Ed eccoci arrivati al gran finale, caro Asso! E sappi che non ho affrontato le megere da sola! Dal momento che si trattava del capitolo finale (fossimo stati in un videogioco, avrei trovato ad attendermi il potentissimo boss) mi sono presentata in compagnia della Triade, ben più assortita di quella Capitolina. Ho infatti chiesto al Ehrenold, al Werwolf e ad Adalrich di accompagnarmi. Alla vista dei tre, le megere sono fuggite come un vampiro dinanzi alla croce. Sarà davvero finita? Se ne saranno andate per sempre?
Lo scopriremo solo vivendo.
Di certo non è andata bene al povero Richard, che in questo capitolo attraversa l'inferno. Già la telefonata della ladra (mi rifiuto di chiamare avvocato quella stronza) è stata una di quelle mazzate che non ci voleva. Cioè, questa intasca i soldi e... ciaone, il caso non lo seguo più, arrangiati? Verrebbe da chiedersi: ma in che mondo? Poi ricordo in che realtà viviamo, sospiro e scuoto la testa.
Privato dei soldi e dell'assistenza legale, il nostro protagonista rischia pure di beccarsi una denuncia perché "osa" insistere al telefono per avere informazioni.
Ah, e ho scoperto che esiste "l'aggressività fallica". Ma magari, Old! A un certo punto mi sono ritrovata ad invocarla! E, diamine, alla fine sono stata accontentata! Ma ci arrivo fra un istante.
La scena di Richard che vaga senza più una meta è stata resa così bene che mi si è stretto lo stomaco (mentre l'odio nei confronti delle megere raggiungeva picchi altissimi). Ti assicuro che con la tua narrazione sei perfettamente riuscito a tirarmi fuori tutte quelle emozioni che immagino intendessi far emergere nel lettore.
Ma è proprio quando tutto sembra perduto (i soldi, l'assitenza legale e l'unica speranza di riavere la propria famiglia) che Richard scopre che le cose possono anche andare peggio. Del resto, si sa, piove sempre sul bagnato. Anzi, le più volte, diluvia.
Le stronze hanno raggiunto la casa del protagonista per catturarlo. Ma come? Ma non erano per la comprensione, l'anti-violenza, l'ascolto, peace&love e tutte quelle manfrine? Come sempre, questa gente è inclusiva fra loro, e comprensiva fra loro.
E qui, caro compagno di serraglio, mi è salito il crimine.
Hai mai visto il film "Un giorno di ordinaria follia"? Se non lo conosci, ti consiglio di dargli una chance. Ecco, mi sono vista Richard in comportamenti simili a quelli del protagonista del film: ossia sclerare di brutto e cominciare a pestare malissimo le orride megere.
Le megere, come sappiamo, non disdegnano la violenza quando è rivolta agli uomini, o a chi non la pensa come loro. Le vediamo addirittura munite di taser. Lo stesso taser tanto osteggiato nel mondo reale, proprio da quelli della loro risma.
Io avevo una mezza idea di cosa fare con quel taser, ma Richard ha avuto un'idea migliore... si rende finalmente conto che, cacchio, è un uomo: una manata ben assestata e le spedisce all'equatore!
Che libidine! Finalmente!
Di fronte alla forza fisica maschile, non c'è Xeena che tenga! Spiace! Non mi dilungo oltre, sai come la penso.
Nella trasmissione di Zelda-Winfrey va in scena il solito carrozzone. Si toccano livelli di demenza, ipocrisia e paraculismo mai visti. Addirittura abbiamo quella che tramite monitor avverte la violenza. Ma per favore! A "l’eutanasia per il suo stesso bene" ho schiumato letteralmente. Il Generale ha temuto seriamente per la mia vita, e ha subito ordinato di mandarmi a Kjarr per un soggiorno ritemprante.
Per fortuna, Richard, tornato consapevole della propria forza, ha deciso di muovere guerra alle perfide, dandomi grandi soddisfazioni. Chi di soddisfazioni non me ne ha date è Paula, ormai persa negli orridi dettami del mondo dell'Ammmmore.
Abbiamo due interpretazioni. 1)Le hanno fatto il lavaggio del cervello. 2)Ha accettato tutta quella melma perché spera di riavere il figlio.
Allora. Paula mi è parsa così messa male che ho davvero pensato al lavaggio del cervello. Poi però un dettaglio mi ha dato da pensare. Se fosse stata davvero condizionata, allora avrebbe denunciato la presenza di Richard, mettendosi a starnazzare come un'oca. Invece, interpellata da quella Efemena, mente.
Quindi... è la seconda ipotesi?
Ha deciso di accettare tutto lo schifo e rinnegare Richard?
Se è così, Old, per me è da biasimare due volte. Capisco che l'amore materno sia qualcosa che va oltre tutto. E' la natura a rendere le donne così devote alla prole, che deve essere accudita e cresciuta. Non si tratta solo dei sentimenti in gioco, dal punto di vista pratico i piccoli vanno accuditi per assicurare una discendenza alla specie. Ma quale sarebbe il piano di Paula? Crescere suo figlio in un mondo che gli sarà sempre ostile, trattandosi di un maschio? E poi - cosa per me imperdonabile - come puoi voltare le spalle al tuo compagno? Non riesco a solidarizzare con lei. Sarà che per me un legame, una volta che si crea, è sacro. La lealtà verso l'altro deve essere assoluta. L'amore non va da nessuna parte, se non è accompagnato da lealtà e rispetto verso l'altra persona. Il fatto che Paula possa aver "sacrificato" Richard mi ha lasciato una grande amarezza.
Bene fa Richard a lasciarla dov'è, perché a questo punto non c'è realmente più nulla da fare. Si combatte per Leo, e basta. Perché lui sì che ha diritto a un mondo migliore.
Ed ecco che torna Brunn, che in questa storia è stato la voce della verità. In quest'ultimo capitolo è stato anche un po' "compagno di viaggio". Un Virgilio che aiuta Dante ad attraversare l'Inferno. Brunn è una figura misteriosa, che sembra qualcosa di più di un personaggio della storia. Lui è più un tramite, un essere astratto. Possiamo dire che Brunn è la presa di coscienza, l'autodeterminazione. Richard ha deciso di alzare la testa, ha spezzato le catene, è pronto ad andare oltre, e solo Brunn può mostrargli la strada.
Al termine di un'appassionante serie di scene d'azione, i nostri riescono a prendere il bambino e a scappare, lontano dall'orrido mondo dell'Amore. Ma la libertà ha sempre un prezzo, e Brunn, che ha ormai assolto il suo compito, soccombe.
Mi è davvero piaciuta questa chiusura ^^
“Lasciami qui. Se il mio corpo nutrirà un orso o un lupo, io continuerò a vivere.”
Che meraviglia. Questi, caro compagno di serraglio, sono concetti che quelle befane non saranno mai in grado di capire.
Arrivando al finale... tiro un bel sospiro di sollievo. Si respira! Ho proprio avuto la sensazione di respirare dopo tanta apnea. Meravigliosa la descrizione del luogo, e della libertà che si percepisce in ogni anfratto. Richard e Leo sono tornati alla natura, in un luogo tanto lontano dalla realtà civilizzata e marcia. Penso non ci sia nulla di più bello di costruirsi una casa da solo, e in mezzo al nulla. E mi è piaciuto tantissimo il clima di sostegno, aiuto e complicità che si è creato fra tutti coloro che si sono salvati dal mondo dell'Amore. (E ci sono anche delle donne, sono commossa! T-T). Credo che Leo non possa crescere in un posto migliore ^^
E che meraviglia la cacciagione! Il ragazzetto ci sa fare!
Ovviamente non posso che concordare con le considerazioni finali di Richard sul mondo dell'Amore. E sono anche d'accordo sul fatto di non andare a liberare Paula. La libertà, o autodeterminazione, o che dir si voglia, non è qualcosa che si dona, o che si impone. Va guadagnata, conquistata. La coscienza deve risvegliarsi da sola.
Old, per quanto tu abbia messo a dura prova il mio stomaco e il mio fegato ^^, ho davvero apprezzato moltissimo questo tuo lavoro. Sarebbe da distribuire e far leggere. Chissà cosa si dirà, un giorno, di questi tempi.
Ti faccio i miei complimenti per quest'opera illuminante e coraggiosa (spero tu non abbia avuto delle noie...). E complimenti per la prosa, sempre godibilissima.
Al solito, ti rinnovo la mia stima ^^
Alla prossima! (Recensione modificata il 01/09/2025 - 05:45 pm) |