Recensioni per
Paralipomeni di vita vissuta
di Baudelaire

Questa storia ha ottenuto 97 recensioni.
Positive : 97
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
16/08/22, ore 21:05
Cap. 18:

Ciao Cristina.
Bellissima. Forse la tua più bella.
Inquieta.
Sì. Inquieta.
Inquieta è l'aggettivo che si addice di più alla tua poesia, misteriosa ed ermetica.
Io sarò un inguaribile romantico, sognatore, ottimista...ci leggo comunque speranza. Forza. Coraggio.
Un abbraccio, Roberto.

Recensore Master
16/08/22, ore 00:51
Cap. 18:

Dritte al cuore queste parole. Hai una capacità di sintesi propria dei grandi Maestri che coinvolge e porta sempre il lettore oltre le righe, direttamente nella tua anima. Chapeau.

Recensore Master
15/08/22, ore 09:38
Cap. 18:

Buongiorno
Grande capacità di sintesi, come sempre. Poche parole, infiniti mondi e significati.
Un'estate durissima certo ma anche fatta di resistenza e resilienza.
Buon ferragosto!

Recensore Master
15/08/22, ore 06:20
Cap. 18:

Una sorpresa ad ogni nuovo capitolo.
Non ti ripeti mai.
Sperimenti sempre nuove tecniche.
Solo 13 parole stavolta, e nessuna rima. Ogni parola vale per dieci.

Il "cuore rappreso" fa fatica a battere.
"Eppur" si muove.
Passa dal fremito al tremito.
Il movimento cresce, come la passione.
Non si piega ma rischia di spezzarsi.
La "gelida estate" è ancora fuoco sotto la cenere.

Recensore Junior
14/08/22, ore 16:03
Cap. 18:

C'è una calma apparente in questi versi così minimali eppure che racchiudono l'occhio del ciclone, ove tutto è fermo ma intorno c'e l'inferno. Il cuore è rappreso, bloccato dal gelo dei sentimenti dispersi che lo circondano. L'ossimoro della gelida estate è ciò che più rappresenta il tuo stato d'animo mentre la scrivevi: nonostante i quaranta gradi esterni tu non ricevi calore da nessuno e vivi in una gelida steppa di sentimenti. Stupenda nella sua drammatica cinicità, chapeau.

Recensore Master
14/08/22, ore 12:52
Cap. 18:

Altro che calma piatta, mia cara Cristina.
Si avvertono il subbuglio e il tormento interiori di un animo che pace non trova.
Pare lì, però, fermo in attesa degli eventi che, forse, potrebbero modificare alcune situazioni.
Uno scritto che in poche parole racconta tanto di sé.
Persino il lettore riesce a coglierne tutto il travaglio.
Immediata e profonda la tua poesia, capace di esaminare le varie sfaccettature dell'Io più profondo, facendo fare riflessioni altrettanto profonde anche a chi legge, cercando alcune delle possibili risposte dentro se stesso.
Speriamo che il cuore raggiunga la sua serenità, e con questo proposito auguro a te e ai lettori tutti un buon Ferragosto.
A presto!

Recensore Master
22/05/22, ore 08:01

Il concetto è di grandiosa suggestione.
C'è dentro l'eterna invidia degli Dei, che sguinzagliano Crono a mettere fine a chi sembra rubare momenti "Di suoni lontani / Echi d'argento".

Le tue poesie non smettono di sorprendermi. È come se tu scrivessi in trance, dessi voce a figure presenti da sempre nell'immaginario collettivo. Come se ti lasciassi ispirare da ancestrali epopee che ti porti dentro.

Qui ho visto una delle innumerevoli rappresentazioni di Adamo ed Eva nell'Eden. Tra loro, l'albero della scienza del bene e del male su cui s'avvolge il Tentatore. "Come serpe avvinghiata al tronco".
"Veleno dolcissimo" il sapore della mela. La trasgressione si è compiuta.
Sono riusciti finalmente gli amanti a sconfiggere "Crono traditore"?

Recensore Master
22/05/22, ore 04:38

Buongiorno
Sarebbe bello se certi momenti potessero non finire mai.
Purtroppo il tempo scorre sempre veloce.... Poveri noi...

Recensore Master
22/05/22, ore 00:44

Una poesia d'amore intenso, travolgente che ferma anche il tempo e nasconde gli innamorati agli occhi del perfido Crono che toglie attimi e respiri. Sempre più brava, chapeau.

Recensore Veterano
21/05/22, ore 21:23

Ciao Cristina.
Mi sembra di vedere una nuova luce in questi versi, ne sono lieto.
Ti vedo trasformata.
Un po' rettile anche tu.
Ancorata ad una certezza che a volte credi che non ti basti.
Teletrasportata in una dimensione in cui esiste solo lo spazio e non il tempo.
Ti auguro una buona serata.
Roberto

Recensore Master
21/05/22, ore 13:50

Ed eccoti, cara Cristina, con una nuova espressione di un canto d’amore.
Tu e il tuo lui siete coalizzati contro il Tempo, Crono, il quale non deve portare via neppure un singolo istante della passione che nutrite l’uno per l’altra.
Ognuno perso tra le braccia dell’altro può attingere, e trattenere, tutta la forza necessaria per armarsi e combattere contro quel tempo che inesorabile scorre, portandosi via i sogni, ma fintanto che le braccia si stringeranno in un abbraccio appassionato, neppure il tempo avrà il coraggio di venire a disturbare i due amanti che sentono solo il reciproco respiro.
Leggendoti, pare di essere rapiti e di vivere, per qualche breve momento, in un’altra atmosfera.
Grazie della condivisione e dell’attimo sognante regalatoci.
Un caro saluto. Alla prossima!

Recensore Junior
21/05/22, ore 13:36

Sì, poterlo fermare il tempo...assaporare il nettare degli dei per un tempo infinito oppure accelerare e comprimere i dolori in nanosecondi...non si può fare...ma nulla impedisce alla nostra mente di cacciare Crono e di goderci minuti preziosi ed eterni... Un altro piccolo capolavoro questa tua poesia, complimenti.

Nuovo recensore
12/05/22, ore 16:52
Cap. 16:

Credo che all'interno di un frammento, che sia di una poesia, di un quadro o di una qualsiasi opera d'arte, sia possibile scorgere spazi altri, nei quali immergersi totalmente, se lo si desidera.
Così, da una lacrima «bagnata di lentezza» (verso sublime), abbiamo la possibilità di immergerci nell'oceano, lasciandoci cullare o sopraffare...

Bellissima poesia, complimenti!

Nesia

Recensore Veterano
11/05/22, ore 18:05
Cap. 16:

Un capolavoro di canzone unito alla bellezza di questa nuova poesia!
Semplice, breve, ma diretta al cuore: "lascia che sia lacrima, oceano". Bisogna affrontare il dolore, viverlo a pieno, e non evitarlo. Ci si perde dentro, magari, ma si percepisce la voglia di ritrovarsi. E di riprovarci.
Complimenti, un abbraccio!
Francesca

Recensore Junior
10/05/22, ore 23:37
Cap. 16:

"Dicono che prima di entrare in mare il fiume trema di paura.

A guardare indietro tutto il cammino che ha percorso, i vertici, le montagne, il lungo e tortuoso cammino che ha aperto attraverso giungle e villaggi.

E vede di fronte a sé un oceano così grande che a entrare in lui può solo sparire per sempre.

Ma non c'è altro modo.

Il fiume deve accettare la sua natura, e entrare nell'oceano.

Solo entrando nell'oceano la paura diminuirà, perché solo allora il fiume saprà che non si tratta di scomparire nell'oceano ma di diventare oceano."



Khail Gibran



Carissima Baudelaire hai scritto una poesia struggente ed evocativa nella quale noi diventiamo oceano, ogni lacrima diventa oceano, ogni sfida, ogni gioia o dolore.
Chapeau.
(Recensione modificata il 10/05/2022 - 11:40 pm)

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