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Autore: sallythecountess    23/06/2022    1 recensioni
Alice è una ragazza creativa e stravagante di vent'anni. Sogna di diventare una mangaka e si sta costruendo la sua vita e carriera in Giappone, quando il matrimonio di suo fratello la costringe a tornare a casa, nella piccola città scozzese in cui è nata. Tornare a casa le fa paura, perchè significa affrontare le aspettative deluse della sua famiglia, il fantasma della morte di sua madre, la solitudine e anche Lor, il ragazzo che si è lasciata indietro per cui però non ha mai smesso di provare sentimenti.
Genere: Commedia | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'La ragazza di Tokyo'
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Capitolo
“Che cosa faremo per l’addio al celibato di Dug? Non manca tanto ormai e sono curiosissima di sapere cosa hai in mente…” gli sussurrò la sera dopo, mentre Lor fumava distratto e lui ridendo rispose “cosa faremo noi, tu non sei contemplata…”
Alice alzò il sopracciglio scocciatissima, ma non sapeva cosa rispondere esattamente, quando Lor mettendole una mano sulla testa rispose “Comunque la signora Emily mi ha proibito qualsiasi cosa. Ho una lunghissima lista di cose vietate che, parole sue, farebbero saltare il matrimonio…”
“Addirittura?” ribattè incredula e Lor scuotendo la testa le spiegò serio che Emily si comportava sempre così con Dug.
“…sembra che gli faccia un enorme dono stando con lui. Non hai idea di quante volte lo minacci di lasciarlo per costringerlo a fare qualsiasi cosa…”concluse amaro, abbracciandola all’improvviso. Lor era a torso nudo e Alice indossava una sua camicia aperta, ed erano sul terrazzo perché malgrado tutto odiava fumare dentro casa. Per qualche minuto rimasero ad abbracciarsi, poi lei chiese di vedere la lista di Emily e dopo cinque minuti raggiante disse “Che idiota. E’ una lista semplicissima da eludere!” incuriosendolo.
“C’è scritto niente cose illegali, ad esempio. E’ straordinariamente generico e anche stupido. Molte cose che non sono legali qui, altrove lo sono…” spiegò e Lor si mise a ridere. Le spiegò che aveva pensato che non servisse essere troppo furbi con “uno stupido chef”.
“…e ha pensato male. Possibile che ti conosca così poco? Insomma io avrei incluso migliaia di varianti possibili sapendo di avere a che fare con te, ma lei è stata stupida. Portiamolo ad Amsterdam, Lor…” 
Alice lo fissava entusiasta e lui pensò soltanto che non era una cattiva idea, e che probabilmente gli avrebbe dato anche l’occasione per stare con lei un pochino in più, così chiese “…non c’è scritto nulla sull’andare all’estero? Possibile sia stata così ingenua?” e lei scosse solo la testa facendolo sorridere.
“…e sia, allora. Io devo partire per Parigi domani, perché la mia migliore amica ha la prima possibilità in carriera di prendere una stella e mi ha chiesto di esserci, ma ti lascio la mia carta per organizzare tutto…”spiegò tranquillo, ma Alice fu letteralmente trafitta dalla gelosia. Pensò un milione di domande tutte insieme: chi diavolo era quella donna? Perché diavolo Lor ne parlava con tanto affetto? Era innamorato di lei? E lei sapeva che facevano sesso insieme? E perché non l’aveva mai sentita nominare?
In quel momento, però, mentre Alice si perdeva nelle sue paranoie, Lor tranquillissimo le porse la carta.
“Addirittura?” chiese confusa, ma ancora estremamente sconvolta per la questione dell’amica, e Lor annuì soltanto, e scrivendo qualcosa sul cellulare le disse “…ti ho mandato il pin. Spendi quello che serve, non volo in classe economica e non voglio finire in un ostello o un postaccio!”
“Lor ma sei pazzo? Mi lasci la tua carta e il tuo pin? E se ti derubassi? Se facessi acquisti folli su internet?” gli ruggì un po’ più scortese di quanto non volesse e Lor ridacchiando rispose che se non poteva fidarsi di una persona che conosceva da tutta la vita, non sapeva di chi potesse farlo, ma poi realizzando che era stranamente nervosa, aggiunse baciandola “…usa pure la mia carta per comprare tutta la lingerie e i vestitini sexy che vuoi…”.
Pensava di essere seducente, di averle detto qualcosa di carino e confidenziale, ma Alice rigidissima ribattè che sembrava una specie di sugar daddy offendendolo a morte.
“Io non sono quel genere di donna, cazzo…” ruggì, un secondo prima di alzarsi.
“Che ho fatto? Perché te ne vai?” le chiese perplesso, seguendola dentro casa, ma lei vestendosi inventò che il padre le aveva detto di rientrare presto, lasciandolo a sospirare.
“ti aggiorno domani per la questione del viaggio, ok?” concluse nervosa, ma senza fissarlo negli occhi e Lor provò a prenderle la mano per sistemare le cose, ma lei lo scansò.
“Alis…” provò a dirle, con moltissima dolcezza, ma lei si allontanò e ignorò totalmente lo sguardo languido e dispiaciuto che aveva.
Provò a scusarsi per messaggio per la questione della carta, si disse che probabilmente quella cosa l’aveva offesa, ma Alice continuò a tenerlo a distanza e lui davvero non riusciva a capire. Sembrava si volessero così bene fino a poche ore prima, si erano scambiati affetto, coccole e molta dolcezza, e questo lo confondeva molto. Non ci arrivò minimamente a pensare che fosse la gelosia ad allontanarla, e fu una persona speciale a farglielo capire.
Cristina Arrietti era incredibilmente agitata quella mattina, ma sapeva che l’arrivo del suo chef preferito avrebbe cambiato le cose. Avevano cominciato insieme, era stata sua collega per un po’, ma lui era cresciuto esponenzialmente e lei era rimasta per un po’ sua sous chef. Ora aveva finalmente la prima chance come chef, e ovviamente aveva chiesto a quell’egocentrico biondo di supportarla, perché malgrado tutto Lor era una delle poche persone che gli dava sicurezza in cucina.
Gli lesse immediatamente in faccia che qualcosa non andava, ma lui cercò di essere gentile e meno egocentrico del solito. Eppure, continuava a fissare il cellulare e dopo dieci minuti Cristina capì che doveva esserci di mezzo la famosa Alice e gli chiese cosa avesse combinato.
“Ne parliamo dopo il servizio, ok?” rispose, cercando di essere gentile e mettere davanti i bisogni di quella che da sempre per lui era un incrocio tra una madre e Dug praticamente,ma lei scosse la testa e con il suo bel sorriso rispose “hai litigato con Alice, già? E’ un record questo!” leggendogli in viso la risposta.
Lor le spiegò che “chissà per quale motivo” rispondeva per monosillabi ai suoi messaggi, e che era fredda come un iceberg.
“…e questo prima o dopo averle detto che venivi a Parigi da un’altra?” suggerì un tantino divertita, osservando la sua reazione. Lor stava fissando fuori dal finestrino, e per un secondo aggrottò le sue bionde sopracciglia confuso, e poi ruggì “Cazzo!” facendola ridere.
“Forse sarebbe il caso che le spiegassi chi sono io, no? Altrimenti potrebbe fraintendere…” concluse serena, guidando e lui annuì soltanto. Non era un discorso da fare al telefono, però, perché era lungo, strano e implicava una domanda che probabilmente avrebbe cambiato tutto tra loro. Pensò che la cosa migliore per quelle poche ore distanti, fosse dimostrare ad Alice che pensava spesso a lei, per calmare un po’ il suo nervosismo, ma non funzionò benissimo.
La cara ragazza di Tokyo, infatti, non sapeva come fare a scoprire chi diavolo fosse questa sua nuova rivale. Sapeva solo che il suo nome era Cristina, perché Lor le aveva scritto che Cristina moriva dalla voglia di conoscerla e le mandava i suoi saluti, facendola impazzire di gelosia ancora di più.
“E’ chiaro, no? Lo ha fatto per dimostrare che c’è anche lei, che probabilmente conta più di me…” commentò al telefono con le sue amiche, e loro provarono una manovra di stalking della chef, ma non avendo molte informazioni finì in un buco nell’acqua, così Alice si rivolse al suo hacker preferito, che l’accolse bevendo un succo di frutta in brick e con un sorriso gentile.
“Matty…tu sai chi è Cristina?” chiese, angosciata, tormentandosi le mani e il suo amico scosse solo la testa, ma le disse che potevano scoprirlo, facendola solo annuire.
“…ma non lo diciamo a Lor, ok? Non ho voglia di litigarci proprio ora che ci vediamo più spesso…” spiegò perplesso e Alice giurò che sarebbe stato un loro segreto, tranquillizzandolo.
Il piccolo Dubois ci mise molto poco a scoprire chi fosse la ragazza, e anche a trovare tutti i suoi profili social.
“Che bella!” commentò senza fiato, perché quella ragazza piccola e magrissima aveva davvero due occhi neri di una bellezza disarmante. Sembrava una ragazzina di dodici anni, ma era molto elegante e raffinata, cosa che Alice non aveva mai pensato di poter essere nella vita. Gli strinse fortissimo il braccio e disse piano “…per favore cerca se stanno insieme” attirando un dolcissimo sguardo del suo amico. Mat pensò che fosse tenerissima, e che, onestamente, non aveva nessunissima possibilità di competere con la meravigliosa brunetta, ma le foto che trovò gli diedero un’altra prospettiva sulla vicenda.
Mentre lei si disperava per le loro foto insieme, infatti, Mat notò che non erano proprio molto intimi e glielo disse, facendole notare una serie di dettagli.
“Hai presente come siete voi due insieme, no? Il suo linguaggio del corpo è totalmente rivolto verso di te. Ha uno sguardo molto diverso, un sorriso diverso anche…” spiegò, cercando di mettere a frutto le letture fatte su come far capire alle donne di essere attratti, mentre lei scuoteva la testa sconsolata.
“Sono belli insieme Mat. Sono della stessa categoria: eleganti, curati, bellissimi e…perfetti…” concluse, lasciandosi sfuggire un sospiro. In quel momento, però, qualcuno decise di doverle parlare, così ricevette una telefonata e quasi sobbalzò vedendo che era lui.
Lor si era divertito a ristorante con Cristina, aveva controllato e proposto suggerimenti per il menù, che lei ovviamente aveva ignorato. Era divertente essere ancora insieme in cucina, faceva tornare entrambi indietro nel tempo, anche se ovviamente le due prime donne non riuscivano a non pestarsi i piedi a vicenda. Aveva continuato a scrivere a lei, che nell’ultima ora, presa dalle ricerche con Mat non aveva neanche visto i messaggi, così aveva pensato di chiamarla. La scusa, che aveva accarezzato e nutrito per tutto il giorno, era semplice: dovevano parlare del viaggio. Così quando lei rispose le disse gentile “Oh ciao Alis, stai bene?” le chiese con fare seducente e lei pensò solo “come no!” continuando a fissare le foto sullo schermo di Mat.
“Ciao Lo…” gli disse piano suo fratello, e lui gentile chiese cosa stessero facendo, ma non essendo particolarmente bravi a mentire furono poco convincenti, insospettendo Lor.
“Bene, ehm…qualsiasi cosa stiate facendo, potete per favore trovare il tempo di organizzare questo addio al celibato di Dug? L’orologio corre…” ribattè seccato, e Alice sospirando rispose solo che aveva avuto altro per la testa, confondendolo.
Chiusero quella chiamata entrambi dispiaciuti. Lor era gelosissimo di suo fratello, e malgrado il rapporto suo e di Alice non gli sembrasse sospetto, quella bugia l’aveva realmente spaventato.
Possibile? Possibile che lei stesse facendo l’amore con Matias? O magari no, magari stavano solo cenando insieme, o giocando ai loro videogames, ma perché non dirlo se era così?
Cristina lo raggiunse fuori, proprio mentre lui era in preda ai suoi pensieri. Il servizio era finito, e si era presa una piccola pausa, per parlare con lui, che da lontano le parve ferito. Non dovette neanche chiedere, perché Lor aveva disperatamente bisogno di sfogarsi.
“Dimmi che non credi che le piaccia mio fratello, per favore…” concluse agitatissimo, e Cristina rubandogli la sigaretta sorrise come si fa con un bambino che sta dicendo una sciocchezza e scosse solo la testa.
“Non posso dirti quello che penso, perché potrebbe davvero spingerti a incasinare le cose, conoscendoti. Ti dico solo che secondo me dobbiamo chiarire stasera questa cosa con questa ragazza…”
“Non le importa, sta a fare chissà cosa con mio fratello…” ruggì serissimo e Cristina scosse solo la testa, ancora una volta.
“Dai, dammi questo telefono, avanti…”gli disse seria, e Lor glielo lasciò, poco convinto, osservandola in silenzio per i successivi minuti, mentre digitava qualcosa.
“Ciao Alice, sono Cristina che ha rubato il telefono di Lor. Noi non ci conosciamo, ma sono molti anni che mi parla di te e oggi mi ha totalmente ossessionata per questo vostro litigio, così ho pensato di fare finalmente il primo passo. Mi piacerebbe conoscerti e diventare tua amica, dato che vengo descritta come la versione femminile di tuo fratello penso che dovremmo finalmente ricongiungere la famiglia, no? Mi dai il permesso di aggiungerti sui social? Giuro che ti racconterò un sacco di segreti imbarazzanti di Lor, se accetti. E poi quando verrete a Parigi potremo andare a cena tutti insieme, anche con il mio futuro maritino. Spero di sentirti presto, Cris…” scrisse, e lo inviò prima che lui potesse leggerlo.
“E non è peggio secondo te, che tu le scriva dal mio telefono, genio del male?” ruggì Lor, senza aver letto il messaggio, ma Cristina scosse solo la testa. Era stata chiara: le aveva detto che Lor la vedeva come un amico, e che le aveva sempre parlato di lei e del loro futuro insieme. Era stata totalmente inoffensiva, ed era certa che Alice avrebbe capito le sue intenzioni.  
Alice sconvolta dal messaggio chiamò Lor, che sorrise soltanto alla sua amica, che ora correva entusiasta tra le braccia del suo compagno giunto a congratularsi con lei per il servizio.
“Ali…” le disse piano, e lei ribattè che non le sembrava avessero avuto un litigio.
“Chi lo sa che ti è passato per la testa! Comunque sei stata molto scostante e fredda e io non credo di essermelo meritato…”rispose, mostrandosi vulnerabile e lei sospirò forte.
“Hai una storia con lei, Lo?” chiese, senza sapere neanche lei bene perché, e lui scoppiò a ridere.
“Per carità!” ruggì divertito, ma lei sospirò soltanto e Lor capì che non gli aveva creduto.
“Cristina per me è una sorella. Una specie di Dug femmina. Siamo da sempre molto legati, è vero, ma non è una questione sentimentale, è solo un’amicizia. Siamo due orfani con nessuno al mondo, ci facciamo un po’ da famiglia a vicenda, ma non c’è mai stato nulla tra noi Ali. Mai, neanche un bacio…” spiegò con molta dolcezza, ma lei non fu totalmente convinta. Vedete, la povera ragazza di Tokyo continuava a chiedersi una cosa: se questa Cristina era così importante per lui, lei che posto aveva nella sua vita?
“…tu e mio fratello, invece? Cosa facevate da soli che io non posso sapere?” le chiese dolce, e Alice rispose solo “ricerche online” lasciandolo perplesso.
“Devo morire di gelosia, eh? Non c’è proprio modo di scoprire questo mistero” le chiese un po’ sconsolato, ma lei sorrise per il suo tono e le sue parole e disse piano “cercavamo di scoprire qualcosa in più su te e Cristina…” facendolo sorridere.
“Bastava chiamarmi e chiedere Ali, non era necessario giocare alle spie. Ho tanti difetti, ma non sono un bugiardo, e non voglio avere segreti con te…” le spiegò dolce, ma anche incredibilmente sollevato, ma lei sospirò e basta. Non era stata una buona idea dirgli la verità, ma non voleva far litigare i due fratelli, così le era parso giusto essere onesta.
“Che ti porto da Parigi, testona gelosa?” le chiese all’improvviso con una voce affettuosa e vellutata, ma lei rispose che non serviva nulla.
“Allora riformulo: quale regalo non mi farebbe sembrare uno sugar daddy?” concluse, facendola finalmente ridere.
“A me piacerebbe regalarti un po’ di lingerie, perché mi sembra una cosa carina, stuzzicante e un po’ sexy. Un modo per dedicarci a noi, condividere un po’ di fantasie anche, ma a quanto pare ‘tu non sei il tipo’…” aggiunse, cercando di convincerla e Alice rispose che avrebbe indossato qualsiasi regalo facendolo rabbrividire.
“…e ora che cosa indossi?” le chiese a bassa voce, e lei ridacchiando spiegò che non poteva parlarne, perché era a casa di Mat.
“…se ci mettessimo a letto tra un’oretta e tu mi mostrassi quello che indossi?” le chiese spudorato, ma lei non riuscì a dire di no, e così anche quella notte fecero l’amore, anche se molto lontani. 
Nota:
Ciao a tutti! Allora eccoli qua con un capitolo un po' diverso dai precedenti. Voi che ne pensate di cristina? Avete un migliore amico/a dell'altro sesso? E soprattutto: pensate sia stata esagerata questa gelosia di Alice? Fatevi sentire, se vi va!
   
 
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