Recensioni per
L’Aquila di Glencree
di Star_Rover

Questa storia ha ottenuto 192 recensioni.
Positive : 192
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
21/09/21, ore 07:58
Cap. 28:

C'è questo senso, questo odore di tragedia che permea tutto il capitolo. Hans e Declan sono femri sulle loro posizioni, ognuno vuole difendere l'altro, non importa quanto sarà il costo. Sanno che la loro situazione è disperata, ma non sono disposti a cedere di un millimetro. L'evoluzione dei sentimenti di Declan nei confonti di Hans è stagta davvero commovente, la mia parte preferita di questa storia.

Come sempre bravissima!

Recensore Master
21/09/21, ore 07:50
Cap. 28:

Ciao carissima^^
Zeitnot. Ottima parola, difficilmente traducibile in italiano, che esemplifica misabilmente tutto il senso del cpitolo. Il tempo sta arrivando alla fine, e non è mai stato tanto necessario. Ce ne vorrebbe altro, bisognerebbe fermarsi a pensare, elaborare un piano a mente fredda, ma questa è l'unica cosa che è preclusa, a entrambe le parti.
Quel che è certo, è che la trappola sta per chiudersi, ancora non sappiamo se nella rete rimarrà l'aquila tedesca o no.
In tutto il viluppo di doppiogiochisti e traditori che ruotano intorno alla faccenda, il commovente affetto dei due ragazzi appare come un elemento curiosamente fuori posto, in un certo senso sbagliato, non adatto al contesto. Eppure entrambi sono disposti a sacrificare qualsiasi cosa, per quel sentimento.
Vedremo se la loro dedizione sarà ripagata dal successo o se invece sarà ciò che li porterà alla sconfitta...
Bellissimo capitolo, molto emozionante. Complimenti e a presto!

Recensore Master
21/09/21, ore 05:25
Cap. 28:

Buongiorno,
la faccenda si rende complicata per via dei vari tradimenti.
Certo che, con tutti questi spioni su ambo i fronti, forse sarebbe meglio coinvolgere sempre meno gente.
I ribelli hanno salvato i loro piani, ma non so fin quanto.
Perché ora butta veramente male per tutti e la caccia alle streghe ha inizio.

Recensore Master
14/09/21, ore 00:17
Cap. 27:

Ciao, mia carissima Star^^

Ti chiedo nuovamente scusa per il ritardo, ricominciare il lavoro è stato traumatico. ♡
Come ben sai, rattrista sapere che giungiamo quasi alla fine, ma sono certa che anche questi personaggi mi resteranno nel cuore. ♡

Ogni accenno a James e Julia mi emoziona (penso tu lo sappia già). La carta vincente di questa coppia è l'atmosfera che hai creato intorno a loro, è un amore solido da entrambe le parti in un contesto travagliato. James per primo possiede un animo tormentato dal passato e dal presente; non confida tutto questo a Julia, anche se non è tutto coperto dal segreto a cui è costretto, innanzitutto non la vuole angustiare, a lui è sufficiente che gli scaldi il cuore con il suo amore, ne ha disperatamente bisogno. La ama così tanto da soffrire la sua mancata sincerità nei confronti di Julia.
È molto profonda la riflessione di James in solitudine, l'ombra del padre lo tormenta dal principio di questa storia ed ora sembra arrivato al culmine della sopportazione, ad un bivio che lo porti più vicino al genitore oppure lo allontani per sempre da lui. Per lui insorgono nuove consapevolezze, il modello del padre è un'eredità, un'aspettativa altrui portata dal suo cognome. Tutto ciò è un peso che James serba nel cuore da anni e ha influenzato la sua carriera. In verità sente di non aver mai provato un legame sincero con suo padre, la lontananza provocata dalla guerra stessa lo ha impedito. È stato il figlio di un eroe per cui non ha versato lacrime, rappresentando a pieno le conseguenze delle guerre combattute. James è un figlio come tanti che è nato senza un padre e ha vissuto senza di lui già prima di rimanerne orfano.
La più grande eredità del padre si traduce in una intensa frustrazione e nella pressione della società nei confronti dei figli degli eroi. È esattamente così, le guerre non si perdono nella memoria del passato, essere riverberano nel presente e condizionano la vita delle nuove generazioni. Questa storia lo insegna a più riprese.
Per James la questione si complica, non ne è ancora al corrente, ma gravi accuse continuano a pesare su di lui e si fanno sempre più concrete. Il detective che indaga sul suo passato mi fa sempre più paura, temo possa aggrapparsi a qualunque appiglio pur di arrestarlo; qualsiasi cosa nasconda James sembra intenzionato a non avere (più) problemi con la Legge, a vivere la sua vita accanto a Julia, anche con il rischio di assomigliare al defunto padre.

Hart, guidato dall'esperienza, procede con determinazione. Con estrema semplicità estorce nuove informazioni da un giovane già notevolmente provato dalla prigionia e dal timore di subire ritorsioni da parte dell'IRA. Hart dimostra di possedere la maggior parte delle informazioni, addirittura più del detenuto, ciò che gli serviva era la chiave per rendere finalmente efficace una retata ai danni dei militanti.
Al pensiero di una nuova retata James non può che essere preoccupato al pensiero dell'ultimo tentativo fallito (così lascia intendere, ma in fondo non so cosa possano nascondere i tuoi personaggi).
È significativo il fatto che Hart sappia sempre come farsi accettare da tutti in ambito lavorativo, dimostra sempre la sua professionalità e una collaborazione con un obiettivo comune può solo che giovare al successo della missione.
Apprezzo tantissimo il rapporto che hai creato tra Hart e James. Entrambi sono consapevoli che la fiducia si sia incrinata ormai, sanno di non poter più nascondere la presenza di fantasmi alle loro spalle (Hart giustifica persino la diffidenza di James nei suoi confronti), eppure il ruolo non viene intaccato da questioni personali, la loro collaborazione sul campo non ha subíto alcun colpo, Hart ha bisogno delle capacità di James per portare a termine la missione. Hanno sancito un patto implicito, hanno uno scopo comune che nessuno dei due ha intenzione di tradire, tengono all'incolumità del compagno e non temono di dimostrarlo. Ancora una volta superano con successo l'ostacolo della nazionalità e tutte le questione che essa porta con sé, tra passato, presente e futuro. James dimostra di essere disposto a rischiare la propria vita a beneficio di quella del superiore; ha disubbidito agli ordini quasi paterni di Hart, ma non vedo pentimento per il suo gesto. Penso che nei casi di maggiore sofferenza si scorta davvero l'anima più pura di una persona, sono quasi certa sia ciò che ha scorto Hart negli occhi di James. Sono anche quasi certa che in questa retata che deve portare a termine senza James si troverà faccia a faccia con il suo passato.
Le ultime battute tra James e Hart prima di passare all'azione sono molto interessanti. Il discorso mosso dalla curiosità di James sfiora la vita privata di Hart e quindi inevitabilmente lo tocca sul vivo; non resta affatto imperturbabile, ma non trova sia il momento opportuno per parlare di una questione molto dolorosa che rischia in procinto di una retata di offuscargli la mente, ammesso e non concesso che voglia rivelare quel passato al compagno. Hai già accennato qualcosa a riguardo nei capitoli precedenti e sono sempre più curiosa di scoprire quale sofferenza si porti dietro Hart.

Sei super precisa nei dettagli, grazie perché ci aiuta a rendere ancora più concreti e vicini sia nello spazio sia nel tempo i tuoi amatissimi personaggi. ♡♡

A presto!
Un abbraccio grande grande
-Vale (sempre tua affezionata lettrice)

Recensore Master
13/09/21, ore 09:05
Cap. 27:

Ciao^^
che meraviglia, addirittura la mappa! Tu sì che sei una persona precisa. Ho sempre ammirato l'accuratezza delle tue ambientazioni, ma stavolta ti sei superata^^
Ormai il cerchio si sta chiudendo. Anche se in un clima di sospetto, in cui nessuno si fida realmente fino in fondo dell'altro, sembra che Hans e Declan abbiano le ore contate. Come sempre sei molto abile a descrivere il precipitare concitato della situazione, che in un attimo diventa un bagno di sangue con morti e feriti.
Attendo con ansia l'evolversi della situazione, intanto complimenti!

Recensore Master
11/09/21, ore 15:19
Cap. 27:

Carissima,
sul piatto ci sono anche onestà e orgoglio personale, amicizia e stima reciproca, sentimenti che vanno al di là di una bandiera o di uno schieramento.
Per James si prospetta un bivio: essere come suo padre o essere se stesso. Ma chi è davvero Donnelly? Ha spinto a terra il suo compagno e si è preso un proiettile, certo non è un'atto dovuto al caso.
A tutto ciò si aggiunge il fiuto del pur antipatico Sullivan, che comunque sembra un tipo abile nel proprio lavoro. Ha preso James in antipatia, non lo molla anche quando viene fuori un secondo, più papabile sospettato. Fidarsi dell'istinto o delle prove?
Infine Hart, che non teme di presentarsi così com'è al compagno. I due si capiscono e spero che il rapporto di fidicia che si è instaurato fra loro non sia destinato a incrinarsi.
Ho come la sensazione che il vero burattinaio debba ancora fare la propria comparsa. Qualcuno oltre Charles, che ormai è bruciato.
Complimenti per questo capitolo d'azione e suspense! Attendo con vera curiosità il seguito. Un bacio e a presto! :)

Recensore Master
11/09/21, ore 05:45
Cap. 27:

Buongiorno,
insomma, la morsa si stringe!
Adesso il conflitto a fuoco potrebbe portare a più risposte, di certo chi avrà la peggio avrà anche perso così tanto da rischiare di dichiarare la sconfitta.
Ma qui... ci sono anche tradimenti di tutti i tipi a cambiare le carte in tavola.
Avere a che fare con doppiogiochisti è un'arma a doppio taglio...

Recensore Junior
10/09/21, ore 22:23
Cap. 27:

Quindi ci siamo. Oramai i nostri detective sono quasi riusciti a catturatre  Hans, Declan e Maguire, il cerchio si stringe sempre di più. A questo punto il lettore non sa per chi tifare, tutti hanno un background, tutti sono ben caratterizzati e alla fine ti ci sei affezionato. Speri che possano vincere tutti, ma purtroppo non sarà così.

Bravissima come sempre!

Recensore Master
06/09/21, ore 09:05
Cap. 26:

Ciao^^
Si sentiva la tua mancanza!
Come previsto, la faccenda sta sfuggendo di mano a tutti. Maguire è affezionato a Declan, lo considera un buon soldato, ha addirittura nei suoi confronti una sorta di paterna amicizia, eppure si trova a dover prendere atto di una sitruazione imprevista. Declan dà prova di un'impulsività che a quanto pare è una sua caratteristica, ed offre la sua incondizionata fedeltà non più alla causa, ma al tenente Schneider.
Il capitano forse immagina quello che sta succedendo, e subito pensa alla cosa più logica da fare, ovvero spedire via il tedesco, in modo che cessi la sua nefasta influenza su Declan e anche su tutti gli altri.
Un capitolo molto bello, con un perfetto crescendo di tensione che però non sfoga e rimane ad aleggiare sinistra su tutta la vicenda.
Complimenti e a presto!

Recensore Master
05/09/21, ore 16:18
Cap. 26:

Ciao, mia carissima Star^^

Ti chiedo scusa per il solito ritardo, ma non dubitare che arrivo, non potrei mai perdermi la storia di questi personaggi, ce li fai sentire davvero reali e vicini. ♡

Questo capitolo è interessantissimo. È sempre più evidente come i sentimenti si intreccino in modo molto stretto alle vicende diplomatiche. Trovo sia importante sottolineare in questo contesto che a combattere (indipendentemente dai loro obiettivi) siano uomini, in senso lato esseri umani, con sentimenti ed emozioni che non possono essere rinchiusi in una missione, in interessi, in una Causa, seppur essa sia strettamente connessa ad un desiderio di libertà che è proprio dell'essere umano.
È un capitolo che segna una fondamentale svolta nella trama e nel cuore dei tuoi personaggi. È il capitolo in cui vediamo piegati i ruoli di comando a vantaggio di beni superiori che nessuno può quantificare o rendere "bottino di guerra". È un capitolo intenso, per certi versi crudo con la certezza che certe convinzioni, seppur solide, possano essere scalfite da sentimenti incontrollabili, non previsti e il costo è altissimo: la fiducia di chi ha sempre creduto nelle doti del suo protetto. Volano mezze verità, verità inconfessabili che forse se rivelate potrebbero offrire una logica, far cessare il tormento; o forse no ingigantirebbero la rottura e spezzerebbero per sempre un legame.
Hai segnato un'importante svolta nel rapporto tra i personaggi e ho il timore che sia un treno di sola andata. Troppe consapevolezze, ma è il prezzo da pagare per vedere solidificarsi un amore, anche se, devo ammetterlo, mi dispiace per Charles e Declan, hai lasciato che il loro rapporto mi scivolasse nel cuore e spero che i sentimenti di Declan per Charles e Hans possano tornare a coesistere sullo stesso piano per lui.

Dopo questa premessa riprendo il commento dal principio.

I protagonisti indiscussi di questo capitolo sono proprio Declan e Charles, insieme alle loro delusioni, sentimenti e decisioni spesso categoriche. Nessuno mai oserebbe mettere in discussione la loro determinazione e il loro coraggio, lottano per ciò in cui credono, sia che si tratti di un obiettivo politico sia che si tratti di sentimenti.
Non credo affatto sia sintomo di debolezza dar retta al cuore. Charles rivolge un pensiero ai martiri della Causa, si fa forte del coraggio che hanno dimostrato fino a dare la vita. La questione che ruota intorno alla spia tedesca diventa una questione personale per Charles dal momento che un suo fidato soldato è coinvolto. Hans non dà motivo di dubitare di lui, rispetta gli accordi presi in nome del Reich, ciò che lo tormenta è meramente sul piano personale e non riesce a nasconderlo a John, il quale si dimostra essere un amico comprensivo. Charles non riesce nemmeno a pensare che Declan possa essere un traditore consapevole, il suo cuore continua a sostenere sia una vittima del tedesco e in quanto tale lui ha il compito di proteggerlo dalla irremovibile Legge dell'IRA. John sente preoccupazione nelle parole dell'amico, cerca di aiutarlo a vincere i suoi timori spronandolo ad agire a vantaggio di Declan per salvargli la vita nel caso in cui la situazione precipiti. I sensi di colpa da parte di Charles non tardano a farsi sentire; fin dal principio del loro rapporto si è sentito responsabile per il ragazzo, fin dai suoi primi passi tra le schiere dell'IRA, teme di aver preteso troppo da lui. Dal ricordo di Charles si nota bene questo aspetto, in quell'occasione Declan si è dimostrato più tenace, Charles ha ceduto ai sentimenti e ha dovuto concedergli la possibilità di dimostrare la sua tempra; i rimpianti non servono, Charles ha ragione, ma non può fare a meno che continuare a ricriminarsi per aver ceduto alle provocazioni di Declan, per non essersi imposto su di lui mettendo in chiaro cosa fosse giusto per lui, la fiducia nei confronti di Declan ha prevalso e Charles sente che non è stata sufficiente, sente di averlo cacciato in una situazione più grande di lui che non sa gestire freddamente ma spinto dall'impulsività di voler salvare la vita di Hans (esattamente come è successo nei confronti dei compagni in passato), sente di aver fatto male i conti.
L'affetto e il legame che sente per Declan non sono svaniti però e non manchi mai di sottolinearli, specie durante il loro confronto diretto in cui il dispiacere tormenta il cuore di Charles. La fiducia non è perduta per sempre, anche perché ci sono ancora molti punti in ombra per Charles. Nonostante ciò però Charles dimostra di conoscere a fondo Declan, non gli sfugge che nel suo sguardo qualcosa è cambiato, gli mancano solo gli elementi per decifrarlo, ma è certo sia frutto della sua nota emotività.
A questi profondi tormenti Charles deve aggiungere anche la preoccupazione per la missione. È un essere umano anche lui, non è indistruttibile nonostante indossi molto bene i panni dello spietato comandante dell'IRA e potrebbe subire un crollo emotivo da un momento all'altro. La prossima azione dell'IRA non lo convince del tutto, vuol dire cedere nelle mani dei tedeschi potere di azione e, per come percepisce la posizione di Declan, non è certo di potersi fidare del tutto di Hans.

Penso che determinazione e passione infiammino più che mai l'animo di Declan in questo capitolo. Il suo unico obiettivo è capire se Hans avrà salva la vita, tutto il resto per lui diventa contorno, qualcosa di cui preoccuparsi in futuro. L'urgenza per lui è solo la vita di Hans.
Con il macigno che Charles ha sul cuore non viene difficile comprendere quell'immediato terzo grado davanti a cui pone il suo protetto. Senza preamboli cerca di fargli capire la gravità della questione, quasi con fare paterno.
Declan non vive affatto in un universo parallelo, è pienamente consapevole delle conseguenze delle sue scelte, del rischio di perdere la fiducia del suo comandante, è in grado eccome di assumersi le sue responsabilità e sarebbe bello se potesse condividere tutto con Charles per dimostrarglielo. La sua posizione all'interno dell'IRA passa in secondo piano, questa è una nota di coraggio, non è scontato dare la vita per i propri compagni (spero che Charles riesca ad uscire per un attimo dalla logica della Causa e a capirlo, forse preoccupandosi per Declan potrebbe già essere sulla buona strada). Declan sente di non avere più nulla da perdere se perde Hans; è amara la certezza che Charles non possa comprendere i suoi sentimenti.
Emerge l'amicizia tra i due, essa non sembra affatto scalfita, Charles lo vuole salvare a tutti i costi, non gli importa se si sia compromesso accanto ad Hans; ciò che conta è riavere indietro l'amico, tornare alla normalità e si rende conto che l'unico modo per raggiungere questo obiettivo è chiudere l'alleanza con i tedeschi.
Chi per amore e chi per amicizia entrambi mostrano grande sensibilità nei confronti di chi hanno a cuore.

Credo di aver un pelo esagerato con le considerazioni stavolta, scusa, ma non ho altro modo per trasmetterti il mio apprezzamento. ♡♡

A presto!
Un forte abbraccio
-Vale (sempre tua affezionata lettrice)

Recensore Master
04/09/21, ore 20:32
Cap. 26:

Ciao Star_Rover,
ormai il rapporto di fiducia tra Declan e Maguire è compromesso. Il capitano ha giustamente capito che per l'altro l'aspetto personale con il tenente Schneider è diventato prioritario, e può spingerlo a comportamenti contrari alla loro causa. Naturalmente la risposta di Declan non può che confermare le preoccupazioni del suo superiore.
Nella parte iniziale, mi risulta difficile giustificare la fiducia di Maguire nei piani portati dal tenente Schneider: lui non è più in contatto con i suoi superiori, e non c'è stato alcun altro tentativo di inviare un agente con una radio di rimpiazzo. Senza possibilità di contatto, faccio fatica a vedere come vi possa essere una trattativa o un coordinamento.
Resto in attesa degli sviluppi di questa storia.
MaxT :)

Recensore Master
03/09/21, ore 20:07
Cap. 26:

Carissima,
Charles deve prendere delle decisioni dure. Penso ce l'abbia con se stesso, perché si è affezionato oltre misura a Declan e ha cercato di proteggerlo non come un compagno d'armi ma come un figlio e questo è stato il primo errore che si attribuisce.
Poi ha affidato al ragazzo un incarico pericoloso e ha visto che le cose hanno preso una piega inaspettata. Non capisce, forse sospetta, di certo si biasima per non aver fatto la scelta giusta.
È severo con se stesso e dunque anche con gli altri.
Declan si sta rivelando molto ostinato, ai limiti dell'insubordinazione, ma è disposto a tutto per Hans. Viene a mancare l'intesa tra lui e il suo capitano, lo strappo si prospetta arduo da ricucire.
Ovviamente non si farà spedire in un luogo dimenticato dagli dei e penso che anche il tedesco non lascerà l'isola con tanta fretta.
Attendo il seguito, a presto!! :)

Recensore Junior
03/09/21, ore 09:15
Cap. 26:

Questo è il tuo capitolo migliore, finora. Ho apprezzato tantissimo il flashback sul rapporto tra Maguire e Declan. In un certo senso il comandante ha ragione, Declan si è fatto prendere dai sentimenti, ma credo non sia l'unico. Non so, ma mi pare che anche Maguire sia troppo determinato nel voler "salvare " Declan da Hans, sembra troppo preoccupato. Non è che sotto sotto prova dell'interesse? Non mi stupirei.

Bravissima come sempre.

Recensore Master
03/09/21, ore 05:55
Cap. 26:

Buongiorno,
il rapporto creatosi in effetti sembra ormai indissolubile.
Giusta la considerazione finale, credo che per il bene di tutti quanti sia meglio se il tedesco lasci l'isola al più presto possibile. Concludere, finalmente, e poi a casa.
Inutile tergiversare oltre.

Recensore Master
15/08/21, ore 01:03
Cap. 25:

Ciao, mia carissima Star^^

Scusami tanto per il ritardo, il mare e poca salute non mi hanno consentito di tornare prima da te ♡

Mi mancano sempre i tuoi personaggi ed è stato bellissimo ritrovare James che dal ritrovamento del cadavere mi pare non fosse più apparso sulla scena.
Esponi in tutte le sue sfaccettature le incertezze del giovane con la precisione a cui ci hai abituati.
Il comportamento stesso di Hart sta alimentando il sospetto su di lui in James e non penso fosse una conseguenza voluta per Hart, credo che il suo riserbo gli stia un po' sfuggendo di mano e la sua esperienza non gli sia per nulla d'aiuto nei riguardi di James, il quale peraltro è molto scaltro.
James arriva alla difficile decisione di riferire ai superiori i suoi sospetti. Il rapporto tra i due colleghi insieme alla fiducia sembra essersi incrinato nonostante abbiano condiviso anche questioni personali, unico aspetto che tiene vivo ancora un barlume di speranza nel cuore di James e che gli consente di non negare il lato più umano di Hart. Si stanno allontanando senza evidenti scontri o litigi, sono gli eventi stessi a provocare uno strappo tra loro. Per me che ho la possibilità di leggere entrambe le prospettive, devo ammettere che mi dispiace vedere quanto le questioni politiche per James e il passato di Hart stiano dividendo le loro strade, il loro modo di pensare e di agire. Sembra quasi di essere tornati agli esordi della loro conoscenza quando il limite tra Inghilterra e Irlanda si percepiva forte anche nel loro rapporto e precludeva soprattutto da parte di James la possibilità di collaborare in serenità sul caso che era stato affidato loro. Hart era riuscito a conquistare la fiducia di James ed io non credo sia stato pienamente sleale con lui, ha omesso ma non mentito; proprio a causa di queste omissioni la diffidenza di James è tornata a farsi sentire preponderante a tal punto da portarlo a denunciare il comportamento sospetto del collega; sicuramente James non ha capito fino in fondo le ragioni che hanno spinto Hart a mantenere il riserbo sui suoi movimenti, sono in parte nobili nei confronti del ragazzo, nessuno a parte Hart stesso potrebbe fare luce sulla ragione che lo porta a seguire una pista differente dal tracciato diplomatico.
Nel tentativo di riferire i comportamenti sospetti di Hart, James si imbatte in nuovi dubbi che stavolta sorgono proprio dalle resistenze dei suoi diretti superiori che esigono l'estranietà di James dal caso del ragazzo giustiziato dall'IRA. È un giorno davvero tormentato per il povero James e come se non bastasse il paragone con il padre torna ad assillarlo in ambito professionale creando in lui frustrazione, ma dimostra un certo grado di maturità non lasciandosi abbattere e ribadendo a se stesso i suoi obiettivi.
Nella seconda parte dedicata alle riflessioni di James, il giovane ammette di non aver mai creduto nella sincerità del loro rapporto, convinto fosse da sempre una mera collaborazione per raggiungere il loro scopi a favore dei rispettivi Paesi; sono propri questi obiettivi a nutrire la stima di James nei confronti di Hart, essi rimangono aspetti in comune su cui il giovane non ha dubbi, sono inoltre valori di qualunque buon soldato che serve la sua patria con onore.
Più in generale James riflette sulla Causa per la sua nazione che guida ogni sua scelta; non può ignorare quanto il quadro storico che lui prospetta nel largo contesto sia tutt'altro che roseo, non riesce a lavorare ed adempiere ai suoi compiti con questi pensieri che gli riempiono la testa. Giunti a questo punto anche le idee di James iniziano a vacillare, teme che i metodi violenti dell'IRA siano i soli a poter rendere libero e indipendente il suo amato Paese e considera questo profondamente ingiusto.

Ritroviamo un solitario Hart per scelta, anch'egli perso nei suoi pensieri, ma il detective predilige sempre i momenti peggiori.
Al contrario di James Hart, che tiene le redini del "gioco" tra i due colleghi, è molto più sicuro della sincerità del compagno, in fondo è l'esperienza a guidarlo nelle sue certezze. Come dicevo, dimostra di avere uno spiccato senso protettivo nei confronti di James, il quale è più giovane, più inesperto ed inoltre non può ignorare la produttiva collaborazione che hanno avuto in più occasioni; ammette di rivedersi nel giovane irlandese, ipotizzo io, quando ancora non si era avvicinato all'IRA, così ci hai lasciato intendere negli ultimi capitoli.
Si fa sempre più viva in me l'idea che Hart voglia affrontare faccia a faccia i militanti ed indagare da solo proprio perché li conosce meglio di chiunque altro, proteggendo in questo modo anche James da una pista rischiosa.

Ci hai lasciati come di consueto con il fiato sospeso, non vedo l'ora di sciogliere la tensione con un nuovo capitolo ♡♡

A presto!
Un abbraccio grande grande
-Vale (sempre tua affezionata lettrice)

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