Recensioni per
Paralipomeni di vita vissuta
di Baudelaire

Questa storia ha ottenuto 36 recensioni.
Positive : 36
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
19/01/22, ore 08:15
Cap. 9:

I rimandi all'attuale situazione sono chiari.
La pandemia imperversa e lo stato d'emergenza si protrae di mese in mese con nuove prescrizioni. Speriamo di venirne fuori al più presto, l'importante è non perdere la speranza.
La speranza non compare, però, in questo breve componimento, soprattutto nell'ultima strofa, dove anche il ricorrere delle "u" incupisce.

Recensore Veterano
09/01/22, ore 08:32
Cap. 9:

Il veglione di capodanno è lontano, cara B.
Il tempo dello scherzo è passato.
Le rime si fanno accorate.
Come un coro dell'Adelchi.
Quel duce maiuscolo abbuia i versi.
Ripenso all'etimologia: condottiero.
E mi sovviene il pifferaio magico.
In tempo di pandemia usò la musica per incantare i topi e portarli alla distruzione.
Mi fai immalinconire.
La musica oggi non è più necessaria.
È tutto talmente veloce che i topi, il manzoniano "volgo disperso", il tuo "misero popolo", manco se ne accorgono.
E si velocizza pure la tessera obbligatoria.
Diventa QR code: Quick Response.
Ma i poeti, a quanto pare, non muoiono.

Recensore Junior
09/01/22, ore 07:51
Cap. 9:

Nessuna speranza in questo componimento. Speranza che invece c'è, se solo ci si ricorda di avere l'accortezza e la premura di scavare bene sotto a ció che il Duce ha sepolto.

Recensore Master
09/01/22, ore 06:45
Cap. 9:

Buongiorno ,
Parole molto forti questa volta... e anche chiare nonostante la parvenza di un velo... non so cosa dire o aggiungere... quasi una presa di posizione.

Recensore Veterano
09/01/22, ore 00:29
Cap. 9:

Vibrante, tragica, specchio della nostra distopica realtà che va alla deriva e cerca di portarsi dietro i dissidenti. Prima che lo sconforto si impossessi della nostra anima definitivamente dobbiamo reagire, che nessuno si debba chiedere "se questo è un uomo", che nessuno debba poter scegliere chi è degno di salvezza, che la dignità umana non venga mai meno. Chapeau mia cara amica.

Recensore Master
31/12/21, ore 06:28

Buongiorno ,
Penso che qualche anima affine alla nostra esista , ma temo anche che sia quasi impossibile che questa sia attratta col cuore al suo simile. Guarda che il destino è perfido a volte... ci innamoriamo di chi non lo farà mai .

Recensore Master
30/12/21, ore 07:42

Esiste l'anima gemella? Dovrebbe trovarsi proprio nello stesso Stato e nella stessa città?
Se esiste, è raro trovarla. Più comune è riscontrare alcune affinità.
Quella del componimento pare essere un'illusione che avvolge con le sue spire e soggioga con mani guantate sotto le quali c'è il pugno di ferro.

Recensore Veterano
29/12/21, ore 19:35

I tuoi versi sono sempre più belli.
Quelle rime e assonanze a metà verso sono un godimento per la mente.

L'argomento, poi, è di estremo interesse e ampiamente dibattuto nel corso dei secoli.

I matematici ci dicono che, per la legge dei grandi numeri, su 7.916.712.250 persone, l'anima gemella deve per forza esserci.

Anche Platone è convinto che siamo stati creati ermafroditi, con quattro braccia, quattro gambe e due teste.
Doveva essere un bel vivere, bastarsi da sè, in continuo contatto con la nostra anima gemella - o meglio siamese -, ma probabilmente abbiamo dato troppo filo da torcere agli dei, che decisero di spaccarci a metà.
Da allora siamo all'affannosa ricerca della metà perduta. Non dovrebbe essere difficile, c'è un filo rosso legato al mignolo che ci lega ad essa - dicono i cinesi -, ma tutto si è ingarbugliato, annodato.
E i nodi vengono al pettine, oppure prendiamo abbagli.

Bellissima l'ultima strofa. Da un punto di vista maschile sembra suggerire che l'anima gemella non è altro che una splendida sirena. Basta lasciarsi andare alle sue delizie, non importa se poi faremo la fine del topo.
Ma tu, cara B., te la senti di fare la fine della topa?
(Recensione modificata il 29/12/2021 - 07:40 pm)

Recensore Veterano
05/12/21, ore 16:01
Cap. 7:

Splendido esempio delle tue capacità poetiche, anche questa volta.
Una poesia ancora grondante dei battiti del tuo cuore e dei diverticoli della tua mente. Un romantico esubero di passione. Un rinascimentale tripudio di geometrie e simmetrie.
Quel "in attesa" che diventa "inattesa". Quel "sospesa" che diventa "sorpresa".
Quella foglia solitaria e in equilibrio precario che diventa un nuovo giro di danza e di coppie leggere di ballerini.

La morte, finalmente, si dissolve nella sorte.

E dato che c'e di mezzo la sorte, non posso che farti un augurio sincero: che la sorte ti sia propizia.
Ne aggiungo un altro, una specie di superbonus.
Ti sei liberata dell'aspettare.
Possa tu rimanere libera anche da ogni tipo di aspettativa. Mi viene in mente una frase di Anthony De Mello: "Finché si vive per soddisfare le aspettative di altri, bisogna stare attenti a come ci si veste, a come ci si pettina, al fatto che le scarpe siano sempre lucide - in breve, al fatto di soddisfare sempre le loro maledette aspettative. E lo chiamate umano?"

Recensore Master
05/12/21, ore 05:38
Cap. 7:

Buongiorno,
Beh un discreto senso di attesa l'hai trasmesso forte e chiaro... una poesia rapida ma l'accostamento delle parole ha creato una bella trama.

Recensore Master
05/12/21, ore 04:47
Cap. 7:

La prima strofa sembra accennare a una situazione di sospensione che genera ansia mentre la seconda a una sorpresa inattesa, ma gradita. La parola "danzante" evoca sensazioni gradevoli.
A una situazione di scacco e di sospensione di chi traballa sul precipizio di morte, subentra una sorpresa inattesa che fa danzare la vita anche se il gioco della sorte rimane sempre.

Recensore Veterano
05/12/21, ore 00:44
Cap. 7:

C'è una parola precisa nel gioco degli scacchi quando entrambi i giocatori sono in stallo...ora come ora tutto il mondo è un'enorme scacchiera e noi le pedine in attesa di un cambiamento di pace. Brava mia cara amica, sempre più brava.

Recensore Master
19/11/21, ore 08:11

La morsa di un drago infernale che volteggia e fiammeggia (bella immagine!) e che occlude la gola.
Il drago va messo a tacere, prima che divenga troppo grande e potente. Si alimenta del dolore e della debolezza delle sue vittime, mettendole in condizione di non reagire.
Urge un cavaliere, bisogna farsi cavalieri di se stessi.

Recensore Master
16/11/21, ore 17:57

Il riposo dopo la stanchezza.
Rami da potare e rovi aggrovigliati stancano il fisico e ingarbugliano la mente, ma il ritorno a casa è dolce e consolante.
Quanta stanchezza bisogna provare per assaporare la quiete, il tepore e la confortevolezza di casa propria? Se la stanchezza non è soltanto fisica, il lavoro appare ancora più ingrato e pesante.

Recensore Master
15/11/21, ore 07:40
Cap. 4:

Finalmente un componimento fondato sulla speranza e sulla voglia di vivere! E' vero, morire fa troppo male e la compagnia può aiutare, soprattutto quando si giunge a un bivio. Salita o declivio, che fare? E' giusto puntare alla cresta dei monti che richiede sudore e fatica, ma che rappresenta anche la vita con le sue difficoltà e i suoi sapori antichi.

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