Lui, la moto, il cielo scuro della notte, il vento e l’asfalto: queste le uniche cose che percepiva quando le sue mani erano poggiate su quel manubrio nero e liscio, e quando diceva che gli piaceva correre in moto, intendeva correre nel vero senso della parola.
-Byunghee! – la voce della ragazza sembrava rotta, come se stesse gridando da ore, ma nessuno le stesse dando ascolto.
Un forte stridio.
Il ragazzo non capì subito cosa stesse succedendo.