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Autore: Astrid von Hardenberg    05/09/2021    0 recensioni
☆ Trama:
Dopo essersi separata dal compagno, Ophelia non sa bene dove andare e la sua prozia Nadia, siccome sta per fare un viaggio e non vuole lasciare incustodita casa sua, le chiede di trasferirsi da lei.
Solo che Ophelia si trova ad avere a che fare con un fantasma che abita il villino in cui soggiornerà, per diversi mesi.
Genere: Generale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 0

Era il giorno di Halloween e, come ogni anno da quando era poco più di una bambina, Nadia organizzava una festa; erano invitati amici, vicini e parenti, anche se questi ultimi in numero ristretto.
Nadia era meticolosa nell'organizzazione di questi eventi, era famosa anche per le sue feste di carnevale.
Quell'anno il tema era il periodo Vittoriano, quindi non bastava mascherarsi da zombie, fantasmi, streghe o diavoli, bisognava aggiungerci quel tocco che avrebbe reso ogni cosa più identificativa, a lei piaceva molto quello stile.

In parti strategiche del salone, luogo in cui si sarebbe svolta la festa, erano stati messi fili sottili per richiamare la presenza di ragnatele, le tovaglie in pizzo nero avevano ai bordi del tulle rosso sistemato in modo tale da sembrare sangue che colava; il rinfresco era stato studiato da Nadia per essere il più macabro possibile, le dita dovevano sembrare vere e non rotolini di würstel, le bevande dovevano avere la consistenza e colore del sangue, quindi Nadia ordinò frutti rossi in modo da dare al tutto un colorito sanguigno.

Gli invitati arrivarono all'ora del crepuscolo, com'era stato richiesto, Nadia dava ad ognuno il benvenuto e li faceva accomodare nel salone, esibendo un ampio abito nero cangiante dalla scollatura quadrata, bordata di un pizzo appena visibile, che risaltava l'ancora florido décolleté. Era una donna affascinante e molti uomini di tutte le età perdevano ancora la testa per lei, Nadia ne era compiaciuta ma non ne faceva un vanto, sbandierarlo era segno di volgarità e soprattutto pochezza, perché solo le persone infime si pavoneggiavano davanti agli altri per dimostrare qualcosa che in fondo non erano, o non avevano.
Quando Ophelia, la pronipote di Nadia, entrò  nel salone, tra tutte le decorazioni, quella che trovò più inquietante fu la testa che pendeva dal lampadario, ne restò impressionata per la somiglianza con una vera.
-Quella testa fa venire i brividi- disse Ophelia, tenendo comunque lo sguardo inchiodato su ciò che tanto la impressionava, ma non poteva farne a meno, era ipnotico.
-L'intento era quello, mia cara- e un sorriso soddisfatto comparve sulle labbra di Nadia, sapeva quant'era difficile impressionare Ophelia e vederla così "infastidita" da quella testa fu un obiettivo raggiunto.
-Credi davvero che i presenti mangeranno queste cose?- continuò Ophelia, guardando prima gli stuzzichini e poi la prozia.
-Bere alcolici senza mangiare dà alla testa, e comunque conosco queste persone e loro conoscono me, sono abituati al modo in cui organizzo le feste di Halloween-.
Era la prima volta che Ophelia prendeva parte ad uno degli eventi di Nadia, anche se sua mamma le aveva parlato di quant'erano particolari.
Ophelia alzò un sopracciglio e addentò una delle dita sul vassoio, poi si guardò un po' intorno per cercare qualche altro invitato della sua età, purtroppo non erano molti ma si avvicinò ugualmente ad un gruppetto, composto da due ragazzi (uno era mascherato da zombie e l'altro da vampiro) e una ragazza (mascherata da strega).
-Ciao, sono Ophelia- iniziò dicendo con aria amichevole, era una persona socievole e non si faceva problemi a tentare un approccio con persone estranee.
-La nipote di Nadia, giusto?- disse la ragazza.
-Pronipote- precisò lei. -Comunque sì, siamo imparentate- accennò un sorriso e gli altri la imitarono.
-Venivi qui per le vacanze estive- continuò la ragazza.
-Sì, esatto- rispose Ophelia, anche se quella di prima era un'affermazione, non una domanda.
-Probabilmente non ti ricordi di me, ai tempi ero piccola, anche se facevo di tutto per stare con voi più grandi-.
Ophelia la osservò più attentamente, senza sembrare maleducata, e le tornò alla mente qualcuno.
-Sei la sorella di Ric, giusto?- esclamò Ophelia, Ric era il soprannome del suo migliore amico: Eric.
Era soddisfatta di non aver impiegato troppo tempo a riconoscere la ragazza davanti a lei.
-Ebbene sì, sono io-.
-Oddio, ma quanto sei... cresciuta, sembro un'anziana signora, lo so, però sei veramente cresciuta. L'ultima volta che ti ho visto avevi all'incirca otto anni, credo-.
-Sì, poi c'è stato il divorzio dei miei e sia Eric che io venivamo trattati come pacchi postali. Un po' stavamo con mamma e un po' con papà, Eric però non ha mai voluto rinunciare alle vacanze estive- un'aria maliziosa ad accompagnare l'affermazione.
-Chissà come mai- fu il vampiro a prendere la parola e lanciare un'occhiatina ai suoi due amici.
-Ci conosciamo?- domandò Ophelia incuriosita.
-Certamente- rispose lo zombie al posto dell'amico vampiro.
Ophelia accennò un sorriso, cercando di capire chi potevano essere, così mascherati non era facile, e bevve un sorso del suo finto sangue, andando avanti a parlare col terzetto e scordandosi di domandare chi erano; ad un certo punto notò che la prozia si allontanò un momento dai festeggiamenti per parlare con qualcuno, che era di spalle e indossava un costume fuori tema, era di pelle marrone scura, pareva un'uniforme, notò anche una spada sul fianco destro e non aveva l'aspetto di essere finta, si chiese persino se tutto ciò che aveva addosso era scomodo come sembrava, pareva uscito da un film in costume, di quelli ambientati nel seicento, o forse nel settecento.
Nadia doveva conoscerlo molto bene, visto il modo confidenziale in cui gli parlava, anche se lanciava fugaci occhiate intorno a sé, come per assicurarsi che nessuno li stesse guardando, finché si accorse che la pronipote aveva lo sguardo su entrambi. A quel punto Nadia si congedò dal suo invitato, che si perse con gli altri, ma durante l'intera serata quella non fu l'unica volta che Ophelia li vide conversare.



N.d.A.
Ciao a te che leggi ☺️
Mi sembra di non scrivere da un secolo, qui su EFP, e mi sento arrugginita 🙈
Mi auguro che la lettura non sia stata pesante e che questa parte "introduttiva" della storia ti sia piaciuta, ti abbia un po' tenuto compagnia e ti abbia incuriosito 👅
Chiedo scusa nel caso ci sia qualche errore, per quanto mi impegni, trovano sempre il modo di sfuggirmi 😅
Detto ciò, se vuoi, ci vediamo nel prossimo capitolo ✌🏻

As 💫
   
 
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