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Autore: Sakkaku    17/05/2022    3 recensioni
Altra raccolta dedicata ai personaggi originali della mia long. Ogni capitolo sarà una storia a sé, perlopiù breve e leggera, con dei momenti non collegati tra loro o con la storia principale, quindi possono anche essere letti separatamente e da chiunque sia curioso :)
Genere: Fluff, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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- Questa storia fa parte della serie 'Day and Night'
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Riflessioni

 

Il gatto leccava la zampa per poi strofinarsela dietro l'orecchio. Lavava solo la parte destra, come se fosse impossibilitato ad usare allo stesso modo la zampa sinistra. Pareva un paradosso, considerando come riuscisse a piegarsi per lavare il resto del proprio corpo.
“Forse anche gli animali hanno una predisposizione per essere mancini o destrorsi. Chissà se esistono dei gatti ambidestri?” queste domande vagavano per la mente di Dwight.
«Vado a portare Punk dal veterinario»lo avvisò Eric.
«Ti accompagno!» disse il rossiccio.
Il fratello lo guardò sorpreso, ma non fece domande, si limitò ad annuire.

Kirby adorava sonnecchiare sul divano, soprattutto in inverno, quando poteva accomodarsi sulla coperta morbida, che gli ricordava il ventre materno. Come tutti i felini adorava la tranquillità.
Il suo carattere mite, non lo aiutava a comprendere gli altri suoi simili presenti in quella stanza. Soprattutto quello appena arrivato.
Aveva capito che il gatto grigio aveva un'indole aggressiva, tendeva a mostrare apertamente la sua disapprovazione con bassi ringhi gutturali appena si avvicinava qualcuno alla sua gabbia. Inoltre, non smetteva di lanciargli frecciatine per il suo comportamento pacato.
«Smettila di comportarti come una gatta morta.»
«Sono cordiale, non lo faccio con secondi fini.»
«Certo» borbottò Punk «Sei uno stolto, se ti aspetti che ci creda. Siamo entrambi gatti, facciamo qualcosa solo per uno scopo. Ricordati: neanche un cane muove la coda per niente.»
«Sei così cinico» lo rimproverò Kirby «Se fossi più socievole, non avresti problemi con il veterinario.»
«Sciocchezze. Quelli vogliono farci fuori, solo che non l'hai ancora capito.»
Il gatto rosso e bianco scosse la testa.
A volte, aveva la sensazione che il suo padrone lo capisse di più, sebbene parlassero due lingue differenti ed appartenessero a specie diverse.
«Sono sicuro che nemmeno il tuo padrone sopporta questo tuo carattere scorbutico.»
«Ti sbagli! Lui è come me, per questo andiamo d'accordo! Sono gli altri due che dovrebbero sparire. Sono fastidiosi e rumorosi» obiettò Punk.
«Mi ricordano l'amica del mio padrone» sospirò Kirby, pensando alla donna che ogni tanto faceva irruzione a casa strillando.
«È arrivato il tuo padrone» annunciò l'assistente veterinaria avvicinandosi per aprire la gabbia per poterlo mettere nel suo trasportino.

«Quindi sta bene?» domandò Eric preoccupato.
«Deve aver mangiato qualche insetto. Adesso dovremmo addormentarlo, altrimenti non riusciremo a fare gli esami e mettergli una flebo. È molto nervoso» spiegò il veterinario «Si riprenderà sicuramente, potrete tornare a prenderlo per riportarlo a casa tra qualche ora.»
«Posso fare una domanda?» chiese Dwight intromettendosi.
«Certo, mi dica pure.»
«I gatti possono essere ambidestri?»
Eric alzò gli occhi al cielo. Era quello il motivo per cui il fratello lo aveva seguito.
«Ovviamente, ma rappresentano una minoranza, un po' come per noi umani» rispose professionalmente il veterinario.
«Kirby! Mi sei mancato tanto piccolo mio!» una voce fece voltare il trio.
«Ecco a lei signor Mitchell, come sempre il suo micio si è comportato in maniera esemplare» si congratulò la giovane assistente, ma tutta l'attenzione del cliente era focalizzata sul proprio gatto.
«Adesso torniamo a casa e riceverai una ricompensa per essere stato bravo. Va bene, piccolo mio?» gli disse Timothy e il felino emise un miagolio.
«Perché Punk non può essere carino come quel gatto?» si lamentò Dwight.
«Se vuole può accarezzarlo» gli disse Mitchell sorridendogli «Adora essere viziato.»
«Non mi graffierà?» chiese dubbioso il rossiccio avvicinandosi.
«L'importante è non toccargli la pancia o tirargli la coda.»
L'uomo appoggiò il trasportino su una sedia ed aprì lo sportello. Dwight mise la mano e toccò la testa del gatto.
«È stupendo e morbidissimo!» esclamò entusiasta «Possiamo fare cambio?»
«Dwight sei impazzito? Non cambierei mai Punk con un altro gatto» obiettò Eric.
«Mi dispiace, ma Kirby è un componente prezioso della mia famiglia» si scusò Timothy «Arrivederci.»
«Devi sempre farmi fare figuracce» si lamentò Eric.
«Quel gatto è meglio del tuo, ha anche il mio stesso colore» brontolò Dwight «Posso fare la tinta a Punk?»
«Scordatelo! Sei pazzo se credi che ti lascerò fare qualcosa del genere!» affermò il fratello.
Eric uscì dalla clinica veterinaria, seguito a ruota da Dwight.
«Almeno adesso sappiamo che ci sono pochi gatti ambidestri. Quindi è normale che Punk si lava solo a metà» disse il rossiccio «Vedi? Sono stato d'aiuto, le mie riflessioni portano sempre a scoprire cose nuove.»
“Devo ricordarmi di tornare a prendere Punk da solo. Non oso immaginare quale domanda ridicola potrebbe chiedere al veterinario la prossima volta” pensò Eric sospirando.







NdA:
Buonasera!
Questo capitolo doveva chiamarsi: Le domande esistenziali di Dwight, ma sarebbe stato troppo lungo, quindi lo abbreviato con "Riflessioni".
Anche in questa raccolta dovevo far apparire i felini, chi mi conosce lo sa bene, per me sono importanti e ogni volta che posso, mi piace dedicargli un piccolo spazio.
Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento, nonostante la presenza di nonsense, grazie mille a tutti voi per seguire queste brevi avventure!!^^
  
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