiori poi le stanze erano incredibilmente spaziose, sembravano non finire mai: la sala da pranzo, la cucina, la sala comune e la biblioteca erano tutte lì, assieme a una piccola infermeria che i ragazzi speravano di non dover mai utilizzare. Per raggiungere la loro destinazione, i ragazzi dovettero attraversare la sala comune e passare attraverso la porta che collegava le due stanze.
La biblioteca si presentava come un'ampia stanza divisa tra due piani e con abbastanza spazio per mettere dei comodi sedili dove poter leggere in relax o delle scrivanie per poter studiare. Alle pareti erano presenti librerie altissime cariche di libri di ogni tipo ordinati secondo genere e titolo, che catturarono immediatamente l'attenzione di Naho.
<< E’ incredibile! Questi libri sono introvabili! >> Disse dopo aver dato un'occhiata agli scaffali. Si sporse per afferrare un libro su uno scaffale più in alto, poi cambiò idea e cominciò a guardarsi intorno per cercare una scala, adocchiandola in fondo alla parete.
<< Non ti piace proprio leggere, eh? >> Commentò sarcastico Yoshiki vedendo con quanta foga la ragazza stava trascinando la scaletta scorrevole per poter raggiungere i suoi libri.
Naho rise imbarazzata sapendo di non essere riuscita trattenersi e posizionò la scala dove le serviva. Lui la aiutò a tenerla ferma. << Potresti dire che sono quello che si definisce un “topo di biblioteca”… >> Disse cominciando a salire, incurante del fatto che ci fosse il ragazzo ancora ai piedi della scala e lei stesse indossando una gonna.
Yoshiki distolse rapidamente lo sguardo imbarazzato e attese che Naho tornasse giù prima di tornare a rivolgerle lo sguardo; quando poté nuovamente alzare la testa, notò che teneva ancora in mano il libro che aveva preso dal salotto, oltre a quello appena raccolto.
<< Quanti libri hai intenzione di leggere? >>
Naho rise di nuovo e scese dalla scala. << Lo so, sono un pozzo senza fondo! >> Ammise aprendo il libro appena preso dalla libreria e sfogliandolo distrattamente. << Però non posso farci niente. Mi piace leggere più di ogni altra cosa, e non posso capire se un libro mi piace se non l’ho prima controllato all’interno. >>
<< No, non era una critica. >> Puntualizzò lui. Non gli dispiaceva quella caratteristica della sua partner. << Mi chiedo solo se tu sia in grado di goderti la lettura con tutta questa foga… >>
<< Assolutamente sì! >> Rispose la ragazza senza staccare gli occhi dalla carta. << Alcune volte vorrei che i libri fossero un po’ più lunghi, che durassero un po’ di più… Ma non posso farci niente. La colpa è mia, che non so mai quando fermarmi! >>
Naho ammiccò in direzione di Yoshiki e strinse i libri al proprio petto come se li volesse abbracciare, poi tornò a sfogliarli e la sua espressione cambiò all'istante; il ragazzo poté vedere il momento esatto in cui la mente della sua compagna di squadra si perdeva tra quelle pagine.
<< Comunque, non riesco mai a concentrarmi su un libro alla volta… >> Spiegò pensierosa sfogliando lentamente le pagine del libro e leggendo con attenzione le righe che più coglievano il suo interesse. << Devo sempre averne due o tre con cui fare a cambio per rimanere attiva. Restare ferma sulla stessa storia per troppo tempo può farti dimenticare come ci si sente a leggerla, mentre se passi da un libro all’altro, ogni volta sarà come iniziare quel racconto da capo! >>
Yoshiki ascoltò rapito la spiegazione di Naho, ma alla fine era troppo confuso per seguire il discorso. Sorrise pur non capendo a pieno il ragionamento della ragazza. << Se lo facessi io, finirei per mischiare tutte le storie assieme… >> Borbottò facendo ridere Naho.
<< Questo posto dovrebbe piacere molto anche a te, Ryo… >> Commentò Kya dando un colpetto al braccio del suo partner, dopo aver seguito un po' lo scambio dei due ragazzi. Si era ricreduta riguardo alla biblioteca: era ancora seccata dal fatto che nessuno avesse voluto seguire la sua idea, ma la vista di quel luogo dall’atmosfera così magica e tutti quei libri alle pareti fecero meravigliare anche lei, che non era mai stata una avida lettrice.
<< Sì, forse troverò qualche libro interessante… >> Commentò distrattamente il ragazzo.
<< Ehi, guardate! >> La voce entusiasta di Hoshi attraversò l’intera stanza e fece voltare tutti; come se avesse fatto una scoperta sensazionale, si piegò su di uno scranno e con occhi scintillanti disse:<< Qua c’è anche una postazione professionale per scrivere! >>
Il ragazzo indico la superficie di legno dove era posato un panno verde prato con accanto una boccetta di inchiostro e una stilografica a forma di piuma di cicogna. Prese un foglio di carta dalla pila ordinatamente riposta dentro a un raccoglitore di legno lì vicino e scarabocchiò qualcosa con la penna.
<< Che forza! >> Esclamò guardando l’inchiostro che si spargeva sulla carta mentre la stilografica scivolava rapida come una lama.
<< Non hai mai usato una penna stilografica? >> Chiese Yoshiki avvicinandosi. Hoshi scosse la testa e gliela offrì. L'aristocratico la tenne in mano un momento prima di avvicinarla al foglio e lasciare la propria firma con una calligrafia elegante.
<< Scrivi molto bene. >> Disse Momo osservando la firma di Yoshiki per qualche secondo.
Yoshiki alzò la penna e gliela porse chiedendole se volesse provare. Lei accettò con un po' di sorpresa e si piegò sullo scranno a scrivere qualcosa mentre lui parlava.
<< Ho dovuto seguire dei corsi di calligrafia noiosissimi per imparare a scrivere perfettamente, quando ero piccolo… Mio padre si è sempre aspettato che la mia scrittura rasentasse la perfezione. >> Aggiunse quell’ultima parte con un po’ di insofferenza nella voce.
<< Se fosse stato mio padre avrebbe perso la testa nel cercare di farmi imparare. >> Commentò con leggerezza Kaoru spuntando da dietro Yoshiki. << Scrivere non è il mio forte in ogni caso. >>
Momo gli passò la penna dopo aver lasciato la propria firma vicino allo scarabocchio di Hoshi e il ragazzo la osservò un attimo prima di afferrarla e disegnare un omino stilizzato con un grande sorriso sul volto. I ragazzi risero vedendo il disegno di Kaoru, assieme alla sua reazione incredula dopo aver provato la stilografica e lasciarono penna e carta sul ripiano mentre una voce di sorpresa li attirava dall'altro lato della stanza.
Rin stava osservando con stupore una libreria che presentava una strana leva metallica a uno dei lati e che adesso si stava muovendo; gli scaffali con i libri si divisero e si allontanarono dalla parete, andando a coprire le altre librerie rimaste ferme finché sul muro non si fu aperto uno spazio bianco di un paio di metri di larghezza.
<< Che hai fatto? >> Chiese Aki modulando la voce. Le aveva quasi urlato contro come si faceva quando ci si conosceva bene, ma nessuno ci fece caso  perché tutti i ragazzi erano concentrati sul misterioso meccanismo nella parete.
<< Non lo so, c’era una leva… Il primo impulso che si ha quando si vede una leva è quello di tirarla! >> Si scusò la ragazza mentre dal soffitto usciva una strana scatoletta che si rivolse verso la parete, mandando un fascio di luce entro i contorni del riquadro bianco; nello stesso momento, le finestre della stanza furono oscurate e i ragazzi si ritrovarono al buio, preoccupati.
Nessuno fiatò per alcuni istanti finché qualcuno non esclamò:<< E' un proiettore! >>
Con un po’ di sorpresa e sollevati dal fatto di non aver rotto niente, i ragazzi cominciarono a curiosare  intorno e Kya notò un piedistallo che si era elevato sul retro della stanza reggendo su di esso quella che sembrava una console dei comandi. La ragazza si avvicinò in silenzio e cominciò a toccare i tasti a caso, osservando la reazione del proiettore alla parete; volume su, volume giù, luminosità, riavvolgimento…
<< Sembra che questo posto sia dotato di tutte le comodità… >> Commentò divertito Yoshiki. << Ma un cinema in una biblioteca…? Non è un po' eccessivo? >>
<< E se si vuole leggere, come si fa? >> Domandò Naho senza aspettarsi una risposta. Aveva ancora i suoi libri tra le mani, ma li aveva richiusi dopo che le finestre si erano oscurate.
<< Non si potrebbe leggere comunque, con questo buio. >> Rispose Kya distrattamente prima di schiacciare un pulsante che inizializzò l’avvio di un film.
La luce si fece più fioca e il proiettore mostrò delle scritte su sfondo nero che si dissolsero rapidamente, poi una forte musica proveniente da degli altoparlanti posizionati ai lati della stanza irruppe nella registrazione e accompagnò il titolo del film selezionato.
<< Non credo che i Parasite avessero film da vedere, ai loro tempi. >> Disse Ryo ad alta voce cercando di sovrastare la musica, ma tenendo lo sguardo fisso sul video.
<< Hachi e Nana devono averlo installato di recente, quando hanno saputo che avremmo vissuto qui. >> Intervenne Aki coprendosi un po' le orecchie per via del volume.
<< Gentile da parte loro! >> Ridacchiò Kya toccando qualche altro pulsante.
I ragazzi rimasero a guardare la registrazione che andava avanti, mostrando i titoli di testa che scorrendo lungo lo schermo riassumevano la trama del film. Nessuno volle dire niente finché Kaoru non prese una sedia e si sedette dicendo con aria eccitata:<< Non ho mai visto questo film. Lo guardiamo? >>
I ragazzi rimasero a guardarlo senza rispondere, facendo andare lo sguardo da lui al proiettore. In realtà avevano tutti voglia di guardare quel film, ma nessuno voleva decidere per il resto del gruppo.
<< Non so se dovremmo… >> Mormorò Aiko facendosi sentire poco sopra la musica del film.
<< Che problema c’è? Hachi e Nana hanno detto di fare come se fossimo a casa. Quale occasione migliore di questa per passare del tempo assieme? >> Rispose Kaoru alzando la testa e facendo dondolare un po’ la sedia su due gambe. Aiko rimase a pensarci un po’, ma non riuscendo a decidere si guardò intorno per cercare i pareri degli altri; finì per posare lo sguardo su Kya, che con un sorriso compiaciuto ruotò una manopola alzando gradualmente il volume del film.
Anche Ryo la vide e sospirò trattenendo a malapena una risata. << Dai, restiamo! >> Disse voltandosi agli altri, e detto questo andò a prendere una poltrona e si posizionò vicino a Kaoru.
Anche Yoshiki andò a prendere una poltrona a due posti e la posizionò vicino a quelle già prese dagli altri due ragazzi; accanto a lui si sedette Naho, che senza farsi notare aveva estratto un altro libro da uno scaffale e adesso si teneva tre tomi stretti al petto con avidità.
<< Ci sediamo anche noi? >> Chiese Tetsuya voltandosi verso Suzuko, che era rimasta in silenzio ad osservare la scena. Lei alzò lo sguardo annuì con un mezzo sorriso prima di cominciare ad avvicinarsi al gruppo alla ricerca di un posto a sedere. Hoshi prese posto accanto a loro su uno sgabello che aveva trovato lì vicino e non disse niente, concentrato sul film.
I fratelli si sedettero per terra davanti a tutti dopo aver trovato un paio di cuscini su cui sedersi, e cercarono di comportarsi come se fosse stato un caso che avessero scelto lo stesso posto a sedere. Erano entrambi tesi, soprattutto Rin, che sobbalzò quando ricevette una pacca sulla spalla da Momo, sedutasi per terra accanto a lei,  dicendole:<< Hai avuto una bella idea! >> Fu grazie a quello che la giovane riuscì a rilassarsi un poco.
Vedendo che tutti si erano seduti, Aiko si aggirò per la stanza alla ricerca di un posto in mezzo a tutti loro; non voleva restare in disparte, ma non voleva nemmeno infastidire gli altri. Kaoru la notò nonostante fosse già stato rapito dal film e si alzò di scatto facendole posto. << Vieni qui. Io vado a prendere un’altra sedia. >> Disse battendo una mano sul posto lasciato libero. La ragazza cercò di rifiutare in qualche modo, volendo dire che si sarebbe presa da sola una sedia, ma per non tirare quella discussione troppo per le lunghe e rovinare la visione del film agli altri accettò.
Tuttavia non volle sedersi fino a quando il suo partner non fu tornato con un’altra sedia per sé, che posizionò accanto alla sua.
Infine, una volta assicuratasi che fosse tutto in ordine, Kya si avvicinò saltellando al gruppo e piombò addosso a Ryo scambiandolo per un cuscino.
<< Ho i tuoi capelli in faccia! >> Protestò il ragazzo con una voce troppo comica per essere preso sul serio, mentre quella rideva incontrollabilmente.
<< Silenzio! Comincia il film… >> Disse qualcuno, poi tutto quello che si sentì nella stanza furono i suoni in uscita dagli altoparlanti e, qualche volta, i respiri emozionati dei ragazzi, che con i loro occhi lucidi condividevano quel momento e cominciavano già a sentirsi a casa.
   
 
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