Recensioni per
I tarocchi della Papessa Nera
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 82 recensioni.
Positive : 80
Neutre o critiche: 2 (guarda)


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Recensore Master
10/10/25, ore 01:42
Cap. 4:

Campbell! T__T
No, non sto piangendo. Mi è soltanto entrata una bara nell'occhio.
Però, anche tu, compagno di serraglio, non si spezza il cuore così a un'affezionata lettrice. Io al povero Campbell volevo bene...
Scherzo. Ma non troppo!
Come lettrice sono devastata, perché fino all'ultimo ho sperato che il nostro agente scozzese si potesse ancora salvare. Ma se mi metto dalla parte di chi scrive, ritengo sia stata la scelta di trama migliore. Però non ho potuto resistere, e ho fatto un po' di melodramma! Giusto per stemperare un po'. ^-^
Credo che il finale sia stato giusto così. Alla fine, se ci si pensa, le due figure principali del racconto hanno sia vinto che perso. MacLeod è riuscito a liberarsi della strega (ma a che prezzo?) e la strega è sì stata sconfitta una volta per tutte, ma comunque è riuscita a portare a compimento la sua vendetta, uccidendo tutti i poliziotti.
Questo finale mi è piaciuto, perché per quanto ami le storie che si concludono bene, apprezzo sempre il realismo. E questo racconto, per quanto sia di genere soprannaturale, ha avuto tanto realismo. E il realismo si trova nel fatto che a volte, per quanto ci si sforzi, non si riesce a evitare ciò che deve accadere. Campbell, così come i colleghi, era condannato. Per ottenere la sua vendetta nei confronti degli agenti Catriona ha smosso delle forze inimmaginabili. Forze che le hanno permesso di resistere alla morte, che sono andate oltre i sigilli impressi dalla strega bianca, che hanno dato vita ai suoi tarocchi e che, per ultimo, hanno permesso al suo corpo mummificato di muoversi.
Con un potere del genere, caro Asso, c'era poco da fare. E' già tanto che si sia salvato MacLeod. La nona carta era per lui, vero? E, dato che ho nominato la nona carta... caspita! Ci rendiamo conto del potere che aveva questo essere? I nostri agenti hanno affrontato uno spettro assolutamente senziente. Non un eco di morte, ossia un'entità legata a una determinata situazione (che in questo caso può essere stato il desiderio di Catriona di farla pagare ai poliziotti che hanno ucciso lei e il figlio), ma uno spettro capace di analizzare in maniera intelligente il presente, lo svolgersi dei fatti, e trovare soluzioni. Catriona si è accorta che MacLeod stava cercando di fermarla, dunque ecco comparire una nuova carta per fare fuori anche lui.
Da brividi.
E niente, sono partita dal finale, ma c'è tanto altro da analizzare, come sempre. ^^

Il capitolo si apre con il ritorno alla terrificante magione. E c'è un bel po' di movimento. Ho amato l'arrivo del prete! Prete poco entusiasta del compito, a quanto sembra. [ Dalla seconda era sceso un reverendo con tanto di paramenti e Sacra Bibbia, che appena messo piede a terra aveva tirato fuori un fazzoletto inamidato e se l’era premuto su naso e bocca con aria disgustata, poi si era guardato intorno con l’aria di chi si rende conto di essere sceso dalla carrozza nel posto sbagliato e non sa come tornarsene indietro. ] Caro Old, siamo sfortunati. Non c'è verso di trovare un prete con un po' di spirito! xD Una cosa è certa, il cittadino che commenta potrebbe seriamente diventare il mio migliore amico.
“Sembra uno che deve farla e non trova la latrina.”
Così tranchant! Mi piace! *-*
Sulle "aragoste crude", invece, mi hai scioccato. Non ne sapevo nulla. Sempre della serie che imparo un sacco di cose quando leggo i tuoi racconti. Poveri poziotti vittoriani, ma proprio alle aragoste dovevano essere paragonati? Non me lo aspettavo proprio! Però mi sa tanto di termine di uso popolare, perciò mi è piaciuto molto. A questo punto sospetto che tu sia un viaggiatore del tempo o qualcosa del genere per essere a conoscenza di una cosa del genere! Cosa posso dirti, Old? Ti ringrazio ancora una volta infinitamente per tutte queste perle che ci regali. Apprezzo sempre tantissimo. Leggere le tue storie - non mi stancherò mai di dirlo - è anche attigere a una fresca fonte. Imparo sempre tanto, ne esco arricchita. La conoscenza è un dono davvero tanto prezioso (oggi si tende a sottovalutare certe cose) e io posso solo accogliere queste informazioni che condividi, apprezzarle e farne tesoro. E ovviamente ti ringrazio, perché ciò che fai non è cosa da poco.
Ma torniamo a noi.
MacLeod riesce a portare Kelsey sul posto, gli mostra il cadavere, ma il sergente, per quanto avverta tutto ciò che di strano si trova nella casa, non vuole lasciarsi condizionare. Rimane pragmatico. Tanto da far vacillare (anche se per poco) le convinzioni di MacLeod.
Mi è piaciuto molto l'intervento dei due becchini che, abituati alla morte, trattano il cadavere di Catriona come un cadavere qualunque, rallegrandosi perché il corpo non puzza. “Quelli rinsecchiti sono i migliori.” Strega o non strega, loro devono fare il loro lavoro, e se la vecchia è mummificata, tanto meglio! ^^
Tutti questi personaggi che si muovo nella scena sono ciò che, secondo me, fa la differenza fra una storia e un'ottima storia. La tua storia, se non si fosse ancora capito, è davvero fantastica. Questi personaggi che interagiscono fra loro danno corpo e profondità al racconto. Accadono più vicende su più piani, sono vite che si intrecciano. Ho apprezzato davvero tantissimo!

Purtroppo la benedizione del prete serve a ben poco, e anche il povero Fred Taggart viene ucciso. Altra morte terribile.
La lista si accorcia, rimangono solo Campbell e Wyndham. Il nostro Campbell comincia (giustamente) ad avere terrore, perché sente la morte avvicinarsi. MacLeod cerca di stargli vicino come può. Per prima cosa lo invita a casa per il Natale, ed è stato davvero un bel gesto.
E mi è piaciuta la considerazione di Campbell. Quando passi tanto tempo in un quartiere devastato come Whitechapel ha perfettamente senso che si perda molta della spensieratezza comune. Mi è piaciuto tanto questo approfondimento sul personaggio di Campbell, che è davvero un bravo ragazzo. Questo, fra l'altro, conferma l'idea che ho sempre avuto su questi poliziotti. Erano brav'uomini, che hanno agito per il bene della comunità, pagando, purtroppo, un prezzo davvero altissimo.
L'idea di togliere di mezzo O’Hanigan e la madre non era male, ma avrebbero dovuto prendere delle precauzione per bloccare la strega. Purtroppo non avevano idea del pericolo... O, se ce l'avevano, non sono stati assistiti dalle persone giuste, perché la strega bianca chiamata dal popolo è riuscita a fare ben poco per contrastare la pericolosa vecchiaccia.
Sono davvero triste per la terribile fine fatta dagli agenti. Se ci pensiamo, il loro è stato un sacrificio estremo. Prima di tutto si sono macchiati dell'omicidio, e poi hanno sopportato sulla loro pelle la vendetta della strega, perdendo la vita. Si sono sacrificati per la comunità (giusto per tornare all'argomento della precedente recensione) e nessuno lo saprà mai. Nessuno saprà per cosa sono morti.
L'unico testimone di questa vicenda è MacLeod, che dovrà portarsi dietro un grosso fardello, e anche una sorta di eredità.

MacLeod, deciso a fermare Catriona e a salvare Campbell, torna dall'armeno (e sai già che ho apprezzato la scelta che fosse armeno e non ebreo ^^), che fornisce qualche informazione in più. Veniamo a sapere della strega bianca (ah, lo sapevo che c'era stata la mano di un'altra strega! ^^) e poi veniamo informati sulla possibilità di un rituale da svolgere sui tarocchi.
Purtroppo... non si farà a tempo.
I nostri agenti si precipitano alla casa stregata, ma una volta giunti lì scoprono con sconcerto che i tarocchi sono scomparsi. Io stavo per prendermela con i poveri becchini, sai? Invece... no. "Semplicemente" le carte infernali sono tornati dalla loro padrona... Ribadisco: meravigliosamente inquietante!

E abbiamo poi la morte di Wyndham. Terrificante! E' stata una morte molto cruenta, mi è piaciuta molto la descrizione, dettagliata ma non splatter. Ho apprezzato il "colore", per la precisione il rosso vivo del sangue sulla neve bianca.
Facendo una considerazione conclusiva, mi sono piaciute tutte le scene di azione/morte. Le hai gestite con cura, le hai descritte benissimo. Al posto tuo, credo mi sarei sentita in difficoltà, avrei avuto timore di non riuscire a renderle bene. Tu, caro Old benedetto dalle Muse, ci sei riuscito benissimo. E il trapasso del povero Wyndham ha sortito l'effetto sperato in me che leggevo: mi ha scossa, mi ha dato i brividi, mi ha portato ancora una volta a odiare la terribile strega! Ottimo lavoro! ^^
Wyndham era il più spigoloso degli agenti, insieme a Jackson, ma ho provato tanta pena anche per lui.
So che è il mio punto di vista, e che sicuramente qualcun altro l'avrà pensata in maniera diversa, ma io non riesco a giudicare negativamente questi poliziotti.

E con la morte cruenta di Wyndham, la corda si stringe attorno al collo dell'adorato Campbell. E adesso preparati perché su Campbell ho da scrivere un po'! xD
Prima di tutto, complimenti per come hai reso il suo stato d'animo. Sei riuscito a suscitarmi un'angoscia e un tale senso di pericolo imminente che in alcune parti mi si è chiuso lo stomaco. Campbell è l'ultimo rimasto, sente la morte avvicinarsi. E tutto ciò si avverte benissimo.
Il nostro caro agente comincia a isolarsi. Si comporta proprio come un morto che cammina. Come un condannato a morte. Ripeto: sei riuscito a farmi stringere lo stomaco. La scena del Natale, con MacLeod che lo raggiunge, portando i biscotti, è stata dolce-amara. Tutti sono più o meno allegri, apprezzano i biscotti della madre di Alistair, tranne... Campbell. Campbell si è completamente isolato, e non c'è nulla che MacLeod possa fare.
MacLeod, in realtà, tenta il tutto per tutto, recandosi al Tower Hamlets.

La scena nella cripta!!! *_* Meravigliosa! Da vero romanzo gotico!
Partiamo da questa descrizione, che mi ha fatto sdilinquire come l'adolescente fissata col lugubre che sono stata ai tempi: [ Facendosi precedere dal fascio di luce della lanterna, percorse il viale principale, che appariva come un’inviolata distesa bianca, lievemente scintillante nei punti dove si era formato più ghiaccio. Ai lati si intravedevano monumenti funebri coperti di neve e lapidi variamente corrose dal tempo. Mausolei si levavano oscuri tra gli alberi, alcuni con la porta socchiusa in un sinistro invito. ] Ho amato!
Boh, Asso. Io non so più cosa dirti, sai? Sei davvero su un altro mondo, e per me è un onore e una gioia leggere i tuoi racconti.
Arriviamo alla bara della vecchiaccia... e scopriamo che Catriona non solo ha riavuto i suoi tarocchi (che sembrano proprio vincolati a lei), ma ha addirittura aggiunto una carta. Ma tu guarda sta str****!
Ottima l'atmosfera che hai creato. Mi ha tenuto in uno stato di agitazione costante.
Poi... il cadavere si è rianimato e mi è seriamente preso un colpo!
La scena è di una bellezza sopraffina. Tanti, tanti complimenti a te che crei queste cose pazzesche che mi portano ogni volta sul pianeta dei lettori felici! [In un osceno scrocchiare di giunture irrigidite, il corpo stava sorgendo dalla cassa. I suoi movimenti, dapprima scoordinati e lenti, si facevano con inquietante velocità sempre più rapidi e più precisi. ] Panicoooo! Lo dicevo io, che andava fatta flambè! T-T
Alistair se la vede davvero brutta, ma ecco che arriva Campbell a salvare la situazione.
E ora, sì, parlerò di Campbell, che capitolo dopo capitolo si è guadagnato il mio amore di lettrice. Allora. Ormai un po' mi conosci, Old. Amo gli eroi, specie quelli cavallereschi. Il mio amore per il Generale è cosa nota ^^ Però ci sono "eroi" ed "eroi", almeno nella mia opinione. Ci sono personaggi come Ehrenold, come Siwald, o come Adalrich, ad esempio, che combattono con il fuoco negli occhi. Hanno coraggio, forza, sono incrollabili e sembrano non aver paura di niente. Io li ammiro con tutta la mia passione. Poi ci sono gli eroi come MacLeod o come Campbell. Campbell ha paura. Lo abbiamo visto letteralmente divorato dalla paura nelle ultime righe (e ne ha ben donde), eppure, nel momento del bisogno, pur sapendo di andare verso morte certa, affronta la Papessa per salvare il collega/amico. Entrambi i due poliziotti sono assolutamente umani nelle loro paure, nel loro modo di affrontare qualcosa di tanto più grande di loro. Io li ritengo meritevoli di rispetto tanto quanto i rispettabili guerrieri che ho citato.
Campbell, in sostanza, ma ha conquistato con la sua umanità. Con la sua devozione nei confronti dei colleghi, in questo caso nei confronti di Alistair. E Alistair, a sua volta, si è guadagnato il mio rispetto per il suo coraggio tirato fuori a tutti i costi, e per il suo senso del dovere.
La Papessa viene così sconfitta, anche se riesce a completare la lista delle sue vittime.
Come dicevo, ho sperato davvero che potesse esserci un modo per salvare Campbell, tuttavia credo che questo sia il finale migliore.
Mi è piaciuto anche il fatto che MacLeod abbia avuto, per così dire, un "assaggio" di quello che è il legame fra colleghi/fratelli di divisa. Campbell muore per salvarlo, e queste sono cose che restano. Mi ha commosso leggere del protagonista che fino alla fine parla al collega dei pranzi di Natale e dei biscotti... piccole cose che ovviamente non si realizzeranno mai. Ne sono uscita col cuore a pezzi...
In conclusione, questa storia mi ha dato veramente tanto. Non è stato "solo" un racconto horror (ma le tue storie non lo sono mai, sono sempre ricche di tanto altro). Mi sono affezionata sinceramente a questo gruppo di agenti, ho tenuto a ciascuno di loro.
Bella storia, caro compagno di serraglio. L'ho trovata molto originale, e piena di contenuti su cui riflettere. La prosa è sempre la tua, quella che ho imparato a conoscere e che adoro.
Credo che andò a far visita ai "cattivissimi" agenti SS, è da un po' che penso a loro e credo sia ora che torni a trovarli. ^^ Poi, chissà. Accetto tuoi suggerimenti! ^-^
Per adesso ti faccio i miei complimenti per questo fantastico lavoro. Bellissima la ricostruzione della società vittoriana, e meravigliose le descrizioni. Mi hai portato là, fra nebbia e neve, al fianco del caro MacLeod, un altro personaggio a cui penserò con affetto.
Grazie di cuore per questo bellissimo racconto, e alla prossima avventura! (E devo assolutamente assaggiare il vino di melograno!)
(Recensione modificata il 10/10/2025 - 01:49 am)

Recensore Master
08/10/25, ore 17:29
Cap. 3:

Caro compagno di serraglio,
eccomi qui per la mia dose quotidiana di horror vittoriano. Il finale! Il finale è stato... *__* Tanto amore per questo racconto, che mi sta tenendo compagnia in questi giorni di influenza che sembrano non passare mai. Lo sto davvero amando, e spero tanto che le Muse continuino sempre a ispiranti, suggerendoti tante altre storie dell'orrore, che ti riescono davvero tanto, MA TANTO, bene! Sempre tanti complimenti, sono assolutamente ammirata ^^
Ma andiamo a noi!
MacLeod è proprio un gran bel personaggio. Mi piace molto questo giovane agente. E' arrivato in punta di piedi, senza sgomitare, e, compresa la gravità della situazione, ha deciso di rimboccarsi le maniche e procedere con le indagini. Indagini che, fra l'altro, gli hanno portato solo il biasimo dei suoi colleghi. Hai ragione, dovrebbero esserci tanti poliziotti così, e ce ne sono. Ma agenti così non bastano mai.
E, parlando di agenti, mi permetto una breve digressione. Ragionare sul personaggio di MacLeod mi ha portato a riflettere sulla figura del poliziotto in un momento in cui, nemmeno a farlo a posta, le forze dell'ordine sono ancora una volta sotto attacco. Mi riferisco a quel tremendo cartello esposto all'Ateneo di Milano, sugli "sbirri morti".
Sono davvero amareggiata. Chi ha scritto quella roba deve avere il cervello di una formica, ma non cambia le cose. Non tollero questa roba.
Il nostro Paese è pieno di agenti come MacLeod, che magari non devono affrontare una strega irlandese fantasma, ma devono ogni giorno affrontare ben altri sogetti, senza mai sapere se questi tireranno fuori un coltello o chissà che altro... Ma questi omuncoli idioti non ci arrivano.
E niente, vado avanti, perché se parto con questo argomento non la finisco più, e qui vogliamo parlare di belle storie, non della tristezza del mondo reale.
MacLeod, dicevo, è un bravo agente. La visita al Bedlam lo ha lasciato comprensibilmente turbato, e ancora una volta, il nostro protagonista si trova a parlare con Campbell, incontrato al pub. Ho adorato l'atmosfera del pub, che hai ricreato davvero benissimo ^^
I due arrivano a scontrarsi di nuovo. Discutono, chiaramente, perché i loro modi di vedere le cose sono diversi. Campbell protegge i colleghi, e dal suo punto di vista mi è sembrato anche giusto. E' difficile schierarsi in questa circostanza, perché entrambi i punti di vista sono comprensibili. MacLeod è da poco entrato in servizio, non conosce ancora certe dinamiche. E' un agente volenteroso, con bel senso della giustizia. Non è ancora parte del gruppo, non si è ancora "affratellato" con gli altri, perciò è comprensibile che di tutta la storia veda unicamente l'atto cruento che è stato compiuto dai colleghi.
Campbell, al contrario, difende i suoi fratelli/colleghi. Inoltre, lui era presente all'epoca delle malefatte di O’Hanigan. Lui sa, ha visto, conosce.
Il tema che hai deciso di affrontare in questa storia (e io adoro il fatto che proponi sempre qualcosa su cui ragionare, creare dibattito.. i tuoi non sono mai racconti vuoti ^^) non è affatto semplice, azzarderei che è addirittura spinoso.
E' giusto farsi giustizia da soli?
O’Hanigan era un uomo spregevole, un mostro. Nessuno riusciva a fermarlo per paura della madre. E allora gli agenti non hanno trovato altro modo, hanno fatto fuori lui e la madre.
Ciascuno è libero di farsi l'idea che crede, e tu sei stato molto bravo a non lasciar trapelare il tuo punto di vista. Per quanto riguarda me, io sento di stare dalla parte dei poliziotti. E' vero, un agente dovrebbe fare ben altro, non uccidere in questo modo un criminale e la madre di lui. Ma si trattava di una circostanza fuori dall'ordinario. O’Hanigan andava fermato. L'unico neo che posso trovare è l'uccisione di Catriona O’Hanigan. Sì, anche lei è una minaccia, ma si tratta di una minaccia "soprannaturale". Era una strega, ma gli agenti ne erano veramente sicuri? Oppure hanno agito spinti dalla superstizione?
In linea di massima, comunque, non me la sento di biasimarli. Nei capitoli passati ho avuto modo di conoscere alcuni dei poliziotti coinvolti nella vicenda, e mi sono parsi tutti delle brave persone. Non certo dei pazzi esaltati che approfittano del loro ruolo per fare del male agli indifesi.
Purtroppo la loro decisione di sistemare la faccenda con la morte di madre e figlio si è drammaticamente ritorta contro di loro.
"Forse capiresti che ci sono individui che nella loro schifosa vita non potranno fare altro che del male, e vanno eliminati come se fossero bestie rabbiose"
Eh... altro tema spinosissimo. Ancora una volta, posso dare solo il mio punto di vista. Per come la vedo io, quando uno è marcio, è marcio. C'è poco da giustificare, da rieducare, etc etc... Adesso siamo nell'epoca del giustificare sempre e comunque, bisogna recuperare tutti. Bah. Io uno come O’Hanigan lo preferisco all'altro mondo.

MacLeod, intanto, si ritrova un'altra volta davanti l'inquietante vecchietta. Questa figura vestita di nero è sempre più inquietante! Davvero, tanti complimenti a MacLeod che nonostante la paura mantiene un encomiabile sangue freddo!
“Sto cercando l’agente Clifford Adamson, per favore.”
Eh, no! Cavolo!
L'agente Adamson no! Io mi ero affezionata! Non è giusto! T-T
[ La signora emise un suono rauco e fischiante che gli parve una grottesca risata, quindi si voltò impercettibilmente verso Gardner. ]
Aiutooo! Cosa guarda il povero Gardner?? Cosa vuole, signora? Se ne vada!!
Lasci in pace gli agenti che non c'entrano nulla!
Compagno di serraglio, qui bisogna sfoderare l'artiglieria pesante! Scateniamo contro la diabolica vecchia le SS! Ci pensano loro a farla fuori in un attimo! Già me lo vedo l'agente Schneider che la manda a gambe all'aria!
E... anche Adamson, poveretto, se ne va. E in modo atroce.
Ti confesso che ho temuto ritorsioni contro MacLeod per l'avvertimento che ha dato alla polizia di Kennington. Temevo incolpassero lui... poi mi sono detta che sono io che mi preoccupo troppo, perché in effetti non avevano motivo di accusare Alistair per la morte di Adamson.

E torniamo ancora una volta alla casa stregata! *-* Io, manco a dirlo, felicissima! Mi sono immersa volentieri nelle tue descrizioni, in questa bella ambientazione tetra e inquietante. Domandina per te, caro Asso. Giusto una curiosità. Anche tu ascolti ambience quando scrivi? Ho scoperto che molti autori di Efp lo fanno, io inclusa ^^
Ti assicuro che la sortita di MacLeod all'interno della magione mi ha realmente messo i brividi, sono riuscita a figurarmi benissimo tutto, grazie alla tua fantastica narrazione, che ammiro sempre immensamente.
E poi la fiamma che oscilla senza correnti d'aria (cosa che poi capiremo dopo) e quella sensazione di essere osservato... davvero una meraviglia! Non hai davvero nulla da invidiare agli autori del brivido esistiti in passato ^^

Mi è poi piaciuto molto il personaggio di Petros Kasparian, un personaggio che secondo me avrebbe davvero tanto da raccontare. Ho apprezzato che non fosse ebreo, ma armeno. Un po' perché mi piace che i personaggi siano vari, e un po' perché amo molto quel territorio. ^^ Sarei felicissima di farmi un giretto nel suo negozio!
Il signor Petros ha ottime informazioni per noi. Ci parla, infatti, dei tarocchi della Papessa. Io dei tarocchi non so praticamente nulla, perciò ho seguito tutto con grande curiosità. Sarebbe davvero interessante sapere, ad esempio, in che modo Catriona se li è procurati.
Pare che molto del suo potere derivi proprio dalle carte.

[ Siete entrato?”
“Dovevo controllare,” fu la candida risposta.
“La gente del quartiere si sarà fatta l'idea che siate un pazzo, o che abbiate il coraggio di un leone.”
MacLeod fece una breve risata. “Nessuna delle due cose, signore. O almeno spero non la prima. È compito dell'agente di Polizia addentrarsi laddove altri non osano spingersi. Altrimenti, come potremmo contrastare il crimine?” ]

Qui MacLeod mi ha proprio fatto commuovere. Questo ragazzo ha un cuore enorme. Anzi, no. Gigante!
Lo adoro! E spero che tu sia stato buono con lui. Non hai fatto del male al povero MacLeod, vero? Ti prego!

Invece sulle persiane inchiodate e la porta aperta non so che dire. Bisognerebbe prima di tutto capire chi è stato. Gli agenti? Le persone del posto?
“Se ripercorrete la storia della conoscenza, vi accorgerete che è così. Pensate a quante cose venivano credute magia nei tempi antichi. Ora invece la Scienza ci spiega che sono solo fenomeni naturali.”
Verissimo, sono d'accordo. Anche se con il tempo sono diventata molto più elastica, nel senso che tendo a restare aperta alle possibilità. Di sicuro la faccenda della vecchietta e degli agenti morti metterebbe alla prova anche la mente più razionale.

E finalmente Campbell decide di unirsi al gruppo! Ci speravo, e sono stata accontentata! ^^ Cavolo, non ci voglio pensare che mancano solo tre agenti! Solo tre! Ho l'ansia a mille!
E tu ci hai messo del tuo, caro Asso, riportandoci nella casa della vecchia e facendoci trovare la sua mummia! Ancora una volta, stupenda la descrizione della casa. L'hai tratteggiata ogni volta in maniera superba. Riportandoci nella giusta inquietante atmosfera.
I nostri due poliziotti notano l'armadio, e il gioco di luci delle lampade, che sembrano affievolirsi. Ed ecco che si arriva alla soluzione. Dietro il pesante armadio si trova una porta, un passaggio. Con tanto di pentacolo. A questo punto, secondo me, a occuparsi della vecchia non sono stati solo gli agenti. Deve essere stato coinvolto uno stregone, o una strega. Qualcuno incaricato di fermare la Papessa anche dal punto di vista spirituale...
Meravigliosa la descrizione della stanza! Poi però tutta l'attenzione è per gli agghiaccianti resti della vecchia strega. Mi ha proprio messo spavento!
Ma la cosa più inquietante è che il cadavere ha davanti a sé la tavola con le carte. Otto carte. Cinque delle quali già girate. E' stata una sorpresa scoprire che ogni morte è collegata alla figura di una delle carte, sei stato proprio geniale! Bello, davvero! Mi è piaciuta tantissimo come trovata! ^^
Mi è piaciuto meno scoprire che altre tre carte sono già pronte. MacLeod pensa bene di farsi spoiler e le volta, scoprendo La Forza, La Luna e La Papessa. Ti confesso che "La Luna" mi ha incuriosita parecchio. Che morte sarà?
Ad ogni modo, nel dubbio, avrei dato fuoco a tutto.
Santi numi, com'è possibile che le scarpe siano infangate? La mummia si è mossa? Avrò gli incubi! O.O
MacLeod e Campbell, dico sul serio, date fuoco a tutto! Per carità! Non ce l'avevano il lanciafiamme in dotazione i poliziotti vittoriani? No, eh? No, mi sa di no...
Cavolo, Old, questo capitolo è stato un crescendo di tensione che ho follemente amato! Davvero non so più cosa dire per esprimerti la mia stima.
Scrivi divinamente, e racconti storie bellissime! Sono sempre più felice di aver scoperto su questo sito un autore così capace, non mi capacito di tanta fortuna! E il mio augurio è che tanti altri possano scoprirti, perché i tuoi lavori meritano davvero tanto. Meritano la pubblicazione.
Per quel che vale, hai una fedele lettrice che ormai si è trasferita in pianta stabile nel tuo profilo!
Ci ri-leggiamo al gran finale! Non sto nella pelle dalla curiosità!
A presto!
(Recensione modificata il 08/10/2025 - 05:30 pm)

Recensore Master
06/10/25, ore 19:26
Cap. 2:

Ciao Old! ^-^
Che capitolo IMMENSO! E non mi riferisco alla quantità di mappazza (che è sempre apprezzabile e gradita) bensì al contenuto. Mi sono letta il capitolo in piena notte, nel pieno silenzio, ed è stata una fantastica esperienza, perché è così che amo leggere gli horror. In questa seconda parte si scoprono davvero tante cose. Dire che ho letto appiccicata allo schermo è poco. Possiamo dire che lo schermo l'ho praticamente abbracciato!
Alistair MacLeod mi sta piacendo sempre di più. Sarà anche un agente in servizio da poco, ma c'ha degli attributi di tutto rispetto. Voglio dire, in quella brutta casa inquietante non entrava nessuno, manco i gatti randagi secondo me, ma lui ci entra. E il bello è che tu non lo descrivi come Superman, tutto fiero, baldanzoso etc etc... MacLeod ha paura, come un normale essere umano, però prevale in lui il senso del dovere (oltre a una sana curiosità), e ciò gli dà la spinta a superare le barriere del timore.
Ma ci arrivo dopo alla casa della Papessa, perché ci sono tante altre cose di cui parlare prima di arrivare a quel punto.
La prima parte, ad esempio, è di una bellezza disarmante. La descrizione dell'ambiente esterno mi ha lasciato a bocca aperta. [ Nel cono di luce del lampione stavano turbinando enormi fiocchi candidi, regnava il gran silenzio tipico delle nevicate. ] Quanta bellazza, caro Asso. Ho immaginato la scena. E mi sono venute in mente alcune vecchie cartoline. Davvero un'immagine suggestiva, complimenti.
Alla scena del paesaggio innevato, si aggiunge poi il calore della stufa, e poi il sapore del tè caldo... magnifico, dico davvero. Sai davvero come trascinare il lettore nei tuoi racconti ^^
Ciò detto, troviamo il nostro giovane agente intento nel suo lavoro. E tutto procede, fin quando anche lui non si imbatte nella vecchietta di nero vestita...
“Sto cercando l’agente Jackson, per favore.”
Ahia.
Via un altro.
Complimenti al cuore di MacLeod, che non crepa di spavento dopo essersi ritrovato di fronte la signora. Il nostro si lancia addirittura al suo inseguimento, ma arriva troppo tardi, perché pure Jackson è morto (male).
Hai descritto tutto meravigliosamente, trasmettendo una bella inquietudine.
Il freddo, il suono del campanile, il silenzio ovattato del paesaggio innevato... Le Muse non ti abbandonano mai ^^
In questo capitolo pare esserci conferma della mia ipotesi sul fantasma, anche se per un attimo ho pensato di essermi sbagliata. Mi riferisco a quando MacLeod trova le impronte della vecchia sulla neve. Però forse anche le impronte fanno parte della "manifestazione" di questo fantasma.

La morte del povero Jackson è chiaramente l'ennesimo campanello d'allarme, e ormai anche fra i colleghi di MacLeod comincia a serpeggiare una certa inquietudine, anche perché la lista si accorcia.
Wyndham, ad esempio, è sempre più nervoso. E mi sa tanto di dead man walking.
Ma anche Webster è sospetto. Da essere amichevole, cambia di punto in bianco quando il giovane agente lo raggiunge nell'archivio. Non sarà che è stato lui a modificare il fascicolo di O’Hanigan?
MacLeod passa poi a mettere sotto torchio - si fa per dire - Campbell. E anche quest'ultimo mostra dell'aggressività quando gli vengono rivolte determinate domande...
Sul fatto di considerare i colleghi come una famiglia, sono d'accordo. Nel senso che l'ho sentito dire spesso ad agenti e carabinieri, e non fatico a credere che sia vero. Del resto, immagino che un poliziotto o un uomo dell'Arma trascorra più tempo con i colleghi che con la famiglia. Però anche il ragionamento di Alistair non fa una piega: come cavolo faccio a fidarmi dei colleghi quando tira un'aria di omertà da far paura?
L'idea che mi sono fatta, e che questo fosse realmente un gruppo di agenti affiatato e unito in modo sano, ma qualcosa (e quel qualcosa lo scopriamo più avanti) ha guastato tutto. Perché i segreti sono la morte della fiducia, c'è poco da fare.
Lo stesso MacLeod comincia ad avere dei segreti, perché torna nuovamente in archivio, fruga fra i dati dei colleghi, cerca informazioni e indaga da solo.
Tutto viene fatto con le migliori intenzioni (così come agirono i suoi colleghi in passato), tuttavia si creano inevitabilmente delle fratture.

Ovviamente ho amato tutta la parte delle indagini. Ho trovato fantastica l'avventura di MacLeod a casa della Papessa. Prima di tutto, ancora complimenti per le descrizioni così vivide e accurate. Hai proprio reso il degrado della zona, unito ai miasmi che si levano dalla conceria. Ho adorato i dettagli, specie i più semplici, come la palla di stracci che i ragazzini usano per giocare.
Il periodo vittoriano - che riesce ancora oggi a incantarci - era una grande contraddizione. Mi ha sempre dato questa idea. Da un lato facevano tanto i castigati, dall'altro erano pieni di vizi. E poi stiamo parlando di un periodo di progresso tecnologico che si accompagnava, però, allo sfruttamento minorile più feroce. Ce ne hanno parlato autori come Oscar Wilde, ad esempio, o Charles Dickens.
Tu hai saputo rappresentare tutto questo altrettanto bene, e, al solito, mi sdilinquisco per la tua bravura e per la precesione con cui ogni volta affronti ogni racconto.
Ma torniamo alle indagini di MacLeod.
Sfuggito alle grinfie di una prostituta (santi numi, manco la divisa da poliziotto mette in salvo dalle molestie, e l'agente Stevenson può confermarlo!), il nostro protagonista arriva all'indirizzo legato al nome di O’Hanigan.
Il mio vocabolario si arricchisce di una nuova parola: abituro.
Grazie, Old! Con te non finisco mai di imparare, ed è sempre una bellezza. Non finirò mai dire che le tue storie, oltre ad appassionarmi, non mancano mai una volta di insegnarmi. ^^

La descrizione dell'antica casa è stata pazzesca! Da brivido! E se già dall'esterno faceva accapponare la pelle, all'interno è stato anche meglio. MacLeod entra e... subito un pentacolo che tracciato con la vernice rossa. Con una red flag così c'era solo da voltarsi e andarsene.
Ma il nostro agente non lo fa, e si addentra nella fosca dimora. E qui hai dato il meglio di te, caro Asso, riportandoci odori, rumori, colori. Hai giocato come un pittore dotato di tavolozza, rappresentandoci tutta la miseria di questa antica dimora ormai abbandonata. Facendoci avvertire la strisciante minaccia.
A mio parere, un racconto veramente horror deve essere in grado di generare sgomento senza che la cagione dell'inquietudine sia manifesta. E' fantastico quando la creatura, qualunque essa sia, si rivela. Ma quanto sono più belle quelle scene in cui è ancora tutto sospeso, e dell'essere si avverte solo la minacciosa presenza?
Ecco, io ho avvertito tutto questo durante l'esplorazione dell'abitazione. ^^
Troviamo un dipinto di Catriona O’Hanigan, davvero inquietante. E poi il motivo ricorrente degli specchi coperti. Una pratica che si usava spesso, anche in certe zone d'Italia. Si faceva in caso di morte, affinché gli spiriti non venissero intrappolati.
Cosa può significare in casa O’Hanigan? E' stata la Papessa, o è stato qualcun altro?
Mi sono sentita sollevata quando MacLeod è stato richiamato indietro dalla ragazza.
La giovane è stata davvero carina a preoccuparsi per l'agente (il nostro Alistair avrà fatto colpo? ^-^) Inoltre, Gwen ci delizia dandoci una preziosa informazione.
E' infatti lei a parlarci della Papessa Nera. Una figura che la spaventa tantissimo.
Tutto vero? Oppure superstizione?

Ho particolarmente apprezzato la piccola parte relativa alle leggende inquietanti! *-* Sono il genere di racconti che amo, e che raccolgo da una vita, spesso chiedendo a nonni e parenti. Quella del cadaverino di un bimbo ucciso è stata decisamente inquietante! Ma anche quella dei ratti posseduti dal demonio mi è piaciuta!!

Qui, però, la faccenda pare proprio seria. E l'elemento soprannaturale sembra esserci per davvero.
Il nostro agente continua a indagare, e le indagini lo portano al Bedlam, dall'ex agente Clifford Adamson. Ancora una volta, ho amato lo spezzato sulla società. I manicomi considerati quasi alla stregua di un parco divertimenti, e gli infermieri che chiedono un pagamento per avere delle informazioni.
L'incontro con Adamson è stato illuminante, perché l'agente ha avuto molto da raccontarci.
Ecco la verità.
O’Hanigan era il peggiore dei mostri, ma nessuno osava fargli nulla per paura della madre Catriona, la Papessa nera. Effettivamente la magia irlandese non è da sottovalutare. Chissà a queli arcane energie poteva attingere Catriona O’Hanigan. Una magia così forte da andare oltre la morte?
Ad ogni modo, il gruppo di agenti che conosciamo decide di fare giustizia. O’Hanigan viene ucciso, e così anche la madre. Doveva restare un segreto "in famiglia", diciamo. Eppure qualcosa è andato storto. Tutto fa credere che Catriona sia "tornata", per reclamare la vita degli uomini che hanno ucciso suo figlio.
E' tutto molto misterioso, e parecchio affascinante. Questa storia ammalia davvero, mi ha assolutamente conquistato, e ho un sacco di cose su cui ragionare.
Che dire? I tuoi horror sono per me motivo di altissimo sdilinquimento, ecco perché devo centellinarli, non voglio restare senza! ^^ Si percepisce chiaramente che il genere ti piace. Conduci il tutto con assoluta mastria!
Bravissimo caro Asso, sempre tanta, tantissima ammirazione! E grazie per questa bellezza di storia! I miei più sinceri complimenti, recapitati in un gigantesco calderone! ^-^
A presto!!
(Recensione modificata il 06/10/2025 - 07:27 pm)

Recensore Master
04/10/25, ore 19:28
Cap. 1:

Caro Asso, ariecchime ^.^
Ormai un po' mi conosci, almeno per quanto riguarda le questioni letterarie, quindi puoi immaginare con quale entusiasmo ho cominciato la lettura di questo racconto.
Londra vittoriana. Horror. Strade buie umide di bruma. Morti misteriose.
E' il mio habitat, e io ci sguazzo felice!
Io ci avrei visto bene anche un vampiro, ma credo che in questo caso sarebbe stato terribilmente fuori luogo (ma se un giorno vorrai cimentarti in una storia sui vampiri, mi sentirai strillare di gioia fino a casa tua! xD)
Ma bando alle ciance, passo a commentare, perché questo capitolo è stato qualcosa di sublime. Bellissima questa Londra che hai ricostruito. Una Londra fosca, nebbiosa, tetra, avvolta dalla nebbia. Il massimo per la sottoscritta! Fra l'altro, hai scelto un quartiere niente male... Whitechapel! Zona malfamata dell'East End, luogo di massimo degrado e poi terreno di caccia di Jack lo Squartatore.
Credo non fosse una passeggiata fare il poliziotto in quella zona..
Io ai tuoi agenti mi sono già affezionata, ed è bastato un capitolo. ^^
Sembrano tutti dei bravi ragazzi, anche quelli che sono poi rimasti uccisi. Dico "sembrano" perché ci sono delle cose che ancora non mi sono chiare. Ho dei dubbi che devono essere risolti, ma ci arrivo fra poco.
Ad ogni modo, Hayes, Pierce e Banks fanno una fine a dir poco tremenda.
Seguirli nella loro ultima ronda è stato interessante, perché in ciascuna delle tre scene ci hai comunque regalato dei focus sulla Londra del periodo, ricostruita magistralmente.
Con Hayes andiamo da Raglan's Rest, e viviamo proprio l'atmosfera da pub. Almeno dall'esterno. Mi è piaciuta molto l'atmosfera, con l'oste che aspetta le birre. E lo scampanellio del carro trainato che mano a mano si avvicina? Molto creepy!
Devi sapere, caro compagno di serraglio, che solitamente non amo usare termini stranieri quando se ne possono usare di italiani... ma in questo caso "creepy" rende proprio l'idea. Sì, mi ha fatto accapponare la pelle immaginare questo rumore che si avvicina nella nebbia.
Interessante anche l'ora del Lupo, che non conoscevo. "È l'ora in cui il sonno è più profondo e gli incubi sono più vividi". Wow! Una frase da racconto dell'orrore che ho gustato come un dolce prelibato. Bella bella bella!
E cosa succede nell'ora del Lupo?
I cavalli che tiravano il carro impazziscono all'improvviso, e travolgono il povero Hayes. Qui mi sa tanto di intervento soprannaturale...

Non va meglio al povero Pierce, che ho apprezzato per il suo modo di approcciarsi alla giovane prostituta. La povera Molly è già sulla via del tramonto. La poverina è consumata dalla tisi, perciò ha ormai ben poco da conservare. L'agente le dona del denaro con la speranza che la ragazza lo usi per mangiare, ma non stupisce il fatto che lei, probabilmente, spenderà tutto per acquistare da bere. Del resto, sta morendo...
Io ancora mi domando e mi chiedo come fosse possibile che proprio in quell'epoca ci fossero donne che solevano truccarsi per ricreare su di loro gli effetti della tubercolosi. Bah.
Ad ogni modo, qui fa la sua comparsa la signora vestita di nero, e capiamo subito che qualcosa non quadra. Pare proprio che la donna abbia attirato Pierce in una trappola. Il nostro agente finisce in una delle torri del "castello" e la costruzione gli cade addosso.
Comincia a delinearsi uno schema.
Sia Hayes che Pierce sono morti nell'ora del Lupo e hanno avvertito una sensazione di gelo. Refoli freddi vengono spesso associati ai fantasmi. Si tratterà di questo?

E andiamo a Banks, al quale spetta (almeno per ora) la fine più atroce: fatto a pezzi da un macchinario. Anche lui vede la donna. Suonano tre rintocchi. Avverte una sensazione di freddo. Ed è finita.

Al momento, caro Old, mi sento di puntare sul fantasma. Ma vedremo, è effettivamente presto per fare congetture. Intanto posso dire che ho amato molto le tre scene, che ho trovato davvero ben descritte e decisamente inquietanti. Mi hanno trasmesso i brividi giusti, quelli che ci si aspetta da un bel racconto dell'orrore classico. E poi le tue descrizioni... poesia! Hai ricreato ogni ambiente con grande maestria. Ho amato in particolare quello della fabbrica! Bravissimo, davvero ^^
E mi sono piaciuti gli accenni alla situazione di degrado del quartiere. I poliziotti si imbattono spesso in persone povere... penso ad esempio al bambino rannicchiato in un fagotto di stracci incontrato da Pierce.
Davvero un bel lavoro di ricostruzione, mi sono trovata a fare la ronda insieme agli agenti, ed è solo merito tuo. Sei una garanzia, questo è chiaro! ^-^

Passiamo ai vivi (o agli ancora vivi). Ho apprezzato che, fra un incidente e l'altro, siano stati inseriti i commenti degli agenti che parlano della morte dei colleghi. Chiaramente tutti pensano che si tratti di terribili incidenti, chi andrebbe mai a pensare all'elemento soprannaturale?
A me, però, la signora in nero non la racconta giusta...

Facciamo la conoscenza di MacLeod, il nostro protagonista. Un giovane agente che ha da poco preso servizio, e che quindi è smanioso di imparare e di mettersi alla prova. Come accade spesso quando si è novellini, si deve fare i conti con i muri eretti dai colleghi più anziani, e ringraziare quando ne trovi uno che, invece, si mostra un po' più disponibile.
MacLeod ci mette poco a farsi venire dei dubbi. L'illuminazione arriva definitivamente quando il giovane si trova a lavorare con Webster (personaggio che già adoro *-*). Diciamo tranquillamente che io mi divertirei un mondo a dare una mano a Webster in archivio. Posso solo immaginare cosa c'è in tutti quei faldoni. Casi inquietanti, casi misteriosi, casi spaventosi... ma anche casi che fanno morir dal ridere, perché le persone, caro compagno di serraglio, sono capaci della peggiore idiozia.
Ad ogni modo, passando un po' di tempo con Webster, MacLeod sente nuovamente parlare della signora in nero. Pare proprio che questa donna si sia presentata ogni volta che è morto l'agente... diamine, questo sì che è proprio inquietante!
MacLeod decide di fare un'altra sortita in archivio e cerca che ti cerca... salta fuori il caso di Malcolm O’Hanigan.
Cognome irlandese. Interessante.
Malcom è morto il primo di novembre, alle tre di notte. Direi che c'è un forte collegamento con la morte dei tre agenti. Un collegamento pare proprio esserci, perché MacLeod scopre che Hayes, Pierce e Banks erano presenti all'arresto del deliquente. E non c'erano solo loro. La lista è lunga e credo che l'assassino abbia appena cominciato a spuntare i nomi.
Come è morto O’Hanigan? Non lo sappiamo. E questo mi fa pensare che sia morto durante l'arresto, anche per via di un errore. Non penso che gli agenti lo abbiano ucciso di proposito.
Quel che è certo, è qualcuno o qualcosa ha preso di mira quegli agenti.
Dalla morti di O’Hanigan sono trascorsi sette anni. La vendetta arriva dopo sette anni. Perché sette? Devo approfondire questo numero.

Sospette sono anche le reazioni dei poliziotti ancora vivi. Basti pensare a come cambia atteggiamento Kelsey quando il nostro giovane agente gli espone le sue preoccupazioni. E poi Jackson. Anche Jackson non c'è andato piano.
Mi sa tanto che questa faccenda di O’Hanigan è davvero scomoda. Mi viene da pensare a una morte per errore.

Molto bello il dialogo finale fra MacLeod e Campbell. Campbell mi è simpatico, e il fatto che sia sulla lista mi preoccupa parecchio... Mi è piaciuta la lezione "da agente" che Campbell dà al giovane MacLeod. Sappiamo il nostro poliziotto ha riportato a casa quello che pensava essere un ragazzino scappato dalla famiglia. In realtà, la situazione è ben diversa, e Campbell invita il giovane collega a osservare bene i dettagli. "Un tugurio sordido, miserabile, buio e gremito di ragazzini di varie età cenciosi e sporchi. La madre era una donna ossuta, con i capelli scarmigliati e la gonna rattoppata, del padre non s’era trovata traccia". Quel ragazzino, non era scappato. Era stato dato a un bordello per soldi.
Credo che la capacità di osservare, di cogliere certi dettagli, sia una dote preziosa per un agente. Tempo fa, parlando con un poliziotto, mi sentii dire una cosa del genere. Bisogna osservare, arrivare a capire il pericolo prima che si manifesti, oppure interpretare una situazione dai piccoli segnali. Insomma, ci vuole l'occhio allenato.
In questo caso, Campbell consiglia al collega di non intromettersi in faccende che non lo riguardano. Bene, rivangare il passato non serve a nulla. E sono d'accordo. Ma quando è il passato che viene a cercarti, come si fa? ^^"""
Sì, sono decisamente in ansia per Campbell.
Credo però che MacLeod non mollerà l'osso. Il caso lo ha preso, e intende andare fino in fondo.
Io, di sicuro, sono stata presa all'amo da questa storia e intendo arrivare fino in fondo! ^^ Caro compagno di serraglio, si preannuncia un altro capolavoro.
Che bellezza questa Londra che hai ricostruito, e il caso, poi, è assolutamente avvincente. Io per ora punto tutto sul fantasma, anche se non mi è ancora chiaro chi sia/cosa voglia la vecchia.
Ancora una volta le tue descrizioni hanno fatto la magia! Siamo andati a spasso per strade nebbiose, facendoci luce con fioche lanterne, visitando uno dei quartieri più malfamati della città.
Come sempre, tanti, tantissimi, complimenti. Credo davvero che tu possa scrivere ogni cosa, tutto ciò che crei è arte. Io sono qui, felicissima di leggere e di farmi portare in giro per le epoche, e per i mondi.
Grazie per questa bellissima esperienza di lettura, ci rileggiamo al prossimo commento!
Un caro saluto (a distanza di sicurezza per non passarti la peste)
(Recensione modificata il 04/10/2025 - 07:30 pm)

Recensore Veterano
05/11/21, ore 18:17
Cap. 4:

Ciao, carissimo!
Credo che questa sia la storia che ho impiegato più tempo per leggere in assoluto... mi dispiace.
In ogni caso il finale è perfettamente sensato (molto triste, per carità, povero Campbell), perchè la malvagia strega irlandese non può essere di certo sconfitta da un paio di Ave Maria al momento della sepoltura. Calcola che io, al posto dei due scozzesi, mi sarei fatta prendere dal panico più completo e avrei davvero bruciato subito tutto, per poi fuggire in un posto caldo e assolato.
Credo che una delle cose più inquietanti di questo capitolo (oltre all'ovvio) è il fatto che nessuno crede a McLeod, quando lui fa notare che forse non è tutto finito. Ma perchè nessuno ascolta mai i protagonisti? Non hanno ancora imparato che se la vicenda è su di loro un motivo c'è?
Mi è piaciuto come hai costruito lentamente la relazione tra i due personaggi (romantica o platonica che sia, mi ha conivolta, e l'ho pure letta con un pausa di un mese in mezzo), specialmente la parte dei biscotti. E' tenero il nostro scozzese, a preoccuparsi per l'altro, ed è anche per questo che la morte di Campbell è triste: la reazione di Ally è devastante.
In questo capitolo ci sono gli ultimi due cronotopi del romanzo vittoriano che mancavano all'appello: il cimitero e il Natale (che fra te, Dickens e gli sceneggiatori di Doctor Who, non so chi me l'abbia reso più inquietante).
A questo punto mi sorge solo una domanda, perchè sono lenta a capire: l'ultima carta, quella della morte, è per la papessa o per Alastair?
Evabbè, enniente. Nel dubbio sii scozzese e brucia le streghe.

Come al solito ti rinnovo i miei complimenti, anche perchè è raro trovare storie di horror esoterico che non sfocino nello splatter orribile. E poi, che te lo dico a fare, dal punto di vista storico sei perfetto come sempre. Davvero, leggere i tuoi racconti storici è sempre un qualcosa.
A presto!^^

Recensore Veterano
23/09/21, ore 20:14
Cap. 3:

Ma ciao, carissimo!^^
eccomi qui, e scusa l'assenza.
Comunque ti giuro che al momento sono terrorizzata: nonostante faccia caldo qui, ed io mi trovi in un ambiente molto ben illuminato, mi pare di sentire il gelo e mi aspetto che un cadavere compaia dietro di me da un momento all'altro (è anche colpa mia, che sono scema e sono venuta meno alla sacra regola di non leggere l'horror di sera).
In effetti, ecco, Campbell non ha tutti i torti: così, dal di fuori, so' boni tutti a giudicare la self justice. Però il figlio di una strega irlandese non è esattamente nella top ten vittime raccomandate.
Comunque i miei rispetti al coraggio scozzese dei nostri eroi, che io avrei fatto le valigie al capitolo uno. E invece McLeod continua ad indagare (e vedo che hai inserito un altro topos del romanzo vittoriano: il negozio dell'ebreo- armeno, nel nostro caso).
Alla fine, quando i due ritrovano il cadavere dell'amabile signora (rimando a psycho?), stavo morendo di paura. Ma è interessante l'idea dei tarocchi, che danno anche una specie di flashfoward sul resto.
Come sempre, sei bravissimo, davvero. Adesso vado, non so, a cercare immagini di cuccioli o roba simile per placare la paura.
A presto!

Recensore Veterano
05/09/21, ore 12:06
Cap. 2:

Carissimo,
hai un vero e proprio talento per gli horror; ad un certo punto la descrizione era talmente perfetta che sembrava di essere all'interno di un survivalist horror game. E poi, a costo di sembrare ripetitiva, mi devo veramente complimentare per l'accuratezza dei tuoi racconti. Specialmente, qui hai davvero colto nel segno, e hai ben trasmesso il disagio e l'inquietudine che trasparivano dalla società vittoriana, così rispettabile e decorosa all'esterno, ma piena di contraddizioni, povertà e miseria all'interno, proprio come i poliziotti, che continuano a dire che non è accaduto nulla, ma mi sembrano falsi come gesuiti (espressione romana della quale ignoro l'origine, nulla di personale contro i gesuiti).
Sono anche presenti i cronotopi del dramma vittoriano, come i manicomi, whitechapel e i quartieri miserabili di Londra.
Ha ben ragione il nostro scozzese a pensare che la razionalità non abbia nulla a che fare con questa faccenda. Infondo si narra che anche Arthur Conan-Doyle facesse menzione di casi mai risolti da Holmes, perchè avevano a che fare con l'occulto (cioè, non è che si narra, è che sono matta io e mi sono informata sull'argomento, e un paio di racconti così ci sono davvero).
In ogni caso il capitolo offre due spunti di riflessione: il primo è che la vendetta senza processo -per quanto di base avessero ragione i poliziotti- non porta a nulla di buono (soprattutto se ci sono di mezzo le zingare irlandesi) , il secondo è che, se l'unico che ci capisce qualcosa è in un manicomio vittoriano, allora c'è la spia di un problema.
Bravo come sempre, a presto!^^

Recensore Veterano
30/08/21, ore 12:40
Cap. 1:

Salve, carissimo^^
Questa è un'altra storia che meritava una recensione migliore di quelle che avevo lasciato (le ho rilette- sono tremende. scusa.) inoltre non mi ricordo bene la trama, ma ricordo che la storia mi era piaciuta moltissimo.
e infatti.
Londra vittoriana, tanto per incominciare: un'ambientazione che io adoro. E non si parla dell'upper class britannica, ma dei bassifondi, che tu descrivi con uno stile quasi dickensiano. E i dialoghi sono magnifici, come al solito: da essi si riesce ad intuire il carattere del personaggio.
Poi adoro il protagonista: il poliziotto scozzese, forse più sveglio di quel che sembra.
misteriosi incidenti notturni, che hanno ben più di un'aria esoterica, e soprattutto i poliziotti londinesi, che sono figure quasi emblematiche dell'epoca.
(e per questo la gran bretagna è perfetta: conosco britannici che sostengono che lì è ancora molto forte la superstizione riguardo ai fantasmi e al soprannaturale in generale).
rinnovo tutti i miei complimenti che a 'sto punto saprai a memoria.
ho intenzione di continuare la lettura il prima possibile.
a presto!^^

Nuovo recensore
03/02/21, ore 13:27
Cap. 4:

Ciao!

Girovagando ho trovato questa storia. Memore di quelle tue che ho letto, l'ho subito divorata. Se c'è una cosa che mi inquieta sono proprio i tarocchi, li ho sempre trovati affascinanti e spaventosi allo stesso tempo. Puoi immaginarti i brividi leggendo questa storia, quindi.

Hai saputo davvero ricreare il clima cupo e brumoso dell'Inghilterra vittoriana, i miei complimenti per questo horror gotico!

Recensore Junior
01/11/19, ore 15:26
Cap. 1:

Eccomi!
Che dire?La storia ideale per il giorno dei morti(è pure nuvolo qui)
Far uccidere tutti in base ai tarocchi è un'idea molto originale,non ci avrei mai pensato nemmeno in 200 anni. Le Isole Britanniche sono affascinanti,la magia celtico-druidica le pervade ancora,certo,forse non l'Inghilterra ,ma l'Irlanda e la Scozia sono terre magiche e fiabesche. Di certo la signora strega era una maga celtica(o discendente di maghi celti). E ,come penso si sia notato,amo i celti.
Spero che tu scriva ancora con questa ambientazione(magari in Irlanda),ne verrebbero fuori dei gioiellini e quei Paesi sono l'ideale per storie del genere

Nuovo recensore
16/06/19, ore 20:51
Cap. 1:

Sto leggendo tutte le tue storie piano piano,o meglio quelle con l'ambientazione che mi attira(che vuoi farci,noi disoccupati ne abbiamo di tempo libero XD) quindi eccomi qua
Cioè,Londra vittoriana?Davvero?Tarocchi?Streghe?Vuoi che muoro?
Per me questa è la seconda tua storia più bella(mi spiace ma Figlio dell'inverno non si batte)
Hai un talento naturale per il dark e il mistero. L'horror di questo genere purtroppo scarseggia e per me che sono una sua fan è molto doloroso. Praticamente uno deve affidarsi a Stephen King per questo genere e....no,non va. Le libreria sono piene di thriller tipo Stieg Larsson,tristezza
Comunque ...dai che forse ce la faccio a fare la top 10 delle tue storie XD
Alla prossima!

Recensore Veterano
16/10/18, ore 10:38
Cap. 4:

Recensione premio per il primo posto nel contest "Asylum" Un'altra storia da aggiungere all'elenco di quelle che ho adorato. Ho avuto l'impressione di un romanzo di appendice con parecchie richiamo alle storie di Poe, un misto perfettamente equilibrato tra horror, storicità e thriller ma senza che uno prendesse sopravvento sull'altro. Anche gli elementi più macabri e splatter sono stati accennati senza quelle fastidiose insistenze nauseanti così come gli aspetti più inquietanti e ansiogeno sono stati distribuiti in maniera sapiente. Equilibrio, coinvolgimento ed emozione sono gli elementi che rendono questa storia incredibile e piacevole. Il mistero viene dipanato lentamente, con un ritmo che permette di tenere sempre alta la tensione e l'attenzione, con un accelerazione impercettibile all'inizio ma sempre maggiore, che corre di pari passo con l'ansia e l'angoscia dei personaggi. Altro elemento arricchente sono proprio i personaggi: ciascuno di loro ha un tratto distintivo, qualcosa che permetta di identificarlo subito con una maggiore attenzione per Alistair e Charles (che segretamente ho shilppato fino all'ultimo). Alistair mi piace tantissimo: è intraprendente, curioso, tenace e deciso, a volte impulsivo e impertinente ma essendo spinto da buona volontà e altruismo sono difetti perdonabili, anche in relazione alla sua giovane età. Charles è quello più "esperto" ma schivo e riservato, è gentile e disponibile con MacLeod ma è quella cortesia fredda, senza particolari dimostrazioni se non, alla fine, il sacrificio estremo. Credo che la morte di Charles abbia più senso: dà alla storia un finale non completamente lieto è positivo; la papessa è stata sconfitta ma è riuscita comunque a compiere la propria vendetta e completarla, Alistair non è riuscito a impedire che i suoi colleghi morissero e la donna ha terminato il proprio compito e raggiunto il proprio scopo. Questo finale con un retrogusto dolceamaro è coerente con la storia. Altra cosa che ammiro molto nei tuoi racconti è la storicità e la precisione con cui descrivi i periodo storici attraverso ambientazioni, contesti e dettagli: dissemini la tua storia di spie che ti permettono di inquadrare subito il tempo e lo spazio in cui è ambientata. C'è sempre una ricerca ampia e puntigliosa e mi chiedo se sia una tua passione, un tuo oggetto di studio o la mera volontà di essere il più verosimile possibile. In ogni caso complimenti perché ogni volta mostri scenari particolareggiati e vivaci, descritti in poche ma precise pennellate. In questo caso hai fornito squarci della Londra povera e degradata della rivoluzione industriale con richiami anche a Dickens, hai nominato credenze, superstizioni e modi di dire (i poliziotti chiamati raw lobster, o i diversi modi in cui gli scozzesi definiscono i sassoni e viceversa) calando completamente il lettore nella storia. Credo che la tua massima capacità sia proprio questa: immergere completamente il lettore, coinvolgerlo interamente al punto da ritrovarsi a sorseggiare thè accanto a una stufa o vino di melagrana tra pile traballanti di libri, a esplorare la casa stregata e il cimitero. Le tue storie sono immersive e questa non è da meno; grazie all'impianto che le hai dato, al mistero da risolvere e alla tua capacità di emozionate il lettore e avvincerlo credo sia una delle storie che ho letto con maggiore partecipazione.

Recensore Master
05/07/18, ore 21:20
Cap. 4:

Recensione premio per il contest "In Medio Stat Virtus" 5/5

Carissimo, eccomi arrivato alla conclusione di questa storia. Sinceramente? Mi aspettavo un finale del genere, ma sei riuscito ancora a stupirmi un po': prima la morte del ritirato sbranato dai cani, poi l'ubriaco agganciato per la mandibola... oddio, ma come ha fatto un gancio attaccato a una catenella a prenderlo proprio sotto il mento? Già l'immagine è raccapricciante di suo, per di più c'è anche il sentore della magia nera della Papessa/strega...
Infine, la lotta corpo a corpo con l'agente MacLeod dopo essersi alzata dalla tomba... ok che è soprannaturale, ma questa proprio non me la spiego. Ci sta che per il patto narrativo io accetti il suo risveglio dalla cassa, ma come ha fatto a combattere e a farsi toccare dal ragazzo senza sbriciolarsi o qualcosa di simile? Va bene che Catriona era mummificata e tutto quanto, però non penso che il suo corpo fosse così resistente! Ti dirò, infine, che la morte di Campbell è la scelta giusta, completa davvero la trama, ma ho un dubbio sulla tempistica: hai avuto la meravigliosa idea di aggiungere un'ultima carta, la Morte, a simboleggiare la fine della Papessa in modo definitivo, però non capisco una cosa. La strega è morta prima di Charles, nonostante la sua carta fosse l'ultima: è vero che l'aveva già colpito mortalmente, ma non mi torna del tutto; ovviamente l'ultima scena è molto toccante, e come in ogni classico si può dire davvero che è tutto finito (ovviamente, si sa che il fuoco distrugge ogni cosa... farlo un pochino prima no?). Chissà che non ci sia un sequel, prima o poi, ma magari un prequel sugli omicidi che la vecchia faceva da viva con le su belle carte secolari... ok, divago troppo, ma questa storia mi è piaciuta veramente tantissimo, nonostante i brividi: le mie liste aumenteranno di un altro po'...

Per le recensioni premio posso dire di aver finito, almeno con te. Al prossimo contest allora, il prossimo sulle originali dovrebbe arrivare per i primi di Dicembre^^ Ma, ovviamente, continuerò a leggere le tue nuove pubblicazioni e, perché no, fare anche qualche saltino indietro. Alla prossima carissimo, un saluto!
mystery_koopa

Recensore Master
05/07/18, ore 19:58
Cap. 3:

Recensione premio per il contest "In Medio Stat Virtus" 4/5

Ok, caro Old, questa volta i brividi me li hai fatti venire davvero.
In questo capitolo non ci sono state altre vittime ma... oddio, la Papessa mummificata che la sera si veste di nero e si copre la faccia per non farsi vedere direi proprio che da sola basterebbe e avanzerebbe; poi, ovviamente, si passa alle carte: il carro, la torre, la ruota, l'appeso, il matto, la luna, la forza e... la papessa. Quando h letto il nome dell'ultima carta sono letteralmente saltato sulla sedia con dentro il freddo che si prova in quella casa, te lo giuro! Ti ribadisco che sei uno scrittore eccellente, a trasmettermi questo tipo di emozioni ci sono riuscite pochissime altre persone, gente del calibro di Agatha Christie e Conan Doyle, per intenderci...
Direi che Campbell è passato a stare insieme al testardo MacLeod perché ha ben paura di lasciarci la pelle, ma penso proprio che l'ultimo (in quanto, mi pare di aver capito, Catriona procede in ordine di anzianità di servizio) sarà lui, e non farà una bellissima fine... ok, adesso devo proprio finirla questa minilong, mai scelta si rivelo più fortunata! A prestissimo^^

p.s. Ti segnalo un errore di formattazione: in alcuni punti cambia la grandezza del carattere, di dev'essere un piccolo problemino con l'html... ovviamente era inutile dirlo, ma la grammatica, lo stile, il lessico e la suddivisione in paragrafi sono perfetti!
(Recensione modificata il 05/07/2018 - 08:00 pm)

Recensore Master
05/07/18, ore 19:27
Cap. 2:

Recensione premio per il contest "In Medio Stat Virtus" 3/5

Ciao carissimo,
ormai mi conosci e avrai capito che sono curioso da far schifo e che quando inizio una storia la voglio finire subito: pertanto, eccomi qui nuovamente.
Allora, come immaginavo la vecchia Papessa Nera era (oppure è?) la madre del delinquente arrestato e ucciso dai poliziotti (doveva proprio andare dall'alienato per scoprirlo? Poteva anche arrivarci da solo 'sto scozzese...), che ovviamente è strega, irlandese, si arrampica sui ponteggi, si fa le foto in posa con i Tarocchi in mano e una faccia allegra e tante altre belle cose. Caro il mio Sir Robert Peel (mia vecchia conoscenza, ma non c'erano dubbi ;-), tu non hai fatto i conti con il fatto che a Whitechapel può accadere (e puntualmente accade) di tutto! Beh, uno che uccide in questo modo e sfregia ragazze con l'acido solo per il gusto di farlo contando sulla vecchia non è una bella persona, e direi che nella Londra vittoriana il Thames è il suo habitat naturale... e se la Regina Vittoria fosse la Papessa? Era sempre vestita di nero in segno di lutto... (ok, teoria campata in aria e nonsense, però alcuni ritengono che suo nipote Alberto Vittorio fosse Jack... beh, fatto sta che morì e non fu mai re). Lasciando perdere le divagazioni da persona che ha studiato l'intero albero genealogico dei Tudor, degli Stuart e dei Coburgo passo al prossimo capitolo, chiedendomi chi sarà il prossimo e... Lynch cosa che lo hai messo a fare se non è coinvolto? Mah, qualcosa farà anche lui.
A presto!

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