Recensioni per
Petrichor
di Ahiryn

Questa storia ha ottenuto 21 recensioni.
Positive : 21
Neutre o critiche: 0


Devi essere loggato per recensire.
Registrati o fai il login.
[Precedente] 1 2 [Prossimo]
Nuovo recensore
20/06/21, ore 19:53

Ciao! Adoro i capitoli al college-ehm volevo dire all'Accademia. Sono contenta che ci sia un motivo che verrà spiegato per l'interesse morboso che in tanti hanno verso Silas, anche se in parte è già intuibile. Credo ci sia anche una ragione per cui Kieran desidera tenere nascosto suo fratello, anche se per il momento non ho idea di quale sia. Mi sorge un po' un dubbio: ma Silas è effettivamente promiscuo o lo è stato o è una cosa che si inventano gli altri? Perché noi per il momento, a parte la menzione della corte della Magnolia, non lo abbiamo mai visto mostrare interesse per qualcuno. Nel capitolo emerge molto bene come si sente Kieran e cosa rappresenta l'Accademia per lui, quindi è stato molto facile empatizzare col suo punto di vista.
Rispetto allo scorso capitolo invece: ci sono rimasta malissimo per come la Legione si è comportata con Silas, anche se è comprensibile una certa durezza da parte della catena di comando. Io non vedo l'ora di conoscere Cavana e anche un po' più della backstory familiare di Silas, ma anche di Kieran. Aspetterò l'aggiornamento con ansia! Un bacione

Nuovo recensore
18/06/21, ore 16:21
Cap. 8:

Ciao! Prima di tutto complimenti per come scrivi. Hai un ottimo stile. Personalmente faccio un po' fatica a trovare in rete delle cose scritte in un buon italiano e tu sei stata una sorpresa. Non sono una gran lettrice di fantasy ma mi pare che tu sia stata anche capace di ritrarre un mondo ben definito e piuttosto originale, con un sacco di particolari che aiutano ad immedesimarsi nel tuo racconto.
Mi piacciono anche molto i due protagonisti e fino ad ora il mio capitolo preferito è stato quello del flashback in cui ci hai raccontato un po’ più di loro, perché fino ad ora ti sei concentrata di più sulla descrizione del mondo e ci tieni in ballo con la domanda: ma cosa sarà successo quando erano ragazzi? Mi sa che il tradimento di Silas brucia così tanto perché sotto c’erano pure dei sentimenti. Già espressi?! Lo so che hai descritto Silas e Kieran in modo diverso, ma nella mia mente hanno l’aspetto di Grifis e Gatsu (Berserk).
L’unico appunto che mi sento di fare è che certe volte spezzi un po’ il ritmo dell’azione con qualche descrizione non necessaria, o con riflessioni già fatte dai personaggi che risultano delle ripetizioni. Ti consiglierei di asciugare il racconto ma senza un editor so che la cosa è praticamente impossibile.
Comunque brava, la storia mi sta prendendo e sto aspettando con ansia che tu metta un po’ di ciccia nella storia d’amore. Mi piace essere tenuta sulla corda ma dammi qualche zuccherino ogni tanto 😊

Recensore Veterano
18/06/21, ore 00:06
Cap. 8:

È un bel capitolo, innegabilmente confuso ma finalmente c'è un po più di azione mi piace la piega che ha preso tra la fine dello scorso capitolo e questo, finalmente un po di colpi di scena!
E Silas ha avuto un po modo di farsi conoscere dai lettori
, ce l'hai descritto come violento crudele e cattivo dai pensieri di kiran e dalle parole degli altri personaggi, ma finora non c'era stata dimostrazione, anzi era come se si facesse trasportare dagli eventi, la sensazione che mi da é ancora questa, di un ragazzo un po perso con un grande potere che non sa dove sbattere la testa.
(é un po strano come personaggio perché c'è lhai descritto in un modo che però non traspariva dalle azioni ed dai pensieri del personaggio stesso.
Ovviamente si sente l'intento di far capire che la rabbia e la cattivEria siano una facciata o un mezzo per nascondere un animo buono e uno scopo /missione votato/a al bene.
Però lhai reso un po' poco, si capisce l'intento e dove vuoi far andare (presumo) il personaggio, ma non gli ahi dato spazio, hai parlato di lui ma non attraverso salias (non so se si capisce) ma immagino già che nei prossimi capitoli emergerà di più.
Comunque il capitolo si é un po confuso ma penso che potrai rivederlo o tornarci su in seguito! (quel che si doveva capire si capisce) :)
Comunque il capitolo é il più accattivante tra gli ultimi
Leggero volentieri il seguito ❤️
Alla prossima
Scusa ultima cosa alla fine la legione é uguale al governo delle gilde, usano i corpi delle fate, e non tengono hai loro sottoposti, allora perché salias é voluto entrarci? Ma poi perché dovrebbero avere bisogno di kiran? Bo troppe cose non mi sono chiare, non vedo l'ora di scoprirle!
(Recensione modificata il 18/06/2021 - 12:13 am)
(Recensione modificata il 18/06/2021 - 12:13 am)

Recensore Veterano
17/06/21, ore 11:15
Cap. 8:

Non vedevo l’ora di leggere questo capitolo, davvero!! Mi dispiace per Silas, abbandonato da tutto e tutti, anche da quelli di cui si fidava. Ma Kieran non l’ha abbandonato (anche se vabbè ha i suoi interessi). La cosa che mi da fastidio è che da quello che si è letto la Legione, che dovrebbe combattere le Gilde e il sistema, alla fine si è rivelata esattamente identica a quello che sta cercando di eliminare. Usano parti di esseri fatati, usa i suoi generali e poi li butta quando diventano inutili. E questo è triste. Spero che i nostri due zucconi protagonisti si rendano presto conto che alla fine hanno gli stessi ideali e che credono nelle stesse cose. E ovviamente che si saltino addosso il prima possibile.
Spero anche che Silas riabbia presto la sua magia, perché non vedo l’ora di vedere loro due assieme che spaccano io cu*o ai passeri ahahahah
Non vedo l’ora del prossimo capitolo

Recensore Master
14/06/21, ore 17:23

Avrei voglia di menare io Silas per Kieran, cioè, questo poveraccio ha fin troppa pazienza con lui, la sua irruenza e il suo divertirsi a metterlo in difficoltà, finendo per mettere nei casini entrambi.
Il nostro caro John si è rivelato essere una persona più problematica e pericolosa del previsto. Già che il suo arrivare nella cabina di Silas e Kieran dopo aver osservato in quel modo interessato Silas è stato molto sospetto, in più, nel corso della partita a Matriarca, la faccenda non ha fatto che diventare sempre più incasinata. Kieran, che pare avere un filtro per i pericoli, come già precedentemente notato da SIlas, si è subito accorto che qualcosa non andava. Inizialmente, era tutto più che altro volto a tentare di mantenere un profilo basso, a non farsi notare troppo, a non prendere confidenza con nessuno, in nome di quella prudenza che lo ha caratterizzato fino a questo momento; in contrapposizione, c'è Silas, che non rischia più del dovuto, ma che comunque ha candidamente ammesso che prende tutto come un gioco e che si diverte a mettere in difficoltà Kieran. E, dopotutto, per quale motivo non dovrebbe farlo? Lui, comunque vada, è quello che ci rimette più di tutti. A meno che non sia la Legione a riprenderselo e a catturare Kieran, per lui spezzare o non spezzare il legame, farsi scoprire o non farsi scoprire, non fa alcuna differenza. Tanto finirebbe in prigione comunque e, al più, si vedrebbe applicata la pena di morte, nell'eventualità in cui il legame venga sciolto. Per lui, c'è tutto da perdere e molto poco da guadagnare, è normale che tenti di mettere in difficoltà Kieran in ogni modo possibile, seppur non arrivi mai al punto di farsi volutamente scoprire. Infatti, la sua sicurezza vacilla per un attimo quando John gli rivela di aver compreso che lui è un Discendente e, ancora di più, quando confessa di aver capito di chi si tratti.
La situazione inizia decisamente a degenerare quando John chiede a SIlas di scommettere una sua ciocca di capelli: è qui che Kieran inizia a perdere il suo autocontrollo e la lucidità, e, benché la cosa si concluda nel migliore dei modi e lui riesca addirittura a convincere i due ad andarsene, le cose sono destinate a mettersi ancora peggio.
Silas, che forse per l'orgoglio personale che lo caratterizza, non vuole tirarsi indietro dinanzi allo scommettere due sue dita, insiste per fare un'altra partita, mentre Kieran inizia a notare e sospettare che sempre più cose non tornano, che ciò che stanno facendo è altamente pericolo: tenta di risollevare la situazione e, al contempo, di mantenere la copertura di Silas, nonché l'etichetta e l'autocontrollo che ci si aspettano da uno che ricopre la sua carica. E, in fin dei conti, sembra tutto più che altro un'enorme scocciatura, un uomo d'affari che tenta di impossessarsi di una parte del corpo di un Discendente, sembra qualcosa su cui si può avere ancora il controllo. Finché l'uomo non apre la valigetta.
È qui che la situazione inizia a precipitare e che tutto piomba nel caos. John ci mette a parte di un risvolto macabro, seppur inevitabile, della compravendita di parti del corpo di fate, e quella pixie inchiodata nel mezzo ne è l'apice, ed è tanto raccapricciante per il lettore quanto lo è per Silas: non deve essere semplice vedere quelli della propria "specie" trattati come oggetti, come mera merce, essere guardati e sapere che gli altri non ci vedono che artefatti potenti con cui utilizzare la magia. Continuano a essere sempre più chiari i motivi per cui Silas si sia allontanato dal Ferro per unirsi alla Legione: la causa giusta utilizzando i mezzi sbagliati, una sorta di fine che giustifica i mezzi, un prezzo giusto da pagare.
Ammetto di essere stata contenta che Silas abbia fatto fuori John, un po' perché avevo iniziato a detestarlo, lui e la sua collezione di pezzi di Discendenti, un po' perché, avendo compreso l'identità di Silas, era l'unico modo per scampare all'inevitabile. Certo, Silas e Kieran avrebbero potuto accettare il compromesso proposto da John, per quanto gravoso, ma poi chi avrebbe dato loro la certezza che l'uomo sarebbe stato di parola? Probabilmente, sarebbe andato comunque a rivelare la loro posizione alla sua Gilda: ci avrebbe guadagnato due volte. In questo senso, l'attacco da parte della Legione è stata una manna dal cielo, anche se di per sé è un enorme problema, soprattutto alla luce che ci siano umani e mezze fate che possono tranquillamente salire sul treno.
Ora, viene da chiedersi se l'attacco da parte della Legione al treno sia stato portato perché la Legione è a conoscenza che Silas sia a bordo, oppure se sia solo il frutto della casualità. Silas non avrebbe potuto comunicare con i suoi compagni, ed è improbabile che qualcuno lo abbia riconosciuto alla stazione, o che sia riuscito a intercettarlo così presto, dunque è più probabile che si tratti solamente di un caso. Fatto sta, che la situazione, per Kieran, si è fatta tutt'altro che rosea: sicuramente, Silas cercherà di fare di tutto per farsi trovare dai suoi compagni e far catturare Kieran. Dopotutto, è la sua unica possibilità di salvezza. Sono quindi veramente curiosissima di leggere che cosa succederà, ora: quest'attacco improvviso non può portare a molti interessanti risvolti (non ultima, la possibilità che la Legione possa anche decidere di voler uccidere Silas, solo per sbarazzarsi anche di Kieran, che è tra i più problematici del Ferro). A conti fatti, i nostri due sventurati sono finiti in un grosso guaio, ma come d'altronde è nel loro stile XD
Complimenti, non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo.
Alla prossima :)

Recensore Master
14/06/21, ore 17:02
Cap. 6:

Eccoci ritornati ai nostri due sfortunati protagonisti al momento presente, alle prese con un viaggio snervante nell'attesa e lento nel trascorrere dei giorni. Dopotutto, quando non hai molto da fare e devi sempre mantenere la guardia alta, perché non vuoi e non puoi fidarti di chi è con te, non può essere altrimenti.
Ma procediamo con ordine. Inizio con il dire che la lunghezza dei tuoi capitoli non mi disturba affatto, quindi anche se i due capitoli non fossero stati spezzati, non ne avrei sentito affatto la pesantezza (anche perché me li sono letti di seguito XD). Non esiste la lunghezza giusta di un capitolo, un capitolo deve essere lungo esattamente quanto richiesto dal contenuto. Quando hai detto tutto quello che volevi, allora quella è la lunghezza giusta, indipendentemente da quale essa sia, quindi non preoccuparti di questo, anche perché la storia è talmente scorrevole che leggerla è tutto fuorché pesante :)
Tornando al capitolo: ho trovato davvero molto affascinante l'idea dietro i treni di quest'ambientazioni, di questi giganti di ferro che avanzano lentamente in mezzo ai pericoli di un viaggio che può durare settimane. Danno l'idea di quanto le fate siano una vera minaccia, una preoccupazione concreta, di quanto esse non riguardino solamente le guerre con il Ferro, ma anche i comuni cittadini, anche quelli che viaggiano per lavoro, per studio, per svago, tanto che c'è la necessità di proteggersi con macchinari giganteschi e costosi, dov'è il ferro a farla da padrone.
E in questo gigantesco treno che procede lento, troviamo Silas e Kieran all'inizio del loro viaggio, ma già entrambi provati, a modo loro. Mi piacciono sempre tantissimo le interazioni tra loro due, i loro momenti di confronto e di dialogo, e non solo perché sei in grado di costruire dialoghi fluidi e realistici, dove si sente distintamente la personalità di entrambi, ma anche perché ci aiutano a comprendere il loro rapporto, ciò che sono stati e che cosa li ha portati alla rottura. Il loro è sempre un confronto/scontro, dove si alternano rabbia, frustrazione, ricordi e a volte qualcosa di positivo, che sia comprensione, preoccupazione per l'altro o dispiacere. Entrambi hanno modo di potersi confrontare faccia a faccia come non hanno potuto fare negli ultimi sette anni, dove a parlare sono sempre e solo state le rispettive armi, che fosse la spada o la magia. Probabilmente questo è il primo dialogo umano che hanno da anni. E nonostante le loro discussioni siano sempre sfregiate dall'ironia, dal sarcasmo e dal fastidio, nelle loro parole emerge chiaramente anche tutto il resto, un pezzo alla volta, ogni volta che si parlano, ogni volta che sono soli e abbassano pian piano le armi, tirano via la maschera, tornano a essere, in qualche modo, sinceri, come se le distanze da mantenere fosse più necessarie a loro stessi e ai sentimenti che non vogliono far riaffiorare, piuttosto che alla situazione in cui si trovano.
Provo una certa pena per il povero Kieran che deve stare dietro a quella mina vagante di Silas: ovviamente, rimanersene buono e in disparte non fa minimamente parte del suo stile, quindi mentre Kieran non c'è, lui pensa bene di liberarsi (o farsi liberare) e darsi alla vita mondana. Ora, sicuramente Silas sa il fatto suo: non è certo stato un membro di spicco della Legione per sette anni per puro caso, e di certo non era uno dei più promettenti del Ferro sempre sulla base del nulla, quindi il suo mischiarsi tra la gente per raccogliere informazioni con discrezione può avere il suo fondamento e la sua utilità, tuttavia non condividerlo con Kieran non è certo stata una buona idea, così come esporsi in prima persona in quel modo.
È chiaro che Silas non si fidi affatto di Kieran, così come Kieran non si fida di Silas: non sanno più lavorare in squadra, non sanno più sinergizzare, e così si confrontano su cosa fare, ma non con l'intenzione di collaborare davvero. ognuno va per contro proprio, e in una situazione come questa può essere controproducente. Silas ostenta una sicurezza in se stesso e nelle sue capacità che si controbilancia bene con il sospetto e la prudenza di Kieran, che forse pecca troppo in senso opposto, ma in un caso come questo, meglio l'atteggiamento del secondo, che del primo. Il tizio che guarda con interessa a SIlas, nel vagone da gioco, non promette infatti nulla di buono.
Oltre a tutto questo, Kieran deve fare anche i conti con chi lo riconosce e ne approfitta per parlare con lui di politica, per criticare l'operato del Ferro, soffocandolo: la facciata che deve mantenere Kieran non si addice a fatto a quella che è davvero la sua personalità, il suo dover essere sempre diplomatico e disponibile, il suo non poter mai perdere il controllo per un fatto d'immagine e perché così gl'impone la sua posizione. Mancava l'aria a me per lui, poveraccio, a leggere di quanto gli stiano addosso, oltre a dover gestire Silas pronto a pugnalarlo alle spalle alla prima occasione e dover mantenere il controllo in tutta la situazione.
In più, c'è la questione di chi abbia potuto apporre il sigillo del legame: potrebbe essere letteralmente chiunque, da ambo le parti. Certo, deve essere qualcuno che può aver avuto accesso a capelli e/o sangue di entrambi, ma questo non restringe di molto la cerchia, soprattutto se questo qualcuno, magari, meditava di fare questa cosa da molto, molto tempo.
Come sempre, complimenti per il capitolo scorrevole, avvincente e interessante. Alla prossima :)

Recensore Master
11/06/21, ore 16:15

Ciao :3
Ero molto curiosa di addentrarmi nel passato di questi due, quindi ho letto con davvero molto piacere questo capitolo che inizia dai primi giorni di Kieran e Silas all'Accademia, giorni ormai lontani e che li vedono profondamente diversi e cambiati rispetto al presente. Com'è giusto che sia: qui non sono altro che degli adolescenti presi da una nuova vita, dall'ignoto, dalle aspettative che pesano su di loro, seppur in maniera diversa, da nuove abitudini e routine. Non è ancora successo niente tra loro due, nulla come tradimento, manipolazione, fiducia mandata in frantumi.
Kieran mi ha fatto davvero molto tenerezza in questo capitolo: qui la sua fragilità è più evidente che mai; lui è un pesce fuori d'acqua nell'Accademia, tutti lo sanno e tutti non perdono occasione per ricordarglielo. Lui è il contadino (anche se contadino non è), quello che non è ricco, non è nobile e non è importante, e che si trova lì per un colpo di fortuna, perché qualcuno ha notato il suo talento e ha deciso di dargli quella possibilità. Si trova lì perché se lo merita, e non perché viene da una famiglia prestigiosa. Quanti degli altri allievi possono dire di meritarlo davvero? Eppure, come consono alla loro estrazione sociale, loro lo guardano per ciò che è fuori, lo infastidiscono perché li diverte e nonostante lui cerchi di rimanere invisibile. Kieran si sforza di non rispondere alle provocazioni, di comportarsi bene e di non gettare al vento quella preziosissima occasione che gli è stata concessa. Mi viene da dire che sia proprio qui che è iniziato il suo abbassare la testa e obbedire: lascia che i suoi compagni lo prendano in giro senza rispondere, oppure dando risposte ironiche che lo rendono sciocco. Subisce in silenzio, stringendo i denti, ed è quello che farà da qui in avanti, finché non deciderà di far evadere Silas.
Kieran ha tutto da dimostrare, e più degli altri, perché si trova all'Accademia come strappo alla regola e perché nessuno dei suoi compagni sembra disposto ad accettarlo tra loro. Si trova in un ambiente ostile, non adatto a lui, nemico ed estraneo, che lo fa sentire solo. Persino l'assenteismo del suo compagno di stanza viene percepito da lui come una reazione al suo non essere di estrazione sociale elevata: non pensa che sotto possano esserci altri motivi, altre spiegazioni. E perché, d'altronde, dovrebbe essere altrimenti?
L'incontro/scontro con Silas avviene in maniera piuttosto classica, ma non per questo è stato meno interessante o scontato: kieran e Silas sono due anime combattive, competitive, ribelli sotto lo strato di quiete che mostrano all'esterno e il loro scontrarsi sull'arena ha permesso di far emergere questi aspetti delle loro personalità, di metterli a confronto, di farsi guardare e vedere davvero e per la prima volta, preparando un terreno di condivisione più fertile di quanto loro due potessero mai immaginare.
Silas è orgoglioso, e lo era anche a quel tempo: era la promessa della sua famiglia, era il migliore e non poteva disattendere quest'immagine che si era creato di lui. la sconfitta subita di Kieran gli brucia, ed è ironico che questa sia la prima di molte altre, fino ad arrivare a quella che lo vedrà incarcerato. Perché Kieran è sempre stato più forte di lui, è un pensiero che Silas ha già espresso nei capitoli precedenti, e che già qui si vede concretizzarsi.
Entrambi preda del loro cocente istinto (Silas perché aggredisce di nuovo a Kieran e Kieran perché, questa volta, risponde alle sue provocazioni), finiscono in punizione ed è proprio lì, nel silenzio dell'alba, circondati dai cavalli, che hanno modo di dialogare e di permettersi di avvicinarsi a vicenda. Fin'ora, Silas non ha mai davvero conosciuto Kieran, non l'ha mai neppure guardato: l'unica volta in cui gli ha concesso il suo primo vero sguardo è stato quando lui gli ha rotto il naso, quando è riuscito a colpirlo, stupendolo e cogliendolo di sorpresa e, suscitandogli, finalmente interesse per qualcosa in cui si è dovuto davvero impegnare per la prima volta. Ma di Kieran ha visto solo la competizione e la violenza, la volontà di vincere quello scontro, di dimostrare. Al contempo, Kieran non ha mai visto Silas se non da lontano, e di lui sa solamente quello che si è costruito nella sua mente, derivato da ciò che ha sentito dire di lui, e dalle impressioni che gli ha dato. Qui, vediamo come entrambi abbiano modo di scoprire nuovi aspetti dei rispettivi caratteri, aspetti nascosti e celati, che emergono quasi come confidenze.
È soprattutto Silas quello che attira di più l'attenzione, in quanto la sua interiorità si pone in netta contrapposizione con il modo in cui appare. Lo vediamo fare un incantesimo al cane, per liberarlo dal tormento delle pulci, in un moto di gentilezza che lascia un po' sorpresi, per come lo si è visto fin'ora, unitamente al fatto che non dorma in stanza con Kieran per non infastidirlo con la sua magia, e non perché lo snobbi. Lo vediamo, poi, dire con rammarico che non può tagliare i capelli più di tanto, e questo è un dettaglio che fa stringere il cuore: alla sua morte, ogni sua parte sarà preziosissima, capelli compresi. Più sono lunghi, e meglio è. È tremendo pensare che già a quella giovane età, Silas sia consapevole di ciò che lo aspetta e di come sia considerato quasi un mero strumento per il prestigio della famiglia prima, e per la sua ricchezza e forza dopo. Cominciano a delinearsi, seppur ancora debolmente, i motivi che potrebbero averlo allontanato dal Ferro.
Silas si trova in una gabbia, esattamente come Kieran, e questo loro dialogo mostra quanto siano molto simili in questo e in altri aspetti, più di quanto avessero mai immaginato. Arrivano da contesti sociali diversi, ma la tristezza e il tormento interiore non sono poi così dissimili. Entrambi sono all'Accademia per dimostrare, seppur per motivazioni e scopi differenti, ed entrambi sono legati dal loro background, da quello che sono e da ciò che dovranno impegnarsi a essere. Si sono capiti, si sono trovati, e hanno compiuto il primo passo verso quel legame che, a un certo punto, si rivelerà solamente fonte di dolore e sofferenza.
Complimenti come sempre per l'ottimo capitolo e la storia avvincentissima. Alla prossima ♥

Recensore Junior
10/06/21, ore 00:54
Cap. 6:

Inizio col dire che mi pento di non aver iniziato la storia con qualche giorno di anticipo per leggere il capitolo non spezzato. Ti dirò che i capitoli lunghi non mi disturbano per niente, non quando la trama è così interessante e la scrittura così coinvolgente. Anzi, saziano una fame che neanche si crede di avere alle volte.
A parte questo, ne leggo davvero poche di storie originali qui su Efp, ma posso dire che leggerei volentieri una storia del genere vedendola in libreria. Il fantasy è un genere che adoro, che ho sempre adorato e di cui scrivo a mia volta, perciò trovare una storia di questo genere anche qui mi ha decisamente stuzzicato. Per di più scritta da te, il che la rende ancora più appetibile.
Ancora c'è molto da spiegare, ma sei riuscita a farmi entrare nel tuo universo senza molto sforzo e a incuriosirmi oltre ogni modo. Per di più i personaggi sono ben definiti e fedeli a sé stessi, persino nella loro gioventù, di cui ancora si è visto poco e niente. Kieran non è così tutto d'un pezzo e innocente come sembra e qualcosa mi dice che presto scoprirà per quale valida ragione Silas ha deciso di tradire il Ferro e tutta la società. E forse la troverà anche convincente. Anche perché questa società puzza a me probabilmente quanto puzza a lui. Ma queste sono mie supposizioni. Il viaggio si prospetta lungo e le macchinazioni saranno sicuramente altrettante. Perciò non vedo l'ora di snocciolare una per una.
Questo per dire che stai facendo un ottimo lavoro e che non vedo l'ora di leggere il seguito, appunto.
Sulla scrittura a volte secondo me ci sarebbe qualcosa da rifinire, soprattutto per quanto riguarda i tempi verbali, ma magari è solo una mia preferenza o una mia percezione. So solo che ogni tanto mi piacerebbe riscrivere certe frasi con un tempo verbale o una parola diversa per renderle perfette. Anche perché credo proprio che un certo livello di perfezione sia raggiungibile con uno stile del genere.
Aspetto trepidante il proseguo di questo viaggio alla ricerca della verità da parte di Kieran e Silas e ti auguro di non perdere l'ispirazione mai, perché è una storia che vale la pena. L'ho detto troppe volte? Vabbè.
A presto,
Parselmouth

Recensore Junior
03/06/21, ore 22:11
Cap. 1:

Mentre vagavo nella disperazione pre esami decido di andare a vedere tra “autori preferiti” se qualcuno avesse scritto recentemente e poof, eccoti!
Non sai quanto mi sei mancata! Ho mangiato e riletto tutte le tue storie! Adoro il tuo stile da morire e sono felicissima che tu sia tornata! Davvero.
Mi eri mancata molto e non vedo l’ora di leggere questa tua nuova storia (tra l’altro inedita quindi complimenti in anticipo, sono molto curiosa).
So che probabilmente odierai sta domanda, ma volevo sapere (ne ho bisogno ahahaha) se pneuma la riprenderai in mano un giorno? Perché l’ho amata e vorrei sapere se prepararmi per il funerale o se semplicemente devo pazientare
Comunque ben tornata…col botto <3

Nuovo recensore
02/06/21, ore 23:56

Ciao! Questo capitolo mi è piaciuto tantissimo, non vedevo l'ora dei flashback per scoprire sia come è iniziata la relazione tra Kieran e Silas, sia per avere maggiori dettagli per la costruzione delle loro personalità. Ovviamente da adolescenti appaiono diversi e più insicuri, meno formati come individui, però io ho riscontrato comunque coerenza e continuità con le loro personalità da adulti. Si intravede anche il loro punto di contatto come ragazzi molto soli, che si sono sentiti e in un certo senso sono effettivamente diversi dagli altri, seppur siano cresciuti in contesti opposti. Inizio ad empatizzare anche con Kieran, che non mi sembra un personaggio eroico in senso canonico, quanto piuttosto una persona che lotta per sopravvivere con un certo cinismo e che non si aspetta di poter essere trattato davvero con riguardo dalle persone esterne alla sua famiglia. Silas, Discendente-trofeo, mi fa un sacco tenerezza così represso. Non vedo l'ora di leggere il seguito. Un abbraccio, a presto.

Recensore Master
01/06/21, ore 15:39
Cap. 4:

Ciao ^^
Mi è molto piaciuto questo capitolo che si pone in netta contrapposizione per il precedente. Infatti, mentre l'evasione di Silas è stata caratterizzata da un clima teso, frenetico, palpitante, questo capitolo risulta essere più disteso, più riflessivo e introspettivo, donandoci di nuovo un meraviglioso insight sui due protagonisti, che sono arrivati a un punto di svolta della faccenda: ora non si torna indietro. Mettere piede in quella stazione prima e su quel treno poi significa lasciarsi tutto alle spalle, intraprendere un nuovo viaggio colmo d'incognite e di pericoli.
Per Silas e Kieran è il momento decisivo, quello in cui ogni dubbio e tentennamento viene lasciato indietro. I due non si fidano ancora l'uno dell'altro: Kieran agisce meticolosamente, dopo il brutto tiro che Silas gli ha giocato nel suo appartamento, quando ha provato a ucciderlo con il suo coltello ornamentale. Non abbassa più la guardia, e prende tutte le precauzioni del caso: lega Silas mentre si recano alla stazione, nonostante per lui sarebbe estremamente controproducente provare a scappare in quel momento e in quelle condizioni. Ma meglio prevenire che curare. lo lega quando va a dormire, perché, nonostante i suoi sensi sempre svegli e attenti, di nuovo non si fida abbastanza di Silas da lasciarlo slegato mentre lui è più vulnerabile. D'altra parte, anche Silas non si fida affatto di Kieran, è reticente nei suoi confronti, distante, infatti continua a tenere su quella sua maschera di sufficienza e a schernire Kieran con le sue battutine e frecciatine: lo colpisce dove sa che è più debole, nel modo che sa farlo innervosire, per fargli abbassare la guardia, per portarlo all'esasperazione e fargli commettere un qualunque errore, per ferirlo.
La situazione è tesa tra loro due, sono nemici che hanno passato molti anni a darsi la caccia, a tentare di odiarsi, eppure. Eppure, di nuovo, sotto la superficie aleggia qualcosa, in entrambi, tra le righe della narrazione, tra le parole che descrivono il loro rapporto. Innanzitutto, è interessante notare l'attenzione di Kieran nei confronti di Silas, che non è solo un'attenzione finalizzata al controllo, ma si trasforma anche in premura, quando lui si accorge che Silas sta male a causa del ferro di cui la stazione è pregna. Ed è qui, primariamente, che s'intravede l'affetto che, suo malgrado, Kieran prova ancora nei confronti di Silas: se sei attento solamente a che il prigioniero non fugga, non t'interessa poi tanto del suo malessere fisico, anzi, più è debole, più è semplice per te tenerlo sotto controllo. Invece, Kieran è preoccupato per Silas, e la sua preoccupazione non è mai legata a se stesso. Non pensa mai "se sta male lui, sto male anch'io": semplicemente, si preoccupa che Silas stia bene in quanto Silas. Lo stesso atteggiamento si può leggere anche quando esorta Silas a mangiare, quando gli ordina del cibo per permettergli di riprendersi. Certo, ha bisogno che Silas sia nel pieno delle sue forze, quando arriveranno nelle Terre Spezzate e dovranno affrontare un viaggio difficile, che per Kieran pare rivelarsi più arduo che per Silas, dato il suo essere un umano, ma anche qui, Kieran non fa che dispiacersi per come Silas sia stato ridotto e per le condizioni penose in cui verte.
Inoltre, abbiamo un momento importantissimo in questo capitolo, ovvero quando Kieran dice a Silas: "Non mi ha mai dato piacere, ha sempre solo reso più miserevole anche me." In questa frase, Kieran dice tanto in così poche parole. Non solo rivela una sua debolezza, ovvero quella di non riuscire a mentire a Silas, lui che delle menzogne - prima di tutto rivolte a se stesso - ha fatto praticamente uno stile di vita, ma rigurgita anche fuori tutto il dolore che ha provato per la scelta compiuta da Silas. Rivela quanto sia stato ferito, quanto abbia sofferto, più che quanto lo odi. Perché l'odio è di nuovo solo la superficie, solo la maschera, ma sotto ci sono sofferenza, delusione e tristezza. Una frase carica di tante cose, che ha il potere di ammutolire persino Silas. Forse perché, in fin dei conti, non era questo ciò che lui voleva. Non per Kieran, almeno.
Molto intenso anche il momento del risveglio di Silas, quando il mago si volta a guardare Kieran che dorme e nota che lui non si sveglia nemmeno quando il treno sussulta, riportandogli alla memoria il ricordo dei loro giorni in Accademia e di come nemmeno nelle occasioni in cui Silas pensava di ucciderlo, coltello alla mano, si fosse mai svegliato, a denotare come Kieran abbia sempre visto oltre la maschera di Silas, come lo abbia conosciuto davvero e come anche tutt'ora continui a vederlo per ciò che è e non per quello che finge di essere.
Il capitolo è costellato da echi di ricordi che tornano alla mente di entrambi, continuando a tormentarli, a ricordare loro un passato che vogliono solo dimenticare. In particolare, è stato molto incisivo il ricordo dell'Iniziazione di Silas, la sua amarezza nel constatare come la sua mente, nei sogni, gli ricordi delle risate e dei momenti belli, quando invece la realtà è sempre stata molto più cruda e violenta (queste fate sono proprio tutt'altro che amichevoli e gentili, insomma XD). Sicuramente ci sono stati dei momenti felici per lui, sicuramente i più intensi con Kieran, ma Silas, da sveglio, non ricorda che l'orrore e, forse, questo è parte del motivo per cui, alla fine, abbia indeciso d'intraprendere una strada tanto turpe.
Le sue macchinazioni finali su come fregare Kieran e cercare di consegnarlo alla Legione lasciano presagire un viaggio tutt'altro che tranquillo, ancor meno di quanto si sarebbe potuto immaginare. Silas e Kieran avranno davanti giorni difficili, per molti motivi, e io non vedo l'ora di leggere come proseguirà il loro viaggio.
Complimenti e alla prossima :)

Recensore Master
31/05/21, ore 17:26
Cap. 3:

Con un ritardo mostruoso, riesco finalmente a commentare questo capitolo che ho letto praticamente il giorno in cui l'hai pubblicato XD
Dunque, un capitolo ricco, ricchissimo di adrenalina ed emozioni. Sullo sfondo, continua a venire sapientemente tratteggiato il rapporto tra Silas e Kieran, sempre giocato sull'eco di ciò che è stato e su ciò che sono diventati. Il loro stare l'uno di fronte all'altro nel momento presente, il loro modo di rapportarsi, è frutto di questi sette anni che li hanno separati, sette anni in cui sono cresciuti l'uno lontano dall'altro, lontano dalle rispettive influenze, in due ambienti totalmente diversi: Silas è cresciuto con i ribelli, ha costellato il suo curriculum d'illegalità, ha macchiato la sua reputazione, ha disatteso tutte le aspettative. Un percorso che è, in sostanza, agli antipodi rispetto a quello percorso da Kieran: partito dai bassifondi, anonimo, impaurito, timido, ha scalato i ranghi, è diventato l'elitè dell'elitè, fino a essere chiamato Campione, creando aspettative dove prima non ce n'erano. Sette anni, dunque, che hanno profondamente e totalmente cambiato ciò che erano, come avevano imparato a conoscersi l'un l'altro, eppure è interessante notare come, in qualche modo, il tempo sembri non essere mai passato, per loro, quando si ritrovano a interagire quasi con naturalezza, quando ricordi indesiderati tornano a bussare alla porta di entrambi. È molto interessante vedere come siano cambiati, come lo riconoscano in se stessi e nell'altro, senza però essere cambiati davvero nei cardini del loro interagire. C'è un legame che è sopravvissuto al tempo e a tutto ciò che è accaduto, un legame che striscia sotto la superficie, che c'è, anche se nessuno dei due se ne rende ancora conto, o non vuole farlo.
Intorno a ciò, si dipana quella che è una fuga molto ben congeniata, segnata dalla tensione e dall'incertezza. È soprattutto la naturale agitazione di Kieran a farla da padrona: mentre per Silas compiere azioni illegali è diventata la normalità, per Kieran rappresenta un'anomalia che è sempre andata contro ciò che lui si è sempre raccontato di essere. Sta lasciando una strada sicura, segnata dall'obbedienza, ma certamente privilegiata, distruggendo tutto ciò che ha faticosamente creato, mandando all'aria tutti i suoi sforzi, e questo non può che creargli ansia, un'ansia soffocata dalla rigidità militaresca a cui si è ormai abituato, da un autocontrollo che ha imparata ad avere. Di nuovo, emerge un personaggio tormentato, fatto di chiaroscuri, sempre in cerca di se stesso, di qualcosa da fare forse per non pensare a che cos'è davvero, a cosa è diventato e a cosa vorrebbe essere. Ha fatto domanda per Lockwood, il che a quanto pare corrisponde al suicidio: in questo, mi ha un po' ricordato Gatsu, con il suo bisogno di combattere sempre per sentirsi vivo. Anche se questo dovesse significare morire. La sua continua tensione, che serpeggia per tutto il capitolo, lo ha reso molto umano, reale, permettendo al lettore di sentirsi vicino a lui e alla sua fragilità, di temere con lui le conseguenze delle sue azioni.
Inutile dire che alla curiosità di conoscere di più del passato di Kieran e, soprattutto, di suo fratello (quel ricordo appena accennato, di William che si inginocchia per guardare Kieran, in fabbrica, fa nascere molti quesiti e molte ipotesi), si aggiunge anche la curiosità circa il gessetto di cui è in possesso Kieran. Un artefatto molto potente, che lui asserisce essergli stato regalato, ma che appartiene alla Tela e che è capace di dare vita a magie molto potenti. La sua origine misteriosa mi ha molto incuriosita e sei stata molto brava a dosare quali informazioni dare e quali invece tenere per il futuro.
In tutto questo, abbiamo un profondo momento anche da parte di Silas che, in solitudine, legato e finalmente libero di poter abbandonare la sua maschera, ci mostra il suo lato umano attraverso i suoi ricordi della Legione, un'organizzazione che, fin'ora, abbiamo guardato solamente attraverso gli occhi del Ferro e di Kieran. Qui, grazie al punto di vista di Silas, ce ne viene data una diversa prospettiva, più interna e intima, che ci permette di scoprire come dinamiche quali il cameratismo e l'amicizia siano presenti anche tra questi ribelli e come Silas si sia affezionato a loro, sentendosi quasi a casa e provandone una melanconica nostalgia.
Anche in questo, continua a essere non dissimile da Kieran: c'è amarezza in entrambi, amarezza per il loro passato, per ciò che gli altri si aspettano che siano e per ciò che hanno perso e stanno perdendo. Il loro non è solo un viaggio alla ricerca di una soluzione per il Legame che li unisce indissolubilmente, ma è prima di tutto un viaggio alla scoperta e alla riscoperta di se stessi, della loro essenza nascosta dietro le maschere che indossano ogni giorno e che pure, a occhi attenti, non riescono a nascondere del tutto.
Il capitolo si conclude con un Kieran che mente a coloro che, più di tutti, hanno fiducia in lui. È di questa fiducia che Kieran si approfitta. Per un attimo, ho temuto che il suo castello di bugie crollasse e che Hamilton e Bervana iniziassero a spettare di lui, o che le cose non si svolgessero come Kieran aveva preventivato. Fortunatamente per lui, un insperato aiuto è arrivato proprio da Bervana stessa, che ha sostenuto la sua causa inconsapevolmente.
Complimenti per questo capitolo intenso e ricchissimo di emozioni e di spunti per riflettere sui personaggi e sulla loro complessità. Passerò presto a recensire anche l'altro capitolo (già letto e apprezzato).
A presto :)

Nuovo recensore
29/05/21, ore 08:13
Cap. 4:

Ciao! Io mi aggiungo alla lista delle tue lettrici di vecchia data e sono molto contenta di vedere che hai iniziato un'originale in un contesto fantasy. Per il momento mi intriga molto questo nuovo mondo in cui ci stai portando, non vedo l'ora di conoscere le ragioni per cui Silas ha tradito, anche se è intuibile la situazione di ghettizzazione e sopruso in cui sono state poste le creature fatate. Personalmente amo quando il contesto fantasy viene utilizzato per parlare di discriminazione e mi sembra che questo sia uno di quei casi (invece magari non ho capito nulla di come proseguirà la storia, sigh). Come ti hanno già consigliato altre, anche io ti suggerisco di non introdurre troppe sottotrame che alla lunga, per quanto interessanti, rendono più difficile la fruizione a noi e probabilmente la scrittura a te. L'unica critica che mi viene da sottoporti per ora è la scioltezza con cui Silas sta facendo battutine a Kieran. Mi spiego: ci sta che essere sfrontato faccia parte del suo carattere, ma è appena uscito di prigione dove è quasi morto ed è stato quasi abusato, a ben vedere per "colpa" di Kieran che ce l'ha mandato. Quindi secondo me dovrebbe essere più freddo e risentito nei suoi confronti, anche perché per adesso lui non si è mostrato minimamente pentito o dispiaciuto, anche se noi sappiamo che in parte lo è. Ovviamente però è anche questione di gusto personale. Bellissimo il concetto della magia come potere che trae forza dalle emozioni, tratto stereotipicamente associato alle donne e quindi molto spesso dipinto come negativo. Io, se non si fosse capito, parteggio spietatamente per Silas! Sono molto curiosa di sapere che retroscena legano questi due. Un bacione, alla prossima.

Recensore Veterano
19/05/21, ore 11:27
Cap. 3:

O mio dio, come é bello ritrovarti ❤️
Non ho parole poi con una storia originale, fantastica!
La storia mi intriga tantissimo ho letto tutti e tre i capitoli che belli emozionanti, contorti ma il primo incontro con un nuovo mondo fantasy é sempre un po contorto!
Spiegheresti un po meglio cos'è il ferro?
È usato come droga? Come repellente per la magia?
Per ora i protagonisti sono appena scalfiti ma so che avrai modo e tempo per dipingerli a 360 ° nel corso dei capitoli!
Per ora é tutto stupendo e sicuramente continuerò a leggere questa storia ❤️

Recensore Master
18/05/21, ore 18:23
Cap. 2:

Ciao ^^
Capitolo molto interessante e denso di avvenimenti, tutti preparatori alla partenza dei nostri due sventurati.
Qui entra in gioco anche il POV di Silas, che hai saputo gestire bene tanto quanto quello di Kieran, e che ci permette di conoscere meglio anche lui. Nella sua attuale situazione, lo vediamo seriamente in difficoltà, nulla a che vedere con il braccio destro del capo della Legione, quell'uomo temibile e spaventoso, capace di azioni efferate. Adesso è privato della sua magia, che costituisce gran parte della sua forza, ed è alla mercé delle guardie e, soprattutto, di quel simpaticone del Consigliere (qualcuno può farlo fuori, per piacere?) Nonostante ciò, Silas non perde il suo sarcasmo, né la sua voglia di punzecchiare il prossimo; si mostra sfrontato e sicuro di sé, nonostante i sentimenti che prova siano differenti e nonostante la situazione sia tutt'altro che sotto il suo controllo. I suoi pensieri ci mostrano un mondo interiore diverso e più complesso rispetto alla sicurezza che ostenta fuori. Silas è un personaggio sfaccettato e caleidoscopico, che ancora non mi sbilancio a giudicare, perché è difficile da inquadrare proprio per le sfumature che compongono la sua personalità. Va scoperto e capito pian piano, e per questo è sicuramente molto interessante.
Passando al vero sfigato della faccenda, ovvero Kieran, sono stata molto contenta nel constatare che si tratti di un antieroe, e non di un eroe (detesto gli eroi): nello scorso capitolo mi sono domandata per quale motivo, in nome dell'onore e di tutto il resto, semplicemente non si suicidasse, portando così con sé anche la Falena, e qui ho avuto le mie risposte (anche se nello scorso capitolo ci erano già state date delle avvisaglie, come il fatto che Kieran dice che la sua attuale posizione sociale sia frutto della fortuna): semplicemente, Kieran non vuole morire. Ha consegnato Silas alla giustizia non tanto per convinzione personale, per purezza d'animo, quanto più perché è sempre stato abituato a fare ciò che gli veniva ordinato, e anche perché Silas l'ha davvero ferito, e catturarlo risulta l'unico modo per rimediare all'errore di essersi fidato di lui, come rimarca più volte, oltre che, credo, per mettere a tacere la sua coente delusione. Nulla a che vedere con l'onore, il senso di giustizia e compagnia. Kieran è così attaccato alla sua vita da arrivare a corrompere le alte cariche, a piegarsi a fare loro i più disparati favori, purché votino contro la condanna a morte di Silas durante il processo. È disposto a tutto pur di continuare a vivere, così come è disposto a tutto per spezzare il legame che lo unisce indissolubilmente a Silas, persino farlo evadere, andando contro le alte cariche, andando contro tutti e diventando, di fatto, il tipo di persona che ha odiato con tutto se stesso: un traditore. Ed è interessante notare come Kieran ne sia pienamente consapevole, e di come tuttavia accetti la cosa, forse anche per via del fatto che non ha un'alta opinione di sé. È disposto a diventare un traditore, consapevole in questo della sua ipocrisia. È disposto a rischiare tutto.
Alla luce di questo, mi sono chiesta se dietro la sua indignazione nell'apprendere del quasi-stupro ai danni di Silas, ci fosse effettivamente un qualche senso di giustizia, o se, anche lì, vi fosse solo del coinvolgimento personale, l'affetto innegabile che lo lega a Silas. Avrebbe avuto la stessa fervente reazione, se al posto di Silas ci fosse stato qualcun altro? Kieran è un giovane passionale, che è molto maturato nel corso dei sette anni che l'hanno separato da Silas, come lui stesso ha modo di notare con stupore, ma che è rimasto di fondo insicuro di sé, e molto tormentato. La sua fragilità emerge nel suo confronto con Magda, personaggio che ho davvero apprezzato e che spero di rivedere: oltre a permetterci di conoscere qualcosa del suo passato e del fratello che sta mantenendo, e che potrebbe anche non sopravvivere senza di lui (sono molto in hype riguardo questa faccenda), ci concede anche uno sguardo più approfondito nella psiche di questo personaggio, facendocelo scoprire più fragile e tormentato di quello che poteva apparire a una prima occhiata. E questa sua complessità non fa che farmelo piacere ancor di più (oltre alla sua sfiga, dato che di solito ho un debole per i personaggi derelitti).
Per quanto riguarda la trama, hai costruito delle basi molto solide per il viaggio di questi due, senza buchi o forzature, cosa che ho davvero apprezzato tantissimo. A cominciare dal fatto che Silas e Kieran non possano allontanarsi l'uno dall'altro più di tanto, pena l'iniziare a morire, come buona giustificazione per il fatto che Silas non potrà semplicemente prendere e correre via a gambe levate, una volta fuori, per passare poi alle motivazioni che muovono i due personaggi, motivazioni profondamente diverse, ma entrambe altrettanto valide e credibili, realistiche e ben costruite. Il piano di Kieran è logico, razionale, anch'esso poggiato su buone basi.
Con queste premesse, lo sviluppo della storia si prospetta molto interessante e intrigante, pieno di eventi (e di sventure, come pronosticato dai tarocchi di Magda), per i nostri due disadattati protagonisti, dei quali stai delineando il rapporto in maniera magistrale. E niente, io sono qui che scalpito in attesa del nuovo capitolo. Tantissimi complimenti e a presto :)

[Precedente] 1 2 [Prossimo]