Recensioni per
Nome in codice: Hati
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 108 recensioni.
Positive : 108
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
15/05/21, ore 08:07

Ciao,
che sorpresa! Non mi aspettavo che Von Knobelsdorff, se la sarebbe cavata così facilmente e come lui sono certa che ci sia lo zampino del Werewolf!
Il rientro dell'ufficiale mi è piaciuto tantissimo. Mi ha fatto pensare a quando ritorno nella mia città natale, sono a casa finalmente, ma è tutto diverso. Ho trovato molto bella la parte in cui ricorda quando scopre il pianoforte abbandonato e comincia a suonare, scoprendo infine che un piccolo pubblico formato da commilitoni, soldati di fanteria e francesi, si è fermato ad ascoltarlo. È un'immagine molto bella e rappresenta il potere della musica di unire le persone. In quel momento non ci sono più soldati occupanti e civili, ma persone unite dal piacere di ascoltare un uomo che suona una bella melodia. Mi sono commossa.
L'incontro con il nuovo comandante non è dei migliori. L'ufficiale lo tratta come un aristocratico snob che pensa solo alle onoreficenze. Von Knobelsdorff si offende, ma pensandoci bene l'atteggiamento prosaico del comandante gli ricorda quello del Werewolf. La guerra è guerra, non un gioco romantico finalizzato ad ottenere onoreficenze.
E infine, l'amico che lo stuzzica finisce per metterlo di fronte alla verità, quegli occhi grigi che si accendono di sfumature azzurre lo hanno fatto innamorare!
Complimenti per questo bel capitolo che trasmette le tante emozioni di Von Knobelsdorff.
A presto ♥️
AlbAM
(Recensione modificata il 15/05/2021 - 11:08 pm)

Recensore Master
15/05/21, ore 07:31

Ciao,
Von Knobelsdorff è davvero nei guai fino al collo! E io che pensavo che fosse finalmente in salvo! Effettivamente la morte del suo comandante lo ha messo in una posizione terribilmente critica, però è anche vero che se si informassero sulla sua famiglia e presso i suoi commilitoni potrebbero capire che non mente. D'altra parte una spia può farsi passare da ufficiale patriottico. Insomma è un bel pasticcio.
Intanto scopriamo che the Bishop ha un nome anche lui! E anche un ulteriore conto in sospeso con il Werewolf. Mi è venuto il dubbio che anche the Bishop abbia preferenze sessuali non proprio etero. Mi chiedo se nel suo scontro con il Werefolf non ci siano anche altre pulsioni, oltre al desiderio di vendetta. In ogni modo trovo che anche lui sia un personaggio affascinante e con le sue ragioni! Non so più per chi parteggiare, amo tutti e tre i personaggi e vorrei finisse bene per tutti!
A proposito il maggiore gigantone mi ha fatto molta simpatia, un omone gentile che mi piacerebbe ritrovare.
E ora passo subito al prossimo capitolo!
AlbAM

Recensore Veterano
14/05/21, ore 18:42

Rieccomi, Mein Liebchen, ad esprimerti tutto il mio apprezzamento per questo nuovo capitolo.
Il nostro povero Max è alquanto confuso: da un momento all'altro si ritrova impacchettato e rispedito alla Jasta, come se nulla fosse.
Immagina che potrebbe essere stato il Werwolf, ma non averne la certezza lo spinge a rimuginare in continuazione sull'avvenuto, cosa che non sfugge ai commilitoni, che, non avendo idea di cosa gli sia accaduto, interpretano la situazione a loro modo. E, secondo me, non vanno neanche troppo lontani dalla realtà: che sia innamorato o meno non è ancora chiaro, ma di sicuro Max ha subito un forte ascendente da parte del Werwolf. E' una persona che non si dimentica facilmente.
Le cose, al campo di aviazione, sono come le ricordava ma al contempo sono state modificate in modo imprevedibile.
Come ne "La ripetizione" di Kierkegaard: vuole ripetere un viaggio a Berlino e rivisita gli stessi luoghi, trovando però tutto diverso da come lo ricordava. Il primo viaggio gli aveva dato molta gioia, il secondo si rivela una delusione.
Perché nel frattempo, comunque, è lui ad essere cambiato, non solo la città.
Ed ecco che tutte le cose, così famigliari ed amate nella memoria, si rivelano completamente diverse nella realtà.
L'impatto peggiore, per Max, è la presenza di questo nuovo comandante: Kunz, un uomo severo e spartano, l'opposto del più "umano" Von Stade. Spero mi perdonerai se, per omofonia, lo immagino con i lineamenti di Marlon Brando.
Attendo con ansia il seguito, davvero.
Per smorzare l'angoscia credo mi metterò a strimpellare un po' la tastiera: almeno empatizzerò un po' con i tuoi personaggi.
Perché, povero Max, lui non è fatto per suonare il pianoforte come un qualunque ragazzotto della nobiltà. E neanch'io, temo.
A presto, carissimo!
Grazie per tutti i bellissimi spunti di riflessione che mi regali con questa storia!

Recensore Master
14/05/21, ore 14:59

Ciao carissimo^^
Gli effetti che la missione dietro le linee ha avuto su von Knobelsdorff si vedono (e si sentono tutti). È come se a cambiare non fosse stato lui interiormente, o solo la Jasta dopo la dipartita di von Stade, ma anche il suo modo di vedere le cose. È diventato più grave, più consapevole e, nonostante l'anelito per il volo non sia scomparso, sembra che abbia realizzato con più chiarezza la vastità del fenomeno bellico: al di là dei duelli tra aviatori, la guerra è come un meccanismo enorme i cui componenti (dal soldatino semplice ai vari corpi militari) interagiscono l'uno con l'altro e gli permettono di funzionare.
La faccenda della valchiria invece è come lo specchio rivelatore che lo mette faccia a faccia coi suoi sentimenti. Noi lettori avevamo già capito da un pezzo che il Werwolf non gli era indifferente, ma lui lo realizza solo adesso (e forse deve ancora metabolizzare per bene la cosa...).
Come sempre complimenti, e alla prossima!

Recensore Master
14/05/21, ore 13:37

Carissimo questo rientro al comando dell'aviazione non è stato dei più facili per il Tenente.
Già s'intuisce all'inizio del capitolo che qualcosa stona nell'insieme e non è per via del nuovo capitano, o perché alcuni vecchi commilitoni non ci sono più, credo che sia proprio lui che comincia a sentirsi fuori posto.
Prova ne è che continua a pensare al Werewolf facendosi cogliere in castagna dal compagno a cui è costretto a dire una bugia.
Reggerà la storia della bella valchiria bionda?
E cosa succederà al nostro quando si tratterà di tornare effettivamente a volare?
Dopo il discorso del nuovo capitano credo che dovrà rivedere alcune priorità e dimenticarsi della decorazione al merito, almeno per un po'...

Recensore Master
13/05/21, ore 16:18

C'è da dire che la sfiga, per il povero Knobelsdorf, non sembra avere mai fine. Ora è tornato in territorio amico, ha rivisto i suoi vecchi commilitoni, volendo potrebbe anche pigliarsi cinque minuti di riposo...e invece no! Perchè, visto che il suo vecchio comandante è morto, ne è arrivato uno nuovo. Il famigerato capitano von Skassakazzen! Il classico tipo che vede del marcio ovunque. Non che lo si possa biasimare, ma questo qui esagera. Forse che è lui il primo ad avere i difetti che si diverte ad attribuire agli altri?

E continua anche il mistero della scomparsa del Werwolf. Giuro, ho una mezza idea di chiamare Chi l'ha visten (visto che i protagonisti della storia sono tedeschi...).

Al prossimo capitolo!

Recensore Master
13/05/21, ore 13:06

Carissimo,
il ritorno di Max tra i suoi compagni è molto triste. Sono passati solo venti giorni, ma tutto appare cambiato: manca il cosiddetto quid che lo faceva sentire bene tra i colleghi piloti.
Io credo che sia cambiato lo sguardo sulla realtà. La prova è nel montaliano pianoforte, che il giovane rievoca alla mente quale correlativo oggettivo della realtà che muta d'un tratto. Peina suonare era un fastidioso dovere, poi il tenente suona, quando la melodia accompagna probabilmente la sua uscita dalla fanciullezza.
Ora non è più ragazzo, è uomo. Dunque a mancare non è la spensieratezza, bensì la prospettiva si è fatta differente. Non cercherei le cause nel nuovo Vecchio o nei compagni caduti. Max è cambiato, imparando a cogliere il significato reale di Patria: lo ha appreso attraverso le risposte seccate o i silenzi del Werwolf e attraverso la disumanità degli avversari.
Per questo si infastidisce quando il nuovo comandante lo apostrofa con frasi fatte di cui conosce il senso, per averlo provato sulla propria pelle
La storia della fidanzata lo indispettisce parecchio, ma l'amico Hoffmeyer coglie nel segno. Max è innamorato.
Ora non mi resta che attendere il ritorno del Werwolf. Alla prossima! ^^

Recensore Master
13/05/21, ore 09:03

Carissimo^^
Un capitolo molto intimo e personale, tutto dedicato al nostro caro Von Knobelsdorff.
Egli è stato miracolato e gli è stato concesso di tornare dai suoi. Il giovane è consapevole che questa salvezza improvvisa è stata possibile soltanto grazie al Werwolf che ha garantito per lui.
Al suo ritorno il nostro tenente ritrova vecchie conoscenze, ma scopre anche che molte cose sono cambiate. Il nuovo comandante non condivide certi ideali e non vuole che le azioni di guerra diventino gare sportive tra aviatori. Mi chiedo cosa pensi Kunz di von Richthofen e dei suoi trofei...anche se immagino già la risposta xD
Così von Knobelsdorff si ritrova a confrontarsi con una realtà priva degli ideali e dei valori in cui aveva sempre creduto, e in qualche modo sente di non appartenere più a quel mondo.
Si ritrova a guardarsi intorno con malinconia e realizza che nulla potrà tornare come prima. Prima del nuovo comandante o prima della sua avventura dietro alle linee nemiche.
Mi ha fatto molta tenerezza il tenente che si aspetta di veder comparire il Werwolf da un momento all'altro, e di avvertire ancora la sua presenza al suo fianco^^
Hoffmeyer, da buon commilitone, cerca di fare del suo meglio per consolare l'amico. La storia della figlia del generale è una scusa che si ritorce contro al giovane aviatore, che tra menzogne e verità è costretto ad ammettere di provare qualcosa per l'agente segreto.
Complimenti, una storia sempre appassionante^^
Bravissimo!
Alla prossima! :)

Recensore Veterano
13/05/21, ore 05:15

Mein Liebchen (a proposito, dimmi se ti dà fastidio se ti rivolgo questo appellativo), è troppo tardi o troppo presto ma non è mai il momento sbagliato per una bella storia.
Come sai, ho avuto il mio da fare nei giorni scorsi ma ecco che arrivo a tuffarmi allegramente in questa meraviglia.

Un capitolo notevole, denso davvero di avvenimenti e significati.
La storia ci porta, per ovvi motivi, a simpatizzare per Max ed il Werwolf ma devo ammettere che mi si è spezzato il cuore a leggere di Malcolm (non il Bishop, Malcolm l'uomo) che stringe l'allievo agonizzante tra le braccia, una sorta di straziante, crudele, "Pietà".
Si capisce chiaramente quanto a fondo vada il conflitto tra i due e perché siano tanto determinati a farsi del male.
Patriottismo, certo, senso del dovere, ma anche il forte senso dell'onore proprio e dei compagni caduti. Un legame, quello tra maestro e allievo, tanto forte da non spezzarsi nemmeno con la morte.
Lo sa bene Platone, che belle sue opere dialoga con il maestro defunto, come se le sue azioni ed i pensieri fossero sufficienti a tenere vivo lo spirito di Socrate.
Qui sembra un legame molto simile, ma più doloroso, perché sono i maestri a sopravvivere, come padri i cui figli sono morti prematuramente.
Ecco, qui mi fermo, perché poi rischio di divagare fuori luogo e contesto.

Ho apprezzato moltissimo la scena iniziale, con il maggiore Wrede che manovra Max come fosse un bambino. Un uomo grande e forte, che sulla terra agisce impeccabile ma non sarebbe adatto ad un aereo. È un uomo con i piedi ben piantati a terra, come scopre il nostro, suo malgrado.
Egli ci informa della dipartita di Von Stade, la figura paterna di Max.
Abbiamo quindi un padre senza un figlio (metaforicamente parlando) e un figlio senza un padre.
Che succederà?
Per me promette bene! ^^

Recensore Master
08/05/21, ore 14:38

Carissimo com'era prevedibile il Tenente si trova in una posizione davvero spinosa e il fatto che il suo capitano sia caduto in combattimento potrebbe complicare ancor di più il suo essere riconosciuto come effettivo appartenente all'esercito tedesco.
Bisogna dire che nemmeno il Bishop è messo bene.
Lo smacco che ha patito lo sta evidentemente divorando e medita vendetta sui due tedeschi, cosa che dal suo punto di vista gli porterebbe anche un grosso guadagno in termini di servizio reso alla patria, se il piano andasse in porto.
Peccato che i suoi superiori non la vedano allo stesso modo.
Il "dietro le quinte" dei servizi di spionaggio è bellissimo, sia il modo in cui funziona il quartier generale, sia il flashback in cui lo stesso Bishop è costretto ad eliminare il pupillo che si stava coltivando e che invece viene abilmente corrotto dal Werewolf.
Adesso si capisce il motivo dell'astio nei suoi confronti!
Questi due agenti stanno combattendo una guerra privata all'interno del Grande Gioco e temo che la prossima vittima potrebbe essere proprio il giovane pilota.

Recensore Master
06/05/21, ore 16:13

Ciao^^
Finalmente scopriamo qualcosa in più sulle ragioni che hanno portato il Bishop ad avercela così tanto col Werwolf. E in effetti, si capisce anche perché questa ragione è sfociata così tanto sul personale: ci sono le faccende di lavoro, il tradimento del pupillo, ma anche il fatto che il ragazzo non ha tradito per soldi o corruzione, bensì perché sedotto dal Werwolf, che alla fine è riuscito a toglierlo di mezzo facendo in modo che i proiettili del Bishop, che gli erano destinati, uccidessero invece lui.
Come si suol dire, oltre al danno la beffa, e l'unico ad averci perso qualcosa è stato l'inglese, mentre le informazioni passate dall'allievo sono finite in mano tedesca e il ragazzo è morto per mano sua, permettendo al Werwolf di farla franca.
In pratica, adesso è come se i ruoli si fossero invertiti e il Bishop (anche inconsciamente) volesse fare a Max quello che il Werwolf ha fatto a Richard, per attirare il rivale nella sua trappola e dargli il benservito.
Ma purtroppo per lui, il Werwolf è sempre dieci passi avanti, e chissà che fine ha fatto adesso. Qualcosa mi dice che sta ancora aspettando il momento propizio per tirare fuori von Knobelsdorff...
Complimenti anche per questo capitolo, alla prossima!

Recensore Master
06/05/21, ore 14:04

Carissimo,
il Werwolf si è letteralmente volatilizzato e io credo che si stia dando da fare in tutti i sensi con le informazioni in suo possesso.
Il compagno d'avventura e l'avversario di una vita sono invece entrambi nella bratta.
The Bishop prende un gelido cazziatone dai suoi superiori, ma la questione non è relativa alla fallita missione, bensì alla sua eccessiva personalizzazione della medesima. Il flashback ci porta sulla strada giusta: il Werwolf ha sedotto Richard e lo ha spinto a tradire l'Inghilterra. Penso che alla spia britannica sia venuta una sincope, non solo perché il traditore era un suo protetto, ma perché non gli è stato estorto nulla con la tortura.
Anche Max non è al sicuro: guarito, sano e salvo, ma sospettato e prigioniero.
Sapere che l'unico a conoscere la verità è morto è una bella doccia fredda e i compatrioti non paiono intenzionati a soprassedere.
Eppure sento che il Werwolf, del quale sono emersi ulteriori aspetti, in qualche misura interverrà.
Bel capitolo! ^^
Un bacio e alla prossima.

Recensore Master
06/05/21, ore 11:39

Ahi ahi ahi. Il povero Knobelsdorf si trova in una gran brutta situazione, per certi aspetti peggiore di quando era nelle grinfie del Bishop. Il non aver ricevuto molte informazioni sulla missione, se in un primo momento era una scelta più che sensata, ora gli si sta ritorcendo contro. L'unico ufficiale che poteva aiutarlo è morto. E adesso cosa gli succederà? A meno di una comparsa improvvisa del Werwolf, non la vedo bene.

E a proposito del lupo mannaro, è possibile che sia effettivamente sparito nel nulla? Oppure che abbia in qualche modo alterato il suo aspetto? Da uno come lui ormai mi aspetto di tutto. E' anche possibile che compaia nel prossimo capitolo, si tolga una maschera e dica "sò Lillo!".

Ok, scherzi a parte. Spero si risolva tutto per il meglio per il povero Max. Non merita di finire in carcere con quello che ha passato.

Al prossimo capitolo!

Recensore Master
06/05/21, ore 08:40

Carissimo^^
Il nostro povero von Knobelsdorff si trova in una brutta situazione. E' sopravvissuto ed è tornato dai suoi, ma nessuno sembra disposto a credergli. Ovviamente non può rivelare niente a proposito della sua missione, e i pochi che potrebbero testimoniare a suo favore sono morti o scomparsi...insomma un bel guaio.
Il ragazzo sembra intenzionato a reagire, e sono davvero curiosa di sapere in che modo, penso che questa avventura nei servizi segreti e soprattutto l'incontro con il Werwolf gli saranno d'aiuto per levarsi da questo impiccio.
Molto interessante e rivelatorio lo spaccato sul passato di the Bishop. Egli ha fallito ancora una volta nel catturare la spia tedesca, ma ora scopriamo che c'è una ragione per più personale dietro alla sua caccia, oltre all'orgoglio e alla rivalità. Il Werwolf è in un certo senso responsabile per la morte di Richard, un caro affetto dell'agente britannico che si è rivelato essere un traditore per "colpa" del tedesco.
Queste motivazioni personali sono la ragione per cui the Bishop è così determinato a catturare il nemico.
Credo che la rimozione dal suo incarico ufficiale non sarà sufficiente a fargli rinunciare al Werwolf, è troppo coinvolto per lasciar perdere.
E in tutto questo chissà dove è finito il nostro agente tedesco...
Complimenti, questa storia diventa sempre più appassionante^^
Bravissimo!
Alla prossima :)

Recensore Master
02/05/21, ore 14:09

Carissimo eccomi qui!
Come mi aspettavo la fuga in notturna con l'aereo inglese è stata estremamente drammatica, i nostri sono riusciti a sfuggire al bishop, al tiro incrociato del fronte e anche ad un atterraggio che più di fortuna non si poteva, però una volta a terra e molto vicini alla prima linea il Tenente e il Werewolf hanno per così dire "esaurito i bonus".
Il giovane pilota è fatto prigioniero dai suoi connazionali senza sapere che fine ha fatto la spia e adesso la vedo piuttosto dura dimostrare la sua identità senza dare spiegazioni che comunque non avrebbe.
Però è anche vero che le sue referenze sono molto precise e non dubito che i suoi superiori confermeranno che è davvero chi dice di essere.
Superato questo ostacolo restano comunque enormi interrogativi irrisolti: che ne è stato del Werewolf? È sparito per sempre? È Morto? Mi sentirei di dire di no a questa ipotesi, è un uomo pieno di risorse :p
Senza contare le ripercussioni psicologiche della missione sul giovane pilota, dubito che tornerà quello di prima e probabilmente comincerà a riconsiderare alcune sue scelte a etteggiamenti, come il sogno alla fine suggerisce :)
 

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