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Autore: susiguci    10/07/2022    3 recensioni
ll MERTHUR ll CIRCUS ll INIZIO SEC. XX ll CRACK PAIRING ll
Dal primo capitolo:
["Piacere, io sono Arthur!" si sporse allungando la mano verso il ragazzo.
"Merlin!" disse il più giovane, allungandosi a sua volta e stringendogli la mano con poca forza.
"Dai, non fare quella faccia. Non è poi così terribile qui! Almeno avrai qualcosa da mettere nello stomaco tutti i giorni!"]
Dal terzo capitolo:
[Il pubblico applaudiva e mentre il biondo aiutava Merlin a scendere, il ragazzo si fece prendere in braccio e gli schioccò un bacio sulla bocca. Il pubblico rideva e urlava. Arthur era rimasto a occhi e bocca spalancati...]
Dal quarto capitolo:
[Arthur si inginocchiò e si apprestò a slacciare la cintura dell'altro...
...Arthur chiuse gli occhi. Non sopportava di vedere quel che stava per fare...]
Genere: Angst, Drammatico, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash, Crack Pairing | Personaggi: Gwen, I Cavalieri della Tavola Rotonda, Merlino, Principe Artù | Coppie: Merlino/Artù
Note: AU, Lemon, What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Non-con, Tematiche delicate | Contesto: Nessuna stagione
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La guerra è finita












 

Arthur ormai da un anno viaggiava con quel circo sgangherato. 

 

Aveva venticinque anni  e gli sembrava che la sua vita fosse come sospesa.

Come se la vita che stesse vivendo in quel periodo non fosse la sua, ma quella di un altro.

Non si riconosceva nel suo lavoro, non aveva mai desiderato fare parte di un circo itinerante. E non si riconosceva nei luoghi dove si fermavano, nelle facce anonime del pubblico e tanto meno in quella del direttore del circo, il signor Alined Svenson, un uomo strano e dispotico con il solo merito forse, di crederci, di credere che il suo circo e il suo lavoro servissero a portare gioia, sorrisi, arte e passione nei paesi che visitavano.



Purtroppo c’era stato e c’era ancora poco da ridere. 
 

L’Inghilterra aveva appena vinto la prima guerra mondiale. Sulla carta però, ai giornali o alla radio, l'incredibile apparecchio appena inventato e disponibile solo nei circoli e nei pub più alla moda. In effetti al momento non si notava quando incontravi gli occhi stanchi e rassegnati della gente, o passavi per i paesi rasi al suolo che nessuno sembrava voler ricostruire o quando notavi le condizioni di povertà estrema in cui versava la stragrande maggioranza delle persone incrociate durante i loro viaggi.

 

In quel momento si stavano spostando verso un centro abitato di medie dimensioni, quindi verso la speranza di un guadagno migliore, rispetto a tutti i posti in cui si erano esibiti durante quell’ultimo anno di guerra.
 

 

Come gli sembrava lontana la sua vita precedente, e diversa, anche se non tanto felice nemmeno allora.
 

 

Sua madre era morta di parto alla sua nascita e Arthur non era mai andato molto d’accordo con suo padre, anche se questo non significava che la sua morte non l’avesse colpito dolorosamente.
 

Suo padre era militare di carriera con un eccellente curriculum. Era diventato generale molto prima, rispetto alla media dell’età degli altri uomini dell’esercito: ottimo stratega, temperamento autoritario con i sottoposti, una certa crudeltà di fondo. Con l’inizio della guerra sia Arthur che il padre erano stati mandati in guerra, lontani l’uno dall’altro.

 

Il ragazzo ricordava bene quel giorno di due anni prima, quando aveva ricevuto un freddo telegramma ormai datato due mesi prima, che in poche righe spiegava che “Uther Pendragon, generale dell’esercito britannico, aveva perso la vita per la patria combattendo con grande onore!”

 

 

Alined Svenson da più di due decenni dirigeva il suo circo, l’Albionstars, che in passato era stato piuttosto famoso. Si spostava su cinque grossi carri trainati da cavalli: due dei carri erano per gli animali, nel primo viveva Alined e gli altri due carri erano condivisi dal resto del gruppo. Quando il tempo lo permetteva dormivano all'aperto, come adesso siccome l'estate era iniziata da poco.

 

 

Arthur pensava che se non fosse stato per la presenza di Alined, quella vita non sarebbe stata neanche così male.


 

 

Arthur stava guardando quel ragazzo arrivato il giorno prima, che chissà da dove era stato pescato.
 

Era molto magro ma sembrava comunque abbastanza forte e in salute. Ed era alto come lui. Arthur credeva che Alined stesse pensando di piazzarlo in alcuni ruoli che forse non sarebbero stati adatti: troppo alto per i ruoli da leggero e troppo magro per i ruoli cosiddetti ‘pesanti’ ovvero di forza e resistenza.

 

 

Era un bel ragazzo, quindi la presenza scenica con lui sarebbe stata garantita. Adatto come clown sicuramente, ma per gli altri ruoli del ragazzo, Arthur non era affatto sicuro. Alined come al solito avrebbe indetto una o più riunioni straordinarie perché avrebbe voluto ascoltare il parere di tutti prima di decidere della sorte di Merlin. Riunioni inutili e tempo perso: avrebbe comunque fatto quel che gli pareva come sempre.


 

 

L'Albionstars era forse stato l'unico circo che aveva continuato a lavorare durante la guerra. Il direttore aveva comprato tutti i giorni il giornale per andare nelle zone in cui non imperversava la guerra. A volte dovevano cambiare destinazione all'ultimo, perché quando giungevano nella località predestinata, scoprivano che era stata bombardata da poco e lì non si potevano certo esibire.

 

Erano le grandi cittá quelle in cui si guadagnava meglio, ma erano anche i bersagli preferiti dai caccia-bombardieri tedeschi: si accontentavano quindi dei paesi piccoli, dove accettavano anche pagamenti in natura. La cosa più importante era sfamarsi e sfamare i loro animali.

 

 

Alined doveva avere circa cinquantacinque anni ed era di aspetto piuttosto sgradevole.
 

Era quasi meglio quando era serio, perché il suo 'sorriso' era quanto di più spiacevole a guardarsi: una smorfia che contorceva i lineamenti del viso, senza mai arrivare agli occhi.

 

Quando sorrideva non c'era mai da stare allegri. Aveva certamente novità spiacevoli per uno o più membri del circo. Era sempre alla ricerca di nuovi talenti. Molto spesso alcuni ragazzi si aggregavano, ma la maggior parte di loro, dopo breve tempo si allontanava: erano lontano da amici e familiari, il lavoro era sfiancante, il direttore diventava un despota prima e durante lo spettacolo e una volta finito bisognava smontare tutto. E per guidare i carri facevano a turno.

 

 

Una settimana! Una settimana e il mingherlino ci avrebbe dato su anche lui! Gli dispiaceva quasi: il ragazzo aveva ancora quel viso imberbe da bambino e l'espressione di quei suoi grandi occhi blu, trasmetteva una grande curiosità ma anche una certa paura: probabilmente stava anche lui scappando da qualcosa di più grande di lui, fosse anche solo la solitudine.


 

 

Alined fino a poco tempo prima aveva fatto fare per ciascuno dei suoi artisti, dei falsi certificati di malattia che dichiaravano l'impossibilità di andare al fronte. Aveva trovato dottori privi di scrupoli che in cambio di denaro avevano acconsentito ad apporre la propria firma su quei documenti. Forse per questo alcuni rimanevano, per non incorrere nel reato di diserzione, che avrebbe portato alla fucilazione.

 

Solitudine e disgusto della guerra erano stati i motivi di Arthur per rimanere lì. Chissà quali erano i motivi reali di quel ragazzo. Almeno nessuno degli uomini del circo avrebbe più rischiato di venire fucilato.


 

 

"Piacere, io sono Arthur!" si sporse allungando la mano verso il ragazzo.
 

"Merlin!" disse il più giovane, allungandosi a sua volta e stringendogli la mano con poca forza.
 

"Dai, non fare quella faccia. Non è poi così terribile qui! Almeno avrai qualcosa da mettere nello stomaco tutti i giorni!"


Ma il ragazzo non parlò e si limitò a stringere appena le labbra, annuendo leggermente con la testa.

 

"Almeno dormi un po', ora che puoi, che tra poco, ci sarà da lavorare sodo!”




 

Arthur si girò sul suo giaciglio e cominciò a pensare.
 

Chissà se Alined quando aveva voluto nel circo quel ragazzo aveva pensato di fare come con lui. Magari li avrebbe alternati o se era stanco di lui, si sarebbe accontentato del magrolino e l’avrebbe lasciato stare. Per un attimo lo sperò con tutto il cuore. Poi provò una fitta di compassione, mista a rammarico.

 

 

Quella brutta storia non era giusta per nessuno, né per sé, né per quel ragazzo dalla faccia pulita e con quel modo di fare un po' timido e spaventato.
























Buongiorno a tutti!
Sono qui con la mia prima storia. Abbiate pazienza.
Sono molto emozionata e vi auguro buona domenica!

 
   
 
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