[post 3a serie - Scanlan/ Kaylie] Scanlan si torse le mani in maniera nervosa, non era abituato a preoccuparsi per qualcun altro che non fosse se stesso.
Guardò la persona febbricitante nel letto, con una brutta ferita al braccio, fasciata alla bell’e meglio e pensò che avrebbe voluto essere ovunque meno che lì, e non perché non volesse aiutare, ma perché non se ne sentiva capace, proprio per niente. Il ruolo di padre era qualcosa di troppo nuovo, di troppo grande persino per qualcuno così piccolo come lui.
Si schiarì la gola avvicinandosi al letto, si passò la mano tra i folti capelli castani, sua figlia ne aveva ereditato la stessa sfumatura di marrone caldo, con una sfumatura di fucsia che sicuramente era un dono della madre, che lui non ricordava affatto.
“Kaylie, ti ho portato dell’acqua fresca… sai dovresti bere nelle tue condizioni, per abbassare la febbre…”.
“So badare a me stessa, vecchio…”.
Non lo chiamava mai padre, non era necessario, Scanlan era comunque contento che non lo scacciasse in malo modo come aveva fatto le prime volte che si erano incontrati, ma sarebbe stato bello sentirsi chiamare “papà”…