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Autore: Gaia Bessie    01/10/2021    1 recensioni
I miei pensieri in posa, prendeteli con le pinze.
[Raccolta di Flashfic | Scritto per il Writober (lista pumpNIGHT) indetto dal sito di fanwriter.it | Partecipa alla challenge "Rigurgiti di scrittura" indetta da VigilanzaCostante sul forum "Ferisce più la penna"]
19: Mi dici che sono argento vivo ed illumino la stanza come il sole, quando rido e nemmeno ti so spiegare perché.
C’è un segreto – per ridere bisogna fare ridere, oppure avere tanto da piangere: indovina. Indovini?
Genere: Angst | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Pensées (In posa)
 
I. Inverno, Estate, Inverno
 
[Vino]
 
D’inverno bevo vino rosso, d’estate mi trasferisco al sud: se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui t’avrei sentito, forse te lo avrei detto – che ti ho pensato un po’ troppo per la mia sanità mentale e, annegare sul fondo di un bicchiere, non è servito poi a molto. Ma tu questo, se non lo sai, quantomeno lo immagini e pensi che sia una questione d’aspettative. Come se io, in generale, m’aspettassi mai qualcosa che non sia il rabbocco del bicchiere quand’ho sorbito l’ultimo sorso.
 
D’estate bevo vino bianco, d’inverno ritorno al nord: se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui avremmo parlato, non te l’avrei detto comunque – che passo il mio tempo ad ascoltare Someone you loved e a pensare che, alla fine, il fondo del bicchiere è esattamente quel che è: un fondo e, in quanto tale, è raggiungibile. Cosa non lo è, in questa vita? E tu sai che mi piacciono le scommesse, e sicuramente immagini che avrò scommesso anche su di te (e che ho vinto). Come se io, in generale, m’aspettassi di perdere il controllo anche dopo il quinto bicchiere che mi guarda pulito e scintillante sulla tovaglia decorata a ciliegie rosa.
 
Te l’avrei detto, te lo giuro – che d’estate sono felice e d’inverno mi ricordo dei miei fantasmi – ma, quando mi hai guardata, ho preferito riempire il bicchiere e dirti: preferisco il bianco, lo sai?
Non hai capito, come avresti potuto?
Era settembre ed ero già al nord, con le ossa che piano piano si congelavano e il vino sbagliato nel bicchiere e tu non avevi idea di cosa sarei diventata – un pensiero scompigliato che ti guarda, in posa, dalla cornice di un autoritratto e ti dice: tre mesi sono un po’ tanti, mi verseresti il vino rosso?
 
[300 parole]


 
   
 
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