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Nuovo recensore
27/06/17, ore 23:55
Cap. 1:

Incipit interessante, ho adorato questo primo capitolo! Una domanda, "Nivek" sarebbe "Kevin" al contrario?

Recensore Master
26/06/17, ore 19:12
Cap. 1:

Che cosa c'è di più bello dei due fratellini che si coccolano anche in pubblico, senza pensieri e paure e anzi si divertono a provocare gli ignari amici? :p 

divertente la parte in cui parlano di loro senza sapere che loro sanno benissimo che parlano di loro e si divertono! La parte del bagno come sempre è la parte TOP! 

Recensore Junior
18/06/17, ore 15:49
Cap. 1:

Questa storia è meravigliosa, complimenti! Hai reso benissimo le sensazioni di james, così tanto che persino io mi sono riconosciuta nel suo vano tentativo di soddisfare le aspettative della sua famiglia e tenere sotto controllo il suo "lato oscuro" se così vogliamo chiamarlo.
Ricito una cosa che hai scritto:
-Scavare le apparenze e andare sotto, dove le emozioni sono violente, primitive e folli; perché a volte la vera imperfezione è nei sentimenti, più che nell'aspetto esteriore. Nessuno è perfetto. Può solo sembrarlo..
L'ultima frase rappresenta una verità essenziale, vera per ognuno di noi.
Grazie per aver scritto questo testo, davvero. Spero di leggere presto altro su questa coppia!

Nuovo recensore
17/06/17, ore 01:12
Cap. 1:

Nutrie a voi
Il duca Chris è venuto per sollecitarvi avvertirla che il rating non è adeguato nonostante la trama sia coinvolgente e grammaticalmente corretta
Le pongo un quesito; soffre di daltonismo?
I miei omaggi e formaggi dalla grande e potente Nutria

Nuovo recensore
16/06/17, ore 21:22
Cap. 1:

Ciao!

È la prima volta che recensisco una storia e spero di farlo nel modo giusto.

Con questa commento non voglio solo dare un parere personale su il singolo capitolo, ma su tutte le tre stagioni. Le trovo semplicemente Bellissime, proprio grazie alla tua storia mi sono avvicinato a questo sito.

Adoro i personaggi, sia vecchi che nuovi. Il tuo modo di scrivere è stupefacente, mentre leggo riesco ad immaginarmi ogni singola scena come se fossi una mosca che guarda quello che succede. La reazione che mi suscita ogni volta che leggo un tuo capitolo è di pura euforia e subito dopo la curiosità della tua prossima pubblicazione.

Per colpa tua non riesco più a guardare l’anime perché desidero con tutta me stessa che la storia originale sia uguale alla tua fan fiction..

Con affetto,

Milye.

Recensore Junior
14/06/17, ore 11:28
Cap. 1:

Recensione alla storia Pokemon Kalos adventure PROMO - 30/05/16, ore 20:46Modifica
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Capitolo 1: Pokemon Kalos adventure PROMO[Modifica valutazione]  
I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr

Recensione alla storia Pokemon Kalos adventure PROMO - 30/05/16, ore 20:46Modifica
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Capitolo 1: Pokemon Kalos adventure PROMO[Modifica valutazione]  
I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

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A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
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A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

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I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

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Capitolo 1: Pokemon Kalos adventure PROMO[Modifica valutazione]  
I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

Recensione alla storia Pokemon Kalos adventure PROMO - 30/05/16, ore 20:46Modifica
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Capitolo 1: Pokemon Kalos adventure PROMO[Modifica valutazione]  
I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

Recensione alla storia Pokemon Kalos adventure PROMO - 30/05/16, ore 20:46Modifica
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Capitolo 1: Pokemon Kalos adventure PROMO[Modifica valutazione]  
I am simply thrilled.
A parte che l'idea di una flash-fic promozionale è proprio brutta, ma lasciamo stare quelli che sono dettagli, non c'è una e dico una cosa giusta in questa fan fic! Damn it! Cercherò di esporre i punti deboli con molta calma, anche se eviterò di spiegare tutto basandomi più che altro sull'essenziale, parlarti ad esempio dello show don't tell sarebbe inopportuno e inutile a questi livelli.
Partiamo dal narratore, un narratore interno in prima persona al presente. Geni del calibro di scrittore young adult x si sono cimentati in questa fallimentare narrazione, dovrebbe essere un motivo per evitare come la peste questo tipo di scrittura anche perché è molto più semplice parlare al passato, poiché ci sarebbero molte più implicazioni e ti verrebbero richiesti accorgimenti ai quali non sei nello stato di sopperire. Tagliamo quindi la testa al toro, what do we say to the god of death narratore in prima persona? Not today. A questo si allacciano le basi dell'ortografia, bellamente prese a pesci in faccia: a fine periodo va un punto, a inizio periodo la M A I U S C O L A. Damn it!
Ora passiamo ai dialogue tag, questi sconosciuti. Il dialogue tag non è il male, non sempre, ma bisogna saperlo usare. Se in un capitolo c'è un fitto botta e risposta, il dialogue tag magari non è la risposta ai nostri problemi, ma soprattutto, in caso lo fosse, non va mai messo a capo. Sempre dopo la frase, ad esempio:
« Quinn, no-one is going to pay us to eat carrot sticks » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase)
« I mean, tell people what's wrong with their outfits » dialogue tag (dove specifichi o contestualizzi la frase dell'altro interlocutore)
« But, we do that all day for free. That's why everyone likes us » non più dialogue tag (perché, a meno che il discorso non cambi fortemente contesto, si tratta di un botta e risposta, e non ci vanno i dialogue tag!)
In caso ti interessasse, il discorso è preso da Daria.
Ora passiamo agli orrori sparsi per la ficcy. Un oceano di orrori. Prima di tutto, e siamo nel fandom Pokémon per cui it should ring a bell, scrivi i nomi dei Pokémon correttamente! Dammit! Dammit! Pigeotto, fino a prova contraria, non esiste. Esiste però Pidgeotto, suo parente prossimo: lui è la risposta alle tue paturnie d'animo. Ma non si ferma qua, does it, neanche il nome Pokémon è scritto con l'accento acuto! Com'è possibile? È oltre la mia comprensione. E nemmeno il povero qual è viene risparmiato, venendo investito di un pesante fardello: l'apostrofo. Non c'è nulla da elidere, non serve l'apostrofo! È pleonastico, nell'accezione negativa del termine, evita.
Ma addentriamoci in questa selva oscura, nel magico universo dei verbi: "porgie" neanche se vuoi esiste. Porge sì. Porgie no. Analogamente per "poù": l'Indicativo Creativo non esiste. 
In conclusione, permettimi delle considerazioni a livello di senso. Sono cosciente del fatto che è più di quanto volessi impelagarmi, ma non posso non spenderci due parole. Prima di tutto, la lettera di Blue. Per Red o chi per lui, lei è in pericolo, ma se fosse veramente in pericolo perché dovrebbe perdere tempo a scrivere come una quindicenne cogliona? Non c'è nessun motivo! Non puoi dire che lei sia agitata o in pericolo quando le fai scrivere "ahaha, ovviamente scherzo, come puoi dimenticarti di me, Blue la tua cara amica <3"! Se io fossi in pericolo non mi metterei mai a scrivere ste frasi idiote, ma cercherei far trasparire il concetto che, appunto, sono in pericolo. Cosa che qua non accade! Perché? Perché? Damn it!
"la grafia era abbastanza disordinata seppur si poù notare la grafia ordinata della ragazza". Cosa. Cazzo. Significa. Nulla, ci ero arrivato anche io, ma è talmente assurda che non potevo non spenderci due parole. Se prima dici che era disordinata, perché poi dopo perdi tempo a dire che era ordinata? È disordinata od ordinata? Non può essere entrambi, è per questo che si chiamano "contrari", perché uno significa l'opposto dell'altro. 
Penso di aver finito quanto avevo da dire.
Ciao!

herr​

Recensore Junior
14/06/17, ore 11:17
Cap. 1:

Buonasera, sono herr. Ci ritroviamo, nevvero? (è buffa questa espressione ma era la cosa più lontana dal ne? torinese e dal no? di una quindicenne che ho trovato)
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla tua storia. Nonostante per molti lati mi abbia lasciato perplesso, ci sono alcuni espedienti narrativi (i.e. il finale) che ho molto apprezzato. Andiamo con ordine, comunque.
Non recensisco da un po' e non so bene come muovermi (non che l'abbia mai saputo fare) e perciò partirò prima dai problemi di carattere grammaticale/qualsiasi cosa che non concerna la trama per poi parlare di, uhm, essa.
L’uomo vestito di bianco alrighty right. L'articolo ad inizio paragrafo, soprattutto all'inizio-inizio della storia, è completamente fuori luogo. Serve per specificare (i.e. Un gatto si stava rotolando nella sabbia [...]. Il gatto poi si alzò) qualcosa o qualcuno che è stato presentato in precedenza. Qua lascia solo perplessi.
[...] vorticante formicaio di luci [...]. Qua la metafora è un po' ridondante. Senza il po'. Un formicaio è di per sé un'immagine, per riprendere il termine, vorticosa, di una massa puntiniforme in movimento, se ci aggiungiamo il fatto che vortica... diventa un problema.
C'è una ripetizione fastidiosa di "uomo in bianco". Puoi dire "egli", non è ancora tassato.
[...]  tocco di un secondo interruttore a sfioramento [...] qua l'errore è quasi inguenuo. Se l'interruttore è a sfioramento, che senso ha toccarlo? Può darsi che avesse ragione Thamus a ribattere che la scrittura fosse portatrice di opinioni, ma a scanso di equivoci credo che un tocco sia diverso da uno sfioramento. 
‒ i miei qua credo sia un errore di digitazione, hai dimenticato la maiuscola a inizio discorso.
Rimpiange di non aver mai letto Harry Potter e visitato la città di Firenze. Sono sicuro che si sia vista tutti i film.
Invisibile, schermato, impossibile da hackerare e rintracciare. E l'assicurazione furto incendio?
Mentre i vari squadroni di poliziotti mettevano in sicurezza il palazzo, il loro quartetto seguiva il sentiero d’oro che sarebbe arrivato direttamente al boss finale. Qua credo che sia sia persa la consecutio temporum. Se è tutto al presente, come mai questa è al passato? Ho anche controllato che non si trattasse di una frase che rimandava al passato, come la successiva, e non credo lo sia. 
E così via, errori di piccola taglia, nulla da invidiare alla riercata distruzione della frase di alcuni utenti su EFP.
Ora passiamo alle cose un po' più serie.
Sinceramente, non credo che questa storia abbia senso nel fandom Pokémon. Non lo dico stringendo in mano lo scibile dei Pokémon ma guardando (leggendo) i fatti. Veniamo introdotti a questo personaggio, Calaver, del quale non viene mostrato nessun segno della personalità, nessun carattere fisico, nessuna backstory, nessuno sviluppo, è un pupazzo per quanto possa importarcene, che a quanto pare comanda l'intero mondo Pokémon da dietro le quinte. La vicenda è ambientata in uno scenario senza senso, impercettibile, lontano sia dall'anime che dal manga che dal videogioco, un luogo che nessuno conosce, con personaggi altrettanto abbozzati. Red, Green, Blue, Bellocchio, dicono difficilmente una parola. L'intera scena è vuota. Personalmente, avrei trovato questo capitolo come un buon finale per qualcosa che, a differenza di questo, avrebbe avuto una storia su cui appoggiarsi, con dei personaggi ed uno sviluppo. Se avessi ambientato questa storia in Breaking Bad, in Final Fantasy o in Il Signore degli Anelli cosa sarebbe cambiato? Il tablet sarebbe diventato un altro strumento, magari, ed i nomi sarebbero cambiati, ma il margine di coerenza che ha questa storia con il fandom dei Pokémon è questa: zero. Il nome del fandom, Pokémon, dovrebbe suonare un campanello (perdona l'inglesismo): le storie devono effettivamente c'entrare col mondo dei Pokémon. Io capisco che a molte persone piaccia scrivere di Giuseppina e Mario che si amano e piaccia chiamarli Misty e Ash perché così ha una shipping, ma non funziona così. E te lo dico perché, alla luce di quanto hai prodotto, penso che il discorso riesca a non perdersi nel mare di "Ma è la tua opinione! E la mia opinone è più giusta!". (i maiali di Orwell? Sicuramente scrivono da porci)
Seconda cosa, i rimandi al mondo umano stonano. Erano chiaramente una provocazione al lettore, ma una provocazione che non credo riuscita. Che senso ha collocare questa storia, che già si poggia su un equilibrio precario, in un mondo molto più complesso? Non viene fornita nessuna spiegazione né un approfondimento, cosa ne dovrebbe ricavare il lettore? Nulla, una provocazione che di fatto si perde. 
Terza cosa, l'inutile pomposità. La citazione iniziale di Oppenheimer era interessante, le vicende erano interessanti, ma di fatto cosa dovremmo ricavare dalla storia? La caduta di un grande uomo, con grande stile però. Come i matrimoni del Boss delle Cerimonie. È veramente suggestiva l'atmosfera che ricavi ma non lasci nulla al lettore di concreto, la storia è fine a se stessa e solo a se stessa, qualsiasi significato che potesse avere si perde nel fatto che è vuota. 
La cosa che mi era piaciuta riguarda il finale. Il bullet time è molto carino e l'alternanza di narrazione con nastro è veramente suggestiva. Mi ha ricordato una sequenza cinematografica, e devo dire che è riuscita, per quanto esistano dei limiti nella scrittura che il cinema (o la televisione) non ha.
Il giudizio finale è: e quindi? Non è negativa la recensione, poiché la storia non lo è, ma semplicemente non c'entra nulla col fandom dei Pokémon. Se permetti l'arroganza, penso che tu volessi scrivere una storia del genere ed abbia deciso di metterla nel fandom dei Pokémon perché era comodo farlo. Sei molto navigato da quello che vedo nel fandom e metterla qua ti avrebbe dato... visibiltà? Sicurezza? Sono solo congetture.

herr

 Buonasera, sono herr. Ci ritroviamo, nevvero? (è buffa questa espressione ma era la cosa più lontana dal ne? torinese e dal no? di una quindicenne che ho trovato)
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla tua storia. Nonostante per molti lati mi abbia lasciato perplesso, ci sono alcuni espedienti narrativi (i.e. il finale) che ho molto apprezzato. Andiamo con ordine, comunque.
Non recensisco da un po' e non so bene come muovermi (non che l'abbia mai saputo fare) e perciò partirò prima dai problemi di carattere grammaticale/qualsiasi cosa che non concerna la trama per poi parlare di, uhm, essa.
L’uomo vestito di bianco alrighty right. L'articolo ad inizio paragrafo, soprattutto all'inizio-inizio della storia, è completamente fuori luogo. Serve per specificare (i.e. Un gatto si stava rotolando nella sabbia [...]. Il gatto poi si alzò) qualcosa o qualcuno che è stato presentato in precedenza. Qua lascia solo perplessi.
[...] vorticante formicaio di luci [...]. Qua la metafora è un po' ridondante. Senza il po'. Un formicaio è di per sé un'immagine, per riprendere il termine, vorticosa, di una massa puntiniforme in movimento, se ci aggiungiamo il fatto che vortica... diventa un problema.
C'è una ripetizione fastidiosa di "uomo in bianco". Puoi dire "egli", non è ancora tassato.
[...]  tocco di un secondo interruttore a sfioramento [...] qua l'errore è quasi inguenuo. Se l'interruttore è a sfioramento, che senso ha toccarlo? Può darsi che avesse ragione Thamus a ribattere che la scrittura fosse portatrice di opinioni, ma a scanso di equivoci credo che un tocco sia diverso da uno sfioramento. 
‒ i miei qua credo sia un errore di digitazione, hai dimenticato la maiuscola a inizio discorso.
Rimpiange di non aver mai letto Harry Potter e visitato la città di Firenze. Sono sicuro che si sia vista tutti i film.
Invisibile, schermato, impossibile da hackerare e rintracciare. E l'assicurazione furto incendio?
Mentre i vari squadroni di poliziotti mettevano in sicurezza il palazzo, il loro quartetto seguiva il sentiero d’oro che sarebbe arrivato direttamente al boss finale. Qua credo che sia sia persa la consecutio temporum. Se è tutto al presente, come mai questa è al passato? Ho anche controllato che non si trattasse di una frase che rimandava al passato, come la successiva, e non credo lo sia. 
E così via, errori di piccola taglia, nulla da invidiare alla riercata distruzione della frase di alcuni utenti su EFP.
Ora passiamo alle cose un po' più serie.
Sinceramente, non credo che questa storia abbia senso nel fandom Pokémon. Non lo dico stringendo in mano lo scibile dei Pokémon ma guardando (leggendo) i fatti. Veniamo introdotti a questo personaggio, Calaver, del quale non viene mostrato nessun segno della personalità, nessun carattere fisico, nessuna backstory, nessuno sviluppo, è un pupazzo per quanto possa importarcene, che a quanto pare comanda l'intero mondo Pokémon da dietro le quinte. La vicenda è ambientata in uno scenario senza senso, impercettibile, lontano sia dall'anime che dal manga che dal videogioco, un luogo che nessuno conosce, con personaggi altrettanto abbozzati. Red, Green, Blue, Bellocchio, dicono difficilmente una parola. L'intera scena è vuota. Personalmente, avrei trovato questo capitolo come un buon finale per qualcosa che, a differenza di questo, avrebbe avuto una storia su cui appoggiarsi, con dei personaggi ed uno sviluppo. Se avessi ambientato questa storia in Breaking Bad, in Final Fantasy o in Il Signore degli Anelli cosa sarebbe cambiato? Il tablet sarebbe diventato un altro strumento, magari, ed i nomi sarebbero cambiati, ma il margine di coerenza che ha questa storia con il fandom dei Pokémon è questa: zero. Il nome del fandom, Pokémon, dovrebbe suonare un campanello (perdona l'inglesismo): le storie devono effettivamente c'entrare col mondo dei Pokémon. Io capisco che a molte persone piaccia scrivere di Giuseppina e Mario che si amano e piaccia chiamarli Misty e Ash perché così ha una shipping, ma non funziona così. E te lo dico perché, alla luce di quanto hai prodotto, penso che il discorso riesca a non perdersi nel mare di "Ma è la tua opinione! E la mia opinone è più giusta!". (i maiali di Orwell? Sicuramente scrivono da porci)
Seconda cosa, i rimandi al mondo umano stonano. Erano chiaramente una provocazione al lettore, ma una provocazione che non credo riuscita. Che senso ha collocare questa storia, che già si poggia su un equilibrio precario, in un mondo molto più complesso? Non viene fornita nessuna spiegazione né un approfondimento, cosa ne dovrebbe ricavare il lettore? Nulla, una provocazione che di fatto si perde. 
Terza cosa, l'inutile pomposità. La citazione iniziale di Oppenheimer era interessante, le vicende erano interessanti, ma di fatto cosa dovremmo ricavare dalla storia? La caduta di un grande uomo, con grande stile però. Come i matrimoni del Boss delle Cerimonie. È veramente suggestiva l'atmosfera che ricavi ma non lasci nulla al lettore di concreto, la storia è fine a se stessa e solo a se stessa, qualsiasi significato che potesse avere si perde nel fatto che è vuota. 
La cosa che mi era piaciuta riguarda il finale. Il bullet time è molto carino e l'alternanza di narrazione con nastro è veramente suggestiva. Mi ha ricordato una sequenza cinematografica, e devo dire che è riuscita, per quanto esistano dei limiti nella scrittura che il cinema (o la televisione) non ha.
Il giudizio finale è: e quindi? Non è negativa la recensione, poiché la storia non lo è, ma semplicemente non c'entra nulla col fandom dei Pokémon. Se permetti l'arroganza, penso che tu volessi scrivere una storia del genere ed abbia deciso di metterla nel fandom dei Pokémon perché era comodo farlo. Sei molto navigato da quello che vedo nel fandom e metterla qua ti avrebbe dato... visibiltà? Sicurezza? Sono solo congetture.

herr

 
Buonasera, sono herr. Ci ritroviamo, nevvero? (è buffa questa espressione ma era la cosa più lontana dal ne? torinese e dal no? di una quindicenne che ho trovato)
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla tua storia. Nonostante per molti lati mi abbia lasciato perplesso, ci sono alcuni espedienti narrativi (i.e. il finale) che ho molto apprezzato. Andiamo con ordine, comunque.
Non recensisco da un po' e non so bene come muovermi (non che l'abbia mai saputo fare) e perciò partirò prima dai problemi di carattere grammaticale/qualsiasi cosa che non concerna la trama per poi parlare di, uhm, essa.
L’uomo vestito di bianco alrighty right. L'articolo ad inizio paragrafo, soprattutto all'inizio-inizio della storia, è completamente fuori luogo. Serve per specificare (i.e. Un gatto si stava rotolando nella sabbia [...]. Il gatto poi si alzò) qualcosa o qualcuno che è stato presentato in precedenza. Qua lascia solo perplessi.
[...] vorticante formicaio di luci [...]. Qua la metafora è un po' ridondante. Senza il po'. Un formicaio è di per sé un'immagine, per riprendere il termine, vorticosa, di una massa puntiniforme in movimento, se ci aggiungiamo il fatto che vortica... diventa un problema.
C'è una ripetizione fastidiosa di "uomo in bianco". Puoi dire "egli", non è ancora tassato.
[...]  tocco di un secondo interruttore a sfioramento [...] qua l'errore è quasi inguenuo. Se l'interruttore è a sfioramento, che senso ha toccarlo? Può darsi che avesse ragione Thamus a ribattere che la scrittura fosse portatrice di opinioni, ma a scanso di equivoci credo che un tocco sia diverso da uno sfioramento. 
‒ i miei qua credo sia un errore di digitazione, hai dimenticato la maiuscola a inizio discorso.
Rimpiange di non aver mai letto Harry Potter e visitato la città di Firenze. Sono sicuro che si sia vista tutti i film.
Invisibile, schermato, impossibile da hackerare e rintracciare. E l'assicurazione furto incendio?
Mentre i vari squadroni di poliziotti mettevano in sicurezza il palazzo, il loro quartetto seguiva il sentiero d’oro che sarebbe arrivato direttamente al boss finale. Qua credo che sia sia persa la consecutio temporum. Se è tutto al presente, come mai questa è al passato? Ho anche controllato che non si trattasse di una frase che rimandava al passato, come la successiva, e non credo lo sia. 
E così via, errori di piccola taglia, nulla da invidiare alla riercata distruzione della frase di alcuni utenti su EFP.
Ora passiamo alle cose un po' più serie.
Sinceramente, non credo che questa storia abbia senso nel fandom Pokémon. Non lo dico stringendo in mano lo scibile dei Pokémon ma guardando (leggendo) i fatti. Veniamo introdotti a questo personaggio, Calaver, del quale non viene mostrato nessun segno della personalità, nessun carattere fisico, nessuna backstory, nessuno sviluppo, è un pupazzo per quanto possa importarcene, che a quanto pare comanda l'intero mondo Pokémon da dietro le quinte. La vicenda è ambientata in uno scenario senza senso, impercettibile, lontano sia dall'anime che dal manga che dal videogioco, un luogo che nessuno conosce, con personaggi altrettanto abbozzati. Red, Green, Blue, Bellocchio, dicono difficilmente una parola. L'intera scena è vuota. Personalmente, avrei trovato questo capitolo come un buon finale per qualcosa che, a differenza di questo, avrebbe avuto una storia su cui appoggiarsi, con dei personaggi ed uno sviluppo. Se avessi ambientato questa storia in Breaking Bad, in Final Fantasy o in Il Signore degli Anelli cosa sarebbe cambiato? Il tablet sarebbe diventato un altro strumento, magari, ed i nomi sarebbero cambiati, ma il margine di coerenza che ha questa storia con il fandom dei Pokémon è questa: zero. Il nome del fandom, Pokémon, dovrebbe suonare un campanello (perdona l'inglesismo): le storie devono effettivamente c'entrare col mondo dei Pokémon. Io capisco che a molte persone piaccia scrivere di Giuseppina e Mario che si amano e piaccia chiamarli Misty e Ash perché così ha una shipping, ma non funziona così. E te lo dico perché, alla luce di quanto hai prodotto, penso che il discorso riesca a non perdersi nel mare di "Ma è la tua opinione! E la mia opinone è più giusta!". (i maiali di Orwell? Sicuramente scrivono da porci)
Seconda cosa, i rimandi al mondo umano stonano. Erano chiaramente una provocazione al lettore, ma una provocazione che non credo riuscita. Che senso ha collocare questa storia, che già si poggia su un equilibrio precario, in un mondo molto più complesso? Non viene fornita nessuna spiegazione né un approfondimento, cosa ne dovrebbe ricavare il lettore? Nulla, una provocazione che di fatto si perde. 
Terza cosa, l'inutile pomposità. La citazione iniziale di Oppenheimer era interessante, le vicende erano interessanti, ma di fatto cosa dovremmo ricavare dalla storia? La caduta di un grande uomo, con grande stile però. Come i matrimoni del Boss delle Cerimonie. È veramente suggestiva l'atmosfera che ricavi ma non lasci nulla al lettore di concreto, la storia è fine a se stessa e solo a se stessa, qualsiasi significato che potesse avere si perde nel fatto che è vuota. 
La cosa che mi era piaciuta riguarda il finale. Il bullet time è molto carino e l'alternanza di narrazione con nastro è veramente suggestiva. Mi ha ricordato una sequenza cinematografica, e devo dire che è riuscita, per quanto esistano dei limiti nella scrittura che il cinema (o la televisione) non ha.
Il giudizio finale è: e quindi? Non è negativa la recensione, poiché la storia non lo è, ma semplicemente non c'entra nulla col fandom dei Pokémon. Se permetti l'arroganza, penso che tu volessi scrivere una storia del genere ed abbia deciso di metterla nel fandom dei Pokémon perché era comodo farlo. Sei molto navigato da quello che vedo nel fandom e metterla qua ti avrebbe dato... visibiltà? Sicurezza? Sono solo congetture.

herr

 ​

Recensore Junior
14/06/17, ore 11:15
Cap. 1:

Ehi!
Non ci conosciamo (?) per cui direi di cominciare da lì. (stringe manina)
Allora, la storia la vidi già ieri ma meh, non mi aveva attirato subito perché mi sembrava la classica storia e sinceramente non avevo voglia di seguirla ma arrivato fino alla fine lessi "con l'obiettivo di rendere questa storia unica" e non so neanch'io perché, in un atto di spropositata ingenuitudine (c'è un po' di Peabody in ognuno di noi) sperai in qualcosa. Oggi leggendo che avevi pubblicato anche il secondo capitolo, così celermente, pensai "dai, diamole una chance" anche perché è sempre bello seguire una storia passo passo e vederla crescere con te (mi ferrrmo).
Dovrei star recensendo il secondo capitolo, parlando anche del primo, ma se la trovi come recensione al primo sai che la ragione è perché l'estate mi sta facendo molto male, assieme a House of Cards.
La cosa - spero l'unica - che non mi piace, ma qua sono ovviamente gusti, è il fatto che ci siano i personaggi dell'anime, nei confronti dei quali provo un profondo astio, ma btw sono veramente opinioni e gusti dei più futili che non influenzeranno il giudizio.
Parto dalle cose che non mi sono piaciute - errori e verbi/aggettivi ma anche no che non mi suonano - per dopo andare sulla trama.
"serrando anch'ella le mani" non mi suona molto quest'immagine, si serrano i denti più che le mani, avrei usato un verbo come "stringere" o "chiudere" (tra l'altro chiudere i pugni aiuta la memoria coseacaso) però dovrei cercare meglio sul dizionario.
"con un tono bonario" qua sono sicuro che sia sbagliato a livello semantico. Bonario ha più il significato di affabile, comprensivo, mentre qua mi sembra di notare un lieve sarcasmo o comunque un qualcosa volto alla battuta (è chiaro che non si scannino mentre lui è via) e rende un po' fuorviante l'immagine che vuoi creare, a mio parere.
"se stessa" qua errore di distrazione, il sé vuole l'accento verso destra (perdona l'ignoranza ma non capisco quale sia grave o acuto). Penultima riga del primo paragrafo.
"«Melody»" dimmi che è una citazione a Doctor Who ti prego ti prego ti prego ti prego
"verde chiaro ma intenso" se è chiaro, non è intenso.
"insinuò Celian" quando insinui qualcosa è più che altro un voler di propria volontà pensare il male rispetto a qualcosa, ad esempio: "E se fosse stato Luigi a rubare i soldi?", mentre qua invece è palese che lei stia scherzando (o almeno quello che ho capito io) e oltre a suonar male mi appare anche fuorviante.
"con leggiadria e tension" se sei tesa, non è che sei molto leggiadra (?) nevermind.
"Il punto era [...] congegnato!" se usi la terza persona, questo genere di frasi esclamative sono la cosa che io evito maggiormente, perché mi sembrano molto infantili e stonano con il resto della narrazione che comunque non si prende tempo a commentare ogni cosa sui personaggi.
"correva a più non posso" l'espressione "a più non posso" non è proprio una descrizione adatta a qualcosa, la vedo molto gergale perché significa letteralmente "non posso fare di più". Per cui "correva come io non posso fare" mi suona molto, molto male.
"insinuò una ragazza" medesimo discorso per "insinuare" di sopra.
"
e afferrava" è una cosa da nulla, ma dal mio punto di vista porre la "d" dopo la vocale rende la lettura più scorrevole. Nevermind.
"visto che" a visto che preferisco "dato che", mi sembra meno gergale, ma si tratta di opinioni.
"scuotendo il capo con dissenso" questa è completamene un'impressione mia, ma io non ce la vedo lei a dire "muovetevi" e nel frattempo a scuotere il capo. Cioè magari sono solo pare mentali mie, però come comportamento, parallelamente a ciò che dice, mi sembra strano.
"Piccoli punti interrogativi" ok, sì, è vero, è in stile anime, però al punto di materializzarsi mi sembra un po' eccessivo.
"incalzò il giovane" qua penso ci vada un complemento oggetto, cioè "lo incalzò il giovane", sennò non si capisce bene chi sia il soggetto né a chi sia rivolta l'azione.
Celian e Jenie si odiano, è la nuova OTP della serie.
"scrollando il capo appena resosi conto della situazione" quell'appena mi suona male in qualche modo, mi sembra superfluo.
"come segno ch'era pronto" ho dei dubbi (c'è il 50% di possibilità che potrei sbagliarmi io essendo in forte forte dubbio). Personalmente avrei scritto "come segno che fosse pronto", però sarei rimasto comunque col dubbio, quindi prendila con le pinze.
Ok, capitolo perfetto, nessun errore, scorrevole, come ho detto prima, p e r f e t t o.
Passando ad altro, il figlio di Paul, Dedie (che ho pronunciato nella mia mente "Dedi") mi sta più simpatico di Jenie (o come la volevo chiamare io, Betch), ma la mia preferità è Melody. Celian ha troppo l'attitudine di Ash da quanto ho visto, e i personaggi troppo così non mi piacciono troppo. Da come si è chiuso il capitolo, mi aspetto una grande lotta fra il figlio di Paul e Julian a quanto ho capito, bene, così avremo la possibilitò di testare le sk​
Per la seconda parte, vorre condividere con te alcune considerazioni. La prima, "Betch" in inglese è, per quanto sia un termine slang e non lo trovi sul dizionario (tipo gonna, gotta e wanna) l'alternativa di "bitch", il che è veramente brutta come cosa per un professore (l'avrei dato a Jenie come nome). Poi ci avrei visto bene il nome di un albero, come i precedenti, per mantenere una sorta di legame con i precedenti professori. Il lessico è buono, non ripeti mai i verbi e usi una discreta varietà di vocaboli, e le descrizioni mi sembrano anch'esse a loro volta buone. Il secondo capitolo mi è già piaciuto di meno, le situazioni erano identiche a quelle dell'anime ma confido che si evolva diversamente. Quindi, come base questi due capitoli mi sembrano, specialmente il secondo, molto simili all'anime, proprio per scene e per comportamenti, però c'è da dire che i personaggi sono quelli dell'anime ed in parte è giustificato (ci sta che siano IC, e questo è un bene) però dall'altro canto spero che si ditinsuga dall'anime per evoluzione della storia e dei personaggi. E nulla, la storia va nelle seguite, spero ti siano state d'aiuto le mie considerazioni e correzioni, rinnovo il saluto al prossimo capitolo! 

herr

 

Nuovo recensore
05/06/17, ore 02:32
Cap. 1:

Ottimo prompt, ottima idea, ottimo praticamente tutto. L'era di Bs&t si presta particolarmente ai sette peccati capitali, e devo dire che l'idea di partire con la Yoonseok è più che benvenuta ♡ Favoritismi a parte, mi è piaciuto come la storia vertesse sul punto di vista di Hoseok: i pensieri e le sensazioni sono ben descritti.
Soltanto la conclusione mi sembra un po' affrettata, avrei speso qualche parola in più sul post amplesso, magari su qualcuna delle sensazioni provate dal più giovane. Prendila come una critica costruttiva, è l'unico punto che mi ha lasciata perplessa!
Una domanda, infine: sai già di quanti capitoli sarà all'incirca composta questa fanfiction?

Comunque, continua così! Non farti scoraggiare dalla critica di prima, mi piace davvero molto come scrivi.
Ci vediamo al prossimo capitolo,
- Alpha

Nuovo recensore
31/05/17, ore 19:24
Cap. 1:

Ti adoro, te e le tue storie. Non so come fai a scrivere cosi, giuro
Adoro Cobra, quindi gia partivo bene, in più l'accoppiata Gerard e Midnaight non mi dispiace, anzi. Mest non l'ho vedevo molto, ma prima di leggerla
Arrivata alla fine ho pensato "e se un po' di quella 'pozione' finisse nelle mani di Laxus, povero il nostro Gajeel". Mi hai contagiata (e ne sono contenta)
Aspetto con ansia la tua prossima storia. Arrivederci e grazie di pubblicare

Nuovo recensore
26/05/17, ore 14:18
Cap. 1:

Per i capitoli letti fino ad ora la storia tutto sommato ci può stare, ma per l'amor del cielo togli quella ca**o di introduzione da brividi. Leggere "Linguaggio scurrile" fa diventare una vagina eccitata più arida del deserto del Sahara. Quanti anni hai? 15?!
credo tu possa fare meglio, soprattutto per proprietà di linguaggio

Nuovo recensore
21/05/17, ore 22:03
Cap. 1:

Anche se sono arrivata solo al terzo capito (come te d'altronde XD) mi sento già coinvolta col la storia è non vedo l'ora di vedere come andrà avanti ! Continua così !

Recensore Junior
20/05/17, ore 09:55
Cap. 1:

Buongiorno!
Spinta dalla curiosità ho voluto leggere questa OS, perché il pairing MadaSaku è curioso. Nel senso che ispirano, sono belli esteticamente, se poi ci sei tu che cerchi di mantenerli IC, riesci a fare combaciare i loro caratteri perfettamente. Sembrano una vera coppia, davvero! Insomma, mi piace molto come descrivi Sakura, dai la giusta giustizia a questo personaggio che, purtroppo, nel manga hanno letteralmente rovinato facendola diventare una casalinga sposata con un fantasma. Da NaruHina quale sono, secondo me avrebbe avuto più senso farla mettere con Naruto, ma vabbè, torniamo alla OS XD
È scritta molto bene, mi piace molto il tuo stile, è semplice e fluido, ti fa stare accollata allo schermo a leggere e leggere senza accorgerti che è quasi terminata. Complimenti!
Ho notato soltanto qualche piccolo errore di battitura, assolutamente niente di grave, alla fine ne facciamo tutti. ^^
Mi è piaciuta molto la parte in cui Sakura si lascia andare, confidando le sue insicurezze al compagno, per non parlare di Madara, che nei suoi gesti da cavernicolo è semplicemente perfetto. Un compagno ideale, direi. Riesci a mostrare il loro lato umano benissimo!
Quasi quasi mi potrebbe partire la Ship tra i due *.*
Un bacio e alla prossima,
Mindy 🌸

Recensore Junior
17/05/17, ore 11:47
Cap. 1:

Ho cercato, ho pensato, ho inventato almeno diecimila motivi per cercare di giustificare, capire questa tua assenza: eppure nessuno è riuscito a soddisfarmi dato che dopo ben quattro anni sono ancora qui a chiederti il perché. All'inizio, i primi mesi, avevo pensato avessi avuto problemi "tecnici": credevo avessi il computer rotto, che il WiFi non prendesse, ho perfino pensato che non avessi luce a casa! Passato un anno questa scusa è automaticamente caduta. Ho pensato non ricordassi la password del tuo profilo, ho perfino fatto delle ricerche pensando avessi ripubblicato la storia da un'altra parte o con un altro profilo. Ti giuro, in questi quattro anni ho cercato ogni volta di giustificarti. "Forse sta male", "Forse le è successo qualcosa di brutto (che non voglio nè pensare e nè scrivere)", " Forse non crede più in Max ed Evy come ci credo io". Inspiegabile, proprio come la mia presenza qui, di nuovo. È che non riesco a staccarmici, capisci? Ho avuto paura, ne ho tutt'ora. Paura perché non riesco a vivere la mia realtà senza capire come proceda la loro, quella dei personaggi che ho tanto amato e tanto amo. Ogni volta mi ritrovo a rileggere questa storia, pur sapendo che ogni volta mi lascia un vuoto. Sono una masochista, ma ogni volta quando la osservo tra le mie preferite ho dei flashback con le parti che mi sono piaciute di più. Un po' assurdo visto che i personaggi di una storia non hanno volto, ma anche non avendocelo mi ci sono affezionata: mi sono affezionata a Max, ai suoi occhi verdi e ai suoi sorrisi ironici, anche non avendoli visti mai; mi sono affezionata ad Evy, alle sue code improvvisate per il nervosismo, al suo sciogliersi per e con Max; mi sono affezionata a Francy che lascia perdere Jack per Alex e ad Alex che ha lasciato perdere tutte per Francy; mi sono affezionata a Billy e al suo saper essere amico, al suo saper far ragionare e supportare sia Max che Evy; pensa che mi sono affezionata anche a Clark che, per quanto mi stia antipatico, è riuscito a smuovere Max. E potrei continuare così con ogni personaggio, parlando di Zia Elizabeth e la sua forza, del suo amore per Evy, di Dawn, dei signori Parker che non riescono ad amare limpidamente Max, di Emily... potrei parlare sempre di tutta la tua storia e non stancarmi mai. Sento un vuoto, perché non riesco a capire, non riesco a darmi una spiegazione razionale. Non riesco ad arrendermi al fatto che questa storia sia conclusa qui. Non riesco ad immaginare un finale che sia giusto per loro, personaggi che considero alla stregua di persone reali, perché in fondo lo sono! Tutti abbiamo incontrato o incontreremo una punizione divina come Max Parker, che riesce a farci dimenticare quella "punizione" con una parte "divina". Io, ti giuro che non ci riesco! Ancora e anche adesso, nel 2017 non ce la faccio ad arrendermi, a rassegnarmi. Non so neanche perché io stia scrivendo questa recensione(che è parecchio confusa, visto che probabilmente sto scrivendo senza seguire un senso logico). Io voglio ancora crederci: perché credo in questa storia, credo in te che riesci ad emozionarmi, credo in Max ed Evy. Vorrei poter svegliarmi domani e trovare un nuovo capitolo, qui. Ma oltre ad essere masochista, sono anche ingenua, forse illusa. Eppure ci credo. Spero, davvero con tutta me stessa, di poter rileggerti. Theworldinyoureyes

Recensore Veterano
14/05/17, ore 20:02
Cap. 1:

Ma salveee! Allora quando continui questa magnifica storia che mi ha tenuta incollata al ellulare per due giorni? Aspetto con ansia un seguito! Bye bye!