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Autore: Clodie Swan    23/06/2022    1 recensioni
Questa storia partecipa al contest “Manuale di Sopravvivenza Vol.2” indetto da Spettro94 sul forum di Efp
In un lontano impero, da secoli regna incontrastata la dinastia Attlan, avvalendosi dei servigi delle leggendarie guerriere danzatrici, le Onirjn, in grado di uccidere i loro nemici evocando un fuoco dolce e letale. Gokan, uno studioso della Reticenza Ausurpa, la famosa e più antica università dell’Impero, ha maturato la ferrea volontà di scrivere una tesi sul misterioso legame tra le Onirjn e la casata reale Attlan. Da dove hanno avuto origine queste donne? E perché sono totalmente asservite all'imperatore? Gokan sa bene che questa ricerca potrebbe costargli la vita, ma guidato dal suo ingegno, è disposto a rischiare tutto per scoprire la verità in nome dell'amore per la conoscenza e... per Aryn, un'Onirjn di cui è innamorato, destinata ad una vita che non vuole.
La storia, secondo le regole del contest, termina con un cliffhanger. Sarà il giudice a decidere il finale e a decretare se il protagonista sopravvivrà alla prova.
Genere: Avventura, Fantasy, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Capitolo 4

 

 

La biblioteca imperiale era la più grande mai costruita nella storia, frutto del lavoro di diverse generazioni che l'avevano resa celebre in tutto il mondo. Occupava una parte considerevole della città imperiale ed era costruita su tre livelli che si dividevano ciascuno in centinaia di sezioni, formando un intricato ed affascinante labirinto di corridoi, scaffali e scalette che di tanto in tanto si aprivano su salottini per la lettura, spazi per studiare, punti d'incontro in cui tenere delle conferenze. Ogni sezione aveva il suo direttore, ma si diceva il custode fosse uno solo, un uomo molto anziano che viveva dentro la biblioteca e la notte la percorreva tutta in lungo e in largo, a bordo di una piccola bicicletta.

Dopo diversi giorni di infruttuose ricerche, una sera Gokan rimase fino a tardi nella biblioteca e cadde addormentato con la testa sopra un tavolo. Aveva ispezionato la sezione storica e si era fatto dare tutti i libri sulla nascita della dinastia Attlan e sulle Onirjn, ma non aveva scoperto nulla di nuovo.
Gli Attlan venivano celebrati come grandi guerrieri conquistatori che avevano creato un impero. Le Onirjn avevano sempre fatto parte della guardia imperiale dalla notte dei tempi e vi era solo qualche leggenda sparsa qua è la: si narrava in principio che quelle donne fossero delle streghe, o peggio dei mostri. Taluni sostenevano addirittura che in esse si annidassero i frammenti di un Demone primordiale e che loro un tempo fossero le ancelle che l’avevano evocato e servito. In un altro testo aveva trovato questo passaggio : il fuoco fu il terrore delle tribù primitive del continente, finché gli antenati del clan Attlan non riuscirono a vincolare la volontà di queste donne al proprio sangue.

Gokan aveva letto e riletto quelle informazioni senza venire a capo di nulla ed era crollato esausto finché si era sentito strattonare gentilmente per la manica.

“Signore? Signore? Dobbiamo chiudere. Si sta facendo buio.”disse una voce amichevole.

Gokan si stiracchiò sbadigliando e incontrò lo sguardo di un ometto dai capelli bianchi, tutto vestito di nero. Accanto a sé aveva una specie di triciclo che trainava un carretto colmo di libri.

“Mi scusi.” disse Gokan mettendosi seduto diritto. “Devo essermi addormentato. Stavo facendo una ricerca sulla storia dell'impero e sulle Onirjn” Il custode invece di affrettarsi a mandarlo via, lo guardò interessato. “Ha trovato quello che cercava?”

“Purtroppo non ancora.”sospirò deluso.

Il custode prese posto su una sedia accanto a lui. “Forse è il modo in cui cerca che è sbagliato.”

“Cosa vuol dire?”chiese Gokan perplesso.

“La storia dell'impero è stata raccolta e documentata, secondo le direttive della famiglia reale. Loro l'hanno plasmata e registrata secondo i loro desideri.”

Gokan non aveva mai valutato quell'ipotesi e dovette riconoscere che era perfettamente plausibile.

“Sta dicendo che la storia è stata falsificata? E lo ha scoperto in base a qualcosa che ha trovato?”

“In base a qualcosa che non ho trovato.” spiegò l'uomo. “Vede, io lavoro nelle biblioteche da quando ero ragazzo. Tutta la mia vita sono i libri e ho cercato lavoro molto presto nelle biblioteche. Ho fatto una ricerca sulle biblioteche più antiche dell'impero e ho scoperto che nei secoli passati molte di esse sono state bruciate. Di alcune esistono ancora delle immagini.”

Il custode porse a Gokan un libro aprendogli una pagina che illustrava un edificio in rovina di cui non restava altro che un imponente fila di colonne. Un tempo doveva essere stato un palazzo immenso su due piani, dotato di un'architettura ricca e rifinita, dal ruolo importante a giudicare dagli scalini rimasti di un'ampia gradinata e dalle due statue che indicavano i lati dall'ingresso. Erano due animali possenti, forse leoni, di cui restava solo il corpo.

“Questa era la biblioteca di Luptra. Un centro culturale famosissimo per l'epoca.” spiegò il custode “Fu distrutto dall'esercito imperiale quando venne conquistata la città.”

“Che peccato.” esclamò Gokan dispiaciuto pensando a quanti testi fossero andati perduti. “Una perdita terribile.”

“E ce ne sono molte altre.” continuò il vecchio “Nelle città più antiche l'impero ha cancellato la storia.”

“Perché arrivare a questo? Perché erano dei nemici?”

“Ci sono molte testimonianze storiche di altri popoli nemici, di epoche successive che vennero sconfitti dagli Attlan. Ma è delle culture primitive, precedenti all'impero, che è stato cancellato ogni ricordo.”

“Secondo lei perché?”

“C'era qualcosa che non si doveva sapere.”disse semplicemente il custode aprendo le mani.

“Potrebbe essere legato alle Onirjn?”

Il custode alzò le spalle. “Io dico solo che non c'è nessun altra cosa a cui l'imperatore tenga di più.”

Gokan rimase a fissare pensieroso lo schizzo di quella biblioteca perduta per alcuni istanti mentre nuove teorie prendevano forma nella sua testa. Decise che era arrivato il momento di passare alla sezione riservata. Quando alzò lo sguardo, il custode era scomparso. Poteva solo sentire il cigolio della sua strana bici che si allontanava.
 

***
 

Il giorno dopo Gokan si rimise all'opera con un nuovo spirito, concentrando le sue ricerche in un'altra direzione. Comprendendo che non avrebbe trovato nulla di nuovo sulle Onirjn, pensò che forse avrebbe potuto trovare qualcosa indirettamente da altre fonti. Con sua grande sorpresa furono molte le cose che scoprì, o per meglio dire, che non scoprì.
Per prima cosa si trasferì dalla sezione di storia a quella di arte per cercare altri edifici antichi come le biblioteche scomparse. Non ne erano rimasti molti, ad eccezione di poche rovine. Gokan si consultò con qualche collega che gli fornì alcune informazioni sulle ricerche archeologiche. L'Impero per qualche ragione non finanziava gli scavi nei siti più antichi e leggendari dove poteva trovarsi qualche traccia delle culture millenarie.

Vi erano pochissime tracce delle tribù che avevano combattuto contro gli antenati dell'imperatore, eppure dovevano aver avuto una qualche importanza dal momento che i primi Attlan indossavano già armature pesanti e spade immense dalle lunghe lame seghettate. Per non parlare dei numerosi scudi giganteschi che i soldati si portavano dietro. Questo almeno era quello che riportavano le miniature di quell'epoca. Ma contro chi avevano combattuto?
Non c'era una risposta precisa e Gokan non poteva fare a meno di pensare che, prima degli Attlan, esistesse una dinastia potente che era stata sconfitta e resa schiava. Poteva trattarsi del popolo da cui provenivano le Onirjn? La famiglia reale si vergognava a tal punto delle proprie origini da rimuovere la storia dei suoi nemici? Gokan si sentì maggiormente spronato da quelle considerazioni, anche se di concreto non aveva nulla in mano.
Continuò imperterrito a cercare nella biblioteca, leggendo, scrivendo e studiando, giorno e notte come non aveva mai fatto. Nessuno si sorprese o s'insospettì: i suoi colleghi e compagni di studio sapevano che stava preparando la tesi di dottorato e che l'avrebbe presentata all'imperatore in persona, perciò trovarono naturalissimo tutto il tempo che passava sui libri.
Gokan nel tentativo di rintracciare la misteriosa civiltà perduta, decise di dedicarsi alle statue prive di testa, di cui esistevano parecchie rappresentazioni.
C'erano alcune delle versioni con la testa di tigre, di leone ma il corpo era sempre lo stesso e ben riconoscibile. Gokan pur avendo studiato arte come materia supplementare, non ci mise molto a comprendere che le teste erano state aggiunte in seguito, forse dopo un restauro? Le zampe, anche se di animali differenti, avevano tutte le stesse caratteristiche, pur trovandosi in luoghi molto distanti tra loro, segno che chi le aveva realizzate aveva ben chiaro di cosa si trattasse. E non sembravano zampe di felini o altri animali conosciuti. Qualcosa gli diceva di averle già viste. Ma dove?

Gokan ebbe un'improvvisa illuminazione e tirò fuori dal colletto della camicia il ciondolo di giada e confrontò le illustrazioni dei libri con l'immagine intagliata che aveva sempre avuto sotto i suoi occhi: un drago. Le zampe e gli artigli erano inconfondibili.
I draghi. Il fuoco. Le Onirjn. Coincidenze forse? Gokan rimise in ordine i libri di arte e si diresse nella sezione dedicata ai miti e alle leggende.

 

***

 

Aryn avanzò nervosa, nella biblioteca privata e pur continuando a ripetersi che la sua presenza lì non aveva nulla di sospetto, che vi era entrata molte volte, si sentiva come se fosse sul punto di essere scoperta da un momento all'altro. L'ambiente composto da sue grandi stanze strette e lunghe era molto più piccolo rispetto alla Grande Biblioteca Imperiale ma aveva un arredamento molto più lussuoso e ricercato, ed i libri sembravano quasi tutti molto antichi con delle delle copertine preziose. Sembravano quasi che li avessero scelti per bellezza invece che per il loro contenuto. Aryn si mosse in mezzo agli scaffali cercando di ragionare come avrebbe fatto Gokan.

Se voleva informazioni sul rituale, dove avrebbe dovuto cercare? Passò alla sezione di testi sacri, ed esaminò attentamente tutti i titoli, quando lesse “Storia del tempio imperiale.” Il giuramento delle Onirjn veniva svolto proprio in quel luogo: poteva essere un inizio. Naturalmente il tempio era sorvegliato, ma tale compito veniva affidato proprio alle Onirjn e c'era la possibilità che presto fosse di turno proprio lei. Si rilassò, sfogliando il libro, pensando alla facilità di una simile missione: ispezionare il tempio mentre lo stava pattugliando non avrebbe comportato alcun rischio.

Aryn ricordava bene quando le avevano fatto indossare il piccolo kimono rosso e le avevano legato i capelli in una crocchia stretta da farle male, per condurla alla cerimonia insieme alle altre bambine. Avevano fatto un'infinità di prove e si erano mosse all'unisono per inchinarsi davanti all'imperatore.
Il sacerdote aveva pronunciato i loro nomi e una alla volta avevano bevuto da una coppa d'oro contenente del vino rosso. A ciascuna era stata detta la stessa frase: “Onirjn, da questo momento tu appartieni all'impero.”

Le vennero i brividi. Non si era mai lamentata, né aveva mai provato a ribellarsi, eppure era l'unica per qualche ragione a non essersi integrata completamente e a rimpiangere una vita diversa. Non aveva mai desiderato essere la favorita, lasciava volentieri un simile ruolo ad una come Sawda.
Come se si fosse materializzata dai suoi pensieri, la Lama Scarlatta le si parò davanti con un libro in mano.

“Ti diletti nella lettura oggi, Aryn?” le disse col suo solito tono arrogante. “Ti stai già preparando a come passare il tuo tempo in esilio?”

“Sì, infatti non vedo l'ora.” rispose tranquillamente Aryn “Tu invece cosa leggi d'interessante?”

Sawda sollevò leggermente il suo libro sorridendo. “Sono le biografie di alcune delle più importanti imperatrici della stirpe Attlan. Alcune di loro erano Onirjn Hanno cominciato come concubine e poi sono diventate reggenti quando l'erede era ancora troppo piccolo. Guarda che svesti sontuose indossavano! Alcune si usano ancora oggi e vengono donate alla Prescelta.”

“Sono sicura che sarai bellissima vestita così.” esclamò Aryn fingendosi compiaciuta. Sawda non parve apprezzare il complimento, come se avesse piuttosto sperato di suscitare la sua invidia, ma riprese subito il suo tono malizioso

“Allora. Come è andata l'intervista?”

Aryn trattenne un sussulto: come faceva a saperlo? Possibile che la notizia si fosse sparsa così in fretta e che fosse così interessante da attirare l'attenzione di Sawda? A corte i segreti non esistevano.

“Bene, grazie.” rispose Aryn senza scomporsi.

“Questo studioso sta scrivendo una tesi sulla nostra storia. Come mai ha intervistato proprio te?” Il tono sospettoso della compagna non le piacque per nulla.

“Non lo so. Un'idea di Samana.” spiegò brevemente Aryn, riportando lo sguardo sugli scaffali.

“E che tipo era?” insistette Sawda. “Dalla finestra sembrava un bel giovane.”

Aveva spiato Gokan mentre entrava? “È stato molto educato. Forse un po' noioso...”rispose cauta Aryn.

“Se vuole ampliare il contenuto della sua tesi, può intervistare anche me. Sto per diventare la Prescelta, in fondo.”

Aryn decise che era arrivato il momento di andarsene. “Dovresti parlarne a Samana, allora.” disse mentre si avviava verso la porta. “Mi sembra un'ottima idea.”

 

 

 

 

  
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